lunedì 31 gennaio 2011

Bocconcini di soia croccanti & indivia riccia, radicchio e carote

bocconcini croccanti & indivia riccia, radicchio e carote

Domenica mattina ci siamo svegliati sotto un'abbondante e candida nevicata. Tutto bene, siamo ancora in inverno ma avendo una spiccata preferenza per la bella stagione vorrei qualche ora di caldo sole per ritemprare lo spirito ... pazienza ... non è possibile ... niente bacchetta magica :-) Un po' di verdura fresca è sembrato un modo scaramantico per proiettarsi verso la primavera. L'indivia riccia, il radicchio e le carote sono di natura croccanti per cui abbiamo pensato qualcosa di altrettanto crunchy per coronare il piatto!
Cosa si nasconde sotto la panatura? Soia! Fagioli di soia lessati, nobilitati in terrina e porzionati in bocconcini da far dorare in forno.
Per la panatura una new entry: panettone gastronomico (tipo pan brioche ma più leggero) rimasto in dispensa inutilizzato nelle feste e passato al mixer sino ad ottenere le giuste bricioline per avvolgere i bocconcini.

Bocconcini di soia croccanti & indivia riccia, radicchio e carote
Ingredienti
fagioli di soia 300 gr pesati a secco e lessati
mollica di un panino
latte intero q.b.
uova intere 3
carote 2
grana grattugiato 2 cucchiai
timo e prezzemolo freschi q.b.
sale marino q.b.
pepe nero q.b.
per la panatura:
uova
sale marino
pepe nero
pan brioche o pan grattato
per l'insalata:
indivia riccia
radicchio
carote
olio e.v.o.
aceto balsamico
Il giorno precedente: dopo aver acceso il forno a 180°, con il mixer si ottiene l'impasto di fagioli, mollica di pane ammollata nel latte, carote, timo, prezzemolo, grana, uova, sale e pepe e si cuoce in uno stampo da plum cake foderato con carta forno per 50 minuti circa.
Il giorno seguente si porziona a fette o a bocconcini, si passa nell'uovo sbattuto condito con sale e pepe e si impana con il pan brioche o pan grattato (io: panettone gastronomico) e si passa in forno preriscaldato a 180°per 15-20 minuti utilizzando una teglia antiaderente leggermente unta d'olio e.v.o..
Servire con l'insalata fresca e croccante e condire con olio e.v.o. e aceto balsamico.

domenica 30 gennaio 2011

Tartufini alla cannella



Questa è una ricetta "riciclo". Quando si decorano le torte con la glassa al cioccolato ne rimane sempre un po' inutilizzata nella terrina (come i ritagli di pasta fresca per i ravioli ...) Ma in cucina non si butta via niente e con l'ingegno si crea e si valorizza tutto :-)
Partiamo dall'inizio: si fanno sciogliere 200 gr di cioccolato fondente in 150 gr di panna tiepida, si lascia raffreddare il composto e poi si monta con le fruste elettriche sino a quando non prende consistenza.
La glassa che rimane "sconsolata" nella terrina è stata aromatizzata con polvere di cannella: confezionati i piccoli tartufini con l'aiuto di un cucchiaino vengono poi passati nei semi di sesamo bianchi leggermente tostati sino ad ottenere la forma arrotondata.
Per finire si possono adagiare nei pirottini colorati e vengono serviti come frivolezza insieme al caffè.

mercoledì 26 gennaio 2011

Torta di zucca multipiano con cascata di fiorellini

torta di zucca multipiano con cascata di fiorellini

Seguendo le ricette di Jamie Oliver sul satellite capita di voler provare una sua ricetta. Questa volta il suggerimento della torta di zucca o meglio i tortini di zucca erano un richiamo goloso ... detto fatto la torta è stata infornata!
... ma servirla "nuda" senza neanche un vestitino sembrava poco carino ...
Dopo gli esperimenti di colorazione naturale della torta vegana "Volo di farfalle" qui sotto abbiamo sperimentato il giallo grazie alla polvere di zafferano, trovando le note solari giuste per la nostra torta.

Torta di zucca di Jamie Oliver
Ingredienti
zucca gialla pulita 400 gr
zucchero di canna grezzo 400 gr
farina bianca 300 gr
olio e.v.o. 175 gr
uova 4
bustina di lievito 1
scorza di arancia biologica
cannella un cucchiaino
sale marino un pizzico
per decorare
ganache al cioccolato (panna 150 gr + cioccolato 200 gr)
pasta di zucchero bianca, rosa (barbabietola), gialla (zafferano)
Frullare la zucca nel mixer e aggiungere gli altri ingredienti. Foderare lo stampo da 30 cm con la carta forno e cuocere in forno preriscaldato a 180° per 40-45 minuti.
Sfornare e lasciare raffreddare su una graticola. Ritagliare tre dischi di torta, ricoprire con la ganache al cioccolato e lasciare rapprendere in frigo. Procedere ricoprendo con la pasta di zucchero tirando la sfoglia con l'aiuto del mattarello e dello zucchero a velo.

Dip piccantina ai ceci


L'idea dell'hummus mi è sempre piaciuta, ma la mia avversità all'aglio mi impone delle variazioni nella ricetta originale. Inoltre non mi entusiasma la pasta di sesamo (tahineh) per cui elaborando e rielaborando siamo giunti alla versione della dip piccantina ai ceci, ormai un classico della casa, che risolve al volo un aperitivo accompagnando egregiamente i craker al sesamo, verdure fresche e croccanti o le tortilla chips di mais bianco.

Provare per credere :-)

Dip piccantina ai ceci
Ingredienti
ceci lessi 2 bicchieri (meglio se preparati con ammollo e cottura di 1 ora e mezza)
yogurt denso 1 bicchiere
succo di mezzo limone
sale affumicato un pizzico
prezzemolo fresco tritato 1 cucchiaio
olio e.v.o 2 cucchiai
pepe nero un pizzico
peperoncino secco a piacere
Mettere nel bicchiere del frullatore tutti gli ingredienti e ridurre a crema. Se si ha la possibilità lasciare riposare in frigo qualche ora per amalgamare meglio i sapori.

Vi segnalo anche l'hummus all'italiana di Virginia de Lo spilucchino. Anche io ne faccio una versione con i borlotti ed è veramente spettacolare come dice lei :-)

domenica 23 gennaio 2011

Volo di farfalle


volo di farfalle

Leggendo questo post de Il cucchiaio di legno, mi sono un po' intristita... insomma è venuto sino ad Alba ... oltretutto presso una pasticceria che ha visibilità su libri e tv grazie alla bravura di Luca Montersino e non è riuscito a trovare un dolce vegano!?!
Bè, visto che per me l'ospitalità è sacra! vorrei dedicare, anche solo virtualmente, una torta (carina) 100% vegana con tutte le sfumature golose del cacao e del cocco. La ricetta della base l'ho presa da internet (qui)
Mi metto ai fornelli voi versatevi una tazza fumante di té :-)


Torta volo di farfalle (senza uova e senza latticini)
Ingredienti
farina 400 gr
zucchero di canna 100 gr
malto d'orzo 100 gr
polvere di cacao puro 100 gr
margarina vegetale 100 gr
latte di cocco biologico 400 gr
acqua fresca 100 ml
estratto di vaniglia un cucchiaino
lievito per dolci (tartrato di potassio e bicarbonato)
confettura di ciliegie q.b.
pasta di zucchero bianca
pasta di zucchero rosa-lilla (colorata naturalmente)
Mescolare gli ingredienti secchi. Fondere la margarina e amalgamare il malto e il latte di cocco (intendo la polpa pressata, parte liquida e solida, non l'acqua all'interno della noce di cocco) e usando le fruste elettriche si deve ottenere una bella crema: se fosse troppo compatta occorre aggiungere ancora un goccio d'acqua.
Ungere e infarinare lo stampo e infornare a 180° per circa 40-45° minuti verificando la cottura con uno stecchino.
Farcire con confettura di ciliegie e poi decorare a piacere con pasta di zucchero.

Nota bene: la pasta di zucchero è stata colorata in modo naturale con il succo di barbabietola (dell'orto)!

mercoledì 19 gennaio 2011

Terrina di vitello e zucca profumata al ras el hanout



Mettiamoci in viaggio, almeno con la mente e facciamo un salto istantaneo aprendo un vasetto di spezie ... Italia-Marocco ...
Anche una terrina casalinga, veloce da preparare, può diventare saporita (oltretutto senza grassi aggiunti, e non è poco): basta un tocco di spezie dette Ras el hanout (una miscela di circa 30 spezie) e subito acquista carattere. La zucca contribuisce con la sua vena dolce ad equilibrare gli ingredienti e nel frattempo regala morbidezza all'impasto.
Può essere consumato appena fornato ma è praticissimo per preparare il pranzo al volo tostando le fette in una padella antiederente.
Si consiglia in abbinamento una insalatina di fagiolini e pomodori. Mentre voi apparecchiate la tavola ... io mi metto ai fornelli :-D


Terrina di vitello e zucca profumata al ras el hanout
Ingredienti
vitello macinato 500 gr
zucca gialla pulita 250 gr
mollica di un panino
latte intero q.b.
prosciutto cotto 100 gr
uova sode 4 (tempo di bollitura 6 minuti)
uovo fresco 1
grana grattugiato 2 cucchiai
prezzemolo tritato un cucchiaio
ras el hanout 2 cucchiaini (in mancanza usare il curry)
sale marino 1 cucchiaino raso
pepe nero q.b.
piselli surgelati 1 tazza
Ammollare la mollica di pane nel latte. Nel mixer frullare la zucca e poi unire il macinato, il pane ammollato, il grana, il prezzemolo, il prosciutto, l'uovo crudo aggiustando di sale, pepe e spezie. Azionare nuovamente il mixer sino ad ottenere un composto omogeneo.
Con l'aiuto di un cucchiaio di una spatola incorporare i piselli surgelati.
Foderare una terrina di vetro (tipo da plumcake) con carta da forno inumidita con l'acqua lasciando sporgere la carta forno in eccesso. Trasferire metà del composto, con l'aiuto di un cucchiaio sistemare nel centro la fila di uova sode e coprire il tutto con il composto rimanente.
Utilizzare i lembi per ricoprire la terrina e infornare in forno caldo a 180° per circa un'ora.

martedì 18 gennaio 2011

Voglia di canederli e ricordi meranesi




A novembre siamo stati a Merano e a Tirolo. E ci siamo innamorati del paesaggio (nonostante la pioggia ci abbia accompagnato per gran parte del tempo) tra il profilo delle montagne, i frutteti ordinati, le vigne, l'architettura, il castello mediovale di Tirolo con il suo museo, senza trascurare la gastronomia e e i prodotti tipici.


Per esempio ci siamo riforniti di molte varietà di mele (freschissime), speck, "pane duro" di segale (Schuttelbrot) ovvero cialde croccanti al naturale o profumate dai semi di finocchio o ai semi di sesamo.

tagliere di speck, cetriolini, rafano e cestino di pani misti

Così sul filo dell'amarcord quando gli Scribacchini ci hanno proposto la ricetta dei canederli, che abbiamo assaggiato per la prima volta proprio a Merano, li abbiamo preparati al volo!

Canederli dei Cuochi di Carta
Ingredienti (notazioni personali tra parentesi e mio procedimento)
pane raffermo 1 kg (io: pane fresco)
latte intero fresco 2 litri e 1/2 circa (io: 1 litro e 1/2)
speck 500 gr
provola affumicata 350 gr (io: 200 gr di caciotta toscana grattugiata)
uova 2
noce moscata (io: un cucchiano colmo di saporita)
prezzemolo un mazzetto
farina bianca per infarinare
brodo (io: brodo vegetale)
grana grattugiato
burro
In una terrina capiente spezzettare il pane e bagnarlo con il latte poco alla volta senza eccedere ottenendo un impasto omogeneo morbido, non troppo asciutto, ma consistente. Tagliare lo speck e la provola a piccoli cubetti, condire con noce moscata e prezzemolo tritato, unire le uova e lasciare riposare per qualche ora in frigo (l'impasto si compatta e si lavora meglio).
Formare i canederli con la dimensione di un piccolo mandarino (per rendere regolare la porzione ho utilizzato l'attrezzo per porzionare il gelato) , infarinarli leggermente e disporli su un vassoio con carta forno.
Cuocere in brodo bollente per 10- 15. Scolare e servire con burro fuso e grana.

Merano

lunedì 17 gennaio 2011

Bruschettine con pomodorini secchi, olive e carvi


Mi piacciono i pomodorini secchi aromatizzati, ma metterli sott'olio mi crea tutto un panegirico di problemi: fobia di non asciugarli bene se si vogliono conservare a lungo, il barattolo in frigo che dopo i primi bocconi entusiasti rimane mezzo vuoto (o mezzo pieno se siete inguaribili ottimisti!), l'olio e.v.o. che avanza dopo la "pesca" dell'ultimo pomodorino ...
Per "evitare" una crisi di nervi ho trovato un compromesso con me stessa ... prepararli all'occorrenza in insalata. E adesso spiego meglio: l'olio e.v.o. che utilizzo serve solo per condimento evitando bocconi grondanti di unto in eccesso. Così mi tengo in dispensa un barattolo con i pomodori secchi nature e poi all'occorrenza ne preparo giusto la porzione che serve.

Bruschettine con pomodorini secchi, olive e carvi
Ingredienti
pomodorini secchi
olive verdi snocciolate
capperi sottosale
aceto di mele
olio evo al peperoncino
alloro
origano
fette di pane tostato
Immergere i pomodori in acqua calda (del rubinetto) lasciarli per una quindicina di minuti, ripetendo l'operazione per tre volte. Portare a bollore l'acqua e l'aceto di mele (rapporto di uno a uno) aromatizzando con foglie di alloro e scottare i pomodorini per 10 minuti. Scolarli e allargarli su un canovaccio da cucina per far evaporare l'acqua in eccesso.
Tagliarli a striscioline o a pezzettini adatti ad essere serviti sul pane bruschettato, metterli in una terrina e unire olive a rondelle, capperi dissalati, origano, carvi e condire con l'olio e.v.o. aromatizzato al peperoncino (se vi piace). Lasciare riposare qualche ora e preparare le bruschette al momento del servizio.

venerdì 14 gennaio 2011

Beluga? Lenticchie Beluga ubriache di vin brulé

lenticchie beluga ... prima dell'ubriacatura

Buone, buone, buone, compatte, gustose e anche simpatiche con il loro nero corvino (a crudo) che poi sfuma in un nero brizzolato (dopo la cottura).
Come si possono celebrare? La ricetta che sto per raccontarvi è un mio cavallo di battaglia consolidato sfruttando i consigli del tagliandino allegato a delle classiche lenticchie per capodanno (credo che il reperto risalga agli anni novanta ...) che spiegava come fare le lenticchie ubriache (non so' perchè ma sto nome dà un tono allegro alle lenticchie) . E queste hanno anche l'aggravante che oltre ad essere ubriache si sono sorbite un aromatico vin brulé (ah, l'arte del riciclo ...).
Bene, vi ho scapigliato abbastanza con tutte ste' ciance? Passiamo alle cose serie e mettiamoci ai fornelli.

Lenticchie Beluga ubriache di vin brulé
Ingredienti
lenticchie Beluga 400 gr
carote 2
coste di sedano 2
cipolla 1
olio e.v.o. q.b.
sale marino q.b.
rosmarino, salvia, prezzemolo tritati 2 cucchiai
alloro 2 foglie
peperoncino un pizzico
passata di pomodoro 250 gr
vin brulé 1 bicchiere *

Dopo aver sciacquato le lenticchie si portano a bollore in acqua salata aromatizzata con le foglie di alloro e si lasciano cuocere per circa 15 minuti.
Nel frattempo in un altro tegame si scalda l'olio e.v.o. e si fanno stufare le verdure tritate con il mixer e le erbe aromatiche. Scolare le lenticchie e conservare il brodo. Rosolare le lenticchie sgocciolate nel trito aromatico, sfumare con il vin brulé e aggiungere un po' di peperoncino (o pepe nero). Unire la passata di pomodoro e coprire con qualche mestolo di brodo. Portare a cottura e aggiustare di sale all'occorrenza.

*Vin brulè: una bottiglia di buon vino rosso, la scorza di un limone e di una arancia, qualche chiodo di garofano, un pezzetto di cannella, un po' di noce moscata. Portare lentamente a bollore e dopo cinque minuti flambare.

giovedì 13 gennaio 2011

Ravioles della Valle Varaita

Ravioles con tomino di Melle profumati al burro e salvia

E venne il giorno anche per le Ravioles della Valle Varaita ricetta di tradizione occitana!
Proprio per il cenone di San Silvetro si è presa l’occasione per riprodurre un primo piatto che adoro, anche perché mi ricorda le bellissime montagne intorno a Pontechianale in una magnifica estate di qualche annetto fa’ dove erano il mio piatto preferito durante i pranzi al ristorante della Funivia. E poi mi ricordo anche di averle mangiate al Ristorante Locanda occitana della Reino Jano di Demonte (Cn) in versione golosa altrimenti detta "montanara" (n.d.r. = condite come si deve per affrontare i grandi freddi!)

Come avrete capito dalla foto nonostante il nome che viene associato alla pasta all'uovo ripiena in questo caso sono più simili agli gnocchi di patate con la sorpresa che nell'impasto nascondono il morbido toumin dal Mel (Tomino di Melle, tipo tuma-robiola) e hanno una forma allungata.

Per la ricetta mi sono avvalsa dei suggerimenti di Nonna Ines qui anche se abbiamo utilizzato meno farina e più formaggio. Vi ho messo il link in modo da vedere anche le foto della ricetta passo passo.

Ravioles della Valle Varaita gratinate al forno
Ingredienti
patate 1 kg
farina bianca 300 gr
sale marino un cucchiaino raso
uovo 1
noce moscata q.b.
Tomino di Melle 150 gr
burro q.b.
salvia fresca q.b.
pepe nero q.b.
grana grattugiato a piacere

Lessare le patate con la buccia. Scolarle, pelarle e passarle allo schiacciapatate distribuendo sulla spianatoia per raffreddare prima le patate. Passare anche i tocchetti di tomino. Unire la farina, l'uovo, condire con sale e noce moscata. Impastare e procedere come per gli gnocchi tradizionali ma invece di passarli sulla forchetta si passano in mezzo alle mani ottenendo la forma allungata.
Scottarli in acqua salata. Scolare e dividere nelle cocottine condendo con burro fuso aromatizzato con la salvia fresca. Passare in forno e servire caldissimi con grana grattigiato. Se preferite una gratinatura più accentuata condire con il grana prima di infornare.

mercoledì 12 gennaio 2011

Un fiore


Un Fiore così gaio
Disarma la mente
Come se fosse un Dolore -
È la Bellezza un'Afflizione - dunque?
La tradizione dovrebbe saperlo -

So gay a Flower
Bereaves the mind
As if it were a Woe -
Is Beauty an Affliction - then?
Tradition ought to know -


Emily Dickinson 1879

Farinata di ceci "parsimoniosa"


Dopo il Castagnaccio il passo verso la Farinata è breve ... e anche se sono stata un po' "avara" con il condimento la farinata è stato spazzolata di gusto! Ho seguito le indicazioni e le dosi del pacchetto della farina biologica. Il risultato è stato un "tortino" con la consistenza e il gusto che viravano più verso le panelle siciliane piuttosto che con la sottile e morbida farinata genovese .

Tortino di farinata
farina di ceci 250 gr
acqua 200 ml
olio e.v.o. mezzo bicchiere (io: 4 cucchiai)
pepe nero q.b.
sale marino q.b.
rosmarino fresco q.b.
Stemperare la farina nell'acqua sino ad ottenere una pastella e condire con 3 cucchiai di olio, sale e pepe macinato fresco. Lasciare riposare in frigo in un contenitore coperto per una notte. Il giorno seguente accendere il forno e oliare lo stampo e versare la pastella. Decorare con rosmarino fresco e cuocere sino a doratura.

ps: di genovese aveva solo la parsimonia nell'uso dell'olio :-)

lunedì 10 gennaio 2011

Castagnaccio e yogurt denso al miele d'acacia

castagnaccio e yogurt denso al miele d'acacia

Dopo due dolci riccamente decorati passiamo a qualcosa di casalingo, nostrano, morigerato privo di qualsiasi sovrastruttura degno del periodo detox post feste ...
Se avete un cattivo rapporto con il castagnaccio e pensate che sia una punizione (come pensavo io sino alla preparazione di questa delizia con materie prime di qualità) voglio testimoniare che a volte occorre ricredersi.
Primo passaggio essenziale è utilizzare una buona farina di castagne: io ho usato quella della Cooperativa Il Riccio (lo dico per tempo così se fate qualche scorribanda in Valle d'Aosta in questo periodo potete rifornirvi di castagne secche, ottime per la minestra, e farina che io uso anche per tagliatelle e crèpes). A seguire, anche la frutta secca deve essere di qualità, soprattutto le noci ... meglio sgusciarle da sé evitando gherigli rancidi :-(
Visto che parliamo di tradizione lasciamoci consigliare nella preparazione d'Artusi ma vi metto per praticità la mia lista degli ingredienti con guarnizione per il servizio (of course!)

Castagnaccio
Ingredienti
farina di Castagne 400 gr
acqua fredda 600 ml
sale marino un cucchiaino raso
uvetta sultanina ammollata 100 gr
pinoli 50 gr
noci 150 gr
miele d'acacia 1 cucchiaio
olio e.v.o. 4 cucchiai
rosmarino fresco q.b.

yogurt denso con miele d'acacia per accompagnare (yogurt homemade)


castagnaccio

Migliaccio di farina dolce volgarmente detto Castagnaccio

Anche qui non posso frenarmi dal declamare contro la poca inclinazione che abbiamo noi Italiani all'industria. In alcune province d'Italia non si conosce per nulla la farina di castagne e credo che nessuno abbia mai tentato d'introdurne l'uso; eppure pel popolo, e per chi non ha paura della ventosità, è un alimento poco costoso, sano e nutriente. Interrogai in proposito una rivendugliola in Romagna descrivendole questo migliaccio e le dimandai perché non tentava di guadagnare qualche soldo con questo commercio. - Che vuole, mi rispose, è roba troppo dolce, non la mangerebbe nessuno. - o le cottarone che voi vendete non sono dolci? eppure hanno dello smercio, diss' io. Provatevi, almeno, soggiunsi; da principio volgetevi ai ragazzi, datene loro qualche pezzo in regalo per vedere se cominciassero a gustarlo, e poi dietro ad essi è probabile che a poco a poco si accostino i grandi. Ebbi un bel dire; fu lo stesso che parlare al muro.
Le cottarone, per chi non lo sa, sono mele o pere, per lo più cascaticce, cotte in forno entro una pentola nella quale si versa un gocciolo d'acqua, coprendone la bocca con un cencio bagnato. Veniamo ora alla semplicissima fattura di questo migliaccio.
Prendete grammi 500 di farina di castagne e siccome questa farina si appasta facilmente passatela dal setaccio prima di adoperarla per renderla soffice; poi mettetela in un recipiente e conditela con uno scarso pizzico di sale. Fatto questo, intridetela con 8 decilitri di acqua diaccia versata a poco per volta onde ridurla una liquida farinata, in cui getterete un pugno di pinoli interi. Alcuni aggiungono ai pinoli delle noci a pezzetti, altri anche dell'uva secca e, sopra, qualche fogliolina di ramerino.
Ora prendete una teglia ove il migliaccio venga grosso un dito e mezzo all'incirca, copritene il fondo con un leggero strato d'olio, ed altr' olio, due cucchiaiate, spargetelo sulla farinata quando è nella teglia. Cuocetelo in forno o anche in casa fra due fuochi e sformatelo caldo.
Con questa farinata si possono fare anche delle frittelle.

domenica 9 gennaio 2011

Christmas Cake di Jamie Oliver e variazioni

Christmas Cake di Jamie Oliver e varianti de Il giardino dei ciliegi

Ok, avete perfettamente ragione ... la Befana si porta via tutte le feste ... per cui il dolce di Natale è un pochino anacronistico. Ma se mi perdonate per il ritmo di pubblicazione vi assicuro che la ricetta merita anche se arriva al 9 di gennaio, soprattutto se come me adorare i dolci ricchi di frutta secca tipici di questo periodo.
Tanto per darvi un'idea può assomigliare al panforte ma è molto più morbido e fragrante.
Breve cronistoria della ricetta: volevo preparare il pudding inglese sin dalla visualizzazione dell'header di Susina (ops ha aggiornato l'home page ... n.d.r. un perfetto pudding natalizio, da manuale!) che mi ha prontamente fornito la ricetta originale che prevede la cottura a bagnomaria. Ma vista la recente passione per la decorazione delle torte con la pasta di zucchero ho cercato una versione da forno che ho trovato da Jul's ricetta che ho replicato con alcune varianti
La prima variante è che ho attuato è procedere con metà dose e vi assicuro che basta per 20 persone essendo molto ricco! Per cui eccovi la mia versione liberamente tratta da Jul's Kitchen che a sua volta l'ha presa da Jamie Oliver (Jamie Magazine sep/oct 10).

Christmas cake ingredienti della mia versione:
uva sultanina 300 gr
albicocche secche 100 gr
fichi secchi 100 gr
scorze di arancia candite 100 gr (scorze home made)
brandy 200 ml
burro 150 gr
zucchero di canna 100gr
scorza di 1 limone
uova 2
miele millefiori 1 cucchiaio
farina 150 gr
zenzero in polvere 1 cucchiaino
cannella in polvere 1 cucchiaino
noce moscata un pizzico
noci, mandorle, nocciole, pinoli in tutto 200 gr
pasta di mandorle
pasta di zucchero

Procedimento tratto da Jul's Kitchen, con le mie varianti tra parentesi:

Metti la frutta essiccata in una pentolina con i brandy e porta a bollore leggero. Versa quindi in una ciotola, fai raffreddare e copri e lasciala lì ad ammorbidire (dal giorno precedente o un paio d'ore prima)

Riscalda il forno a 150°C e fodera con due strati di carta da forno la base e i bordi di uno stampo rotondo da 23 cm di diametro o quadrato da 20 cm di lato (ho usato uno stampo da cassata). I lembi della carta dovranno avanzare di circa 8 cm su ogni lato (per poi coprire il dolce durante la cottura in forno). Se vuoi la tua torta particolarmente umida, frulla metà della frutta ammollata in un frullatore ed unisci nuovamente al resto della frutta.

In una ciotola grande, monta il burro e lo zucchero finché leggeri e spumosi. Aggiungi la buccia di limone grattata e le uova, una per volta. Unisci anche la melassa (miele). Setaccia la farina e mescolala con le spezie e le mandorle tritate finemente (un terzo della frutta secca l'ho sminuzzata). Unisci al composto di burro e zucchero, alternandolo con la frutta ammollata nel brandy. Alla fine, aggiungi le noci (i due terzi della frutta secca non sminuzzata). Versa il composto nello stampo e cuoci in forno per circa 3 ore. Dopo 2 ore e 1/2 controlla e guarda di nuovo dopo circa 20 minuti, finché uno stuzzicadenti infilato nel centro non esce pulito.

(Poi ho lasciato raffreddare il dolce, e l'ho riposto in frigo per un giorno. Al momento di servire ho preparato una sfoglia di pasta di mandorle e ho ricoperto il dolce. Procedendo poi con una seconda sfoglia di pasta di zucchero che va a ricoprire la prima sfoglia. Ho terminando con foglie e frutti in pasta di zucchero colorata e nastrino con le rose canine.)