martedì 31 marzo 2009

Carpaccio di spada e arance

carpaccio di pesce spada e arance

"Mare profumo di mare
con l'amore io voglio giocare
e' colpa del mare del cielo e del mare
sento che sto lasciandomi andare
questo sole che cosa può fare
io non ci credevo ma posso sognare
forse e' solo da un momento che credo
al sentimento e giuro che per noi non finirà ..."
.
Stavo pensando alla frase per iniziare il post e sono mentalmente "inciampata" nella sigla di Love Boat (oh poveri i miei neuroni!?!) ... un serial tv a cavallo fra gli anni settanta e ottanta riciclato con infinite repliche (sarà per questo che ho sviluppato un'allergia alle crociere? boh ...).
.
Torniamo a noi: il concetto da esprimere è semplicissimo ovvero è il mio periodo di fissa "per mare profumo di mare". E poi visto che domani e il 1° di aprile è quanto mai appropriato!!!
Eccolo qui! Antipastino collaudato della stagione 2008-2009, riproposto con piacere in più occasioni, è stato ispirato dalla famosa insalata di arance. Prima che finisca la stagione mi faccio un bel promemoria ... le note agrumate sono perfette per il carpaccio di spada :-)
.
Ingredienti
pesce spada a fette sottili
un arancia
succo di limone
prezzemolo tritato
finocchietto
olio evo
sale marino e pepe nero
(olive taggiasche a piacere)

Pelare l'arancia e tagliarla a piccoli cubetti, aggiungere il finocchietto e il prezzemolo tritati, condire con sale e pepe e un un po' di succo di limone. Disporre le fette di spada sul piatto da portata e condire con la marinatura precedentemente preparata. Lasciare riposare per mezz'ora.

Servire con una fragrante focaccia con sale grosso ...

sabato 28 marzo 2009

Nyon in bianco e nero

.
... qui trop me regarde perd son temps ...
.
Passeggiando per Nyon, piccola località nella Svizzera francese con un sapore classico e di tranquillo relax. Sono ritornata qui dopo circa 18 anni e tutto mi è sembrato esattamente lì dove l'avevamo lasciato. Ripercorrendo le immagini mi sono divertita a riportarle al bianco e nero, riflettendo sul tempo, che scandito da una meridiana o da un orologio, accompagna il percorso ...
.
.
Le rovine, la copia della statua di Giulio Cesare che osserva l'insediamento di origini romane e poi scendere dai viottoli e raggiungere il lago di Ginevra abitato e animato da gabbiani, papere e cigni.
.
.
Per essere un giorno di fine marzo c'è un bel sole caldo e dopo una pausa di pensieri in libertà viene voglia di riprendere la strada per proseguire il viaggio. E con la mente si sceglie di anche l'autovettura adatta all'atmosfera ...
.
.
Non tutti i negozi e i locali sono aperti ... peccato perché questa piccola caffetteria è da favola. Sarebbe appropriato un sorso di caffè. Si intravedono i tavoli, la lavagna con il menù, le campane di vetro per i dolci (solo con qualche briciola ...). Sarà per la prossima volta :-)
.
.
E poi un tuffo al cuore, non la storia della città, del lago. Questo scatto appartiene alla nostra storia, al nostro di tempo ...
.

Per ritrovare i colori, sul sito ufficiale di Nyon ci sono delle belle immagini panoramiche!

Buon fine settimana!!!

martedì 24 marzo 2009

Torta di fragole semplicemente

Ma quanto ho festeggiato!?! Tutte le scuse sono state buone ... fatto sta che ho iniziato domenica e credo di aver concluso i festeggiamenti-compleanno-2009 questa sera. E vai di famiglia, di parenti, di amici, di colleghi ...
Mi dedico una bella torta di fragole, per chiudere il ciclo :-P ... perché mi piacciono da morire le fragole e sono sul filo dei ricordi perché questa tipo di torta è stato il mio cavallo di battaglia per anni e anni (sì, sì con fettine di kiwi negli anni anni ottanta che facevano tanto esotico ...) ma tornare ai fondamentali ogni tanto fa bene! Slurp!
Per chi non si è ancora concesso la prima torta di frutta fresca della stagione ...

Crema pasticcera
Ingredienti: 2 uova, 200 gr di zucchero, ½ litro di latte, una stecca di vaniglia, 45 gr farina setacciata
Sbattere le uova con lo zucchero. Incorporare la farina setacciata mescolando delicatamente (senza sbattere). Nel frattempo in un tegame a parte si è portato il latte a bollore con la stecca di vaniglia incisa su un lato. Unire il latte caldo al composto di base e procedere nella cottura fino a che la crema raggiunge la giusta consistenza. lasciare intiepidire e raffreddare in frigo.

Pasta frolla
Ingredienti: 250 gr farina, 100 gr burro, 100 gr zucchero, 1 uovo, 1 pizzico di sale, 8 gr lievito vanigliato, scorza di limone non trattato
Disporre la farina a fontana e iniziare ad impastare con l’uovo, lo zucchero, il sale e il lievito con la scorza di limone. Quindi unire il burro ammorbidito tagliato a cubetti.
Impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. lasciare riposare mezz'ora in frigo. Ricavare un disco e coprire la teglia. Bucherellare la superficie con i riebbi della forchetta. Infornare a 180° per 35-40 minuti. Sfornare e lasciare intiepidire.

Fragole

giovedì 19 marzo 2009

Mi mangio il prato ...

insalata primaverile con tutti i gusti del mondo ...

Come avevo detto a Francesca io ho un legame particolare con la primavera, sarà che sono arrivata un giorno di marzo (twotwo ^ - ^) di tante primavere fa, proprio a ridosso dell'inizio di questa stagione, fatto sta che ho deciso di fermarmi ...

Dopo la lunga riflessione invernale, in cui tutto è immobile, freddo e asciutto inizia a germogliare la vita. Il canto dei passerotti al mattino, le giornate che si allungano, l'aria che si fa tiepida e profumata, l'odore del sole ...
Cosa non secondaria ricompare nel piatto la verdura fresca, e l'insalatina primaverile è un regalo della bella stagione per antonomasia :-) Questa volta ho deciso di annoiarvi facendo il quadernetto delle erbe, perché non voglio perdere nessuno degli insegnamenti della mamma, riconoscendo le erbe spontanee che sono commestibili (piccolo aiuto dal libro con tale nome qui).
Iniziamo i compiti :


valerianella locusta L. (italiano soncino, piemontese: sarset)

sonchus oleraceus L, cicerbita o crespino comune

taraxacum officinale L.
(italiano: tarassaco, dente di leone, piemontese: pisa can)

boh?

ari -boh?

cicorietta mista dell'orto

rucola dell'orto

Prezzemolo &
Sanguisorba minor (in italiano pimpinella o pampinella)


papaver rhoeas L., in italiano papavero o rosolaccio

fiori: primula acaulis o primula e viola odorata o violetta

Per il nonno tutte le erbe che hanno più di tre foglie sono commestibili (non so se è una prova scientifica, ma sapevano sfruttare tutte le occasioni che offriva la stagionalità).

Non sono riuscita appieno nel compito, ho ancora qualche lacuna ... cercherò di colmarle per intanto ... Buon appetito!

domenica 15 marzo 2009

Come fare la steak and ale pie

steak and ale pie
.
La settimana appena trascorsa mi ha visto rimbalzare da un capo all'altro come una pallina sul tavolo da biliardo: Piemonte, Lombardia ovvero San Donato Milanese (un po' grigina come località ...) e di nuovo Piemonte e poi Liguria (Varazze, ne ho gustato solo uno scampolo ma che visione ristoratrice!) e di nuovo Piemonte. Un "filino" stanca ma l'astinenza da fornelli era talmente acuta che ho dovuto cucinare per almeno quattro ore di fila prima di riemergere verso la normalità...

Per la domenica mi sembrava ideale spolverare una ricetta che a noi piace tanto e risolve il sunday lunch in modo piuttosto pratico.
Buona, buona, buona ... ne avevo già parlato qui ma come si prepara?

Ecco la versione de "Il giardino dei ciliegi", un melting pot tra esperienza diretta e cucina nostrana :-). Non proprio ortodossa, con l'uso dell'olio evo anziché grassi di origine animale. Inoltre uso la coda perché lo spezzatino risulta tenerissimo e per niente filoso, taglio poco pregiato valorizzato come ripieno della torta di carne.

Ripieno: coda vaccina (sei-sette pezzi), 1 carota, 1 costa di sedano, 1 cipolla steccata con chiodi di garofano, rosmarino, salvia, sale, foglie di alloro, 2 cipolle, olio evo, pepe, noce moscata, birra inglese old speckled hen, 2 cucchiai di farina.
Lessare la coda vaccina per un'ora in brodo bollente profumato da carota, sedano, rosmarino, salvia e cipolla (con un pizzico di sale). Scolarla e lasciarla intiepidire. Staccare la carne dall'osso eliminando le parti grasse. Affettare finemente 2 cipolle e stufare il olio evo, ripassare la carne sfumando con una bottiglietta di birra scura inglese. Aggiungere le 2 foglie di alloro (da rimuovere a fine cottura) e un pizzico di pepe nero e noce moscata. Cuocere per circa un'ora, aggiungendo il brodo di carne. Verso fine cottura unire la farina sciolta in poco brodo.

250g di Farina OO, un cucchiaino di sale, un cucchiaino di lievito per torte salate istantaneo, 100g di acqua calda, 100g di olio di olio evo Mettere gli ingredienti nell'ordine in una ciotola, mescolare e impastare.
Tirare la sfoglia, coprire la tortiera rotonda e bucherellare. Cuocere per 25 minuti a 180° il guscio vuoto.

e per finire: un rotolo di pasta sfoglia e un rosso d'uovo
Sfornare la base cotta vuota e farcire con lo spezzatino. Coprire con la "copertina" di pasta sfoglia. Passare il mattarello per tagliare l'eccesso dai bordi. Con un coltellino incidere la superficie per il decoro e spennellare con il rosso d'uovo. Infornare ancora per 30-40 minuti sino a doratura.

Per completare una bella insalata, e patate scottate e rosolate al forno con un po' di barbecue sauce.

Buona settimana a tutti!

lunedì 9 marzo 2009

Olive in salamoia

olive in salamoia
Guardandole così in foto sembrano gustose olive taggiasche di qualche piccolo barattolo comprato in loco (leggasi riviera ...) E invece sono homemade!!!!, e nello specifico prodotte dalla mamma che si è lanciata :-). Le 2 piccole piantine di olivo di casa, provenienti da Greve in Chianti), svezzate nelle Langhe e dopo qualche anno danno una discreta produzione casalinga ... e mica si possono sprecare!?!.
Che si fa? Qui ci vuole gente di mare o di lago ... Mumble, mumble ... Si consulta di chi è ferrato in materia e chi meglio della Trattoria MuVara
Ecco per comodità la loro ricetta delle olive in salamoia:
Raccolte le olive, lavatele in acqua fredda e riponetele in un ampio recipiente. Per una settimana cambiate l'acqua due volte al giorno, mattina e sera. Preparazione della salamoia: Occorrenti: 90 gr. di sale per ogni litro di acqua. Portare ad ebollizione l'acqua. Appena inizia a bollire togliere dal fuoco, incorporare e far sciogliere il sale. Lavare le olive e lasciarle sgocciolare. Mettere le olive nei barattoli. Quando la salamoia sarà fredda versarla nei barattoli. Una volta chiusi, riporre i barattoli in un luogo fresco e buio per qualche mese prima di iniziare la consumazione.

Eccole nella versione del prima (scatto del 9 novembre 2008, anche se ci è stato detto che era già un po' tardi per raccogliere le olive ...). C'è voluta la santa pazienza della mamma che le ha accudite per così tanti giorni proseguendo il cambio dell'acqua fresca per 10 giorni ...
Grazie alla mamma e ai Trattori!
Esperimento riuscitissimo: utili per aperitivi, pizze, pesce marinato (come le acciughe fresche marinate) o al cartoccio, ecc ...

venerdì 6 marzo 2009

Nutella e i Brut e Bön

nutella e brut e bön
.
Cosa fare contro il logorio della vita moderna? Come affrontare questa vita così ostinatamente ruvida, .... più della carta a vetro!?! C'è bisogno di dolcezza ... e di buon umore :-) che arriva da una delizia di "casa".
Perché Alba non è solo la patria del tartufo bianco, non è solo incorniciata dalle colline che ci dilettano con nobili vini, Alba è anche il profumo della cioccolata. Ma non una cioccolata qualunque. Avete presente quel "affascinante" barattolo dal tappo bianco?
Madame e monsieur sua bontà: la Nutella!!!
La sagoma della confezione è inconfondibile e il contenuto riuscirebbe a incantare una cesta di serpenti :-).
.
Adesso vi toccano i miei ricordi sentimental-struggenti-malinconici:
A) prime giornate di bel tempo (primavera verso l'estate) finestre aperte, tempo di scuola, naso sui libri e nell'aria profumo della cioccolata della Ferrero ...
B) qualche anno dopo, mi ricordo che al tempo dell'università si usava la scusa della Nutella per fare la collezione di bicchieri ... teneri alibi adolescenziali!
Della serie volemose bene, famose male ... perché non spalmare meringhe alla nocciola tonda gentile delle Langhe con un ciuffo di Nutella?
.
Brutti e Buoni
150 gr di albumi
150 gr di zucchero semolato
150 gr di zucchero a velo
300 gr di nocciole tritate grossolanamente
1 pizzico di sale
Montare a neve gli albumi con lo zucchero semolato, poi unire lo zucchero a velo. incorporare con una spatola le nocciole. Disporre sulla teglia piccole cucchiaiate e cuocere in forno ventilato a 125° per un'ora e 15 minuti.
.
Comunque in città girano storie e leggende legate alla ricetta della Nutella, segretezza e formule segrete, tanto che è inimitabile ma atteniamoci ai fatti (da wiki):
.
L'origine della Nutella è legata al cioccolato Gianduia, che contiene pasta di nocciole. Il Gianduia prese piede in Piemonte nel momento in cui le tasse eccessive sull'importazione dei semi di cacao cominciarono a scoraggiare la diffusione del cioccolato convenzionale. Pietro Ferrero possedeva una pasticceria ad Alba, nelle Langhe, area nota per la produzione di nocciole. Nel 1946 vendette il primo lotto costituito da 300 chili di "Pasta Giandujot". Si trattava di una pasta di cioccolato e nocciole, venduta in blocchi da taglio. Nel 1951 nasceva invece la Supercrema, conserva vegetale venduta in grandi barattoli.
Nel 1963, Michele Ferrero, figlio di Pietro, decise di rinnovare la Supercrema, con l'intenzione di commercializzarla in tutta Europa. La composizione venne modificata, così come l'etichetta e il nome: la parola "Nutella" (basata sull'inglese "nut", "nocciola"), e il logo vennero registrati verso la fine dello stesso anno, e restano immutati fino ad oggi.
Il primo vaso di Nutella uscì dalla fabbrica di Alba il 20 aprile del 1964. Il prodotto ebbe successo istantaneo, e rimane oggi estremamente popolare e ricordato con affetto in romanzi, canzoni e opere cinematografiche.
.
p.s. Quando si inizia con i "Mi ricordo ..." significa che si sta diventando vecchi?

martedì 3 marzo 2009

Cucchiaini di lenticchie e scampi


A volte ritornano ... eccoli qua!!! Versatili e divertenti cucchiai commestibili :-) Il contenuto è un'accoppiata semplice e vincente: legumi e crostacei (altra idea per un'insalata legumi e seppioline qui).
Le lenticchie, oltre a essere buone, sono pronte all'uso senza ammollo ovvero della serie "quando hai finito di lavorare puoi arrivare a casa e decidere di metterle in pentola all'istante" :-P ... per ceci & company devi "programmare" di cucinarli con relativo tempo di 12 ore di "bagno".
Tornando alle lenticchie io le ho proposte come stuzzichino, ma è perfetto per un'antipasto. Per portarli a tavola si possono usare piccole tartellette di brisée, dalla classica forma a barchetta o rotonde.
Così facciamo fuori le scorte invernali e ci prepariamo alla nuova stagione attendendo le fresche verdure primaverili con annesso sole e belle giornate !
.
Ingredienti
100 gr di lenticchie
1/2 carota
1/2 gambo di sedano
1 cipolla
2 foglie di alloro
sale marino
prezzemolo tritato
olio evo
200 gr di code di scampi
un goccio di brandy
Sciacquare le lenticchie e porle in un tegame coprendole d'acqua. Unire carota e sedano tagliato a cubetti e mezza cipolla tagliata a cubetti, portare a ebollizione unendo le foglie di alloro. Salare e portare a cottura (circa 1 ora). Alla fine devono risultare morbide, ma non brodose. Quando sono fredde si condiscono con olio a crudo e prezzemolo fresco tritato.
In un tegame scaldare poco olio evo e stufare la rimanente cipolla a cubetti. Saltare gli scampi e sfumare con il brandy. Lasciare intiepidire e sgusciare le code.
Servire l'insalata di lenticchie appoggiando le code di scampi, decorando con insalatina, e goccio d'olio evo finale.
Se si vuole proseguire il pasto con un bel secondo a base di pesce azzurro provate questi sgombri dal pancino aromatico del Cavoletto ... i miei non hanno fatto in tempo ad essere fotografati :-P

domenica 1 marzo 2009

Caramel macchiato



Allora giornata uggiosa c'é, il libro c'é, manca qualcosa ... sarà qualcosa legato al post di ieri!?! Un cappuccino per esempio, ma non un cappuccino qualsiasi ...
Della serie se non posso trovare il Caramel Macchiato sotto casa trovo il modo di scopiazzarlo ...

Materia prima:
1) caffè espresso;
2) latte intero caldo (con schiuma, aiutati dalla macchinetta del caffè per il vapore);
3) toffee fudge sauce, con double cream;
4) zucchero alla vaniglia (metodo bacca di vaniglia nel barattolo dello zucchero a velo);
5) wafer al caramello e cannella (comprati da Starbucks).




Diciamo che le tazze che si usano in caffetteria sono molto più piacevoli perché molto più consistenti, un mug classico che permette di gustare con calma le bevande calde. Quelle che si possono acquistare sono di ceramica più sottile (forse più stilose ...) insomma non mi ci sono affezionata. però per riprodurre l'effetto posso andare bene.

p.s. Non so se la salsa al caramello in Italia si trova ma se volete assaggiare dei wafer simili potete trovare nei supermercati queste retine di Trevisan.

p.s. 2 credo di aver sviluppato una dipendenza da caramello a partire da queste mele ...

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...