sabato 31 gennaio 2009

Bollito misto alla piemontese

bagnetto verde e rubra

Settimana decisamente molto impegnativa, e non credo che la prossima possa essere da meno ... oltretutto il mio forno elettrico ha deciso di prendersi una pausa di riflessione ... non meglio definita! Comunque non ci arrendiamo ... Bando alle ciance e sfoderiamo un grande classico della tradizione!

Piatto ricco ma sostanzialmente rustico. Occorre soprattutto acquistare ottima carne, una selezione che può prevedere carne di manzo o vitello (muscolo, scaramella, brutto e buono, coda, testina, lingua, ecc...) e carni bianche (cappone, gallina o pollo ruspante) nonché cotechino. Da questo punto in poi solo piccoli accorgimenti per seguire un rito di pura convivialità.

Cito me stessa riprendendo una parte di un vecchio post:

In una pentola capiente si mette, a freddo, un mazzetto odoroso di salvia, rosmarino e alloro (legati con lo spago), una cipolla steccata con 6-8 chiodi di garofano, una carota, sedano e una patata. Appena sale il bollore si unisce la carne di manzo (coda, muscolo, ecc...). Si schiuma all'occorrenza. Segreto: se si vuole un brodo da premio occorre un osso con midollo. La lenta cottura dalle 2 alle 4 ore in relazione alle porzioni di carne. Si sala a fine cottura.

Tanto per non perdere la struttura del menù si può partire da un antipasto:



paté di vitello montato all'olio evo

Ingredienti
carne lessata fredda priva di nervature e grasso
brodo di manzo freddo
olio e.v.o (io ho usato olio e.v.o. di Pantelleria)
sale marino e pepe
Si riduce la carne a piccoli pezzi, si mette nel mixer e si unisce un po' di brodo e un po' di olio evo, continuando a frullare sino ad ottenere la consistenza del paté. Regolare di sale e pepe. Livellare in uno stampo da plumcake (foderato con pellicola per agevolare il momento del servizio). Lasciare riposare in frigo per almeno 2 ore. Servire accompagnato da insalatina e cubetti di pomodoro (conditi con olio evo e aceto balsamico) e crostini di pane.

Prossima portata antipasto caldo:


cotechino con mostarda di cremona

Ingredienti
salamini o cotechino,
mostarda di Cremona
Lessare i salamini o il cotechino per circa un'ora. Nel frattempo tagliare la mostarda di cremona, riducendola a piccoli cubetti. Servire il cotechino a fette privo di pelle accompagnato da un cucchiaino di mostarda di Cremona a cubetti.

E adesso il piatto forte! Per non servire il bollito nel classico piatto da portata, imbarazzando i commensali, si preparano piccoli pezzi di carne assortiti e si servono nei barattoli aggiungendo un po' di brodo. Ogni commensale ha il suo vasetto, riesce a gustare la carne con calma e alla giusta temperatura.

bollito misto

Per accompagnare assolutamente il bagnetto verde (ovvero salsa verde) e la rubra (o salsa rossa). come contorno una bella insalata di indivia e scarola, condita con buon olio evo e aceto di vino. E poi patate e carote lesse condite semplicemente in tavola con un giro d'olio e un pizzico di sale marino.

domenica 25 gennaio 2009

Bagna d'infern


... "Per venire a Tobia, lui m'ha sempre trattato alla pari dei suoi figli: mi faceva lavorare altrettanto e mi dava tanto da mangiare. A lavorare sotto a Tobia c'era da lasciarci non solo la prima pelle ma anche un po' più sotto , bisognava stare al passo di loro tre e quelli tiravano come tre manzi sotto un solo giogo. Almeno dopo tutta quella fatica si fosse mangiato in proporzione, ma da Tobia si mangia va di regola come a casa mia nelle giornate più nere. A mezzogiorno come a cena passavano quasi sempre polenta, da insaporire strofinandola a turno contro un'acciuga che pendeva per un filo dalla travata; l'acciuga non aveva già più nessuna figura d'acciuga e noi andavamo avanti a strofinare ancora qualche giorno, e chi strofinava più dell'onesto, fosse ben stata Ginotta che doveva sposarsi tra poco, Tobia lo picchiava attraverso la tavola, picchiava con una mano mentre con l'altra fermava l'acciuga che ballava al filo. Dopo queste cene, Tobia pretendeva che dopo si cantasse; soffiava sul lume e diceva ai figli di cantare. Loro cantavano, e anche allo scuro s'indovinava che Tobia sorrideva come se gli si lisciasse il pelo. Io non potevo aggiungermi perché non sapevo nessuna delle loro canzoni, ma poi le imparai tutte perché così volle Tobia, me lo disse come il comando d'un lavoro sulla terra. Tante di quelle volte, nella stalla, sul mio paglione, aspettando che mi si addormentasse la pancia perché potesse addormentarsi anche la testa, mi sono domandato se alla fine della mia annata non c'era pericolo di non toccar quei sette marenghi. " ...

E' un passaggio de "La Malora" di Beppe Fenoglio. Attraverso il racconto di Agostino si compie un viaggio alla ricerca delle radici in questa terra di Langa fatta di povertà e miseria, di lavoro contadino e fatica, di dolore. Già negli anni 70 in cui sono cresciuta erano temi lontani, difficili da comprendere. Leggerli sulla pagina stampata aveva un sigillo di autenticità, capace di ricomporre i tasselli non raccontati dai vecchi zii, dai nonni ansiosi di proiettarsi verso il futuro.

Mi sono dilungata un po', per meglio spiegare il contesto in cui nasce l'intingolo semplice e gustoso di cui vi lascio la ricetta. Ne spiego due versioni: la tradizionale e la mia variante. Credo possa partecipare alla raccolta di Precisina dei "Poveri, ma belli": come condire un piatto di polenta e accontentare 4 commensali con 4 acciughe.
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Bagna d'infern tradizionale
Tritare spicchi d'aglio e filetti di acciughe (dissalate o sott'olio). In un tegame con abbondante olio aggiungere il trito e stufare a fuoco lento per un'ora. Aggiungere la passata di pomodoro (conserva), e un trito di prezzemolo e peperoncino (spagnolino). Continuare la cottura per altri 30 minuti. A fuoco spento unire una noce di burro.
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Bagna d'infern la mia variante
Tritare una piccola cipolla bionda e far appassire in un tegame con buon olio evo, unire 8 filetti di acciuga dissalate e private della lisca. Proseguire la cottura 5-10 minuti, unire la passata di pomodoro (circa un bicchiere), un pugno di foglie di prezzemolo tritato, una punta di peperoncino in polvere. Cuocere altri 5 minuti, spegnere il fuoco e unire una noce di burro. Pronta per condire una buona polenta.

Se volete conoscere la città di Alba, attraverso i romanzi e le parole di Beppe Fenoglio potete cliccare qui, per seguire un percorso di 10 pagine tra citazioni e immagini.

giovedì 22 gennaio 2009

Crostata contro crostata


La sfida ha inizio nel momento in cui sbirciando la dispensa l'occhio cade sia sul barattolo di composta di mele cotogne nostrane e il mincemeat inglese ... per non fare torto a nessuno opto per una doppia serie di piccole crostatine :-)

La pasta frolla profumata con scorza di limone è una delle mie basi dolci preferite. Per la composta di mele cotogne nostrane (ricetta dell'Artusi) procedo con una semplice crostatina senza decori, per il mincemeat tipica forma da torta americana di Nonna Papera!
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mince pies

Sulla composta di mele cotogne ci siamo (mele cotogne e zucchero) ma questo sconosciuto mincemeat!?! Trattasi di un gustoso ripieno di mele, uvette, scorze di arancia e limone candite, cannella, noce moscata e frutta secca tritata, e un goccio di liquore. Il nome richiama un passato medioevale di torte ripiene con la carne. A dire il vero è un dolce anglosassone di tradizione natalizia (Babbo Natale si aspetta di trovarle come pensierino mentre consegna i regali), diciamo che arrivo con un po' di ritardo, ma giuro che sono buone anche il 22 di gennaio, tiepide appena uscite dal forno. L'unico trucco è aver preparato ieri la pasta frolla e questa sera il tempo di scaldare il forno, armata di farina e mattarello e il profumo di pasticceria si spande per tutta la cucina.

Per strane parabole che compie la mente, ho un ricordo di aver sentito raccontare di un dolce preparato dalle monache italiane con l'aggiunta della carne macinata di manzo. Michelangelo ci spiega qualcosa in più qui. Insomma tutto mondo è paese!

A proposito risultato della partita crostata contro crostata: pareggio! palla al centro ...

lunedì 19 gennaio 2009

What's on Champoluc?


Vi lascio qualche appunto di viaggio ... alla volta di un angolo incantevole della Valle d'Aosta.

Sono contenta di aver ricevuto questo invito così ho avuto l'occasione di visitare nel mese di gennaio Champoluc e per .... non arrivare impreparata :-P ... ho sbirciato wikipedia "é il centro più importante della Val d'Ayas ed è situato nella parte terminale della valle stessa ad un'altezza di 1568 m s.l.m.; dopo l'abitato di Champoluc si incontrano ancora i villaggi di Frachey e Saint Jacques. Ad un'altezza di circa 2000 m s.l.m., sopra l'abitato di Champoluc, si trova l'ampio pianoro denominato Crest, uno dei punti più importanti dell'area sciistica."

Dopo una spolverata alle nozioni geografiche andiamo direttamente alle sensazioni personali: freddo pungente ma soprattutto spettacolo mozzafiato con una quantità di neve da cartolina, e molto-moltissimo ghiaccio che decora grondaie e tetti.


Come conviene a una gita fuori porta, occorre una base: Relais des Glacier, proprio a Champoluc, ambiente accogliente, ospitale e divertente: l'ambientazione elegante ha il contrappunto di molti oggetti tradizionali o vintage. Dalle finestre si può ammirare il paesaggio innevato e nel frattempo gustarsi pranzo:


Ecco il menù immortalato in pochi scatti: cotechino nostrano su vellutata di cannellini e patate - chicchi di riso al pinot, mantecato alle tome di malga - brasato di vitellone con polenta - pera martina cotta al moscato e salsa vaniglia.
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Camminare, alzare lo sguardo, annusare l'aria, osservare la neve battuta, un cane che si lamenta ad una finestra perché vuole entrare in casa, ... cercare il sole per ritemprasi ai suoi caldi raggi. Per gente di città o di collina come me, la montagna rappresenta sempre un momento di relax, di introspezione, lo sguardo si perde guardando i paesi piccoli come presepi e le nuove vette da raggiungere passo passo.


Alla sera, ci attende la rassicurante convivialità, con la raclette (formaggio da fondere per accompagnare patate, affettato, sottaceti), la pierrade (piatto a base di carne, verdure miste e fontina da cuocere direttamente in tavolo); per finire mele renette con cannella sempre da cuocere sulla pietra da accompagnare con gelato e la coppa dell'amicizia al Ristorante Le Petit Coq, loc. Villy-Frachey, Champoluc (Ao)

Mi ha divertito anche il cartoncino per portare il conto-l'addition:

L' han detto ed è certezza
A d ogni evento gaio
D eve seguir tristezza
D opo che il buongustaio
I n dolce pesantezza
T entenna ormai sul vitto,
I l cuoco, quale inferno!
O gni pietanza ha scritto
N el conto qua all'interno.


E se durante la giornata di sci, si vuole pranzare senza uscire dalle piste!?! Una polenta con spezzatino o una tagliata per esempio? Hotel Cré Forné a 2020 mt aria purissima ai piedi del ghiacciaio del Monte Rosa!

Aggiornamento: Scrivendo questo post mi sono resa conto che nonostante la vicinanza geografica, conosco poco la Valle d'Aosta, ma ho voglia di scoprirla. Può darsi che ho espresso il desiderio nel momento giusto, perché proprio nel nuovo anno è nato un nuovo blog che esaudirà le mie curiosità ... http://tartifla.blogspot.com/

domenica 18 gennaio 2009

Cioccolata in tazza

Come resistere a una fumante tazza di cioccolato? Semplicemente non si può. Quando Il ricettario di Anna è tentatore, passando dalla ricetta di Paoletta di Anice & Cannella da cui ho preso le dosi, arriva la calda bevanda per la merenda ...
Complice anche il giusto momento per sorseggiarla, ovvero pomeriggio inoltrato della domenica, la luce dorata che filtra dalle finestre rende ancora più barocco il rito della cioccolata in tazza.
Tornano alla mente le merende reali alla corte dei Savoia, assaggiando pasticceria assortita e predisponendosi alla chiacchiera :-)
Approfondimento ... in provincia di Torino sono state riproposte le merende reali, curando tutti gli aspetti dalla storia, alla messa in scena: ... "Un piacevole e gustoso momento in compagnia della cioccolata calda - ai tempi (siamo nel 1700) un bene prezioso, sinonimo di nobiltà - accompagnata dai “bagnati”, pasticceria prevalentemente secca realizzata dai pasticceri di corte. Questa era la Merenda Reale. Una vera e propria moda, un lusso per pochi. ... Gli ospiti saranno quindi accolti da personale formato sulla storia della Merenda Reale e sul periodo storico, oltre che vestito nel rispetto dei colori dei pasticceri di corte (gonna lunga o pantaloni marrone scuro, camicia bianca e coccarda blu Savoia), mentre le tavole saranno decorate con tovaglie di stoffa rossa o bianca, i colori della corte. Sulle tavole… le tazze, dove verrà servita la cioccolata, dovranno essere alte e strette, sul modello di quelle di porcellana settecentesche chiamate “macerina” o “trembleuse”.
Ma veniamo al dunque.
Come si articola la Merenda Reale? Due le portate: la prima è composta dalla cioccolata calda servita con i “bagnati” cioè i biscotti da intingere, paste savoiarde alla provenzale, paste Savoia alla piemontese, canestrelli, torcetti, lose golose, gofri, lingue di suocera e altre simili; la seconda invece da un piattino con varie specialità al cioccolato e non: praline, torte, torrone, “diablottini” (i cioccolatini più antichi del mondo…) e molto altro ancora."
Per comodità vi riporto la ricetta che ho utilizzato:
Ingredienti preparato per cioccolata in tazza di Anice & Cannella:
180 gr di cioccolato fondente dal 55% al 65% (io ho utilizzato due tavolette Lindt)
12 cucchiai di cacao amaro in polvere
4 cucchiai di zucchero di canna
8 cucchiai di zucchero semolato
12 cucchiaini rasi di fecola di patate
Polverizzare nel mixer il cioccolato fondente insieme a tutti gli altri ingredienti e mescolare bene. Metterlo in un barattolo a chiusura ermetica. Conservare in un luogo fresco e asciutto.

mercoledì 14 gennaio 2009

Dispensa

primo sportello della dispensa
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Barattoli e barattolini custodiscono ingredienti, spezie, erbe, condimenti a disposizione come per comporre "pozioni magiche", indispensabili per creazioni quotidiane o per realizzazioni speciali adatte per occasioni di festa. Partendo dalla dotazione di base tra farina, pasta, olio e sale, zucchero si può spaziare tra spezie, frutta secca, cereali, legumi, tè, caffè, cacao, farine di mais, fecola, lieviti, conserve estive, ecc...

Io adoro aprire lo sportello e trovare tutto ben ordinato e a disposizione, in modo da avere un valido aiuto per i momenti in cui ci si riesce a cucinare :-). Il tutto si abbina alla mia passione per barattoli e scatoline (per curiosare qui) tra contenuto e contenitore, non saprei dire per quale propendere ... per esempio barattolo bianco ricamato di blu o ciliegie sciroppate, questo è il dubbio amletico :-)

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Pensandoci, sarebbe divertente curiosare anche nelle vostre dispense ... che cosa non deve mancare nella vostra dispensa? Quali sono le vostre abitudini per tenere in ordine i mobiletti della cucina? Barattoli di vetro o contenitori di plastica, o lasciate tutto nelle confezioni d'acquisto?

Mi piacerebbe ascoltare i vostri suggerimenti!

secondo sportello della dispensa

lunedì 12 gennaio 2009

Tortino di sedano rosso e code di gamberi

tortino di sedano rosso e code di gambero
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Direttamente dall'orto di casa, il sedano rosso, è una nuovo ingrediente della mia cucina. E' bello esteticamente, dalle proporzioni più piccole rispetto a quello verde, ha un sapore deciso indicato sia a profumare brodi e minestre sia come ingrediente principe di un tortino.
Che buono, che buono! Delicato antipasto o secondo leggero. Il sapore del sedano cotto rinforzato dall'abbinamento con i finocchi porta in trionfo le code di gambero sotto una crosticina profumata di sesamo tostato.
Per cui ecco a voi la ricetta del tortino:
Ingredienti per 8 persone
un sedano rosso
un finocchio
4 uova
250 gr di ricotta vaccina
2 cucchiai di parmigiano
300 gr di code di gambero scottate e sgusciate
un cucchiaio di prezzemolo tritato
olio evo
sale marino e pepe nero
pangrattato
semi di sesamo
Stufare il sedano e il finocchio precedentemente lavati e tagliati a tocchetti, in un tegame con poco olio e acqua. Preriscaldare il forno a 180°. Sgusciare le uova e amalgamare con una frusta la ricotta, condendo con parmigiano, sale e pepe, prezzemolo. Ridurre a puré il sedano e le parti più esterne del finocchio, tenendo da parte il cuore del finocchio. Unire il puré al misto di ricotta e uova.
Ungere con olio gli stampini monodose e cospargere di pan grattato. Distribuire l'impasto, completando con code di gambero e pezzi di finocchio, affondandoli nella crema. Finire con un pizzico di semi di sesamo e infornare a bagnomaria per 25-30 minuti circa (controllare la cottura con uno stecchino). Servire caldo.
Ho cercato qualche informazioni in più qui:
Il "sedano rosso" è una sottospecie del sedano violetto di Tours, introdotto in Piemonte alla fine del 1600, dalla duchessa di Savoia Anna Maria d'Orleans (moglie di Vittorio Amedeo II di Savoia). La Duchessa era infatti particolarmente ghiotta di questo ortaggio, tanto che importò da Orleans, in riva alla Loira, sia piantine che semi di sedano violetto di Tours.
Negli anni '60, per vari motivi (concorrenza del sedano dorato, terreni fertili destinati a zone industriali ed edificabili, mancanza di ricambio generazionale degli ortolani, aumento di malattie ed insetti parassiti, ecc.), la coltivazione del "sedano rosso" è stata accantonata ed esso è diventato un prodotto di nicchia.
Nell'antichità il sedano era una pianta nobile: Omero lo citava come ortaggio con il quale si componevano corone per gli atleti. Nel 516 avanti Cristo una corona di sedano venne data come premio ai vincitori dei giochi Nemei. Anche nei giochi Istmici, che si svolgevano a Corinto in onore di Poseidone, gli atleti trionfatori erano incoronati di sedano e di prezzemolo. Era una pianta consacrata alla Grande madre perché collegata sia alla sfera erotica sia a quella funebre.

domenica 11 gennaio 2009

Parentesi vegana

Menù vegano
Come abbiamo tutti abbondantemente constatato, la socialità nel periodo delle feste ci ha portato a qualche piccola trasgressione dei ritmi alimentari ... per riprendere il corretto apporto calorico qualche pasto disintossicante certo non fa male!

Restringere la quantità delle calorie rende sempre un po' tristi, soprattutto per chi come me, è fondamentalmente un goloso ... sia dolce sia salato, non si riesce mai a dire di no. Allora si cerca di fuggire all'anonima bistecca e insalata, magari facendo esperimenti divertenti, magari provando per un pasto a rinunciare a alimenti di origine animale.
Dall'antipasto al dolce senza, carne, uova, latte e formaggi, può un onnivoro trovare soddisfazione del palato con tagli così drastici?
Si prova :-)


Antipasto
Insalata di broccoli e arance, lamelle di mandorle e citronette
Primo
Zuppa cremosa di lenticchie con battuto di basilico e timo
Secondo
Chili con zucca
Frutta
Dermasin allo sciroppo
e per finire ...
Caffè e piccole coccole

Non sono vere e proprie ricette per cui in breve ...
Insalata di broccoli e arance, lamelle di mandorle e citronette: broccoli al vapore, spicchi di arancia pelati, mandorle a lamelle e condite con olio evo emulsionato con succo di limone, sale e pepe nero
Zuppa cremosa di lenticchie con battuto di basilico: lessare la zucca mondata a cubetti, con lenticchie. Frullare con il minipimer un terzo delle verdura, e unirla al resto condendo con sale, basilico e timo tritati.
Chili con zucca: tritare una cipolla e stufarla in un cucchiaio d'olio, unire cubetti di peperone gialli e rossi, cubetti di zucca. Dopo la rosolatura aggiungere salsa di pomodoro, sale un pizzico di cumino, un pizzico di coriandolo, un pizzico di peperoncino, 2 foglie di alloro, un trito di basilico. Terminare la cottura in forno a 180° unendo se necessario poco brodo vegetale.
Dermasin allo sciroppo: sono le piccole prugne, conservate nello sciroppo direttamente dalla produzione estiva.
Caffè e piccole coccole: servire il caffè bollente con accompagnamento di datteri, zenzero candito, uvetta e cedro candito.
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Esperimento riuscito!!!

giovedì 8 gennaio 2009

Sunday Roast, Jacket potatoes and Apple pie in Tenby


Non so voi ma io ho un certo languorino, ma non è fame ... è più voglia di atmosfere britanniche ... :-)))) così sbirciando qua e là tra gli scatti di Tenby sono uscite fuori queste due cartoline che immortalano le suggestive atmosfere della campagna gallese. (altri post sul Galles qui)
Tanto mi piace la neve, tanto mi piace la bella stagione, per cui ripercorrere con le immagini la memoria, ritrovando prati verdi e cieli azzurri ha un non so che di confortante.
Come qualcuno canta "aspettiamo insieme l'estate" ...
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Casualmente, ma del tutto casualmente ... sono spuntati fuori alcuni scatti che ritraggono grandi classici della cucina d'oltremanica.
Pensandoci il Sunday roast è un ottimo piatto unico, servito bello caldo adatto alle temperature polari degli ultimi giorni, per cui non disdegnerei un bella porzione di arrosto per il prossimo fine settimana! Carne morbida, perfettamente affettata, accompagnata dal suo sughino; per contorno verdure miste spaziando tra piselli, carote e patate al naturale. Per completare il tutto un yorkshire pudding.
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sunday roast
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Non sarebbe neanche male una Jacket potato, ovvero una patata arrosto da farcire a piacere. Io ho un debole per quella prosciutto e formaggio (quando mi hanno servito quel piatto mi sono chiesta a cosa servivano 2 "burrini" ... non era già sufficientemente condita con prosciutto e formaggio!?! Lasciamo la licenza poetica ... avevano una divertente confezione con il simbolo del Galles).
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jacket potatoes
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Per il dolce invece niente indecisioni, andiamo sul sicuro! Apple pie with ice cream: torta tiepida alle mele con un leggero profumo di cannella e gelato alla crema vaniglia.
Che ve ne pare? può essere un'idea?


apple pie with ice cream

mercoledì 7 gennaio 2009

Cubetti di rape al curry

cubetti di rape al curry

Uno dei miei maggiori interrogativi da adolescente era: come facevano in Italia (o in Europa) quando tutte le verdure buone stavano dall'altra parte dell'oceano!?! Se quel sant'uomo di Cristoforo Colombo non pensava di raggiungere le Indie percorrendo una nuova strada, come facevo io senza pomodori, peperoni, peperoncini (e senza cacao o patate!?!) :-D Solo radici, cipolle, rape, cavoli ... che noia!
Da piccola, poi, le rape le scansavo come la peste, perché sotto quell'accattivante color lilla, simpatico e vezzoso, si nascondeva una radice quasi piccante e di gusto dubbio ... Anche la letteratura mi dava conforto (come avevo già detto qui, ricorrendo addirittura alle descrizioni di Italo Calvino).
Inoltre, quando da piccina mi affliggeva la tosse, pronto intervento della mamma, tramandato dalla saggezza popolare: sciroppo ricavato da una "marinatura" di fettine di rape crude con zucchero ... diciamocelo ... l'abbondante zucchero condiva il dispiacere!
Poi qualche anno fa mi hanno regalato un sacchetto dell'ortaggio incriminato, e che ci faccio? Con la ferrea regola che non si butta via niente, si ricorre all'astuzia. Ed ecco a voi la ricetta che ha gettato il ramoscello d'ulivo tra me e le rape :-)

Ingredienti
400 gr di rape
una noce di burro
1-2 cucchiaio di curry
1 dl di panna
prezzemolo tritato
sale e pepe qb
Sbucciare le rape e tagliarle a dadini. Cuocerle in acqua salata tenendole molto al dente. Fondere il burro in un tegame e soffriggere le rape. Continuare la cottura per 15 minuti.
Unire il curry sciolto nella panna. Regolare di sale e pepe.
A piacere, prima di servire, finire con il prezzemolo tritato fresco.
Può essere un ottimo contorno per un’omelette al formaggio.

martedì 6 gennaio 2009

Nella calza della Befana due interessanti raccolte ...

twostella: tavola in festa 2008

Con questi scatti vorrei partecipare al Concorso tavola in festa ovvero la raccolta di Guja del blog Ricevere (a cui partecipare entro il 10 gennaio) proponendo gli scatti dell'arte del ricevere per le feste ovvero Mise en Place natalizia.

twostella: per un soave natale



Altra piacevole idea è quella per Un Soave Natale , proposta di raccolta di ricette d' atmosfera natalizia di Val del blog Nella botte piccola a cui partecipare entro il 6 gennaio con la ricetta postata qui del consommé in crosta di sfoglia.


Volevo segnalarvi le raccolte per le feste di Guja e di Val. Spero di rientrare tra i partecipanti, sono due raffinate iniziative a cui avrei voluto dedicare più tempo, ma non ho voluto mancare, anche se decisamente in corner... Complimenti alle padrone di casa!
Il super raffreddore che mi accompagna da dieci giorni mi ha tolto un po' il piacere della cucina ... infatti le uniche note che sento sono il piccante e l'aspro degli agrumi, per il resto tabula rasa di profumi ... mi si toglie una bella fetta del divertimento del cucinare qualcosa di nuovo.

lunedì 5 gennaio 2009

Fate il vostro gioco

Biscottini inglesi

Con gli auguri per il nuovo anno ci voglio anche mettere dentro un proposito: nel 2009 occorre essere coraggiosi!
Con tutte le sfumature che può avere ... ognuno ha un punto debole da rafforzare ... ognuno può individuare dove prendere coraggio per pensare, agire, cambiare o migliorare ... Mi sembra un buon proposito!
Tutto è partito dalla lettura del Buongiorno di Massimo Gramellini su La Stampa del 31/12/2008 dove ho trovato riportata questa citazione di George Bernard Shaw che mi è piaciuta molto:
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" La missione di ogni uomo consiste nell'essere una forza della natura e non un grumo agitato di guai e rancori che recrimina perché l'universo non si dedica a renderlo felice".
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Non resta che guardare le carte che la sorte ci ha riservato, e giocare :-)
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Biscotti inglesi (ispirazione tratta da Enciclopedia della cucina, DeAgostini )
Ingredienti
500 gr di farina 00
40 gr di burro
1 uovo
250 gr di zucchero semolato
un pizzico di sale
1 bustina di lievito per dolci
125 gr di panna acida (io uso panna fresca)
1 bacca di vaniglia (a piacere)
In una terrina porre il burro ammorbidito e amalgamare lo zucchero, la panna, l'uovo, i semi di vaniglia, il lievito. Mescolare accuratamente e versare il composto nel centro della farina preparata a fontana. Lavorare, stendere a sfoglia ricavare delle formine. Cuocere in forno preriscaldato a 180°.

Se si utilizza la vaniglia prevarranno le sue note profumate, se si omette, allora saranno caratterizzati dall'aroma della panna. Ottimi biscotti da colazione, spalmati di marmellata agli agrumi.
Nella foto presentazione festiva con i cuori, fiori, picche e quadri propri delle carte da gioco, per rimanere in tema :-)
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