sabato 31 maggio 2008

Grigliata di pesce

Una bella grigliata di pesce. Se la materia prima é fresca e di qualità hai risolto il pasto, non ti affatichi dietro i fornelli, ti godi la compagnia e puoi chiacchierare tranquillamente (senza correre in cucina a controllare il forno o le padelle). Ecco l'unico neo é che cucinando all'aperto, ti tocca consultare le previsioni del tempo (volendo anche cartomanti e affini) e questo non é un gran periodo qui al nord.

Ingredienti per ogni commensale
4 code di gamberone
1 trancio di tonno
1 spiedini con seppioline, salmone e spada
timo, salvia, origano
In una terrina sistemare il pesce e condirlo con olio extravergine, le erbe aromatiche fresche tritate un po' di sale e pepe. Lasciare in fusione per circa un'ora. Cuocere sulla griglia bollente in pochi minuti.

Abbiamo accompagnato con insalata di lattuga, rucola e pomodoro condita con olio extravergine e aceto balsamico. Se piacciono le salse, si può preparare quella allo yogurt sufficientemente delicata per non coprire il gusto del pesce.
Ingredienti
un vasetto di yogurt intero
sale & pepe
origano, timo, menta
olio extravergine
un cucchiaino di senape di Digione

Amalgamare lo yogurt con il cucchiaino di erbe tritate, la senape e un cucchiaio di olio. Regolare di sale e pepe (se si preferisce si può sostituire il pepe con il peperoncino).

venerdì 30 maggio 2008

Ostriche


Non mangio mai ostriche.
Il cibo mi piace morto. Non malato, nè ferito, morto.

Woody Allen

Le ostriche sono un cibo dai grandi contrasti. Chi le ama le ama alla follia o chi le odia e non concede nessun alibi. Amando la buona cucina come momento conviviale, riesco anche a essere entusiasta nel preparare alimenti che fanno gioire i miei ospiti (e un po' meno la padrona di casa).
La presentazione classica prevede un letto di ghiaccio tritato. Per accompagnare le ostriche occorre il pane di segale, il burro salato, il pepe e limone. Ogni commensale ha le sue preferenze per cui predispongo tutto sul tavolo e ognuno condisce a piacere.
Un altro condimento gradito sono i cubettini di cipolla di tropea, abbondantemente innaffiati con aceto rosso di vino. Oppure la maionese addizionata con senape di Digione.
Questo giro offro e mi "gusto" lo sguardo entusiasta degli appassionati.
Se devo essere sincera l'unico aspetto che apprezzo delle ostriche é il profumo intenso di mare, di acqua di mare. Evocativo come sempre.
Come vino? Sia italiano sia francese l'importante é che ci siano le bollicine!

giovedì 29 maggio 2008

Crema di taccole alla salvia e sesamo

Come avrete notato in questi giorni acqua in cielo, acqua che riempie pozzanghere, acqua piena di sabbia che dipinge le auto ... e fin qui non ci piove ... Anzi, ci piove eccome!!! E non smette! Allora appena c'é stato un attimo di tregua, armata di gambali (non proprio da pescatore ma comunque adatti ad entrare nell'orto/risaia) con l'inquietudine di sprofondare nelle sabbie mobili sono andata a raccogliere la verdura. Mi faccio coraggio e scopro una "giungla" di ortaggi giganti pronti per il Guinness. Sopravvivo.
Ma ora cosa faccio di questi ortaggi "siliconati"? Taccole giganti: puoi mica farle in padella! Detto fatto zuppa!
Una cipolla tagliata a dadini, salvia abbondante (della dimensione della lattuga) a stufare in poco olio extravergine. Quindi ho aggiunto le taccole, lavate, private del filo. Ho lasciato ammorbidire la verdura. Ho condito con sale e pepe, e mezzo bicchiere di latte(ho l'abitudine nelle creme di utilizzare il latte anziché la panna). Ingentilisce il sapore senza appesantire la preparazione.
Con il mixer ho frullato accuratamente, poi ho passato al passaverdura a maglia fine, per separate così tutte le fibre dure. Servire con semi di sesamo tostati.

mercoledì 28 maggio 2008

Ravioli con code di gamberi

Quanto è buona la pasta ripiena? E quanto é divertente inventare nuovi ripieni? Avevo queste code di gambero così belline (licenza toscana) che ho deciso di valorizzarle farcendo i ravioli. Niente di esotico, rigorosamente italian style.
In un tegame ho fatto appassire una piccola cipolla bionda, sfumandola con un goccio di vino bianco. Quindi ho aggiunto 500 gr di code di gambero sgusciate a crudo (1/2 completamente pulite da utilizzare per il ripieno, e 1/2 parzialmente sgusciate per la decorazione ovviamente togliendo il filetto nero a tutte) e ho fatto saltare.
Le code per il ripieno le ho tritate aggiungendo 250 gr di ricotta piemontese, 2 cucchiai di parmigiano grattugiato, sale e pepe, basilico fresco tritato, un goccio d'olio extravergine e un tuorlo d'uovo.
Tirata la sfoglia (per la pasta utilizzate la vostra ricetta preferita, calcolando circa 300 gr di farina), con l'aiuto del sac a poche ho fatto piccoli mucchietti di impasto, ho sigillato e tagliato con la formina rotonda dentellata.
Scottati al volo in acqua salata bollente, li ho conditi con olio extravergine e pepe.
Per decorare code di gambero a piacere e foglioline di basilico fritte.
Scusate se tiro l'acqua al mio mulino ma erano veramente buoni (la cuoca se la suona e se la canta ...)

martedì 27 maggio 2008

Coccoina

Mi lancio un auto-meme nel settore del bricolage-collezionismo, visto che continua a piovere bisogna sfruttare altri hobby rinunciando forzatamente all'aria aperta ...
Non credo si possa acquistare la Coccoina con l'intento di incollare. Le nuove generazioni di colla, più pulite, più resistenti, più pratiche l'hanno messa al bando.
Ma il fascino indiscreto della pasta bianca che profuma di mandorla dotata di pratico pennellino con il suo scomparto mignon, non può essere dimenticata.
Già solo la confezione con il color argento, le scritte blu, l'etichetta vintage la rendono simpatica.
Visto che sono una collezionista di scatole, scatoline e scatolette in metallo (tè, biscotti, mentine, spezie, ecc ...) anche questa, nonostante non sia attinente l' argomento cucina, é stata inserita a forza nella collezione.

lunedì 26 maggio 2008

Metti una polpetta a cena

Se la memoria non mi inganna é la prima ricetta di cucina che ho imparato, annotando coscienziosamente gli ingredienti (avete presente i foglietti quadrati che si usano accanto al telefono?). Il primo piatto che ho cucinato, perché ho sempre adorato le polpette, e la golosità mi ha spinto a imparare. Macinato di vitello, carota grattugiata, trito di erbe aromatiche, parmigiano, uovo e mollica di pane ammollata nel latte, un pizzico di sale e pepe.
Bocconcini, rosolati in padella in olio extravergine, leggermente infarinati con il profumo dalle erbe che si amplifica nella cottura. E poi nel piatto di portata come ciliege, una tira l'altra ... nude o con con il ragù di verdure (la classica conserva di cui annoterò la ricetta quest'estate nel momento delle conserve).
In questa stagione si accompagnano bene con un tegame di piselli. Un cibo dell'infanzia da cui non riesco a separarmi con l'affetto del primo esperimento culinario che ha dato il là per future sperimentazioni.

domenica 25 maggio 2008

Colazione della domenica

tortina di nocciole e lady grey tea
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E' una domenica da tè, la scelta cade su di un tè con scorza di arancia e di limone, profumato al bergamotto con il tocco di colore dei petali di fiordaliso. Si tratta della miscela Lady Grey Tea della Twinings, acquistata a Londra (216 Strand London WC2). Il negozio si trova ancora oggi nel luogo in cui nel 1706 Thomas Twining iniziò a vendere per la prima volta il Twinings.
Si trova anche in Italia, ma vuoi andare a Londra senza portarti a casa un po' di tè!?!
Ho sempre preferito preparare la teiera, non amo molto le bustine. Mi piace il rito di scaldare prima la teiera con l'acqua calda e poi versarne altra acqua bollente e dosare il tè...
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one tea spoon of tea per person and 'one for the pot'.
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L'infuso preparato dopo 2-3 minuti va consumato bollente, appena filtrato, per evitare che l'amaro rovini la bevanda. Una correzione di latte e un dolcetto per accompagnare.
Ho preparato l'impasto per la torta di nocciole, classicissima e meravigliosa, ma ho cotto l'impasto nello stampo da muffin.
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Torta di nocciole
Ingredienti:
200 gr di nocciole tostate tritate
250 gr di farina bianca
250 gr di zucchero semolato
150 gr di burro
3 uova
una bustina lievito per dolci
5 cucchiai di latte
Prepaazione
Sbattere a lungo i tuorli con lo zucchero, quindi versare il burro sciolto. Unire poco alla volta la farina setacciata con il lievito e le nocciole tritate, unire il latte. Infine unire le chiare d'uovo montate a neve soda. Versare nello stampo da muffin precedentemente imburrato e infarinato. Si ricavano circa 24 porzioni. Decorare con una nocciola intera. Infornare a 180° per 20 minuti.
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sabato 24 maggio 2008

Massime

La prima volta che ho letto "Massime" di La Rochefoucauld mi sono stupita della sua attualità.
Ritenevo che l'uomo moderno incamerasse una quantità maggiore di debolezze ed egoismi rispetto agli antenati, leggerne il ritratto fatto nel XVII secolo e rendermi conto di come fosse vicino alla nostra esperienza mi ha fatto appassionare al libro.
Il giudizio (molto più competente del mio) che ne dette Voltaire nel capitolo XXXII del Siècle de Louis XIV: "Uno dei libri che più contribuirono a formare il gusto della nazione e a dargli uno spirito di giustezza e di precisione, fu la piccola raccolta delle Massime di François duca di La Rochefoucauld (...). Tale piccola raccolta fu letta avidamente; ci si abituò a pensare e a racchiudere il proprio pensiero in una forma vivace, precisa, lieve. Era un merito che nessuno prima di lui aveva avuto in Europa dopo la rinascita delle lettere".

Annoto ad esempio alcune sue réflexions:

Siamo così assuefatti a mascherarci agli altri, che finiamo per mascherarci a noi stessi.
Non siamo mai così generosi come nel dare consigli.
Abbiamo tutti abbastanza forza per sopportare i mali altrui.
Se non avessimo difetti non avremmo tanto piacere a notare quelli degli altri.
Preferiamo dir male piuttosto che non parlare affatto di noi stessi.
Il mondo ricompensa spesso più le apparenze del merito che il merito vero.

Anche solo da poche righe, si intuisce che é osservatore acutissimo fondamentalmente pessimista, caustico e lapidario é riuscito ad affrescare la natura umana con la distaccata e lineare eleganza tipica del vero aristocratico. In ogni passo riconduce a sottili motivi utilitaristici anche le manifestazioni più disinteressate e nobili dell'individuo, dimostrando nelle sue affermazioni perentorie, spietate, ironiche, taglienti, più fede nello smisurato egoismo dell'uomo che nelle sue virtù.
Quanto siano feroci e spietati i giudizi che questo pensatore traccia lo si deduce da quanto sappiano colpire ancora oggi e forse questo avviene perché "Se si fa tanto discutere contro le massime che mettono a nudo il cuore umano è perché ciascuno teme di esservi messo a nudo".

venerdì 23 maggio 2008

Paglia, fieno e papaveri con salmone e spinaci in foglia

In un ristorantino in riva al mare a Calais ho assaggiato un piatto di salmone alla griglia, servito con tagliatelle e spinaci, sarà stata la vacanza o sarà sa stata seratina romantica, ma era veramente buono. Per cui perché non riprodurlo? Non ho il cameriere che parla francese, e il mare posso solo ritrovarlo solo nei ricordi ... ma con della materia prima speciale e un pizzico di personalizzazione ...

Paglia, fieno e papaveri ovvero tagliatelle all'uovo, tagliatelle agli spinaci, tagliatelle alle barbabietole condite con un fiocco di burro a crudo.

Trancio di salmone ovvero una porzione di salmone leggermente inumidito con olio extravergine e cotto alla griglia.

Spinaci in foglia scottati e conditi con burro fuso.

Un piatto unico di grande soddisfazione con il pregio del revival, mi siedo con voi a gurdare i traghetti che attraversano la Manica ...

giovedì 22 maggio 2008

Crudo & melone

Non ho saputo resistere ... il tempo non sembra conciliare, ma viene voglia di qualche piatto unico veloce e leggero.
Diciamo che é il nostro piatto estivo preferito, in tavola almeno una volta alla settimana. Da uno spunto di Uvetta e una sua macedonia, questa volta ho fatto anche gli spiedini alternando piccoli bocconcini di melone e di pera william tagliati con lo scavino e foglie tenerissime di basilico.
Magari con qualche grissino ai semi di papavero, come spilucchino insegna, e con un paio di link il pranzo é servito.
Accetto suggerimenti e idee!

mercoledì 21 maggio 2008

Frittelle di fiori di acacia e fiori di sambuco

Andando per boschi alla ricerca dei fiori di sambuco, ho trovato anche bellissimi fiori di acacia. Anni fa qualche collega mi aveva raccontato di ottime frittelle confezionate con questi fiori. Ero un po' incredula, perché pensavo che "sapore vuoi che abbia un tenero fiorellino" ... e invece sono rimasta piacevolmente sorpresa (o meglio siamo rimasti piacevolmente sorpresi, riesco sempre a trovare le cavie per gli esperimenti culinari). Premetto in famiglia non amiamo i cibi fritti, ma le frittelle non si possono adattare ad altre cotture ...
La ricetta che ho trovato era priva di qualsiasi metro di misura, né grammi né cucchiai, come cucinare con una benda sugli occhi!!!
Ho fatto intiepidire circa un bicchiere di latte intero, dove ho sciolto un'abbondante cucchiaio di miele d'acacia. A fuoco spento ho incorporato circa tre cucchiai di farina senza far cuocere. Ho lasciato raffreddare. A parte ho montato a neve una chiara d'uovo con un pizzico di sale. Ho unito i due composti, e ho diviso la pastella in due contenitori: in una ho addizionato i fiori di sambuco, nell'altra i fiori di acacia (confidenzialmente gaggia). Ho fatto friggere in olio extra vergine profondo piccole cucchiaiate di impasto. Ho fatto sgocciolare bene, ho decorato con zucchero a velo.
Giusto uno sfizio floreale, non solo a livello estetico, ma anche per il palato perché sono piccoli finger food gradevolmente profumati e morbidi.

martedì 20 maggio 2008

Cheesecake mix

Lo spunto per preparare il cheesecake deriva da un post di Uvetta e da una sua degustazione di vini. Sicuramente avrete già provato la ricetta del dessert o avete una vostra versione. Gli ingredienti per la base sono il burro, i biscotti digestive, philadelphia, panna, uova e zucchero e una bacca di vaniglia.
Un po' per caso, un po' per curiosità, io mi sono mi sono concentrata a sperimentare dei "condimenti". Facciamo una carrellata ordinata.
La prima va assaggiata nuda e cruda, giusto per fare il confronto, dove prevale il profumo della vaniglia, il fondo croccante, morbida all'interno e leggermente caramellata all'esterno.
La seconda con confettura di ciliege e ciliege fresche (se riuscite a riconoscerle sono quelle della foto del titolo del blog) prevale la frutta fresca.
La terza con cranberry sauce (teoricamente si usa per accompagnare la carne di tacchino arrosto, ma é semplicemente polpa di frutta in conserva, vasettino acquistato in GB) aromatizzata con i fiori di sambuco.
Anche all'assaggio non si riesce a stabilire un ordine di preferenze, ognuna ha il suo perché, forse é proprio divertente assaggiare più varianti.
Buona degustazione visiva!

lunedì 19 maggio 2008

Agnolotti al plin

agnolotti al plin burro e salvia
L'immagine della pasta ripiena al giorno d'oggi (inizio a parlare come mia nonna ....) viene associata a pratiche vaschette sottovuoto, col nome di un anfibio (R..a), e dai ripieni emiliani o più moderni, comodamente dosata in grammi e con l'indicazione della cottura. Ormai si mangiano anche tutti i giorni.
Nulla da eccepire. Ma c'era qualche cosa di poetico nel rituale della preparazione del cibo per la festa. Più generazioni si ritrovavano nella cucina, dai nonni ai nipoti, vi era anche un aspetto di socialità che un po' rimpiango (so anche che, facendo parte dei miei ricordi, é anche normale averne una visione romantica).
Le dosi per il ripieno venivano un po' dalle disponibilità. Bisogna considerare, che in passato, la ricetta era nata per preparare con pochi ingredienti nobili, un pasto per tanti commensali. Le nostre nonne e le nostre mamme hanno saputo in tempi difficili portare la festa in un piatto, racchiudendo in piccoli fagottini, veri capolavori.

La preparazione iniziava con l'arrosto di vitello e maiale che cuoceva lentamente, profumati con rosmarino e alloro (e aglio, che io ho abolito ... vedi ste donne moderne ...). A parte si prepara il risotto, si rosolano in padella, con il burro, gli spinaci o la scarola scottati. Si passa al tritacarne il tutto, condendo con abbondante parmigiano, sale, un uovo e un pizzico della mitica saporita. Gli ingredienti per la pasta fresca sono 600 gr di farina, 4 uova intere, 2 tuorli e un poco d'acqua all'occorrenza, sale e un goccio d'olio.

Tirata la sfoglia si inizia facendo tante piccole file di porzioni di ripieno (aiutandosi con due cucchiaini da caffè) si chiude, si preme con le dita, si pizzica (ecco perché di chiamano al plin) e si taglia la pasta con la rotella. Si disponevano in bella mostra su una tela bianca con la farina di semola (per evitare che si attaccassero fra loro). E poi venivano spostati in un'altra stanza perché occorreva apparecchiare la tavola!!!

Per dosarli mio nonno Emilio usava la dozzina: due dozzine a testa e la porzione era servita. Come condimento amo molto burro e salvia perché si sente tutto il sapore del ripieno, un passaggio di pepe al mulinello e se proprio si vuole esagerare una pioggia di parmigiano grattugiato.


Trovare la saporita non é semplice, e soprattuto in questa bustina dai panorami esotici che tanto mi ricorda l'infanzia. La trovate qui.

domenica 18 maggio 2008

NYC: Grande mela

La curiosità è nata leggendo la coinvolgente esperienza di Elena e Marta su Comida de mama, perché mi ricordavo dell'appellativo Grande Mela rivolto a New York, ma non ne conoscevo le motivazioni. Ecco che interviene Wikipedia a dissipare il dubbio. Visto che l'ho trovato interessante vi annoto qui di seguito le motivazioni. Probabilmente molti di voi saranno al corrente, per gli altri ...
L'espressione grande mela è utilizzata per definire la città di New York.
Nel
1909 Edward S. Martin, nel libro "The Wayfaver in New York", paragona lo stato di New York ad un melo, con le radici nella valle del Mississippi e il frutto a New York. Negli anni Venti il termine venne riproposto dal cronista sportivo John J. Fitzgerald, che aveva sentito definire così l'ippodromo di New York. Riferendosi ancora all'ippodromo, il cronista riportò come per gli scommettitori di corse dei cavalli New York fosse il circuito ("la mela") più ricco a livello di guadagni.
I musicisti
jazz nel corso degli anni Trenta e Quaranta spesso usavano questa definizione come una metafora del successo. Quando i concerti erano lontano da New York, si suonava "sui rami"; al contrario, suonare a New York significava suonare nella "Grande Mela".
Il soprannome è stato riproposto negli anni Settanta in una campagna di promozione turistica della città. Nel
1997 il sindaco Rudolph Giuliani battezzò "Big Apple Corner" l'angolo tra la 54 West Street e Broadway, dove John J. Fitzgerald abitò dal 1934 al 1963, per rendere omaggio al giornalista che rese famosa la definizione.
Colazione della domenica morigerata: ... mela!

sabato 17 maggio 2008

Rolata di tacchinella con prosciutto e piselli

Se riuscite con molta destrezza a farvi disossare un coscia di tacchina dal macellaio (dovete addurre un serio motivo familiare!) potete preparare questa ricettina primaverile. La cottura al forno libera anche dalle incombenze della rosolotura, dell'accudire amorevolmente l'arrostino, con il dubbio che un attimo di distrazione rovini l'opera.

Ingredienti
1 coscia di tacchinella disossata
300 gr di macinato di vitello
150 gr di prosciutto cotto in una sola fetta
1 tazza di piselli scottati in acqua salata
1 panino ammorbidito nel latte
1 uovo
un trito di erbe aromatiche (rosmarino, salvia, timo)
parmigiano grattugiato
sale&pepe&olio extra

Stendere su di un tagliere la carne e appiattirla bene. Preparare la farcitura amalgamando il macinato con le erbe, il parmigiano, il pane ammorbidito nel latte, l'uovo. Condire con sale e pepe. Se gradite un ripieno dall'aspetto più delicato, si può compiere l'operazione con il mixer. Per ultimo, aggiungere al composto i piselli e il prosciutto a piccoli cubetti (dimensione dei piselli). Farcire la rolata, e chiudere con lo spago. Inumidire un foglio di carta forno e versare al centro uno o due cucchiai d'olio. Appoggiare la carne, chiudere bene le estremità e appoggiare in una teglia. Cuocere in forno già caldo a 180° per 45- 60 minuti. Deve risultare una bella rosolatura, eventualmente se il brodo di cottura é eccessivo, si apre il cartoccio e si lascia evaporare in forno ancora qualche minuto.
Servire con patate novelle cotte al forno profumate con rosmarino fresco.

venerdì 16 maggio 2008

Secondo meme

Mi sento un po' sul lettino dello psicologo ... invece di sgobbare dietro i fornelli per preparare qualche manicaretto ... o studiare qualche foto decente, sono qui meditabonda per cercare di cavare solo (dico solo) sei cose che amo fare. Come scremare ....
Per gentile invito degli scribacchini


A tutti voi le regole del Meme "delle godurie" :
Indicare il blog che vi ha nominato con annesso link
Descrivere le regole di svolgimento

Scrivere 6 cose che si preferisce fare
Nominare altri 6 blog tramite i quali dovrebbe proseguire il meme
Lasciare un commento su tutti e 6 i blog appena citati

In ordine sparso, mi piace:
  • camminare: essere in movimento, viaggiando fisicamente per scoprire e viaggiare con la fantasia per sognare;

  • cominciare: avere sempre un nuovo progetto da iniziare;

  • collezionare: esperienze, ricette, cibi, foto, profumi, libri, ecc ... per avere un contatto con la memoria;

  • conoscere: me stessa e chi frequento per amore o per caso, nonché animali e piante;

  • crescere: passare attraverso le stagioni possibilmente migliorando;

  • capire: o cercare di capire restando sempre in ascolto.

Lancio un invito a chi non ha avuto ancora occasione di raccontarsi: Erborina, Fico secco & Uva passa, Michelangelo, Ricette vagabonde, Lo Spilucchino, Monique

(R.S.V.P.)

mercoledì 14 maggio 2008

Baci di dama

Questo é il guanto della sfida: un vasetto di tonda gentile delle Langhe.
Teatro della scena l'ufficio, lei fu provocata nel primo atto ...
- Tu che" sai" cucinare non hai mai portato in ufficio i Baci di dama .... chissà se sei capace di trasformare questo vasetto di nocciole in pasticcini.
- Ah! Marrano, tu cerchi il duello. E duello sia!
(tradotto in italiano: lei desiderosa di dimostrare la propria superiorità femminile ha abboccato alla grande, e ha sgobbato dietro i fornelli ...)
Nel secondo atto, lei timidamente entra in scena con i piccoli pasticcini alla nocciola, la fierezza lascia spazio alla paura.
- (Avrò dosato bene gli ingredienti? e la cottura? e le nocciole tostate erano abbastanza tostate? il cioccolato fuso era abbastanza fuso?-dialogo interiore-)
L'istinto di conservazione suggerisce la fuga.
- ( Sarò irrisa nei secoli ad ogni riunione...)
Ormai non può tirarsi indietro.
Lentamente sguaina la scatola e uno a uno, tutti i colleghi si servono. Silenzio.
- Sono buonissimi! (disse uno)
- Assomigliano a quelli della mia pasticceria preferita (disse l'altro)
- Mmmm (risposero gli altri)
(fuori campo: per lei il primo fuoco d'artificio interiore)
- Sono più morbidi e friabili rispetto a quelli di mia madre...
(fuori campo: il big bang interiore)
- Ma non sono neppure difficili da fare ... disse lei con disinvoltura e senza tradire un'emozione, ritirò il premio morale della vittoria.
Tutti in scena, inchino e chiusura di sipario.

Ecco qui il "Fu Bacio di dama"


Per future rappresentazioni:

200 gr di nocciole tostate
200 gr di zucchero semolato
200 gr di burro
240 gr di farina
cioccolato fondente fuso


Tritare finemente le nocciole tostate con lo zucchero, unire a burro morbido e farina. Impastare bene e ricavare dei rotolini come per gli gnocchi. Tagliare piccole porzioni di pasta e modellare delle palline. Sistemare sulla placca e cuocere a 150° per 30 minuti. Unire i biscotti due a due con cioccolato fuso. Lasciare riposare.

lunedì 12 maggio 2008

Meme

Ecco il mio primo meme ovvero quello delle 6 cose, azioni, pensieri che non mi piacciono. Ho ricevuto l'invito da Carla di letto&mangiato; teoricamente sono più da bicchiere mezzo pieno, ma ho pensato che anche l'outing delle cose che non piacciono è un modo per conoscere le blog-amiche.
Rispettiamo le regole:

Indicare il blog che vi ha nominato con annesso link
Descrivere le regole di svolgimento
Scrivere 6 cose che non piacciono
Nominare altri 6 blog tramite i quali proseguire il meme
Lasciare un commento sui blog coinvolti


Non mi piace:
1) non avere la libertà di scelta, essere spalle al muro;
2) chi perde il fiato a criticare, giudicare, a disprezzare;
3) non avere il tempo per condividere la quotidianità con le persone care;
4) chi per principio dice "non sono capace" (ma se non ci hai nemmeno provato!?!);
5) chi spreca;
6) chi non ha rispetto per le persone e per gli animali.


Rivolgo l'invito informale alla generosa e contagiosa Silvia di Magnolia (riuscirai a trovare qualche cosa che non ti va!?!), alla solare e internazionale Daniela di Campo di fragole, alla gentilissima Monique di Quantocepiacedechiaccherà, alla giovanissima Virginia di Lo Spilucchino, agli appassionati Fico & Uva di Fico secco e Uva Passa, alla nuova conoscenza Parole di burro che ha appena terminato l'elenco delle cose che le piacciono...

Semplicità

E' solo un'insalata, ma ho l'immagine chiara di io bambina in religioso silenzio ad osservare i passaggi della preparazione. Mi ricordo ancora quando mia madre tagliava a cubetti le barbabietole cotte al forno, le raccoglieva in un "grilet" (insalatiera) di vetro e poi univa pezzettini di acciughe dissalate, un trito di prezzemolo, olio aceto di vino rosso e sale. A essere sincera la preparazione originale prevede fette di aglio per profumare ... ma sono state debitamente censurate nei miei ricordi ... visto il mio rifiuto per il bulbo ...
Poi mia mamma metteva un piatto sopra (nel "medioevo" non era ancora presente la pellicola per alimenti), e lasciava riposare per il pomeriggio pronto per essere servito per cena.
Io adoro le barbabietole sia per il gusto sia per il colore, e per consumarle più sovente ho elaborato alcune ricette per ripieni di salatini, per antipasti e per primi piatti che non mancherò di rifare per proporle sul blog.
Visto che siamo in vena di amarcord, un'altra preparazione semplice-semplice che risale alle abitudini familiari (questa volta è il turno di zia Teresina) é scottare i peperoni pochi istanti in acqua salata. Prima di spegnere il tegame si versa un goccio di aceto di vino rosso, si mette il coperchio. Si consumano freddi a listarelle con un goccio di olio extravergine magari toscano (visto che il figlio della zia vive nelle zone del Chianti).

domenica 11 maggio 2008

Colazione della domenica

Latte fresco, cereali e frutta, un sorso di caffè per avere tutte le energie necessarie per affrontare al meglio la giornata. I cereali che preferisco sono i fiocchi di riso e frumento integrale con i frutti rossi (ciliegie, lamponi e fragole) con un goccio di latte freddo. Non sono neanche male quelli di ultima generazione ovvero cereali agglomerati sempre con frutta disidratata.
Per una volta niente di cucinato, ma assemblato al volo ... oggi ho un sacco di cose da sbrigare!
Domani è il complemese del blog per cui ci vuole una poesia nuova, e in onore a Uvetta e alla sua raccolta fortunata di quadrifogli ho scelto la poesia che racconta di ... prati e trifogli!

sabato 10 maggio 2008

Festa della mamma

Alla trattoria Chez moi oggi si festeggia la mamma! Fiori ovviamente e a seguire aperitivo con alcune "frivolezze" giusto per la compagnia ... Pronti per il menù a base di pesce?
Ero decisamente ispirata dal cavoletto di bruxelles ... menù pesce spada ...
L'unico problema é che dal mio pescivendolo non ho trovato il trancio di pesce spada che mi ispirava, per cui ho rimandato l'esperimento, e ho virato sui prodotti con una bell'aspetto!
Il vino frizzantino è al fresco?

Tagliatelle all'uovo con code di gamberi, cipollotti e profumo di curry


Orata al cartoccio con erbe aromatiche e sale affumicato



Meringa al cocco con panna & fragole e gocce di cioccolato caldo



Eccola qui la meringa di ieri (150 gr di albume, 150 gr di zucchero e un pizzico di sale montati a neve ferma dal KitchenAid) corretta da 150 gr di cocco grattugiato. Questo impasto deve essere cotto in una tortiera rettangolare ricoperta di carta forno. Si infornata a 150 gradi per 30 minuti. Poi ho tolto la teglia dal forno, ho girato l'impasto, ho staccato la carta forno e ho lasciato asciugare ancora per 30 minuti. Si preparano 200 gr di panna montata con 30 gr di zucchero. Si ricavano dei cubetti di meringa si farciscono con la panna, decoro con fragola fresca e cioccolato fondente fuso a piacere. Una vera bontà.

Adesso ci sta bene un caffè ristretto?
Buona festa a tutte le mamme!!!!

venerdì 9 maggio 2008

Lavori in corso


Voglia di fragole, crema veloce con fragole fresche e yogurt greco, ... bisogna rimanere concentrati per i preparativi per la festa della mamma ... Vi lascio un indizio, ma il racconto prosegue domani...
to be continued

giovedì 8 maggio 2008

Germogli di spinaci con grana e noci

Gli spinaci mi fanno sempre pensare a Braccio di ferro (divertente) e al miscuglio scotto che ci davano all'asilo (orribile). Superfluo dire che non amavo mangiare gli spinaci! Fortunatamente la fata buona (leggi: mamma n.d.r.) mi parlò di dolci tenere foglie da consumare crude in insalata. Mi fece superare così la diffidenza ... detto fatto mi sono appassionata all'insalata di spinaci crudi, conditi olio extra e limone, magari con una correzione di "petali" di grana e gherigli di noci. Più si rinforza con grana e noci più diventa un antipasto!
E ci stappiamo una bottiglia di prosecco per brindare!!!! Uvetta grazie del premio E for Excellent!

mercoledì 7 maggio 2008

Bouquet di aromi e rolata farcita

E' primavera, svegliatevi bambine ....toh! Questa sera sono canterina! Oggi meditazioni poetico-matrimoniali per cui un bel bouquet "romanticamente" utilizzato per la cena.
Salvia, rosmarino, maggiorana, erba di San Pietro, fiori di aglio orsino, origano, ah che profumo!
Un trito veloce, due uova sbattute, sale pepe e grana grattugiato, et voila frittatina primaverile pronta. Da gustare così oppure ottima farcitura per la rolata (la seconda che hai detto ... please).

Rolata farcita con frittatina alle erbe aromatiche
ingredienti
300 gr di macinato di vitello
frittatina alle erbe aromatiche
100 gr di prosciutto cotto
olio extra vergine, sale e pepe
Prendere un foglio di carta forno, stropicciarlo e bagnarlo sotto l'acqua. Stenderlo nuovamente, mettere un filo d'olio sulla superficie. Posizionare sulla carta forno il macinato, schiacciarlo leggermente, appoggiare un foglio di pellicola e aiutandosi con un mattarello stendere la carne ricavando un rettangolo. Rimuovere la pellicola. Condire con poco sale e pepe. Farcire con la frittatina alle erbe e il prosciutto. Arrotolare e ricavare un cartoccio a caramella, stringendo bene la carta forno. Cuocere in forno a 180° per 40 - 45 minuti. Servire con zucchini, pomodoro e basilico.

Spring comes on the World - 
I sight the Aprils -
Hueless to me until thou come
As, till the Bee
Blossoms stand negative,
touched to conditions
By a Hum.


Emily Dickinson 1865

La primavera ritorna sul mondo.
Guardo l'aprile, che non ha colori
Per me, finché tu venga,
Come prima del giungere dell'ape
Restano inerti i fiori,
Destati all'esistenza da un ronzio.

martedì 6 maggio 2008

Polenta concia

Giornate uggiose. Un primo piatto caldo effetto coccola. La polenta condita con qualche cubetto di fontina, una pioggia di grana e profumo di pepe nero.
Si può procedere al condimento nella pentola, quando la polenta è a fine cottura, con il cucchiaio di legno si incorpora burro e formaggio a piacere.
Oppure si porta la polenta neutra a tavola, con il piatto del formaggio, così ogni commensale si diletta negli abbinamenti preferiti passando dai formaggi freschi a quelli erborinati. In questo caso da concia, la polenta diventa s-concia per la quantità di calorie .... quando si è guidati solo dalla golosità!

lunedì 5 maggio 2008

Bagnetto verde

Come si capisce dalla foto non si tratta di una piccola vasca piena di bagnoschiuma verde al pino ....
Ma ci catapultiamo nell'infanzia. Sono sempre stata piuttosto salata nei gusti (mio marito mi ha contagiato nella golosità sul dolce).
Soprattutto da piccola amavo le merende salate. Tanto per fare un esempio preferivo pane-olio con pomodoro fresco e basilico piuttosto che la crostata (che periodo ... poche merendine industriali e tante merende preparate al momento ... chissà come abbiamo fatto a sopravvivere!?!).
Un'edizione speciale del panino al pomodoro nasceva se nel frigo trovavo il barattolino con il bagnetto verde ovvero una salsa verde fatta con prezzemolo, acciughe dissalate e olio. A essere sincera la tradizione prevede l'aglio, ma io l'ho abolito in tutte le ricette, compresa questa, perché ne ho una certa repulsione "vampiresca".
Per prepararlo occorre un pugno di prezzemolo, che originariamente veniva tritato con la mezzaluna sull'asse di legno insieme alle acciughe (io uso il mixer meno poetico ma efficace) unito a un po' di mollica di pane imbevuta in aceto di vino. Il composto tritato deve essere poi legato con olio di oliva extravergine.
La salsa viene impiegata normalmente per il lesso, sia caldo e sia freddo. Oppure se si hanno a disposizione dei filetti di acciughe sotto sale, una volta ben pulite, si immergono nella salsa e si lasciano riposare per un paio di giorni. Si ottiene così un antipasto speedy per un pasto informale.
Essendo una salsa tradizionale ogni collina ne ha una versione diversa, per esempio con aggiunte di capperi o rosso d'uovo sodo, ma nessuno baratterebbe la versione familiare (compresa io) perché siamo tutti un po' orgogliosi e fieri delle nostre radici!

domenica 4 maggio 2008

Colazione della domenica

Cotti e mangiati!
Ecco i Pancake per la domenica con sciroppo d'acero. Già solo prepararli dà il buonumore perché profumano la casa di fragranza alla vaniglia. E poi anche quando li mangi apprezzi la crosticina dorata all'esterno e li scopri caldi e morbidi all'interno.
L'idea di provarli è nata da qualche film americano, e la ricerca della ricetta perfetta ha comportato negli anni diversi esperimenti ... più o meno soddisfacenti. Non avendo esperienza diretta, abbiamo cercato di farli un po' a nostro gusto...

Ingredienti per 2 o 4 persone (dipende se si fa colazione o il brunch)

125 gr farina bianca 00
8 gr di lievito vanigliato per dolci
1 uovo
20 gr di zucchero
130 ml di latte
burro
per condire
sciroppo d'acero e frutta fresca

Miscelare farina, lievito e zucchero. Aggiungere l'uovo intero e amalgamare con una frusta. Versare il latte poco alla volta, continuando a mescolare. Sciogliere un pezzetto di burro in un padellino antiaderente e cuocere l'impasto a cucchiaiate, ricavando delle frittatine da cuocere da entrambe i lati.
Servire calde con sciroppo d'acero a piacere e cubetti di fragole, kiwi e ananas.
Non sono male anche con la confettura di albicocche o fragole.
Buona domenica!

Lattuga,rucola e ravanelli

A proposito di contorni favoriti. Una bella insalatina?
Magari uscire a raccogliere le prime foglioline di insalata, talmente tenere ... e poi qualche foglia di basilico e i ravanelli (appena colti sono più dolci e danno allegria nel piatto). E per finire qualche fiorellino...
Come condimento, un pizzico di sale marino, olio extravergine e limone per non coprire i sapori. Veramente super, sarà anche perché tra raccogliere, lavare, condire non è passata più di un'oretta, sarà per questo che sembra che tutto abbia più sapore!
Impiattando l'insalata, mi ha proprio dato l'idea del quadro, a partire dal piatto quadrato che da la sensazione della tela: pennellate intense di tante sfumature di verde, un accenno di rosso e qualche puntino lilla. Un omaggio alla primavera!

venerdì 2 maggio 2008

Pollo arrosto

Un grade classico che va con tutto, basta aggiungere il contorno preferito ed ecco spuntare un pasto dalle grandi soddisfazioni per tutte le età.
Non è neppure impegnativo nella preparazione. Basta preriscaldare il forno ventilato a 180°, sistemare il pollo a pezzi nella teglia (con la pelle verso l'alto) condire con sale, pepe, rosmarino tritato, aggiungere un bicchiere di vino bianco sul fondo. A metà cottura si girano i pezzi di pollo, ed eventualmente si aggiunge mezzo bicchiere d'acqua. Si cuoce per 40 - 50 minuti sino a che il pollo non raggiunge l'invitante colorito della rosolatura. Sicuramente ci si riesce a regolare sentendo il prufumino della carne arrostita.
Così si fa concorrenza al pollo allo spiedo delle rosticcerie, ma volete mettere la soddisfazione di portare in tavola questo capolavoro!?!

Piaceri e dispiaceri

Oggi sono in vena di meditazioni, per cui metto giù due riflessioni in merito all'argomento cibo.
Il cibo è una necessità. Ma sotto certi aspetti è anche un privilegio, la fortuna di vivere in un paese come l'Italia, ci permette di scegliere cosa mangiare e come mangiarlo.
Il cibo è cultura, è parte della socialità, è un modo di comunicare, è poesia, è letteratura.
A proposito di narrativa, ci sono due immagini suggerite da letture fatte nell'adolescenza che riassumono l'aspetto positivo e l'aspetto negativo legato al cibo.
il piacere
La prima scena deriva dalla lettura dell' "Apollonia della marmellata" dalle "Favole al telefono" di Gianni Rodari. E' la rappresentazione dell'ingegnosità delle cuoche d'altri tempi che sapevano creare con pochi ingredienti veri capolavori.
La favola racconta di una donnina tanto brava a fare la marmellata, così brava che arrivavano da tutte le valli per farsi confezionare marmellate di mirtilli, prugne, ... Un giorno una donna molto povera, non avendo altra frutta, le portò i ricci di castagne. E l'Apollonia tanto fece che dai ricci delle castagne cavò la meraviglia delle marmellate. Quella donnina aveva le mani d'oro e d'argento, e avrebbe fatto la marmellata anche con i sassi! Per me ha il significato dell'ascolto degli altri, dell'umiltà, della sapienza in cucina.
il dispiacere
La seconda deriva dalla lettura di "Marcovaldo" di "Italo Calvino", in questo caso è il riassunto delle sensazioni di disprezzo e di rifiuto. Nonostante la fame, ci sono alimenti che respingiamo, per l'odore, per l'aspetto, per il significato che esprimono.
Nella novella accadde che la moglie di Marcovaldo, Domitilla, per ragioni sue, comprò una grande quantità di salsiccia (di dubbia qualità). E per tre sere di seguito a cena Marcovaldo trovò salsiccia e rape (ortaggio pallido e sfuggente che non aveva mai potuto soffrire). A mezzogiorno, di nuovo: la sua salsiccia e rape fredda e grassa lì nella pietanziera (che portava al lavoro non potendo rientrare a casa per pranzo).
Mi sembra quasi di sentire le sensazioni di Marcovaldo che osserva gli avanzi che sanno di metallo, con il vago sospetto che la moglie riesca a trovare il modo di fare un dispetto a distanza!
Sono sicuramente due libri rimasti nella memoria, un modo di raccontare la vita ai bimbi e ai ragazzi attraverso brevi novelle.

giovedì 1 maggio 2008

Muffin alle mele e cannella

Dopo il salato ci vuole il muffin dolce! La ricettina è una mia elaborazione delle istruzioni per i muffin del K.A., come chiamo io confidenzialmente il robot multifunzione, ma per esteso è l'unico e il solo, signori e signore ..... KitchenAid!!!! Mitico perché senza distruggere le mie braccia escono degli impasti da Oscar! E poi ha un design intramontabile ... tanto da renderlo protagonista nell'arredamento della cucina con il suo rosso imperiale (l'ho acquistato un anno fa e ne sono ancora innamorata!). Dopo queste dichiarazioni passiamo alle cose concrete. Ho scelto frutta di stagione, ma non disdegnerò più avanti, qualche esperimento con altri tipi di frutta.

Ingredienti

275 gr di cubetti di mela

225 gr di farina bianca

2 e 1/2 cucchiaini di lievito in polvere

1/2 cucchiaino di sale

1/2 cucchiaino di cannella

175 gr di zucchero di canna

2 uova

175 ml di latte

115 gr di burro fuso

scorza grattugiata di 1 limone

fettine di mela per decorare

Preriscaldare il forno a 190°. Setacciare la farina, il lievito, il sale e la cannella. Incorporare lo zucchero. Nella ciotola del mixer sbattere le uova, il latte, il burro e la scorza di limone. Aggiungere gli ingredienti secchi e i cubetti di mela.
Riempire i pirottini da muffin e decorare ogni tortina con una fettina di mela. Infornare per 20-25 minuti finché non saranno gonfi e dorati. Fare raffreddare su una gratella.
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