sabato 29 maggio 2010

Ricetta della tirà piemontese

Eccovi per la ricetta della tirà piemontese che potrà essere servita sia soffice sia tagliata a fette e tostata. Con le proporzioni che vi indico ho preparato un "filoncino" naturale da tagliare a fette e uno arricchito con l'uvetta. Dovete calcolare di avere una giornata a disposizione non tanto per i tempi di lavorazione quanto per le attese della lievitazione.
Vi indico la ricetta originale tratta da Quaderno di cucina della Famija Albèisa riportata come appuntata da Francesco Palma (1963) di Mango (Cn) con le mie precisazioni tra parentesi.

Tirà piemontese
(tratto da Quaderno di cucina della Famija Albèisa)
500 gr di farina (Manitoba)
130 gr di zucchero (grezzo di canna)
120 gr di latte
120 gr di burro
3 tuorli d'uovo
6 gr di lievito di birra
1 pizzico di sale
- Stemperare il lievito in poca acqua ed aggiungere 30 gr di farina e formare un nucleo di pasta morbida: porre a lievitare alcune ore in una scodella coperta da una tela in luogo tiepido (Io ho iniziato usando la ciotola del kitchen aid così non ho dovuto cambiare contenitore e mi sono fatta aiutare dall'impastatrice).
- Unire al prodotto lievitato 40 gr. di farina e poca acqua tiepida, impastare e porre a lievitare nella scodella con le stesse condizioni di temperatura di prima.
- Dopo alcune ore quando la massa avrà assunto un buon sviluppo, unire 180 gr di farina, 50 gr di zucchero, 50 gr di burro (fuso) e bagnare con parte del latte appena tiepido. Impastare nuovamente , indi porre in un recipiente foderato con una tela infarinata e sistemare in un ambiente con temperatura dai 30° ai 35° per tre ore controllando sovente (io ho continuato la lievitazione nel bicchiere dell'impastatrice, coprendo il contenitore con un telo e avvicinandolo ai fornelli dove stavo cucinando altra cose per cui la temperatura e il vapore delle pentole creavano l'ambiente per lievitare).
- A lievitazione avvenuta unire il rimanente della farina, dello zucchero e dare un pizzico di sale. Amalgamare nel mezzo della massa il tuorli d'uovo e il resto del burro liquefatto, il rimanente latte tiepido: incorporare con cura gli ingredienti sino alla giusta elasticità.
Tagliare in due la pasta per ottenere due tirà (filoncini) di circa 450-500 gr, porre su carta oleata, appoggiare su una teglia e lasciare lievitare al caldo (forno spento intiepidito, a un filoncino io ho aggiunto un pugno di uvetta passa ammollata prima di procedere con l'ultima lievitazione). Allorché la massa avrà superato il doppio del volume iniziale, praticare (se si vuole) 2-3 tagli in diagonale sulla bombatura superiore del dolce e cuocere sui 180°. Il dolce è pronto quando la superficie esterna assume una colorazione bruna.
(Da taluni prima di mandare in cottura di passava la superficie superiore del dolce la chiara d'uovo sbattuta, ma io ho saltato questo passaggio).
Per ottenere i crocion (fette biscottate) si affetta la tirà diagonalmente facendo delle fette di spessore di circa 2-2,5 cm. Porle in forno a biscottare ed estrarle quando la mollica sarà leggermente colorita verso il bruno. Conservarli in contenitori ermetici.

Vi lascio ancora un mio suggerimento: se la tirà fresca si tosta con il tostapane si ottengono fette croccanti fuori e ancora soffici all'interno da spalmare con deliziosa confettura fatta in casa, una colazione strepitosa!

Se volete propormi le vostre ricette di cucina piemontese andate a dare un'occhiata qui

martedì 25 maggio 2010

Parliamo di tirà, di crocion e di ricordi piemontesi


crocion
(sottotitolo: fette biscottate)

Se scrivo una parola in dialetto piemontese il primo dubbio che mi assale è : "riuscirò a farmi capire anche da chi non l'ha mai sentito parlare?" Però poi non riesco a farne a meno. Anche il suono delle parole rende tridimensionale il ricordo di profumi e sapori, l'inflessione dialettale pronunciata da un genitore, dai nonni o dagli zii restituisce esattamente quel momento in cui per la prima volta si assaggia un piatto della tradizione.
Assaporando la tirà o i crocion iniziano inevitabilmente i racconti dell'infanzia sia questa della mia generazione o delle generazioni passate, ognuno aggiunge dettagli legati alla sua esperienza. Si cerca di ricordare le personalizzazioni delle diverse famiglie o le differenze tra le abitudini di chi viveva in campagna o in città.
Mia mamma per esempio si ricorda che si preparava l'impasto nella cucina di casa e poi si portava dal panettiere per infornarle quando lui terminava di cuocere il pane.

La tirà prende il nome dalla forma allungata della "focaccia" dolce preparata con un impasto lievitato reso dorato dalla presenza del burro e dei rossi d'uovo con l'aggiunta delle uvetta sultanina. In origine (fonte: libro della Famija Albèisa) non prevedeva né uvetta né canditi ma i semi di finocchio. I crocion sono fette tostate ricavate dalla tirà semplice cotta nei giorni precedenti, con la biscottatura sono pronte per accompagnare una fumante tazza di latte o caffalatte.
Per la ricetta vi prego di aspettare il prossimo post ma prima di salutarvi vi ripropongo la lista dei foodblogger legati per nascita o per passione al Piemonte. Se volete allargare la voce mettendo il bannerino potremmo infittire le fila trovare altri da aggiungere alla lista :-)
Giada di Fior di Latte
Acquaviva di Acquaviva scorre
Marcella Aka Milo di Cazzarole
Loris e Roby di FeelCook
Valentina di Cucina e Cantina
Anastasia di Any secret ...
Silvana di Uvaromatica
Elisabetta di PaneMiele
Albicocca di Leatscookeat
Grazia di Cuoca per caso
Angelo di Grasso che cola
Giorgia di Le coin gourmand
Irma di Il blog di Irma
Katia di Katia&Kitchen
Fabrizio di Cucina Piemontese
Bread&Breakfast di My Life Love Food
Alesssia di Le biscuit a soupe

Visto che il patrimonio della tradizione è prezioso vi chiedo se avete voglia di parlare e di riproporre una ricetta piemontese preparata in famiglia o intervistare amici e parenti per scovare un loro ricordo legato alla cucina piemontese, oppure raccontare un vostro ricordo di villeggiatura tra trattorie, prodotti tipici ecc in terra di Piemonte.

Collezioneremo tutte le vostre ricette in un bel post ad hoc (si accettano suggerimenti per il titolo della RACCOLTA!!! :-D e non vedo l'ora di provare le vostre ricette) potete utilizzare i commenti per un link se avete il blog, oppure potete mandare una mail all'indirizzo (twostella[chiocciola]gmail[punto]com).

Aggiornamento! Ecco il link alla raccolta Le nostre Ricette di Cucina Piemontese
Un grazie a tutti coloro che hanno partecipato con passione :-)

lunedì 17 maggio 2010

Torta con champignon e azuki

Eccovi servita un'alternativa alla buonissima torta salata di erbette o spinaci ma perfetta anche per chi vuole seguire un regime vegano. I fagioli azuki sono molto delicati e dolci gradevoli in insalata, nelle zuppe e ... nei ripieni!
Questa torta salata raggiunge la massima espressione se servita con una bella misticanza che arriva da un raccolto misto tra orto e prati ... appuntamento irrinunciabile della bella stagione come avevo detto qui :-P
Io la preferisco intiepidita o fredda. Pronti? eccovi le dosi :-)

Torta con champignon e azuki
pasta da pane
fagioli azuki 250 gr (detti soia rossa)
alga kombu
sale marino
olio evo
cipollotto
champignon (un cestino)
prezzemolo
peperoncino un pizzico
latte di soia
semi di sesamo
Lasciare i fagioli azuki in ammollo per 12 ore. Lessare in abbondante acqua salata i fagioli azuki con un pezzo di alga kombu. Nel frattempo pulire i funghetti e tagliarli a cubetti.
Scaldare l'olio evo e stufare il cipollotto affettato, aggiungere gli champignon e cuocere sino a quando risulteranno rosolati (15-20 minuti). Unire i fagioli lasciare insaporire e finire con prezzemolo tritato e un pizzico di sale e peperoncino. Se i fagioli di soia rossa si disfano un po' non preoccupatevi, legano meglio il ripieno!
Preriscaldare il forno. Stendere la pasta da pane in una sfoglia di superficie doppia rispetto alla tortiera in modo da coprire il fondo (se non è antiaderente usare la carta forno) e tenere il resto da ripiegare a farcitura effettuata.
Riempire la base con la padellata di funghi e azuki. Coprire con la pasta rimanente e tagliare gli eccessi, spennellare con latte di soia e finire con i semini di sesamo.
Infornare per 35 minuti controllando la perfetta doratura.

Se volete sapere qualcosa in più ecco qualche informazione su Azuki e Alga kumbu

lunedì 10 maggio 2010

Tortina yogurt & matcha

tortina yogurt & matcha

Le raccolte di ricette mi solleticano sempre l'inventiva e in conseguenza quando la mente è in un momento di relax si creano e si disfano piatti fantasiosi cucinati e impiattati ... quasi fossero veri!
Per cui quando La Susina ha lanciato il suo contest che prevedeva di utilizzare il té (che passione!) come ingrediente in cucina volevo proporle qualcosa di goloso e creato per l'occasione. Ma purtroppo ... (potrei arrampicarmi sugli specchi, ma vi evito la fatica di seguirmi in voli pindarici :-P) sono arrivata in ritardo (sigh!) anzi in ritardissimo!!!!
Se vi siete persi l'iniziativa o come me arrivate in ritardo qui potete trovare il curato Pdf di chi ha consegnato i lavori in tempo utile. Ci sono molte ricette che vorrete provare all'istante :-)

Tortine yogurt & matcha
pasta frolla una dose
yogurt compatto homemade (o yogurt greco) 3 bicchieri
zucchero a velo 4 cucchiai
bacca di vaniglia 1
matcha 2 cucchiaini
petali di fiori per decorare

Utilizzare la pasta frolla per confezionare piccole crostatine da cuocere a 180° utilizzando la tecnica della cottura in bianco (se volete con il cercle à tarte) come avevo spiegato qui.
Nel frattempo tagliare la bacca di vaniglia e recuperare i semini con il coltello e uniteli allo yogurt e mescolare molto bene incorporando anche lo zucchero a velo (se volete prepararlo la sera prima permetterà di amalgamare meglio il profumo della vaniglia).
Un terzo dello yogurt deve essere aromatizzato con il matcha e sarà utilizzato per il primo strato di farcitura della crostatina. Si completa con un ciuffo di yogurt alla vaniglia e petali di fiori.

Driiin ... consegna speciale (fuori tempo massimo) per la spumeggiante Susina e la sua raccolta Tea Recipes.

domenica 9 maggio 2010

Per la mamma ...

cuore di mamma

Dunque... la ricerca dei Foodblogger legati al Piemonte continuano e un sentito grazie a tutti quelli che mi hanno lasciato un messaggio o una segnalazione :-)))) e se volete sbirciare la lista potete trovarla qui! Ma una piccola parentesi dolce per un augurio alle mamme ci vuole!
L'anno scorso si era potuto preparare la tavola in giardino ma quest'anno la pioggia non ha concesso di trascorrere qualche ora all'aperto ... paziensa ...
Per cui piccole frolle con cuore di confettura alle fragole e cuoricini "nudi" per accompagnare la crema nocciole e cioccolato (quanto è bellino il mignon della Nutella :-D ... ok, mi contengo ... ) per scaldare gli animi e un abbraccio sentito a tutte le mamme!

Auguri mamma!

giovedì 6 maggio 2010

Cercasi Piedmont foodblogger

coniglio con i peperoni

Vi avevo detto di come mi ero trovata bene a Fontanafredda nel cuore delle Langhe, in una serata organizzata per sbirciare tra i fornelli di Cesare e per godersi una cena in compagnia.
Tra le ricette presentate una in particolare ha suscitato in me una sorta di amarcord perché negli ingredienti e nei gesti mi ricordava molto quella che preparava mia nonna materna.
E' una ricetta casalinga di cucina piemontese che se vi fa piacere potrete replicare, non è esattamente di stagione (meglio aspettare il periodo dei peperoni), ma preferisco inserirla nei post prima di dimenticarmene :-)
Passiamo ai fornelli, anche se in questo caso la cottura sulla stufa a legna (o putagé in piemontese) sarebbe più adatta :-) e poi sotto vi chiedo un favore ...

Coniglio con i peperoni di Cesare
Ingredienti
coniglio a pezzi 1
carote 2
porro 1
sedano
peperoni rossi e/o gialli 2-3
olio e.v.o.
noce moscata
mazzetto di odori (rosmarino, salvia, alloro, timo)
brandy
brodo
salsa di pomodoro
sale marino
pepe nero

In un tegame scaldare qualche cucchiaio d'olio e iniziare a rosolare i pezzi di coniglio insaporendo con noce moscata, sale e pepe. Aggiungere poi le verdure lavate a pezzi ovvero carote, sedano (una o due foglie), porro e peperoni e se piace anche il fegato intero del coniglio.
Dopo aver preparato e aggiunto il mazzetto di odori legato bagnare con il brandy Vecchia Romagna (proprio come faceva molti anni fa mia nonna!).
Portare a cottura con un po' di salsa di pomodoro e brodo caldo.
In stagione autunnale-invernale è uno spezzatino umido perfetto da accompagnare con una buona polenta.

AAA Cercasi Piedmont food blogger
Visto che sono un pochino distratta ... e soprattutto non riesco a tenere tutto a mente ... ho bisogno di un vostro aiuto.
Mi piacerebbe raccogliere in un post tutti i link dei foodblogger che vivono e scrivono dal Piemonte oppure che hanno origini e legami con il Piemonte anche se il lavoro o la vita li ha portati altrove. Insomma tutti coloro che hanno potuto sbirciare ricette di mamme, nonne e zie piemontesi o che le cucinano abitualmente.
Così quando ho qualche dubbio o bisogno di suggerimenti su ricette della tradizione magari ci possiamo confrontare perché ogni collina ha la sua versione :-)
Se volete lasciatemi un commento con il vostro link oppure il link di qualche altro blog che seguite e/o conoscete che può rispondere all'appello e io li raccoglierò in un post dedicato.
Grazie mille!!!!

Iniziamo in ordine di citazione (e grazie ad Alex per la sua mappa):
Giada di Fior di Latte
Acquaviva di Acquaviva scorre
Marcella Aka Milo di Cazzarole
Loris e Roby di FeelCook
Valentina di Cucina e Cantina
Anastasia di Any secret ...
Silvana di Uvaromatica
Elisabetta di PaneMiele
Albicocca di Leatscookeat
Grazia di Cuoca per caso
Angelo di Grasso che cola
Giorgia di Le coin gourmand
Irma di Il blog di Irma

e mi ci aggiungo anche io :-)


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