martedì 26 luglio 2011

Come ti cucino le melanzane


Non posso farne a meno ... la memoria scarseggia e ho bisogno del supporto telematico per appuntare le ricette che voglio provare con il raccolto di melanzane che arrivano direttamente dall'orto!
Essendo sempre di corsa, ammetto, che non sempre mi preoccupo di eliminare un po' di acqua di vegetazione con l'aiuto di un pizzico di sale (togliere l'amaro) ... ma effettivamente se si rispettano i consigli di mamme e nonne si ottengono, dopo la cottura melanzane, molto più morbide e cremose :-) Nel caso del caviale di melanzane questo passaggio avviene dopo la cottura in forno e così mi semplifica la vita

Ecco direttamente dalla rete le "ultime" ricette pubblicate:

1) Milanesa di melanzana alla napolitana di Elena-Comida de mama

2bis) Le melanzane sceme di Petula via Alex di Foto e Fornelli
e via Ciboulette di Un filo di erba cipollina le melanzane (per niente) sceme

3) Millefoglie di melanzane di Giorgia di Le Coin Gourmand

a cui aggiungo:

Caviale di melanzane

melanzane 2
gherigli di noce 10 gr
olio e.v.o. 0,5 dl
aceto di mele 2 cucchiai
paprica dolce o piccante (a piacere)
prezzemolo tritato
sale marino q.b.
pepe nero q.b.
(aglio 1 spicchio facoltativo)
(da Antipasti di L'Enciclopedia della cucina italiana, La biblioteca di Repubblica)

Cuocere le melanzane in forno a 180° per circa 30 minuti, lavandole, lasciandole intere e bucherellando la buccia. Dopo averle lasciate raffreddare, sbucciarle, mettere la polpa in un colino e esercitare pressione per eliminare l'acqua di vegetazione rimasta.
Passare al mixer la polpa delle melanzane, con i gherigli, l'aceto, (l'aglio se piace), sale e pepe e procedere sino ad ottenere un composto omogeneo. Unire in fine l'olio, un pizzico di paprica, e un po' di prezzemolo.
Trasferire la crema in una ciotola, decorare con un goccio d'olio, un pizzico di paprica e prezzemolo. Servire con crudité e pane croccante (o tostato)

Sambuco, cartoline dalla Valle Stura



Adoro la montagna, mi piace d'inverno ricoperta di candida neve e mi emoziona con i misteriosi boschi e la vista mozzafiato nella stagione estiva. Il profumo del fieno, gli animali al pascolo, il ritmo rallentato della vita, i silenzi, le nuvole che corrono sono l'occasione per rimettere la punteggiatura alla frenesia quotidiana.


Salire sino a 1185 metri sul livello del mare in Valle Stura e ritrovarsi in un piccolo borgo (circa 100 abitanti) curato, accogliente, con balconi e aiuole fiorite è una tappa piacevole per il viandante.
Passato il capoluogo di provincia Cuneo, si procede verso la Francia e superato Vinadio, prima della frontiera si può raggiungere Sambuco per passeggiare tra i vicoli, ammirare boschi, pinete e rifocillarsi in uno dei due locali sulla piazza principale dove si trova il municipio.

Nelle foto potete sbirciare la raclette che abbiamo gustato intervallando affettati, polenta con grano saraceno, patate lesse e verdure (carote, pomodori cuore di bue, zucchini) al costo di 15 euro a persona. Si può accompagnare con birra artigianale Le Baldin o Aleghe.


Curiosando in rete per riproporre la raclette a casa sono capitata su questo sito che ho trovato molto utile sia per le informazioni sia per le ricette (piatti conviviali e ideali anche per la stagione invernale).

racletterie, merende, bar
Via Umberto I, 35
12010 Sambuco (Cn)

Qualche notizia in più:

SAMBUCO da qui

Questo borgo comprende alcuni nuclei abitati situati ai piedi dei monti Bersaio e Nebius. Il nome potrebbe essere riconducibile alla pianta del sambuco è presente in questa zona, oppure alla "sambuca",l'arpa pastorale di forma triangolare. E un paese di lingua occitana con tradizioni e storia antichissime. Nella sua storia compaiono i Marchesi di Saluzzo, i d'Angiò e i Savoia. La Parrocchiale di Santa Maria, costruita su uno sperone roccioso, è un esempio di stile barocco. La Cappella di San Giuliano (XII secolo), posta all'interno del cimitero, presenta monofore in pietra tufacea. Di notevole interesse sono: la Cappella di San Lorenzo in frazione Moriglione e la Cappella di Sant'Anna in frazione Chiardoletta. Negli alti pascoli ci sono ancora costruzioni in pietra con volta a botte ricoperte interamente di terra, chiamate "las trunas", alle quali spesso veniva sovrapposta una grangia adibita a stalla e fienile e che era usata come abitazione stagionale dai contadini-pastori di un tempo.


domenica 24 luglio 2011

Il pranzo estivo dell'ortica :-)


Il titolo potrà sembrarvi un poco strano, ma vi assicuro che è assolutamente logico :-P
Ok, ok, adesso spiego!

Tutto è partito dai germogli delle ortiche primaverili che hanno arricchito l'impasto dei gnocchetti al Castelmagno e tartufo nero. Dopo aver spazzolato il goloso primo piatto, la ricetta e lo scatto hanno partecipato al concorso Gustoshop in fiore con il tema della primavera.
E udite, udite i gnocchetti all'ortica si sono aggiudicati il premio nella sezione Kitchen con giudice il bravissimo chef stellato Davide Palluda de "All'Enoteca" di Canale!!!

Motivazione a cura di Davide Palluda : equilibrata nelle dosi, negli ingredienti e nei condimenti, non mira a stupire, è perfettamente centrata. Interessante anche l’attenzione ai prodotti Km 0, cioè i prodotti tipici del territorio.

Che gioia :-)

Per celebrare al meglio premio (complimenti anche ad Ambra de Il gattoghiotto e a Saparunda's Kitchen che hanno vinto le altre sezioni del concorso) abbiamo organizzato una pranzo-merenda in compagnia, degustando alcuni dei prodotti ricevuti con il premio offerto da Gustoshop: prosciutto di cervo, salame di camoscio, salsicce affumicate, olive taggiasche denocciolate in olio e.v.o. e pecorino delle crete senesi (strepitoso!!!) e cosacavaddu.
Ma qualcosa l'abbiamo cucinato :-D Per accompagnare melanzane viola e trombette grigliate (marinate con cubetti di pomodori cuore di bue, basilico tritato, olio e.v.o. e sale marino), e il mio tzatziki. Melone, fichi, pane nero valdostano, buon vino a completare il tutto.

Tzatziki de "Il giardino dei ciliegi"
cetrioli freschi 4
yogurt greco 170 gr
aneto fresco tritato 1 cucchiaio
menta fresca 5 foglioline
sale marino affumicato
Pelare i cetrioli e con l'aiuto di una grattugia, grattugiarne la polpa. Strizzarla con le mani formando piccole porzioni, eliminando l'acqua di vegetazione in eccesso. Raccogliere la polpa in una ciotola, mescolare con yogurt e aneto e menta tritata, e finire con sale affumicato. Lasciare riposare alcune ore in frigo.

Grazie ancora a Marilì, al giudice Davide Palluda e al cesto di prelibatezze di Gustoshop, che ti permettono di fare il giro d'Italia comodamente seduti a tavola :-)
E poi ci sono ancora molte altre delizie da degustare, vediamo di combinare un altro pranzettino senza affaticarsi troppo e godendosi la compagnia dei propri cari!
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