venerdì 29 novembre 2013

Pensando al Natale, Parmigiano Reggiano prodotto di Montagna con miele e composte Slow food








Siamo entrati nel mese di dicembre e neanche me ne sono accorta ... ho ancora un sacco di cose a cui pensare (oooohhh, presto che è tardi) ... ma ho solo una certezza per Natale voglio preparare i tortellini in brodo!!!!
Come mai questa dichiarazione? Ho finalmente imparato tutto a proposito di ripieno, sfoglia e tortellino grazie al corso domenicale di Anna Bugané di Cucina precaria  :-) fantastica esperienza di cucina e condivisione con un bel gruppo di appassionati.
Ma passiamo subito a un' idea per i pensieri di Natale, vi racconto due cose, e mentre parliamo ci  gustiamo i baci di meringa farciti con mousse di cioccolato con nevicata (moooolto appropriata) di cocco grattugiato :-) Ricetta e idea regalo ... 

giovedì 28 novembre 2013

Paste di meliga di Alba, e delle Langhe

Paste di meliga di Alba (Langhe)

A volte distrattamente, quando sono in stazione, o sono già seduta sul treno, leggo in italiano, e in inglese, i cartelli che avvertono di non attraversare i binari e di servirsi del sottopassaggio ... a quanto pare sono avvisi che valgono solo per me e non per i ferrovieri che scendono dalla vettura.
Io sono ragionevolmente convinta che le regole sono importanti, e devono valere per tutti. 
Altrimenti mi dovete anche mettere il sottotitolo di quando e come la posso infrangere ... perché tanto è lo stesso.
Chiusa parentesi. Per fortuna oggi, Torino, era immersa nel sole e la bellezza della città ha stemperato le riflessioni amare ...
Ho preso finalmente atto (tirando fuori dall'armadio il cappotto) che temperature sono calate, e si sorseggia volentieri un bel tè caldo. Per renderlo ancora più interessante si può abbinare un biscottino. Magari di meliga (farina di mais) che io adoro.
Preparateli, confezionateli per bene e regalateli a Natale, andranno a ruba :-)

martedì 26 novembre 2013

#MangiareMatera: Cavatelli, ripieno nudo e burro nocciola alla salvia


Mi piace sperimentare. Sulle raviòle dël plin della bisnonna Giustina vi ho già detto tutto. Ma ogni tanto la testolina vuole provare qualcosa di nuovo. Sì, qualcosa di nuovo, ma non volevo perderne il sapore. Solo rivedere la forma, partendo da una simpatia ... gli gnudi (adoro l'inflessione toscana e il suo dialetto!) ovvero un tipo di pasta fresca toscana preparata con ricotta e spinaci (un ripieno di magro). 
- E allora mi sono detta: ... e se spogliassi le  raviòle
- E che sei matta!?! Con sto freddo poi, disse la mia coscienza ...
Ma la curiosità era troppa e così visto che la pasta era già bella e pronta: i cavatelli, di semola di grano duro Senatore Cappelli, si sono maritati con le raviòle nude (ste scostumate!).
Un ottimo primo piatto in onore di #MangiareMatera, il contest organizzato da Mangiare Matera e ospitato dal blog di Teresa De Masi Scatti Golosi con il quale abbiamo l'occasione di conoscere il Grano duro nella varietà più famosa, il Senatore Cappelli, che in Lucania rappresenta uno dei grani più pregiati e utilizzati.
Mettiamoci ai fornelli.

lunedì 25 novembre 2013

#MangiareMatera: Yorkshire pudding alla semola rimacinata di grano duro Cappelli e spezzatino alla birra scura


Dopo una ricetta piemontese, una con la farina del mio sacco, con l'occasione di #Mangiare Matera non ho voluto mancare un'incursione nella tradizione britannica: un must che accompagna i Sunday roast (gli arrosti della domenica)  e per raccoglierne il sugo (gravy): ecco a voi gli Yorkshire pudding!
E' una ricetta semplice, e ci voglio solo tre ingredienti per cui è ancora più importante scegliere buona materia prima: buona farina, buon latte fresco intero e buone uova (di galline felici).
L'origine della ricetta non è nota anche se è probabilmente nata nel periodo in cui nel nord dell'Inghilterra si è diffuso l'uso della farina di grano nelle ricette dei dolci. Questi pudding si trovano la prima volta in un libro del 1737. Lo Yorkshire pudding originale era molto più basso. Oggi ne utilizziamo una versione più gonfia utilizzando il metodo di cottura in forno caldo, con stampini e olio preriscaldato. "Per essere un vero Yorkshire pudding deve essere almeno alto 4 pollici (4 inches)!" hanno sentenziato nel 2008 alla Royal Society of Chemistry.
Era servito come un antipasto coperto con il ricco sugo delle carni (gravy) a seguire venivano portati a tavola gli arrosti e i contorni di verdure. Un modo economico per saziare i commensali prima di portare a tavola le pietanze più costose :-) barbatrucco ...
In passato, visto che è una base neutra, era anche un dolce servito con zucchero o con golden syrup (sciroppo di zucchero con melassa).
Io oggi vi propongo un mix tra due ricette british: Yorkshire pudding farcito con lo spezzatino alla birra scura, che prende spunto dalla steak and ale pie (vedi qui).
Ho utilizzato per i pudding la farina di semola rimacinata di grano duro Cappelli e ho preparato un secondo piatto per #MangiareMatera!
#MangiareMatera è il contest organizzato da Mangiare Matera e ospitato dal blog di Teresa De Masi Scatti Golosi con il quale abbiamo l'occasione di conoscere il Grano duro nella varietà più famosa, il Senatore Cappelli, che in Lucania rappresenta uno dei grani più pregiati e utilizzati.

domenica 24 novembre 2013

#MangiareMatera: Calamarata ai due broccoli e ricotta di bufala



La Calamarata è il mio formato di pasta di grano duro preferita. E' così elegante, il sugo varia a seconda delle stagioni ma quando lo porto a tavola mi da grandi soddisfazioni :-)
Ecco un'altra ricetta nata per il concorso organizzato da Mangiare Matera e ospitato dal blog di Teresa De Masi Scatti Golosi. Se volete saperne di più potete leggere il post di ieri. Oggi cuciniamo un buon primo piatto con le verdure dell'autunno!

Ho avuto una fortuna sfacciata, ha già iniziato a nevicare sulle colline intorno a noi, ma l'orto è ancora salvo ... per cui il bottino di erbe aromatiche ha dato una marcia in più alla crema di ricotta di bufala :-)
Mettiamoci ai fornelli!

sabato 23 novembre 2013

#MangiareMatera: Sòma d'aj piemontese con il Pane di Matera (e Sòmina, per i più piccoli)


Sòma d'ajPane di Matera, olio extravergine d'oliva e aglio

#MangiareMatera è una magnifica occasione per conoscere prodotti lucani di qualità e imparare qualcosa di più sulla Basilicata. Non ho ancora visitato questa bella regione italiana,  ma visto che la via del cuore passa attraverso lo stomaco ... , gustando il loro pane, la loro pasta e utilizzando nella mia cucina la semola di grano duro inizio il mio innamoramento  :-)
Nelle loro parole sul blog ho trovato affinità con la mia passione per la cucina, il territorio e la tradizione  "Mangiare Matera diventa un invito ed un augurio: una città da “mangiare” con gli occhi, un pane (con tutti gli altri prodotti), da vivere e scoprire. Proveremo a nutrire corpo e anima, perchè non si vive di solo pane, ma anche di storia, tradizioni, cultura, tutti valori che sono dietro il nostro lavoro."

#MangiareMatera è anche un concorso organizzato da Mangiare Matera e ospitato dal blog di Teresa De Masi Scatti Golosi per il quale ci hanno chiesto di cucinare, creare, assaggiare. E così abbiamo fatto :-)

giovedì 21 novembre 2013

Fragole e rabarbaro, con briciole croccanti


Mai più senza: il rabarbaro. Sembra impossibile, abbiamo piantato nell'orto una minuscola piantina di rabarbaro circa 6 anni fa, e lei, tutti gli anni ci regala una piccola produzione per soddisfare tutta la famiglia. Qui nelle foto "di repertorio" potete vedere la produzione 2008 :-) Il rabarbaro noi lo utilizziamo per preparare il sorbetto cremoso senza gelatiera e per il crumble ... la morte sua è incontrare e sposare le fragole ... vicine di solco, sempre dell'orto. Le fragole primaverili sono state congelate e sono perfette per cuocere in forno insieme al rabarbaro nella cocottina.
Senza dubbio il rabarbaro, all'estero, si trova più facilmente : l'ho visto nei mercatini inglesi, francesi e svizzeri insieme alla comune frutta e verdura. Ma se volete provare la ricetta potete anche utilizzare i barattoli con il rabarbaro conservato sotto sciroppo (se vi capita di fare un'incursione nei supermercati del Regno Unito ... rhubarb is so British!)
Se volete il tradizionale crumble potete seguire questa ricetta. Le briciole croccanti di oggi sono ispirata alla torta streusel della mamma di Alex Foto e fornelli. Un po' crumble un po' streusel ... Vi svelo il barbatrucco il dolce si prepara al volo, basta un pezzetto di frolla avanzata dalla crostata insomma :-)
Ah! dimenticavo: da servire rigorosamente tiepido accompagnato da un po' di gelato ... ça va sans dire!
Mettiamoci ai fornelli ....

mercoledì 20 novembre 2013

Gnocchi di zucca, sugo ai funghi porcini e pinoli tostati


Qui ci abbiamo preso gusto e gli gnocchi di zucca sono tornati sulla nostra tavola! E visto le temperature stanno scendendo, questa volta li abbiamo conditi con un sugo ancora più autunnale  protagonisti i funghi porcini :-) La ricetta è la stessa, abbiamo cambiato solo la forma: ho voluto a provare a ricavare dei gnocchetti arrotondati, semplicemente ottenuti dai tocchetti di impasto passati tra le mani infarinate con lo stesso movimento che si utilizza per ricavare le polpettine.
Per il sugo ai funghi di solito utilizziamo gli champignon (mi raccomando sceglieteli sempre belli freschi, quando sono vecchi sono amari e perdono completamente il sapore) ma questa volta grazie al regalo dello zio abbiamo vestito a festa il primo piatto!
I funghi che arrivano dal bosco, li pulisco tagliando il gambo e raschiandolo leggermente alla base  con il coltello. Li passo con un pezzo di carta inumidito e poi velocemente sotto l'acqua corrente fredda. L'unica accortezza è non inzuppare le lamelle, lascio il rubinetto aperto a filo come se fosse una boccetta di pioggia :-D
Ci mettiamo ai fornelli?

lunedì 18 novembre 2013

Rillettes de saumon, focaccia, spinacini e porro di Cervere



Nell'ultimo viaggio in Scozia ho scoperto che adorano consumare pesce affumicato. Cozze, ostriche, salmone, capesante, ecc ... tutto affumicato. E ho anche scoperto che esiste una differenza tra affumicatura a freddo (a circa 30°) e affumicato a caldo (circa 70-80°). La tecnica dell'affumicatura è utilizzata per conservare gli alimenti, previa salatura a secco, ma conferisce un aroma piacevole che arricchisce le pietanze. Vengono utilizzati legni di betulla e quercia.
In Italia siamo abituati a consumare il salmone affumicato a freddo, solitamente preparato a fette sottili, tipo carpaccio. I tranci di salmone affumicato a caldo (vedi un pezzo del trancio nella foto qui sotto) risulta più consistente ed è perfetto per preparare le rillettes, una sorta di patè da preparare velocemente e da spalmare su crostini e focaccia.
Le rillettes sono un piatto francese solitamente a base di carne stracotta, come il maiale, l'anatra o l'oca. Con il pesce affumicato e il formaggio fresco hanno un tocco decisamente più delicato ... e le tenere foglie di spinacino crude completano la tartina :-)
Mettiamoci ai fornelli, giusto il tempo di mettere insieme gli ingredienti ... oggi ricetta speedy.

domenica 17 novembre 2013

Crostata con frolla alla farina di segale, crema di giuggiole e more



Ho ricevuto in regalo un cestino di giuggiole, e visto che erano già a maturazione, per non sciuparle le ho trasformate in crema. Pronte per farcire una crostata. La chiamo crema perché è molto consistente come la crema di castagne. Il sapore del frutto maturo del giuggiolo si avvicina a quello dei datteri (di cui hanno anche la forma, vedi qui i frutti prima della cottura) anche se la composta di giuggiole, in purezza, ha una punta di amaro ... nella crostata da il meglio.
Oramai sono talmente affezionata alla frolla con farina di segale, che non riesco a farla in altro modo  ^ - ^ ... Per renderla più umida ho unito una bella tazza di more surgelate, raccolte quest'estate e conservate nel freezer.

Per la crema di giuggiole ho denocciolato i frutti (circa 2 tazze), li ho fatti sobbollire con poca acqua e il succo di mezzo limone. Ho passato la polpa dopo 15 minuti, al passaverdura. Ho pesato la polpa e ho messo pari peso di zucchero di canna. Ho fatto cuocere per 15 minuti mescolando continuamente.

venerdì 15 novembre 2013

Chili messicano (senza carne) con tortillas di mais


Volete una strepitosa ricetta per il week end? qualcosa di buono-goloso-etnico-speziato ... qualcosa di facile? da preparare in anticipo? ... qualcosa di mangiare insieme in compagnia bevendo un buon bicchiere di birra? Ecco a voi una super tortillas farcita con il profumo del Messico!
Segreto della cuoca? Preparate tutto con un giorno d'anticipo, risulta ancora più saporita e sfiziosa ^-^
La mia ricetta del chili, non sarà originale (mai stata in Messico!) ma la preparo ormai da una ventina di anni. Ci piace tanto. Ed è dal risultato garantito, perché  è super -super collaudata! 
Ho iniziato preparandola in modo tradizionale con la carne di manzo tritata. Adesso la trovo più buona e leggera preparata in questa versione. 
Il grado di piccantezza si può dosare a seconda dei gusti (uno, due, tre peperoncini come per i ristoranti messicani!)... e se come noi amate le ricette piccantissime, ricordatevi di tenere a disposizione un po' di crème fraîche  un po' di formaggio cremoso fresco da aggiungere alla tortillas,  i latticini sono una manna se si è masticato troppo peperoncino :-)

giovedì 14 novembre 2013

Il baccalà, preparato dalla mamma


Oggi vi parlo di una ricetta semplice di cucina delle nostre colline, proprio come si usava qualche anno addietro. 
Le Langhe sono belle, sono bellissime. Ma sono colline. Niente mare. Niente acqua salata. Niente pesce di acqua salata ... Il pesce da queste parti arrivava soltanto sotto forma di acciughe e di baccalà (merluzzo) conservato sotto sale. Lo trasportavano le Carovane dei Cartuné, sulle vie del sale, che partendo da Alba e dalle Langhe si dirigevano verso la Liguria portando i prodotti dell'entroterra: vino, formaggi, patate e altri prodotti della campagna da Alba a Savona per ritornare carichi dei prodotti del mare: sale, acciughe, baccalà, olio… Con questo scambio commerciale tra terra e mare, gli uni conoscevano i prodotti degli altri.
Le acciughe sotto sale le ritroviamo in tante ricette delle nostre terre langarole: la bagna càuda,  il bagnetto verde (salsa verde per bolliti), la salsa del vitello tonnato, e la bagna d'infern per la polenta  ... tanto per darvi un'idea. 
Sapore di mare. Immagino che cosa potesse essere cinquanta, cent'anni fa sentire il profumo e il sapore del pesce conservato per chi non aveva mai lasciato la terra d'origine ... 
Altro piatto di "mare" erano le ricette con il baccalà: fritto, al verde (salsina legata di erbe aromatiche fresche), in bagna (al pomodoro) buono da accompagnare con la polenta (mica ci chiamano polentoni a caso ... ^ -  ^ )
A casa nostra si prepara o fritto, piatto preferito dal babbo, o al verde, ricetta preferita dalla mamma.
Oggi vi mostro la sua ricetta per quello fritto. Niente dosi. Niente complicazioni. Gastrofighetti, astenetevi dal commentare una ricetta così "greve"...
Deve essere solo dissalato a dovere. Da 24 a 48 ore in acqua fredda. Cambiare sovente l'acqua, e basta. Prima di cuocerlo, meglio assaggiare una "cita frisa" un piccolo pezzettino per essere sicuri che sia dolce e abbia perso la salatura della conservazione.


Il baccalà,
preparato dalla mamma

ingredienti
filetti di baccalà dissalato q.b.
uovo q.b.
farina bianca q.b.
olio e.v.o.
limone
insalata, pomodori

Tagliare il filetto di baccalà a grossi pezzi. Passarlo nella farina. Passarlo nell'uovo sbattuto e poi nuovamente nella farina.
Friggere in olio e.v.o. ben caldo.
Sgocciolare su carta assorbente. Se occorre un pizzico di sale (ma aggiungere solo dopo averlo assaggiato)
Gustare subito, a piacere fettine di limone.
Una insalatina fresca come contorno.




APPROFONDIMENTO

. Le carovane dei Cartuné (dei carrettieri) sulle vie del sale (Facebook)
Rievocazione del 2012, qui alcune foto 
"Un viaggio lento e impegnativo, su cartun (carri) trainati da cavalli. Da Torino alla Liguria, passando per le Langhe e il Roero, ripercorrendo le antiche Vie del sale attraversate dai commercianti di fine Ottocento, i Cartunè (carettieri). Dieci giorni di percorso, suddiviso in undici tappe tra Piemonte e Liguria, per fare riscoprire in ogni paese la storia, la cultura e le tradizioni di un territorio e dei suoi abitanti. 
È il Viaggio dei Cartunè, che gli eredi contemporanei, riuniti nell’Associazione I Cartunè di Castagnito (Cn), intraprenderanno da sabato 21 a lunedì 30 aprile: da Torino percorrendo le strade del sale raggiungeranno la Liguria, trasportando vini e prodotti piemontesi per scambiarli con sale e prodotti del mare. Attraverseranno i comuni di Barbaresco, Rocchetta Belbo, Cortemilia, Piana Crixia, Albisola Superiore, Montezemolo, Murazzano, Roddino, Barolo, per concludere l’avventura a Castagnito. " fonte qui

. Mi spieghi che pesce è il baccalà? (fonte wikipedia)
Il baccalà è l'alimento costituito dal merluzzo bianco conservato sotto sale. La salagione ne consente la conservazione per lungo tempo, e per questo viene impiegata fin da tempi lontanissimi per consentire il trasporto e la consumazione del pesce in luoghi anche assai distanti da quelli d'origine.
Sembra che la procedura di salagione del baccalà si debba attribuire ai pescatori baschi che, seguendo i branchi di balene e arrivati al Mare del Nord, si imbatterono in enormi banchi di merluzzo verso l'isola di Terranova e usarono per questo pesce il procedimento di conservazione già da essi usato per la carne di balena.
Il baccalà è elemento essenziale di molte cucine popolari, nelle quali il suo utilizzo si alterna a quello dello stoccafisso che è sempre merluzzo, ma conservato mediante essiccazione.
Tanto il baccalà quanto lo stoccafisso, per essere utilizzabili, hanno bisogno di una lunga immersione in acqua fredda, che provvede ad eliminare il sale per il primo e a restituire ai tessuti l'originale consistenza per il secondo.

mercoledì 13 novembre 2013

My breakfast: crunchy oat granola with goji berries & soia milk


Vi avevo detto qui che ho inaugurato la buona abitudine della colazione. E sempre qui vi avevo detto che avevo iniziato a prepararmi il granola (mix di cereali tostati, semi e frutta secca perfetto per la prima colazione) ma avevo un'amnesia sul sito di origine della ricetta ... grazie alla memoria fotografica, mi sono finalmente ricordata la fonte di ispirazione!!! e la condivido.
Non mi andava di pubblicare la ricetta senza mettere chi mi aveva dato l'idea :-D 
Alla ricetta di One girl in the kitchen ho fatto alcune aggiunte perché mi piace utilizzare i semi di sesamo e di lino, quelli di zucca e di girasole. Le mandorle, le noci, le nocciole, i pinoli possono variare di quantità tanto che ogni volta si ottiene un nuovo mix.
In commercio si trovano sia fiocchi di avena piccoli, sia grandi. L'ho preparato in tutti e due i modi e trovo che quelli più grandi sono perfetti per il granola.
E visto che sono spices addictied un pizzico di cannella, ci sta proprio bene! (cinnamon please!)

martedì 12 novembre 2013

Zuppa ricca di ceci, lenticchie rosse e riso venere


Nella stagione fredda il piatto che preferisco per pranzo prevede o una crema di verdure o una vera e propria zuppa. La zuppa richiede un pochino più di lavoro per affettare tutte le verdure a pezzettini, ma è talmente buona ... e con ceci e lenticchie diventa piatto unico, pronto da gustare. Anzi, devo dire che scaldata è ancora più buona perché ha il tempo di insaporirsi meglio. Ti scalda lo stomaco e il cuore :-) 
Io preparo in una pentola la zuppa con tutte le verdure e i legumi. I cereali, in questo caso il riso venere, li cuocio a parte e li aggiungo all'ultimo minuto per evitare che gonfino perdendo la consistenza croccante. Al posto del riso integrale, utilizzo in alternativa anche avena e farro o un mix di cereali. Il riso integrale cuoce in 30-35 minuti. L'avena e il farro in 40-50 minuti.
I ceci sono ammollati per una notte e lessati in acqua (partendo da acqua fredda) e sale per circa un'ora. Le lenticchie rosse sono decorticate per cui non necessitano di ammollo e hanno la funzione di legare e rendere cremosa la zuppa.
Provatela, è una delizia! Passiamo subito ai fornelli. 

lunedì 11 novembre 2013

Gnocchi di zucca, infusione di olio e.v.o. alla salvia e pepe rosa



Novembre, dovrebbe essere un classico mese di nebbie e freddo qui in Langa ... invece tutto sommato gli ultimi giorni ci hanno regalato ore di sole magnifiche: cielo azzurro, le vigne risplendono con tutta la selezione di colori dal giallo, all'arancio, al rosso, uno spettacolo. La temperatura non è ancora troppo rigida per cui ci si sofferma volentieri ad osservare il panorama.
Questa mattina sorpresa, l'aria profumava di neve, e in lontananza si ammiravano le Alpi già imbiancate!
Guardando il piatto di oggi capisco che sono stata ispirata dal colore delle foglie, a forza di ammirarle, le ho volute ritrovare nella tavolozza di colori nel piatto!

sabato 9 novembre 2013

Confettura cremosa di bacche di rosa canina




Grazie a Francesca ed Enrico finalmente ho provato ad utilizzare le bacche di rosa canna! Mi incuriosivano ma non mi ero mai lanciata ^-^
Loro le hanno raccolte in montagna (guardate che belli i rami con le bacche) e trasformate in confettura. E io a ruota ... ma ho anche fatto un giro in rete per informarmi e ho trovato una utilissima dispensa di Vita in Campagna. Ho pensato di riportarne alcune parti in questo post, perché a volte succede che, nel tempo i link non siano attivi, ... e non volevo rischiare di perdere le preziose informazioni. Proprio ben fatta!

La rosa canina, detta anche rosa selvatica, è un arbusto spinoso comunissimo che cresce in tutta Ita- lia e in gran parte dell’Europa e del resto del mondo. Molto tollerante in fatto di clima e terreno, cresce dal livello del mare fino a circa 1.500 metri di quota.

mercoledì 6 novembre 2013

Street Cheese Parade: Focaccina, falafel di lenticchie e petali di Sbrinz


Ho una passione irrefrenabile per i falafel .... La scintilla tra noi è scoppiata in quel di Parigi (e certo, nella città dell'amore si perde la testa per una polpettina di ceci ... non ho parole, non-ho-parole!) e da allora mai più senza! Vi avevo già descritto qui la ricetta, quella che usiamo su consiglio di Elena Comidademama, per cui, se non li avete ancora assaggiati dovete assolutamente provarli ^ - ^
Anche a casa! Ricetta low cost, politically correct, vegetariana, trendy tutto quello che volete ... ma soprattutto BOooNA.
Se il cece crudo dell'impasto vi fa un certo effetto (e sì la ricetta originale utilizza i ceci ammollati, non lessati) fate il primo step con questa mia versione alle lenticchie cotte. Tre minuti, un mixer, e in padella ci saranno tante piccole pepite dorate ... Irresistibili!
Se poi li acchiappate tra due fette di focaccina e li arricchite con fettine di Sbrinz diventano un vero capolavoro!
Ecco la terza proposta per la Swiss Cheese Parade di Tery "Peperoni e Patate" e Formaggi dalla Svizzera, dopo polenta e riccioli di Sbrinz (al cibo delle sagre in Piemonte) e lo Swiss Club Sandwich al Gruyère (sandwich newyorkese in trasferta in Svizzera) , è il momento giusto per fare un salto a oriente con le focaccine, falafel di lenticchie e petali di Sbrinz!!!
Questa volta lo Sbrinz insaporisce l'impasto delle polpettine di lenticchie e accompagna il panino di focaccine con tante lamelle sottili :-) Avete fame? ancora una cosa e poi cuciniamo ... 
Le focaccine sono preparate con pasta da pizza, tagliata con il coppapasta rotondo, condite con olio e.v.o. e sale  e cotte in forno a 200^ per 8 minuti circa.

Basta con le premesse e passiamo ai fornelli ... è ora di addentare lo Sbrinz :-P

lunedì 4 novembre 2013

Rolatine in salsa "d'avije" e verdurine glassate al miele d'acacia alla Fiera del Miele di Marentino


Quando si cucina tra le mura domestiche tutto sembra facile, ogni cosa è al suo posto, e sappiamo perfettamente come regolare il fuoco, aprendo frigo e  dispensa tutto è lì a disposizione ... appena si è in trasferta diventa tutto moooolto più complicato! Però è talmente divertente partecipare ad un concorso che l'emozione e la timidezza vengono ripagate subito dalla soddisfazione di offrire un piatto cucinato con passione :-)
Grazie al III^ Concorso gastronomico "C'era una volta il miele" in occasione della 18^ Fiera del Miele di Marentino (prov. Torino) il 28 settembre 2013 ho messo alla prova in pubblico (gulp!) la mia ricetta che prevede l'uso di due tipi di miele. In più ho avuto l'occasione di conoscere persone molto ospitali e gentili e vedere un bellissimo borgo sulle colline torinesi: Marentino!
Marentino è il paese dei rebus, grazie ai Muri d'Arte in rebus, da ammirare sulle facciate delle case e da risolvere passeggiando, e delle api perché alla fine di settembre si svolge la Fiera dedicata al miele con la mostra mercato dell'agroalimentare e dei prodotti locali.
Il tema del concorso gastronomico richiedeva una ricetta originale utilizzando miele piemontese con una certa attenzione alla cucina della tradizione. Proprio quello che mi ispira quotidianamente :-)
Adoro la cucina del mio territorio, le Langhe, e ripropongo volentieri le ricette di famiglia. 
La mamma e la nonna ci preparavano spesso le "ruladine" le rolatine per cui appartengono alla nostra tradizione di famiglia. La saussa d'avje, la salsa al miele d'api preparata con miele, senape e brodo, è utilizzata tradizionalmente in Piemonte con i bolliti misti ma può diventare interessante anche in una cucina attuale e leggera. Abitualmente utilizzo il miele per rendere interessanti i contorni: carote, zucca, mele e castagne per sottolineare la naturale dolcezza degli ortaggi. Il miele che utilizzo proviene dalla provincia di Alessandria, da Ponzone, prodotto che ho conosciuto grazie ad amici.

Ringrazio di cuore il Comune di Marentino per l'invito, le persone gentili dedicate all'organizzazione e la paziente giuria che ha assaggiato il mio piatto. Proprio una bella esperienza! Grazie, grazie ^-^
Volete provare la ricetta? Mettiamoci ai fornelli
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