giovedì 31 luglio 2008

Ciambelle


Sembra che nell'aria ci sia voglia di tenerezza, o meglio voglia di ciambelle soffici e dolci ... protagoniste di un successo assicurato. Per cui se ci fosse un solo scettico nella rete che ha dubitato della ricetta, ecco un'altra entusiasta testimone. Buona semplice, buona con le confetture casalinghe di albicocche e arancia, e con l'evergreen nutella ...
Io la ricetta l'ho presa da Tulip, ma la voglia di tenerezza l'ho vista anche qui da Claudia e qui da Aguamala (anche se lei l'ha sperimentata nello stampo normale con ottimi risultati).
Si accettano nuovi entusiasti per il club: ciambelle con il buco!!!

Ingredienti
5 uova
300 g di zucchero
300 g di farina
150 ml di olio di semi di girasole (io ho usato olio d'oliva)
150 ml di acqua fredda
1 cucchiaino di cremor tartaro (io non l'avevo)
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito per dolci
Montare a neve i bianchi d'uovo insieme con il cucchiaino di cremor tartaro, quindi montare per una decina di minuti i rossi con un pizzico di sale e lo zucchero, quindi aggiungere l'acqua e l'olio e mescolare ancora con il frullatore, ed infine aggiungere anche la farina e solo per ultimo anche il lievito. A questo punto aggiungere delicatamente i bianchi montati a neve, mescolando con una spatola dall'alto verso il basso, senza smontare il composto.Versare in uno stampo imburrato ed infarinato e far cuocere in forno caldo a 170-180° per circa 40-50 minuti. Poi se per caso avete proprio lo stampo americano a fine cottura, capovolgetelo sul collo di una bottiglia, manterrà più facilmente la sua bella altezza.
Si aggiunge al club voglia di tenerezza anche Camomilla qui.

martedì 29 luglio 2008

Sushi & tonno

Se il banco del pesce offre code di gambero e tranci di tonno rosso si può preparare la cenetta a base di sushi. Sììììì fa di nuovo caldo! Per cui qualcosa di leggero è l'ideale! Per le dosi rimando qui.
Menù della serata:
1) con gamberetto lessato e con lamelle di tonno crudo anche se non fotografato,
2) rotolo con tonno rosso e cetrioli, e
3) il "panino" con alga, riso e tonno.
Volendo usare la terminologia tecnica ... sbirciando Wikipedia:
1) Nigirizushi (sushi modellato a mano). 握り寿司. Piccola polpettina simile al sushi pressato o arrotolato. Il nigirizushi è sorprendentemente difficile da preparare bene. Nella sua forma più semplice è un blocchetto di riso sushi con una punta di wasabi ed una fettina sottile di guarnizione avvolta sopra.
2) Makizushi (sushi arrotolato). 巻き寿司. Una polpettina cilindrica formata con l'aiuto di un tappeto di bambù detto makisu. Il Makizushi è il tipo di sushi più familiare alla maggior parte degli occidentali. Generalmente è avvolto nel nori, un foglio di alga seccato che racchiude il riso ed il ripieno:riso, pesce crudo o verdure.
3) Oshizushi (sushi pressato). 押し寿司. Un blocco formato usando una forma di legno detta oshibako. Il cuoco allinea il fondo dell'oshibako con la guarnizione, lo copre con riso sushi e preme il coperchio della forma per creare un blocco compatto e rettangolare. Il blocco viene rimosso dalla forma e tagliato in pezzi delle dimensioni di un boccone.
Non possedendo la scatoletta originale abbiamo utilizzato pellicola per alimenti e il tappetino di bambù.

lunedì 28 luglio 2008

Pesche ripiene


Pesche ripiene

E' uno dei dolci piemontesi che preferisco: le pesche cotte al forno conservano profumo e sapore esaltato dal cacao e dagli amaretti. Si realizza in pochi minuti un capolavoro. Io utilizzo le pesche noce perché sono prive della fastidiosa peluria (si preparava anche la versione con le pesche sbucciate) che causa sempre un po' di prurito.
Per essere rispettosi della tradizione si utilizzano le pesche di vigna, nome che deriva dall'uso di piantare questi alberi da frutto tra i filari. I frutti non sono molto grandi, ma saporiti e farinosi, con la caratteristica di "spaccarsi" facilmente (si staccano bene dal nocciolo) e solitamente sono a pasta bianca.
Ingredienti
10 pesche di vigna (o pesche noce)
2 cucchiai di zucchero
2 manciate di amaretti
1 gheriglio di pesca tritato
2 tuorli d’uovo
2 cucchiai abbondanti di cacao amaro in polvere
Lavare e tagliare le pesche a metà senza togliere la buccia. Con un cucchiaio togliere un po’ di polpa. Tritare la polpa e aggiungere gli amaretti sbriciolati con le mani, il gheriglio, lo zucchero, il cacao, i tuorli. Sistemare in una teglia con carta forno (la ricetta storica prevedeva di ungere lo stampo con un po' di burro).
Con questo ripieno farcire le pesche e si cuoce in forno a 180° ventilato fino a doratura. Io decoro con una mandorla spellata che tosta durante la cottura.
Servire tiepide o fredde a piacere.

venerdì 25 luglio 2008

Colle della Lombarda

Il Colle della Lombarda è giusto sul confine tra l'Italia e la Francia. Per raggiungerlo occorre salire sino ai 2.350 m. sul livello del mare. Proprio sulla punta si trovano alcune costruzioni militari diroccate. Sul versante francese si vede una seggiovia. Alcuni piccoli laghetti punteggiano il versante italiano. Ci sono molti turisti, ma la temperatura è piuttosto fredda (sui 16°) per cui dopo una breve passeggiata decidiamo di scendere per fare il picnic.

Acciughe fresche marinate accompagnate da olive taggiasche

Pulire le 600 gr di acciughe freschissime eliminando la testa e le lische. Lavare accuratamente sotto l’acqua corrente e disporle in una pirofila di vetro. Mescolare 3 dl di aceto bianco con 1 dl di acqua fredda. Versarlo sulle acciughe e lasciarle marinare per alcune ore (o tutta la notte) in frigo. Sgocciolare e riporre nel contenitore a strati: salare, pepare, e condire con prezzemolo tritato. Irrorare le acciughe con abbondante olio evo e lasciar riposare ancora alcune ore. Se piace l’aroma dell’aglio se ne può aggiungere uno spicchio all’ultima marinatura. Servire con olive taggiasche .



Macedonia di Pesche noci e Ramasin

Semplicemente la frutta affettata, un goccio di succo di limone e un po' di zucchero. Chiuso in un contenitore con coperchio in frigo, si è conservata molto bene per il giorno seguente. Nota: nelle langhe questo tipo di piccola prugna viene detta dermasin.



Pocket Espresso to go

giovedì 24 luglio 2008

Sant'Anna di Vinadio

Eccoci finalmente gita domenicale. Con le spalle a Cuneo, passato il centro di Demonte, proseguiamo e svoltiamo a sinistra. Iniziano le curve. Poco alla volta le case iniziano a diradarsi. La vegetazione anche. Dopo una serie di tornanti si raggiunge il Santuario di Sant'Anna. Le strade sono strette ma curate (presumibilmente anche perché dopo due giorni passa il Tour de France ...) C'è chi sale in auto, chi in bici, chi a piedi. Il tempo è incerto come da programma in alta quota, ma qualche raggio di sole non manca.
Sulla piazza gruppetti di persone con tanti cani di tutte le taglie e colori, tutto rallentato e silenzioso. Il paesaggio da ammirare. Sotto i portici le targhe in italiano e in francese, crocevia di gratitudine in tempi diversi. Un rondone inizia a volare basso, planando sulla testa di J.Lo. Una, due, tre volte ... e lei sembra dire che fai provochi rondine montanara!?!. Molto meglio osservare il dalmata che passa imponente ed elegante.
I prati e i sentieri punteggiati di naturali composizioni floreali. Qualche piccola torre fatta di sassi (e J.Lo: ma sei una pianta o un animale!?!).
Abbiamo deciso di fare ancora una tappa puntando al versante francese al Colle della Lombarda.

Ma prima di proseguire con la passeggiata ad alta quota, lascio qualche appunto di cucina per svelare il contenuto del cesto ...

Tanto per iniziare un classico da gita fuori porta, una croccante pasta sfoglia ripiena di verdure e prosciutto cotto. Pratica e veloce da cucinare il giorno prima.

Torta salata con ricotta, prosciutto cotto e zucchini al timo

Preriscaldare il forno a 180°. Stendere la pasta sfoglia in una tortiera rivestita con carta forno. Nel mixer tritare una manciata di borragine sbollentata, con 250 gr di ricotta, 3 cucchiai di parmigiano, un pizzico di sale e pepe. Unire 4 uova. Versare l'impasto nella tortiera, stendere 100 gr di fette di prosciutto cotto. Coprire con cubetti di 4 zucchini saltati in padella con olio evo e timo. Cuocere per 40 -45 minuti.

Carpaccio di pomodori e basilico all'olio evo

Affettare i pomodori, disporre nel piatto cospargere con sale grigio di Bretagna. Intervallare con il basilico tagliato a striscioline. Fiori di borragine per decorare. Un filo d'olio evo come firma finale. Per accompagnare morbido pane arabo, già preparato in un sacchetto (anche lui a fette pronto in tavola). Si lavora un po' di più a casa ... e poi solo relax!

To be continued ...

mercoledì 23 luglio 2008

Colazione sull'erba


More di rovo acerbe

Il termine picnic fu usato la prima volta nel XVI secolo, appuntato in un testo francese dove si descrivevano alcuni avventori di una locanda che finita la cena, si portarono via il cibo non consumato.
L'origine della parola è indubbiamente francese: picnic deriva da pique-nique, da piquer, rubacchiare, e nique, cosa di poco conto. Nel 1700 la parola fu mutuata dall'inglese al tedesco.

"La colazione sull'erba" di Manet (1863) è uno dei dipinti più noti dell'impressionismo ripreso da Claude Monet (1866) e da tanti altri artisti come Picasso.

Pranzare sull'erba è un piacere che accomuna paesi e culture a diverse latitudini.
I giapponesi, tra marzo e aprile, amano far festa con picnic chiamati hanami , che si svolgono sotto gli alberi di ciliegio in fiore (suggestivo ... e appropriato ... guarda un po' il titolo del blog!). Usanza diffusa nel periodo Edo (1603-1867) era un modo di salutare la primavera e dare inizio a un periodo più sereno.
Per i russi è un modo di celebrare il rito pasquale: le famiglie si recano sulle tombe dei propri cari per consumare il picnic (tipico il panettone kulitch accompagnato dalla ricotta dolce).
Per americani e australiani, mangiare all'aperto è anche una necessità: i lunghi viaggi per spostarsi da una città all'altra richiedono soste per rifocillarsi e riposarsi (si trovano aree attrezzate per accogliere i viandanti). Ma è anche un modo classico per gli americani per celebrare il 4 luglio, giorno dell'indipendenza.
Per gli italiani la classica gita fuori porta con pranzo al sacco è legata alla pasquetta e al primo maggio.

Se qualcuno ha altre informazioni storiche o artistiche, o se avete notizie interessanti a proposito di picnic e dintorni mi farebbe piacere se le annotate nei commenti!

Il nostro picnic è stato consumato dopo la visita al Santuario di Sant'Anna di Vinadio (con qualche apprensione per blocchi stradali per il Tour de france) e camminata al colle della Lombarda.


Colazione sull'erba


Torta salata con ricotta, prosciutto cotto e zucchini al timo

Acciughe fresche marinate accompagnate da olive taggiasche

Carpaccio di pomodori e basilico all'olio evo

Pecorino, Grana, Tuma delle Langhe

Macedonia di Pesche noci e Ramasin

Muffin alle albicocche e cioccolato bianco

Raimonda Barbera d'Alba DOC 2005 Tenimenti Fontanafredda

Acqua Minerale Sant'Anna di Vinadio (ma dai ... :-P)

Pocket Espresso to go

To be continued ....

martedì 22 luglio 2008

Poliasky di salmone con verdure trifolate

Quando si preparano i filetti di pesce per una tartare, oppure se si fatto le sottili fettine per il sushi, si rischia di avere ritagli delle parti meno nobili della polpa del salmone. Come sfruttare e valorizzare se non con delle piccole polpette? La ricetta arriva dritta dritta da un Sale e Pepe di qualche tempo fa, ma è entrata nelle abitudini familiari (chissà magari l'avete già provata anche voi).
Ho sperimentato sia la versione con cottura in padella antiaderente senza aggiunta di grassi, sia con una leggera infarinatura e un passaggio veloce in un tegame con poco olio d'oliva.
Per accompagnare in questo caso fettine di zucchini e carote (tagliate con la mandolina) saltate nel tegame in olio evo e con un rametto di rosmarino fresco.
Ingredienti
300 gr di filetto di salmone senza pelle e lische
mollica di 2 fette di pan carré bagnata nel latte
1 albume
olio extravergine di oliva
farina
sale e pepe
Preparazione
Ricavare delle polpette tritando la polpa di salmone con il pan carrè bagnato nel latte. Condire con sale e pepe, unire un albume. Formare piccole porzioni di impasto, infarinarle e cuocere sino a doratura o in padella antiaderente (come hamburger) o far friggere in poco olio evo. Servire calde con contorno di zucchini e carote.

lunedì 21 luglio 2008

Agnello alla senape

Tutto parte da un'idea dei cuochi di carta un post del 18 giugno molto divertente You and Me ovvero i rituali di coppia, a cui rispondo con un tantinello di ritardo dovuto alla mancanza della foto.
Facendo l'esame di coscienza: noi abbiamo l'abitudine di festeggiare il complemese ... dal dicembre del 1992 ... melensi? Portate pazienza ... poi c'è anche la ricettina ...
Il primo che si ricorda dell'anniversario mensile dichiara: "Auguri!" e chi perde deve pagare scommessa con una sorpresa. Una delle mie sorprese preferite è la cenetta, e la portata più ambita, cucinata rigorosamente da mio marito, sono le costolette di agnello alla senape accompagnate da spicchi di patate al forno con il rosmarino.

Ingredienti per 2 persone
6 costolette d'agnello
1-2 uova
2 cucchiaini di senape di Digione
un pizzico di sale marino
farina 00
pane grattugiato finemente
olio extravergine

Passare le costolette prima nella farina, poi nell'uovo leggermente sbattuto con la senape. Completare con la panatura. Sistemare su una teglia con carta forno con un goccio di olio. Infornare a 180° e cuocere circa 15 minuti (dipende dallo spessore delle costolette) devono risultare leggermente dorate.
Servire con spicchi di patate al rosmarino sempre cotte al forno, il tutto accompagnato da una punta di senape all'antica.

Spero di perdere la scommessa al più presto ...

venerdì 18 luglio 2008

Bagel con manzo affumicato, crème de crème e lime



twostella bagel

Se stare davante ai fornelli vi provoca una certo ribrezzo occorre trovare nuove idee ... come spuntiniamo oggi? Non sapete quanto mi piacciono i bagel al sesamo! L'abbinamento classico (o almeno io l'ho mangiato diverse volte) è con il salmone affumicato, ma proviamo a studiare un abbinamento un tantino più fresco e leggero.

Ingredienti per persona
1 bagel
2 cucchiai di crème de crème
succo di lime
insalatina tenera e foglioline di rucola
4 fette di manzo affumicato
erba cerea
un pizzico di sale e pepe nero

Tagliare il bagel a metà (esiste addirittura un aggeggio per il taglio perfetto) irrorare la mollica con il succo del lime. Spalmare la crème de crème un po' per lato. Sulla base posizionare l'insalatina, le fette di manzo, qualche fogliolina di erba cerea (detta anche santoreggia estiva dai delicati fiorellini lilla) e un pizzico di sale e pepe. Decorare con lime e erba cerea.
Bicchierone di acqua fresca gasata con fettina di lime e il gioco è fatto!

giovedì 17 luglio 2008

Peperoni tonno acciughe di Davide Palluda

Di tutti i cuochi delle Soste nella zona Piemonte e Liguria, Davide Palluda è il nostro preferito. Una sorta di affinità elettiva, dove ogni piatto proposto all'Enoteca di Canale (Cn), con un menù che rispetta le stagioni, è esattamente di nostro gusto. Curiosando sul sito del ristorante con una recente nuova veste grafica, sempre molto elegante, ho scoperto la produzione di conserve, con la firma di Davide Palluda.

La domanda sorge spontanea ... scatta l'acquisto del barattolino? Ovviamente! Lista dei negozi in cui si può trovare ... e sono andata a colpo sicuro: per iniziare si parte con un antipasto.
Provato per voi ...
Peperoni rossi e gialli (ottimi appena scottati con vino bianco e aceto), tonno (un bel filetto intero), acciughe siciliane (piacevoli e gustose per il condimento) e delicato olio extravergine di oliva con un pizzico di prezzemolo tritato.

Le acciughe sotto sale ricorrono nelle preparazioni piemontesi e sono testimonianza di uno scambio di prodotti tra l'entroterra e la costa. A tal proposito vi segnalo una rievocazione storica che cerca di tramandare il ricordo delle preziose carovane sulla via del sale. Sul sito dei Cartuné trovate alcune informazioni se volete curiosare.
“Porteremo il vino al mare con i vecchi cartun, e ritorneremo con l’ olio e le acciughe da Savona....”

Se si vuole preparare un aperitivo, si può iniziare con una proposta di bocconcini con mozzarella di bufala e pomodori (con abbinamenti con basilico, origano, fiori di borragine e rucola) e piccoli taralli ai semi di finocchio. Per poi proseguire con il gustoso antipasto di peperoni e tonno.

Appunti per la preparazione dei bocconcini:1) buccia di pomodoro che contiene rondella di mozzarella, sul top cubetti di pomodoro e basilico;2) cubetto di mozzarella sul top cubetti di pomodoro e rucola;3) fiore di zucchino, farcitura fetta di mozzarella, cubetti di pomodoro e basilico e fiore di origano; 4) cubetto di mozzarella petali di borragine e origano.

mercoledì 16 luglio 2008

F & F: formaggio e fichi

Spuntino veloce per approfittare dei fichi freschi, sia neri sia bianchi, con una selezione di formaggi: toma, pecorino sardo e pecorino toscano, una scheggia di grana. Qualche nocciola tonda gentile del Piemonte.
Ho preso l'abitudine di servire il formaggio non solo con miele e composte (la famosa composta piemontese è la cognà ovvero la mostarda d'uva) ma con bocconcini di frutta fresca e frutta secca opportunamente sgusciata. Sicuramente è un concetto di finger food molto essenziale, ma le piccole porzioni pronte sono esteticamente piacevoli e nel frattempo i commensali spizzicano secondo i gusti senza dover prendere il frutto intero. Anche il formaggio già ridotto in scaglie e cubetti permette la degustazione in modo informale.
Naturalmente in inverno compaiono anche pere, mele, uva e vanno sempre bene noci e mandorle. Un bel cestino del pane con panini misti o focacce è un ottimo compagno di viaggio.

lunedì 14 luglio 2008

Muffin al cioccolato con Golden Syrup

Eccoci allo shopping da scatole, acquistato in GB, Golden Syrup. Contenuto: denso sciroppo di zucchero dorato, profumo leggero di caramello, di consistenza molto simile al miele e allo sciroppo d'acero. Fatto sta che non essendo ingrediente della nostra cucina mediterranea, dopo l'assaggio sui pancake ... che fare di questo sconosciuto?
Il senso di colpa della massaia che non vuole sprecare nulla è tornata a galla leggendo il cavoletto, e un suggerimento di Sigrid per sbirciare la ricetta dei muffin di Tuki/La ciliegina sulla torta.
Ho solo fatto una piccola sostituzione mettendo 40 gr di cacao amaro al posto di 40 gr di farina, e non avendo le goccioline di cioccolato, ho usato il cioccolato fondente spezzettato.
Provateli sono eccezionali, grazie Tuki! Il rinforzo del cacao è stato apprezzato anche dai più piccoli!
.
Chocolate chip muffins di Tuki/La ciliegina sulla torta

Per 12 muffins medi (io ne ho fatti 20 più piccoli)
Ingredienti:
375 g di farina autolievitante (io 335 g di farina e 40 g di cacao amaro)
50 g di zucchero di canna
190 g di gocce di cioccolato
125 g di burro fuso
60 ml di golden syrup
2 uova leggermente sbattute
250 ml di latte
un pizzico di sale

Preriscaldare il forno a 175°C. Riunire tutti gli ingredienti asciutti (farina, zucchero, sale e cioccolato) in una terrina e mescolarli con cura; aggiungere tutti gli altri ingredienti e mescolare con un cucchiaio senza esagerare: il segreto per fare dei muffins perfetti sta proprio nel non mescolare troppo l’impasto, il quale non deve assolutamente risultare liscio ma piuttosto grumoso. Con l’aiuto di due cucchiai distribuire il composto negli appositi pirottini, riempiendoli poco più della metà; consiglio di posizionare i pirottini di carta all’interno degli appositi stampi per muffins. Infornare e cuocere per circa 20 minuti, o fino a quando i muffins saranno belli gonfi e dorati in superficie. Sono buoni sia tiepidi che freddi e si possono congelare tranquillamente, al massimo per un mese.

Approfitto di questo angolino, assolutamente per pochi intimi :-))))), per fare i miei migliori auguri ad un'amica perchè domani è il suo compleanno ....

Carissima Nadia Buon Compleanno!!!

domenica 13 luglio 2008

Insalata greca con miglio

Cercando idee alternative per l'insalata di pasta e di riso (che non mi soddisfano troppo), provo le combinazioni tra altri altri cereali e verdure fresche. Trovando molto piacevole l'abbinamento tra pomodori e feta unendo il miglio si risolve il piatto unico per pranzo.
Ingredienti
200 gr di miglio
1 pomodoro
100 gr di feta
olive verdi o nere
cetriolo
1/2 peperone giallo al forno
olio extra vergine
sale marino e pepe
origano e timo

Mettere a bollire in una pentola 1,5 litri d'acqua, salare con due pizzichi di sale. Lessare il miglio per 15 minuti. Scolare e raffreddare sotto il getto d'acqua. Condire con l'olio, sale e pepe unire i cubetti di peperone spellato, cubetti di pomodoro e feta, le olive e il cetriolo. Spezzettare l'origano e il timo fresco, mescolare e servire.


Il miglio (foto in primo piano, nell'altro contenitore è burghul entrambi a crudo) è un cereale molto antico, originario dell'Asia centroorientale, coltivato anche dagli antichi egizi, utilizzato molto anche dagli antichi romani. Nel periodo medioevale, la polenta al miglio era un piatto tipico, considerato un ottimo sostituto della carne. Potendolo inoltre conservare a lungo, veniva spesso immagazzinato e utilizzato nei periodi di carestia. Ha una grande importanza nell'alimentazione di alcuni paesi africani e asiatici, molto meno utilizzato in Europa, dove è conosciuto più che altro per l'alimentazione degli animali. Il miglio ha una composizione simile al frumento, ma non contiene glutine e quindi è adatto nell'alimentazione dei soggetti affetti da morbo celiaco. Il miglio è utilizzato per produrre torte dolci e salate, sformati, biscotti, o semplicemente nelle minestre come qualunque altro cereale.
È infatti un cereale ricco di importanti sostanze nutritive:- vari minerali (ferro, magnesio, fosforo, silicio) - vitamine (del gruppo A e B) - amido (tanto quanto il mais). Contenendo inoltre lecitina e colina è adatto alle persone sedentarie che svolgono attività intellettuali e agli organismi debilitati. L´alto contenuto di acido salicilico fa di questo cereale anche uno stimolante per pelle, capelli e unghie.
Una precisazione per l'alimentazione umana occorre utilizzare miglio decorticato, per cui non può essere consumato nella versione integrale.

giovedì 10 luglio 2008

Twostella sandwich

Il tramezzino (sandwich in inglese), così ingegnoso e pratico, è invenzione del conte di Sandwich, di cui appunto porta il nome. L'audace conte scialacquava le sue fortune ai tavoli da gioco. Le sue sessioni di gioco spesso duravano ventiquattr'ore e più, e una notte del 1762 il suo stomaco brontolava così forte che la sua attenzione vagava pericolosamente da combinazioni di fiori e quadri a miraggi di pane e carne. Aveva in mano una bella giocata e non poteva permettersi di alzarsi e andare a mangiare. "Accidenti", brontolò. Cosa poteva fare? Questo dilemma crudele produsse una soluzione ispirata. Sussurrò qualcosa al suo servitore che tornò, dopo qualche minuto, con un bel pezzo di carne tra due fette di pane. Gli altri giocatori restarono a bocca aperta davanti a questa trovata. Il conte divorò il primo sandwich della storia e vinse 10.000 sterline!

twostella sandwich

2 fette di pane in cassetta tipo americano
2 fette di polpettone al forno (ricetta)
1 cucchiaino di yogurt
1 cucchiaino di maionese
1 cucchiaino di senape all'antica
insalatina tenera
foglioline di rucola
fettine di cetriolo fresco
pepe nero

Mescolare lo yogurt con maionese e senape all'antica. Spalmare le due fette di pane. Farcire con insalata dolce, rucola, due fette di polpettone, fettine di cetriolo, un pizzico di pepe nero. Comporre il tramezzino e dividere a metà ricavando i due triangoli.
Il pane in cassetta in Italia purtroppo è sempre trattato per durare molti giorni. Obiettivamente con meno conservanti, il pane è più buono ... se è fresco ancora meglio (Le confezioni vendute in GB durano solo 4-5 giorni, pane preparato con diverse farine e semi che accontenta tutti i gusti e sono ideali per confezionare tramezzini).
I cetrioli, se sono appena raccolti nell'orto, si possono tranquillamente consumare con la buccia, conferiscono al panino un effetto croccante piacevole (da sbucciare se sono trattati, come in America, dove viene usata la cera).
La Francia ha una grande tradizione nella produzione di mostarde (moutarde), e anche se viene preparata industrialmente, conserva più o meno intatti i sapori di un tempo grazie a disciplinari di produzione più severi. I semi macinati vengono impastati con aceto, birra o vino e mescolati con altri ingredienti. Nella senape "all'antica" si lasciano interi o parzialmente frantumati i semi di senape, in modo tale da fargli assumere una consistenza granulosa o più rustica (e il sapore risulta più gentile secondo il mio punto di vista). Le mostarde francesi più famose sono quella di Digione, molto forte, di Bordeaux e di Orleans, più dolce, e quella di Meaux, relativamente dolce. Si differenzia dalla senape italiana, e dalla senape inglese (di cui parlerò in un altro post).

mercoledì 9 luglio 2008

Scatole: fresche novità ripiene


Le scatole fotografate nel nuovo post non sono vintage ma "fresche" ... di banco frigo. Gironzolando per il supermercato con la lista della spesa a volte cade l'occhio su qualche novità sfiziosa. Questa volta accanto alla sezione yogurt (io cercavo yogurt greco per la precisione) mi è capitato di scovare le Fresh Folies Ferrero ovvero mini praline da gustare fredde.
Cioccolato croccante per le classiche bontà a cui sono affezionata: con il cuore di caffé o con la golosa ciliegina e poi le nocciole in due varianti.
Una pralina per tutti i golosi di cioccolato. Da provare!

martedì 8 luglio 2008

Kebab all'orientale

Una spezia tira l'altra ... quando sei sulla via dell'oriente non si può dimenticare la carne allo spiedo ovvero il gustoso kebab. Questa versione prevede il macinato di agnello ricavato da una spalla di agnello disossata. La cottura al grill è quella più indicata, ma ho già provato la versione al forno e quella in padella con buoni risultati.
Bando alle ciance, proseguiamo con la ricetta suggerendo anche l'accompagnamento e la salsina adatta!
Ingredienti
450 gr carne di agnello macinata
50 gr di riso
1 cipolla bianca tritata
1 cucchiaio di curcuma
1 cucchiaio di cumino
1 cucchiaio di paprica
1 cucchiaio di prezzemolo tritato (o coriandolo fresco)
sale e pepe nero
2 cucchiai di uvetta sultanina ammollata
1 uovo sbattuto

Lessare il riso secondo i tempi di cottura in acqua salata. In una ciotola unire tutti gli ingredienti compreso il riso lessato. Quindi ricavare delle polpette, dividendo il composto e ricavando delle forme ovali. Utilizzare uno spiedino di bambù come sostegno. Sistemare gli spiedini sotto il grill e cuocere 5 minuti , girare e proseguire ancora per 5 minuti sino a doratura.
Servire su un letto di riso decorato con pistacchi.
Accompagnare il kebab con una ciotola di tzatziki che preparate mescolando yogurt greco, cetriolo tritato, menta fresca tritata, succo di limone, sale e pepe nero (per chi desidera anche aglio tritato).
Appena posso vi posto anche la versione di kebab di agnello a "fettine" come i panini dei fast food arabi, rigorosamente home made.

lunedì 7 luglio 2008

Biscottini alla meliga e indian chai shakerato

Merendina della domenica ... non so voi ma a pranzo il caldo mi fa scappare l'appetito e allora giù di insalate o frutta. Ma senza un po' di pane o pasta/riso nel pomeriggio spunta il languorino.
Un po' di caffé freddo? Noooo, ne ho già presi due al mattino e poi mi divento nervosa ... e noi non vogliamo che mi diventi nervosa ....
Ho preparato una tazza di tè indian chai un po' rinforzato (due cucchiaini), ovvero una miscela di té nero e spezie, preparato dal negozio the tea house di cui vi avevo parlato in un precedente post. Ho zuccherato con un cucchiaino di zucchero di canna "dark muscovado" . Qualche minuto, una tazza di ghiaccio tritato e via nel frullatore.
Té con una bella schiumina e qualche biscottino alla meliga ... meglio molto meglio ... adesso si ragiona!
Comunque ritornando al tipo di té come mi aveva accennato Elena di Comida de mama, indian chai è un termine generico. Ovviamente io parlo della miscela con aggiunta di chiodi di garofano, cannella, zenzero, cardamomo, pepe nero, ecc... un preparato per "occidentali" anche riproposto in bustine da note marche internazionali.
Per gli amanti dello speziato è da provare, profumo piccante ed energico!

venerdì 4 luglio 2008

Insalata di burghul con mazzancolle zenzero e lime

Arrivare a casa, lanciare i saldali, rinfrescarsi e mettere qualcosa di comodo. L'arsura della giornata si fa sentire tutta, ancora un bicchiere d'acqua, ma la sete non passa. Spalancare le finestre per trovare un filo d'aria.
Nel cestino della frutta un bel pompelmo rosa. Preparo lo spremiagrumi. Misuro un bicchiere di succo, un bicchiere di ghiaccio tritato, un cucchiaino di miele d'acacia tutto nel frullatore. Pochi istanti e una meraviglia di finto sorbetto profumato al pompelmo rosa. Ok, aperitivo fatto!
E per cena?
Ingredienti
150 gr di burghul
200 gr di code di mazzancolle
1 cipollotto
1 peperone rosso al forno
1 tazza di piselli sbollentati
due cm di zenzero fresco grattugiato
melissa e finocchietto
1 lime
olio extravergine d'oliva
sale marino e pepe nero
Lessare il burghul in acqua salata per 15 minuti. Scolare e sciacquare per fermare la cottura (utilizzare un colino a maglia fine). Nel frattempo far appassire il cipollotto in poco olio, saltare le code di mazzancolle. Condire con lo zenzero grattugiato, sfumare con il lime spremuto. Far raffreddare.
Pelare il peperone rosso e tagliarlo a cubetti. In una insalatiera unire tutti gli ingredienti ovvero il burghul, i gamberi, il peperone, i piselli, sale e pepe. Spezzettare un po' di melissa e di finocchietto. Mescolare bene, un filo d'olio e servire.

giovedì 3 luglio 2008

Appunti di Cesare Pavese


Da Il mestiere di vivere

"Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra - che già viviamo - e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi."

Cesare Pavese 3 dicembre 1938


Ho accostato queste foto del Victoria e Albert Museums di Londra scattate nel 2007. E' un museo magnifico che ho visitato sia nel 2005 sia nel 2007. Le collezioni spaziano dall'architettura, alle gallerie dedicate alla Gran Bretagna, alle ceramiche, all'oriente (con kimono e spade per esempio), all'arte classica e moderna, alla moda, ai gioielli, all'arredamento, alle porcellane e le stoviglie, alle posate, la storia della fotografia, insomma per tutti i gusti.
E poi dopo la visita una pausa sulle panchine del giardino interno ...



Per curiosare : V&A Museums

mercoledì 2 luglio 2008

Oggetto del desiderio


Quando anni fa sentii parlare di coltelli dalla lama di ceramica pensai immediatamente a una burla. La mia scarsa conoscenza in chimica non mi permetteva di visualizzare l'impiego di un materiale così poco consono, secondo il mio immaginario, per produrre una lama. Per chi ama cucinare i coltelli sono indispensabili. Una lama ben affilata può determinare le sorti di una pietanza.


Qualche notizia. Le ultime e sofisticatissime tecnologie hanno portato alla creazione in Giappone di una lama durissima chiamata ISHI BA, realizzata utilizzando lo zirconio (minerale simile all’ossidiana e alla selce) con l'aggiunta di magnesio, calcio e silicio che servono da collante durante il processo di solidificazione a temperature comprese tra i 1500/1750 gradi al fine di renderlo elastico e robusto .
I coltelli in ceramica hanno la capacità di non provocare reazioni chimiche con gli elementi, utile soprattutto per la frutta e alcune verdure. La ceramica è leggera ed antimagnetica, e gli alimenti delicati non assorbono alcun odore. Le lame di ceramica sono anticorrosione e non vengono attaccate dagli acidi presenti in frutta e verdura.
Esercitando solo una leggera pressione sulla lama, l’affilatissimo tagliente scivola dolcemente attraverso verdura, frutta, carne, pane ecc.; se usate in modo appropriato (evitando ossa per esempio), le lame non richiedono affilatura per anni (l'affilatura della lama dura sino a 5-6 volte in più rispetto a quella dei coltelli tradizionali).

Per curiosare: making ceramic knifes

Coltello giapponese suggerisce piatto giapponese ...

Maki Rolls con code di gambero e avocado con alga nori

Maki Rolls con code di gambero e avocado con sesamo tostato


Ingredienti per la ricetta base
220 gr di riso a grana corta
500 ml di acqua
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale e aceto di riso
125 gr salmone o tonno o gamberi
1 cocomero o avocado
4 fogli di alga nori
uova di lompo
wasabi, gari ovvero zenzero sott'aceto, salsa di soia
Preparazione
Lavare il riso sotto l'acqua fredda corrente, finché l'acqua diventa chiara. Mettere l'acqua e il riso sul fuoco e portare a ebollizione. Ridurre la fiamma e proseguire la cottura per 4 o 5 minuti. (l'acqua deve essere assorbita). Togliere dal fuoco e lasciar, riposare per 10 minuti.
Aggiungere al riso l'aceto, lo zucchero e il sale mescolando con un cucchiaio di legno finché il riso non si raffredda. Tagliare il pesce a fette sottili, e ricavare delle striscioline di cocomero.
Posare l'alga nori sullo stuoino, mettere il riso, wasabi, il pesce, l'avocado. Arrotolare e pressare. Tagliare a tranci di 2,5 cm e servire con salsa di soia e zenzero.

Una vera soddisfazione affettare il rotolino senza deformare la fetta. n.b. Attenzione a come si posizionano le dita! Essendo molto tagliente occorre un bricciolo di attenzione in più!

E per finire frutta fresca! L'ananas e le pesche sono state tagliate sottilmente a carpaccio utilizzando il coltello di ceramica.

Esperimento riuscito?

martedì 1 luglio 2008

Coppa di pesche e cranberries

Un portento! Scusate ma questa è una delle mie creazioni migliori ... un dolce al cucchiaio profumato alla frutta. Ma non è tutta farina del mio sacco: pensando a un tiramisù alla frutta, ho ricordato la ricetta del tiramisù di panettona che ha sostituito la crema di uova con la crema pasticcera. E io ho sostituito il mascarpone con la ricotta. Detto fatto!

Ingredienti
7-8 pesche
6 cucchiai di zucchero
la scorza di un limone grattugiata
300 gr di savoiardi
100 gr di cranberries

per la crema: 2 uova, 200 gr di zucchero, 500 ml di latte, una stecca di vaniglia, 45 gr di farina, 250 gr di ricotta

Lavare e tagliare le pesche a spicchi, lasciando la buccia (conferiscono allo sciroppo un bel colore rosato). Conservare i noccioli e metterli in un tegame con le pesche e i 6 cucchiai di zucchero, 4 bicchieri d'acqua e la scorza di limone.
Bollire per 5 o 10 minuti, dipende dalla maturazione delle pesche, ma devono conservare una consistenza croccante. Far raffreddare, e poi togliere i noccioli.
In un tegame montare le uova con i 200 gr di zucchero e poi unire il latte intiepidito profumato alla vaniglia. Scaldare sul fuoco e togliere al primo bollore. Lasciare raffreddare.
Montare la crema pasticcera fredda di frigo con la ricotta.
Usare lo sciroppo profumato delle pesche per bagnare i savoiardi, e fare uno strato di biscotti e uno di crema, poi uno strato di fettine di pesche. Poi di nuovo i savoiardi, la crema e le pesche. Decorare con i cranberries.
Lasciare riposare in frigo una notte.


Oltre alla coppa, ho preparato anche dei bicchierini, monoporzione adatta per servire gli ospiti al volo. Per una chiacchierata rinfrescante in terrazza, nella quiete della sera!
Dolcino con dedica ... a Panettona mia ispiratrice!
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