giovedì 31 marzo 2016

Panino gourmet di farifrittata con le foglie della barbabietola


Quando si scopre qualcosa di nuovo si diventa un po' noiosi e si tende ad essere ripetitivi ... abbiate pazienza ... Per la serie "non si butta via niente" prima di Pasqua vi avevo mostrato come le foglie lessate delle baby barbabietole possono essere utili per la farcita dei ravioli. Oggi finiscono in farifrittata (la farinata con verdure cotte in padella) e devo dire che le tonalità rosso-fucsia la rendono proprio bellina :-) La farifrittata è buonissima calda perché si apprezza la crosticina croccante formata dalla cottura della pastella di ceci. Ma è buona anche fredda tagliata a dadini e unita ad una bella insalata mista.
Ma oggi vi voglio tentare con un goloso panino gourmet con tanti strati ... Provatelo, è una vera bontà!

Farifrittata con le foglie di barbabietola
ingredienti
100 g di farina di ceci
250 ml di acqua
un pizzico di sale marino
olio evo q.b.
un pugno di foglie di barbabietola lessate
preparazione
In una boule mescolare la farina di ceci e l'acqua con l'aiuto di una frusta. Condire con un pizzico di sale. Strizzare bene le foglie lessate e tagliarle grossolanamente. Unirle alla pastella di ceci. Scaldare bene una padella antiaderente e versare un paio di cucchiai di olio. Versare tutto l'impasto, abbassare il fuoco e coprire con un coperchio. Dopo circa 5 minuti controllare la cottura, con una paletta iniziare a staccare i bordi, e cercare di far passare la spatola sotto la farifrittata. Se si è formata la crostini e la pastella risulta già rappresa procedere girando la farifrittata con l'aiuto di un piatto. Prima di metterla in padella per cuocere l'altro lato aggiungere altri 2 cucchiai d'olio. Rosolare bene da entrambe i lati, se è dorata sarà ancora più gustosa.

Panino gourmet di farifrittata con le foglie della barbabietola
ingredienti per un panino
2 fette di farifrittata
1 panino morbido
insalata, rucola q.b.
2 fette di pomodoro
1 cucchiaio di ketchup
1 cucchiaio di maionese
preparazione
Tagliare la farifrittata con l'aiuto di un coppapasta e ricavare due fette rotonde. Sulla griglia tostare leggermente il panino tagliato a metà e le due fette di farifrittata. Condire l'interno del panino con maionese e ketchup (scegliete i vostri preferiti, perfetti anche se preparati in casa). Sistemare l'insalata, la rucola e le fette di pomodoro. Servire subito.

mercoledì 30 marzo 2016

Mousse di mele cotogne e pan d'épices


Guardando la foto ho l'impressione di vedere una crema pasticcera ... e invece no, sono semplici mele cotogne, cotte con i giusti accorgimenti, che diventano cremose, cremose come una mousse. L'idea parte da una ricetta light anni '90 (se non sbaglio letta su Guida Cucina) che prevedeva l'impiego delle mele renette. Le mele pelate, dolcificate e cotte a lungo vengono frullate. Alla fine si incorporano le chiare d'uovo montate a neve ferma. La nota aspra delle renette rendeva questo piccolo dolce interessante al palato.
Le mele cotogne secondo me possono essere ancora più efficaci perché  hanno una consistenza ancora meno acquosa, e se trasformate in crema sono ancora più buone ... e senza ricorrere all'aggiunta degli albumi. Adesso vi spiego il procedimento che ho usato con le cotogne, ma provate anche l'altra versione con renette altrettanto piacevole.
Passiamo ai fornelli.

Mousse di mele cotogne
ingredienti per 4 persone
3 mele cotogne
4 cucchiai di zucchero di canna
2 bicchieri d'acqua
il succo di mezzo limone (+ 1/2 per ammollo)
lamelle di mandorle
preparazione
Sbucciare le mele cotogne, privarle del torsolo e metterle subito in acqua fredda acidulata con il limone. In un tegame versare l'acqua, il succo del mezzo limone e lo zucchero. Portare a bollore e tuffare le fette di mela cotogna. Scottare per 5 minuti. Togliere lo sciroppo in eccesso e procedere con una cottura molto lenta coprendo il tegame con il coperchio, sino a quando sono molto morbide). Lasciare raffreddare. Frullare con il minipimer. Servire in coppe decorando con le scaglie di mandorle.

La prossima volta, ci metto anche un pizzico di cannella! Nella foto vedete la mousse accompagnata da fettine di pain d'épices che ho comprato in Francia. Se volete prepararlo a casa vi consiglio la ricetta di Elena Comida del mama che avevo provato qui e che riporto per mia comodità.
Per tutta la casa si diffonderà un profumo irresistibile, la cottura del pane speziato scalda il cuore e delizia il palato :-)

Pain d'épices di Comida de mama
Ricetta adattata da Baking for All Occasions di Flo Braker.
ingredienti 
(per uno stampo rettangolare 36x11 cm alto 11 cm)
400 g farina 0
100 g farina di segale
2 1/2 cucchiaini di bicarbonato
1 1/2 cucchiaini di cannella macinatata fine
1 1/2 cucchiaini di zenzero macinato fine
1/2 cucchiaino di sale
1/4 cucchiaino di noce moscata grattugiata finemente
1/4 cucchiaino di chiodi di garofano macinati finemente
1/4 cucchiaino di grani di pepe nero macinati finemente
1/2 cucchiaino di semi di anice macinati finemente
55 g di burro a temperatura ambiente
1 uovo a temperatura ambiente
340 g di miele d'acacia 
1 cucchiaio di buccia di arancia grattugiata 
240 ml di acqua
preparazione
Preriscaldare il forno a 180°.
Versare tutti gli ingredienti insieme e mescolare fino a ottenere un composto omogeneo. 
Aiutandosi con un frullatore o un robot da cucina si fatica molto meno senza compromettere il risultato finale.
Versare il tutto nello stampo rettangolare precedentemente rivestito di carta da forno.
Coprire la superficie del dolce con della carta stagnola e cuocere a 180°C per un'ora.
Lasciare raffreddare completamente prima di tagliare.

martedì 29 marzo 2016

Cous cous al curry con baby carote e barbabietole glassate (preparato dal marito)


Avete trascorso una buona Pasqua e una spensierata Pasquetta? Tutto bene?
In casa io sono la pazza patita che cucina appena possibile ma non disdegno delle incursioni familiari ai fornelli :-) E poi diciamocelo, trovare pronto, non è affatto male! Ispirazione di oggi è la spesa al banco delle verdure biologiche: il bottino fresche carotine e piccole barbabietole. Meglio usarle subito per apprezzare la loro dolcezza. La ricetta sottolinea la loro naturale predisposizione con miele e prugne. Il risultato uno stufato con un po' di sughino che viene raccolto perfettamente dal cous cous aromatizzato con tutto il profumo d'oriente, il curry! Le mandorle delicate e croccanti (pelate ma lasciate crude in questo caso) chiudono il tutto.
Bravo il marito! Continua pure così :-*

Cous cous al curry con baby carote e barbabietole
ingredienti per 4 persone
500 g di carote 
500 g di baby barbabietole
12 prugne secche prive di nocciolo
40 g di burro
olio e.v.o. q.b.
sale e pepe nero q.b.
2 cucchiai di miele d'acacia
una tazza di cous cous precotto
una tazza di brodo vegetale
2 cucchiaini di curry
mandorle pelate
preparazione
Lasciare in ammollo in acqua fredda le carote e le barbabietole per un'oretta. Lavare accuratamente. Preparare due pentole (per procede alla cottura delle verdure in modo separato) in cui mettere 20 g di burro per tegame. Aggiungere in ciascuno un cucchiaio d'olio e rosolare in uno le carote intere con la buccia e nell'altro le piccole barbabietole anch'esse intere con buccia. Dorare su tutti i lati, aggiungere un po' di acqua, un cucchiaio di miele per tegame, le prugne metà per parte. Regolare di sale e pepe e cuocere sino a quando non sono tenere (dipende dalla grandezza degli ortaggi). Verso la fine della cottura far addensare il sugo che avranno creato.
Nel frattempo far gonfiare il cous cous con pari quantità di brodo vegetale e completare con il curry. Decidete secondo i gusti se preferire una miscela più o meno piccante. Condire con un cucchiaio d'olio.
Servire le verdure glassate con il cous cous e completare con mandorle.

giovedì 24 marzo 2016

Cupcakes al cacao e panna per gli auguri di Buona Pasqua


Nei giorni scorsi vi ho proposto un menù tutto primaverile per festeggiare la Pasqua e un menù di tradizione piemontese con qualche tocco di originalità

Prima di augurarvi Buona Pasqua ho voglia ancora di mostrarvi questi graziosi tortini.
I cupcakes sono dolcetti eleganti e divertenti da preparare. La porzione è più piccola rispetto ad una fetta di torta così si può assaggiare qualcosa di goloso senza esagerare. Io utilizzo lo stesso impasto che impiego per la mia collaudatissima torta al cioccolato ispirata alla decadence cake inglese. Poi, di volta in volta, cambio il frosting (zucchero a velo, ganache, panna, yogurt, formaggio ...) e i confetti del decoro. Spazio alla fantasia!!! L'ispirazione di oggi è la Pasqua per cui ovetti di cioccolato e confetti e confettini dai colori pastello.
E' un bel modo per passare del tempo insieme ai bimbi in cucina, si pasticcia, si crea, si ammira il risultato. Sorrisi garantiti. E poi assaggio collettivo!!!!

Cupcakes al cacao e panna per Pasqua
ingredienti
110 g di burro ammorbidito
110 g di zucchero di canna
2 uova 
85 gr di farina tipo 0
4 gr di lievito per dolci
30 gr di cacao amaro in polvere
per decorare
200 ml di panna fresca
20 g di zucchero semolato
ovetti di cioccolato e confettini
preparazione
Sbattere il burro e lo zucchero a crema. Unire gradualmente le uova. Setacciare la farina, lo lievito e il cacao in un'altra ciotola, poi unire al primo composto. Preparare lo stampo da muffii, inserire i pirottini. Preriscaldare il forno a 180 ° . Riempire i pirottini a 3/4. Cuocere per 20-25 minuti, controllando la cottura con uno stecchino. Raffreddare nello stampo per 5 minuti, per poi trasferire su una griglia sino a completo raffreddamento.
Montare la panna addizionata con lo zucchero. Mettere in una tasca da pasticcere con bocchetta liscia. Fare piccoli ciuffetti sulla superficie del dolcetto. Decorare con dovetti al cioccolato e confettini.



mercoledì 23 marzo 2016

Raviolini ricotta e foglie di barbabietola al sugo di carciofi


Ho acquistato delle mini barbabietole ed erano vendute con tutta la parte delle foglie. Ovviamente il prezzo è un tanto al chilo e la proporzione di peso era barbabietoline 1 foglie 5 ... non mi sembrava proprio il caso di sprecare tutta quella verdura. E' arrivato il giorno per assaggiarle e visto che si possono utilizzare come le coste, le bietole e gli spinaci ho riflettuto un po' per come impiegarle. Il passo è stato breve: ripieno per la pasta fresca :-) Così vi do ancora qualche suggerimento per un menù "quasi tradizionale" per Pasqua! L'impronta è quella piemontese e con ricette delle Langhe ma con un mio tocco personale :-) 
Partiamo dal primo piatto con ripieno alla ricotta condito al sugo di carciofi, cosa ne dite?
Inutile dire che le ravioline sono buonissime! 
Le barbabietole, o rape rosse, le ho sempre e solo mangiate cotte al forno sino a quando mi hanno fatto scoprire che si possono anche grattugiare e gustare crude (come le carote). Le foglie si possono lessare e impiegare come le altre erbe a foglia larga. Nel mio caso erano piuttosto giovani per cui il sapore è piacevolmente dolce e delicato. Bello sperimentare! C'è sempre da imparare :-)

Raviolini, ripieno di ricotta e foglie di barbabietola al sugo di carciofi
ingredienti per il ripieno 4 persone
100 g di ricotta Moris
1 pugno di foglie di barbabietola lessata
25 g di burro
40 g di parmigiano reggiano
1 tuorlo d'uovo
sale pepe nero q.b.
ingredienti per il condimento
2 cuori di carciofo
un cipollotto fresco
olio e.v.o. q.b.
un po' di prezzemolo tritato
preparazione
Per la pasta seguire questo procedimento usando metà dose. Lessare le foglie di barbabietola per 4-5 minuti in acqua bollente leggermente salata. Scolare le foglie, tuffare in acqua e ghiaccio. Strizzare bene. Ripassare le foglie in padella con il burro per un paio di minuti. Tritare le foglie di barbabietola finemente. Unire la ricotta passata al setaccio con le foglie, condirli con parmigiano grattugiato. Regolare di sale e pepe nero, e assaggiare se il ripieno ha la giusta sapidità. Infine incorporare il tuorlo d'uovo. Farcire la pasta fresca.
Affettare finemente il cuore di carciofo e il cipollino. Stufare le verdure in una padella con olio, condire con sale e pepe. Cuocere per 4-5 minuti. (se tende ad asciugare troppo aggiungere un goccio d'acqua).
Lessare le ravioline per due-tre minuti. Scolarle con una schiumaiola e metterle nel un tegame del sugo di carciofi sul fuoco, aggiungere un po' di acqua di cottura della pasta. Mantecarle per un minuto o due. Spegnere il fuoco, finire con un goccio di olio a crudo. Servire ben caldo decorando con due foglioline di foglie di barbabietole.



Menù tradizionale per la domenica di Pasqua

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Panna cotta della mamma con frutta fresca
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Caffè espresso e baci di dama

martedì 22 marzo 2016

Quarantaquattro gatti, piante da frutto in fiore nelle Langhe e Doris Day

Fiori di pesco, nelle Langhe

"Quarantaquattro gatti,
in fila per sei col resto di due,
si unirono compatti,
in fila per sei col resto di due,
coi baffi allineati,
in fila per sei col resto di due,
le code attorcigliate,
in fila per sei col resto di due."

E sono 44! Purtroppo non sto parlando dei gatti della canzone ... sono gli anni che compio oggi. 44 primavere. Mi fanno quasi effetto. Soprattutto perché di testa non mi sento molto diversa da quando avevo vent'anni. Ho la maturità dalla mia parte ma la carta d'identità, lo specchio e il dottore mi ricordano che sono anche invecchiata ...
Non ne faccio un discorso estetico, è una questione di notare le differenze. 44 anni, non 22, non 11. Ho testato con mano che la vita non inizia a 40 anni come recitativa un libro e il relativo film. Col cavolo! Semplicemente prosegue ... e mi piace continuare a sfogliare il libro della vita, riesco ancora ad emozionarmi, stupirmi, sorprendermi. Le belle emozioni per me si trasformano in carburante, energia nuova da spendere nelle nuove esperienze.
C'è un bagaglio. Vero. Ma quello che sono è calcolato anche facendo la tara con i 16.000 giorni e notti che mi hanno visto piangere, ridere, sognare, viaggiare, cucinare, leggere, scrivere, fotografare, creare, amare.
Adoro il ritmo delle 176 stagioni che si sono alternate, e adesso mi godo l'inizio del tepore della nuova Primavera. Cammino con il naso all'insù. Niente numeri, niente calcoli. Que Sera, Sera.
Auguri.

lunedì 21 marzo 2016

Pausa pranzo: Insalata tiepida di cereali, spinaci e germogli di fieno greco

E' lunedì e ritorno con la rubrica della pausa pranzo. Nell'orto in questo periodo ci sono tanti spinaci (tanti, tanti, tantissimi spinaci), e dopo aver impiegato un secolo per pulirli ... e cuocerli ... cerco sempre nuovi modi per presentarli in tavola.  Quando ero piccola li odiavo perché all'asilo erano sempre troppo cotti, sfilacciati, dal colore verde-marrone, praticamente immangiabili ... 
Adesso che ho imparato fermare la cottura con acqua e ghiaccio siamo tornati amici.
Sono buonissimi anche solo con un goccio di olio, buono, e un po' di succo di limone fresco. Con i 6 cereali e i fagioli neri diventa anche un piatto unico perfetto per risolvere il pranzo o la schiscetta :-)
In cima una "nuvoletta" di germogli di fieno greco per fare il pieno di vitamine e sali minerali!
Per la parte croccante ho aggiunto i semi di lino dorati. Non hanno differenze nutrizionali rispetto quelli di colore più scuro, è solo una scelta di estetica. Per approfittare al meglio di tutte le sue proprietà, e se non vi piace la loro consistenza meglio macinarli un pochino. Hanno un leggero sapore di nocciola-mandorla. A casa nostra si sempre utilizzati come antinfiammatorio naturale. Quando mangio il porrige all' avena al mattino ne aggiungo sempre un cucchiaino da caffè.


"Sebbene questi semi contengano svariati componenti salutari, essi devono la loro fama di alimento salutare principalmente a 3 ingredienti:
Acidi grassi essenziali omega 3, i grassi "buoni" noti per gli effetti benefici sulla salute del cuore. Ogni cucchiaio di semi di lino macinati contiene circa 1,8 grammi di omega 3 vegetali.
Lignani, che sono caratterizzati sia da estrogeni vegetali che da proprietà antiossidanti. I semi di lino contengono una quantità di lignani da 75 a 800 volte superiore rispetto ad altri alimenti di origine vegetale.
Fibre. I semi di lino contengono sia fibre solubili che insolubili. (fonte qui)

domenica 20 marzo 2016

Lasagne integrali ai funghi shiitake


Galeotta fu la crosticina delle Lasagne ai funghi cucinate dai Cuochi di Carta ... Irresistibile al punto tale che lo stesso giorno arrivata a casa alle 19 dopo il lavoro, ho dovuto rovistare subito nella dispensa per vedere se riuscivo a replicare la ricetta solo per sentire il profumo del sugo di funghi invadere la cucina. Non avevo tutti gli ingredienti (mi mancavano gli anacardi per provare la besciamella proposta da loro!), e gli unici funghi a disposizione erano quelli shiitake che utilizzo per la zuppa giappo. Li ho messi in ammollo ... e mangiata la crema di zucca, mi sono messa ai fornelli. Ecco cosa ho combinato.

Sugo ai funghi shiitake
ingredienti
una manciata di funghi shiitake secchi
una piccola cipolla
un pugno di prezzemolo
olio ev.o. q.b.
sale marino
pepe nero
preparazione
Mettere i funghi secchi in ammollo in acqua a temperatura ambiente per un'ora circa. Quando si saranno ammollati tagliare i funghi a piccoli pezzi. Pulire e tritare la cipolla, metterla in un tegame, rosolarla con un paio di cucchiai di olio. Unire i funghi, coprire con acqua e cuocere per un'oretta. Condire con sale e pepe. Spegnere il fuoco, unire il prezzemolo tritato.


Besciamella all'olio e.v.o. e farina di riso
ingredienti
45 g di olio e.v.o.
50 g di farina di riso
600 ml di latte intero
un pizzico di sale marino
un pizzico di pepe nero
noce moscata, pepe nero q.b.
preparazione
In un pentolino, incorporare la farina e l'olio con l'aiuto di una frusta, condire con sale e pepe e una grattata di noce moscata. Unire il latte a temperatura ambiente e portare sul fuoco. Mescolare energicamente con una frusta. Continuare con l'aiuto di un cucchiaio di legno e lasciare addensare la salsa sino a quando non raggiunge il bollore. 

Lasagne integrali ai funghi shiitake

ingredienti

pasta fresca integrale in sfoglie (vedi qui le dosi e procedimento)
sugo ai funghi shiitake 1 dose (vedi sopra)
besciamella all'olio e.v.o. e farina di riso 1 dose (vedi sopra)
parmigiano reggiano grattugiato q.b.
olio e.v.o. q.b.
preparazione
Preriscaldare il forno a 180°. Portare a bollore un po' di acqua leggermente salata e scottare la pasta fresca per circa un minuto. Scolare e fermare la cottura in acqua fredda.
Iniziare la composizione della pasta al forno in una teglia. Il primo strato è un po' di besciamella. Poi si copre con le sfoglie di pasta, altra besciamella, un po' di sugo ai funghi e un po' di parmigiano. Fare tre strati e l'ultimo non mettere il parmigiano ma solo un giro d'olio. Cuocere per 45-50 minuti sino a doratura.

sabato 19 marzo 2016

Cantè j’euv, tradizione delle Langhe, e le uova per decorare la tavola di Pasqua


Per Pasqua avete pensato a decorare la casa e la tavola della festa? Non ci vuole molto. Simbolo di eccellenza pasquale sono le uova! Prima di proporre alcune piccole idee per sorprendere i vostri ospiti vi voglio parlare di una tradizione delle Langhe e del Roero: la questua delle uova, in dialetto cantè j’euv che per il 2016 viene riproposta oggi a Monteu Roero. Ecco la storia

L’allungarsi dei giorni, ai primi di primavera, l’erba nuova nei prati e la luna nuova nel cielo, l’odore nuovo della polvere delle strade e i primi tepori della bella stagione, inducevano gruppi di giovanotti a prendere la via delle cascine, nelle notti di quaresima che precedono la Pasqua. Muovendosi rigorosamente a piedi o, al più, su carri trainati da bestie, i giovani giungevano al limitar delle aie e lì cominciavano a cantare, nascosti dalla notte e avvisati solo dal cane che per lo più si univa stonatamente al coro. La canzone era una specie di filastrocca in dialetto piemontese: “Suma partì da nostra cà, ca i-era n’prima seira, per venive a salutè, devè la bun-ha seira...” (Siamo partiti dalle nostre case che era da poco sera, per venirvi a salutare e darvi la buona sera). Questo l’inizio. Poi seguivano altre strofe, molte altre strofe, in cui si invitava il padrone di casa a uscire e consegnare un po’ di uova. Il padrone il più delle volte usciva per davvero, magari assonnato nel primo sonno,con i pantaloni ancora in mano, e faceva scivolare una dozzina d’uova in una cesta portata a braccio da uno strano figuro, il fratucìn (che era poi nient’altro che un ragazzo vestito da frate). Dunque succedeva di tutto un po’ in quei cortili di cascina illuminati solo dalla luna, quando c’era: i cantori cantavano, il padrone, o la padrona, di casa per lo più stava al gioco e, dopo essersi fatta attendere un po’, si affacciava all’uscio con le uova in mano, quindi potevano accadere molte cose: che i cantori ringraziassero, sempre con il canto, la padrona per poi riprendere il cammino verso un’altra cascina, oppure che il padrone di casa, ormai ben desto, facesse entrare in casa o in cantina i ragazzi, offrendo loro un bicchiere di buon vino rosso e tagliando il salame fatto in casa. 

Erano rare le volte in cui il padrone di casa non voleva proprio saperne di uscire: in quei casi i ragazzi se ne andavano maledicendo la cascina e i suoi abitanti, in particolare gli animali e il raccolto. Ma erano maledizioni bonarie e scherzose, non c’era mai reale intento di augurare sventure. Così, con l’andar della notte, l’intero villaggio risultava animato di canto e di musica: di musica, certamente, perché i questuanti avevano sempre con sé il clarino, la fisarmonica, un tamburo o un trombone. Certo era una festa per tutti, un bel modo di trascorrere insieme le prime notti tiepide di primavera. Ma c’erano anche altri significati alla base di questa tradizione: le uova raccolte erano utilizzate il giorno di pasquetta per preparare una grande frittata cui era invitato tutto il paese (motivo di comunione e socializzazione); chi andava a cantare le uova era quasi sempre poco facoltoso e in penuria di mezzi, e le uova si cantavano soprattutto in quelle cascine dove c’era abbondanza di animali e quindi di ricchezza (motivo di giustizia sociale e redistribuzione del reddito); a volte i ragazzi del gruppo vendevano le uova raccolte e con il ricavato si pagavano la festa dei coscritti (in pratica la festa dei 18 anni che tutti i ragazzi di uno stesso paese facevano insieme in estate); i ragazzi spesso con il pretesto della questua delle uova facevano la corte alle ragazze, ossia le figlie del padrone di casa, e molti matrimoni sono effettivamente nati così (motivo di stabilità sociale e solidità della comunità rurale); e poi chissà quanti altri motivi, più o meno importanti, più o meno dichiarati, più o meno attendibili. Quel che c’è da dire è che per tutto il paese il cantè j’euv era un momento fondamentale per ritrovarsi insieme, finalmente all’aperto, dopo un inverno passato chiusi in casa, per tutti era l’occasione di sgranchire le gambe, ristabilire un contatto con la natura, riprendere la via dei campi dopo i lunghi mesi di gelo. fonte Cantè j'euv
Torniamo ai miei suggerimenti per decorare con le uova la casa e la tavola della festa.
1) Osservate con attenzione questa foto. Sembrano uova di gallina, vero? Invece sono uova di cioccolato confettate che imitano in tutto e per tutto quelle vere. Un'idea divertente per scherzare con gli ospiti :-D
2) Come segnaposto o centro tavola si possono creare dei piccoli nidi (io ho usato la finta paglia fatta con trucioli di legno) che ospitano ovetti di cioccolato. La decorazione si completa con i fiorellini di campo oppure con fiocchi in tessuto.
3) Un'idea fai da te è decorare le uova vere. Si possono svuotare le uova di gallina (praticando un piccolo foro con uno spillo ad entrambe le estremità, si usa una siringa per far uscire il contenuto, si lavano e si lasciano asciugare un giorno sul termosifone). Io ho applicato dei disegni di fiori e farfalle applicando più strati di colla vinilica. Una volta fatte asciugare ho rifinito con una mano di flatting, che deve essere fatto asciugare per almeno 24 ore.
4) Dall'archivio, spolvero anche le uova di carta pesta. In questo caso si può fare un foro più grande, come una nocciola. Il buco sarà coperto con qualche strato di carta pesta.

venerdì 18 marzo 2016

Ricette delle Langhe: Polenta ottofile e merluzzo al verde, preparato da mamma Anna

Questa mattina ero dal dottore per ritirare una prescrizione. Ero un po' infreddolita di fronte all'assistente del medico e aspettavo in fila il mio turno. A un certo punto è spuntato un signore, che svicolando ha iniziato a parlare con la segretaria. Praticamente ero lì in piedi ad ascoltare involontariamente la conversazione, un po' in italiano, un po' in piemontese. Tra una battuta e l'altra,  raccontando di neve e nevicate, il discorso si è concluso: "Con questo tempo ci vorrebbe una bella polenta con tutti i condimenti!"
Tornata a casa la mamma aveva preparato proprio la polenta, quella lenta e cremosa come solo lei sa fare, e il merluzzo al verde. Ho concluso che a tutta la gente di Langa alla vista della neve scatta  in modalità polenta :-D
La polenta a me piace anche così da sola, però se la voglio condire la abbino al formaggio (la mia preferita è o burro e parmigiano o con lo stracchino) o la sposo con i profumati funghi oppure  finisce ad ospitare all'adorato civet. Anche il papà prepara una versione del baccalà alla vicentina delizioso che con la polenta ci sta anche molto bene! Vi segnalo anche la bagna d'infern, classica delle Langhe, un sughino semplice, povero ma carico di significato.
Ma mettiamoci finalmente ai fornelli!

Polenta ottofile e merluzzo al verde
ingredienti per 4 persone
4-6 pezzi baccalà dissalato
farina bianca per infarinare
una cipolla
uno spicchio d'aglio (se piace)
un pugno di prezzemolo
un paio di pomodori pelati
olio e.v.o. q.b.
per la polenta
2,5 litri di acqua
450 g di farina di mais ottofile per polenta 
un cucchiaino di sale marino grosso 
un cucchiaio di olio e.v.o.
preparazione
Per la polenta
Mettere l'acqua sul fuoco e iniziare a scaldare. Quando siamo vicino al bollore, prima che inizi a bollire, si condisce con sale e olio. Con l'aiuto di una frusta si incorpora la farina poco alla volta, prendendone un piccolo pugno e lasciandola cadere piano nell'acqua. Mettere sul fuoco più piccolo e cuocere per un'ora e un quarto girando con un cucchiaio di legno di tanto in tanto.
Per il merluzzo
Asciugare i pezzi di merluzzo, controllando di eliminare accuratamente le lische. Si infarinano e si fanno friggere in poco olio.
Si prepara un "battuto" di cipolla, prezzemolo e aglio se piace usando la mezzaluna. In un tegame si lascia appassire il trito in un paio di cucchiai di olio. Si uniscono i pelati tagliati a piccoli pezzi. Si lascia cuocere 10-15 minuti. Si unisce il merluzzo e si lascia cuocere sino a quando la salsa si lega e crea un sugo cremoso. 
Si serve il merluzzo ben caldo con una generosa porzione di sugo, accompagnandolo alla polenta morbida.

Buon appetito da parte mia e da parte della mamma!

giovedì 17 marzo 2016

Bianca Neve, fiocchi di neve delle Langhe zucchero e limone

E sono tre! (d'altronde lo dicono non c'è due senza tre!) Terza nevicata sulle Langhe, in questo marzo pazzerello che in modo schizofrenico passa dall'abbondante nevicata al caldo sole che preannuncia la primavera. Bello, bello, bello. Le colline innevate hanno un fascino particolare, e il manto bianco della neve copre il grigiore dell'inverno. 
E siccome sto invecchiando, tendo a ripetermi ... e ho voglia di fotografare la neve e condividere un mio ricordo d'infanzia: "vi dedico un ricordo dolce ...
Quando ero piccola, se si andava in campagna d'inverno, di fronte un manto immacolato di neve la mamma mi proponeva un bicchiere di neve e zucchero. I cristalli di zucchero uniti ai leggeri fiocchi di neve, il profumo del succo di limone appena spremuto ... non ricordo di aver assaggiato mai più una "granita" più buona :-)))"

Bianca Neve, fiocchi di neve delle Langhe, zucchero e limone

ingredienti
neve 
zucchero
succo di limone fresco

preparazione
Tornare bambini. Uscire di casa con la famiglia, gli amici e gli animali. Rincorrersi sorridendo.
Preparare pupazzi di neve. Ridere di cuore e godere del tempo passato insieme, assaporare ogni attimo. Serbare nel cuore ogni immagine, ogni profumo. Tirarsi le palle di neve come se non ci fosse un domani. Scaldarsi le guance rosse a suon di baci e abbracci.

mercoledì 16 marzo 2016

Hot dog veg con crauti ai semi di carvi e patate dolci


Vi ho dato qualche idea per il menù di Pasqua. Manca il lunedì di Pasquetta all'appello! Peccato che quest'anno cada prestissimo (28 marzo), e non so se le temperature ci concederanno il lusso di passare qualche ora all'aperto. Vedremo. Nel frattempo la voglia di pic nic che scatta con l'arrivo della primavera si fa sentire. Così vi anticipo un'idea che può tornare utile se organizzate qualche ora in buona compagnia, e volete preparare qualcosa di semplice e goloso. L'anno scorso in una domenica conviviale abbiamo preparato gli hot dog, con tutti i crismi, come se fossimo un food truck parcheggiato nel giardino :-) E' stato un successo! Premetto che nessuno mi ha regalato i prodotti che vi indicherò. Vi metto solo i link della spesa che ho fatto io così sapete che gli ingredienti che ho utilizzato. La versione che vi presento oggi è quella che preferiamo da quando ho scoperto i viennesi piccoli.
Per offrire agli ospiti potete utilizzare le patate classiche a pasta gialla, seguendo lo stesso metodo di cottura che vi spiego per le patate dolci. Se poi volete velocizzare la preparazione anche le classiche chips sono molto apprezzate soprattutto dai bambini.

Hot dog veg con crauti e mele ai semi di carvi e patate dolci arrosto
ingredienti per 6 panini
6 viennesi piccoli
6 bocconcini al grano duro
300 g di crauti al naturale
1 piccola cipolla
1 mela golden
olio e.v.o q.b.
sale marino q.b.
semi di carvi
2 patate dolci
senape e ketchup, rafano, maionese a piacere
cetriolini in agrodolce
preparazione
Sbucciare la mela e la cipolla. Affettare sottilmente. In un tegame scaldare un paio di cucchiai di olio, stufare a fuoco basso la cipolla e la mela. Aggiungere i crauti al naturale, un bicchiere d'acqua e cuocere una ventina di minuti. Una volta cotti completare con un pizzico di semi di carvi.
Sbucciare le patate, tagliarle a fette e poi a bastoncini. Scottare in acqua salata per 5 minuti. Scolare e allargare in una teglia. In una padella scaldare un paio di cucchiai di olio e rosolare le patate dolci, girando i bastoncini per una cottura omogenea. Rosolare i viennesi piccoli in una padella antiaderente con un goccio d'olio per 2-3 minuti.
Tagliare i panini a metà e tostarli un minuto sulla griglia dalla parte della mollica. Farcire con crauti, la salsiccina, e finire con le salse desiderate. Servire l'hot dog caldo accompagnato dalle patate dolci arrosto e cetriolini in agrodolce.


sabato 12 marzo 2016

Menù per Pasqua: Chocolat noir 70% "Chantilly", mousse di puro cioccolato e acqua


Siamo arrivati al dessert del mio menù per Pasqua. Vi servono solo due ingredienti: cioccolato fondente e acqua. Impossibile ottenere una cremosa mousse con solo questi due ingredienti? Provare per credere! Potete sorprendere i vostri ospiti, con un dolce al cucchiaio con il sapore intenso di cioccolato, senza burro, senza panna, senza uova come richiederebbe la tradizione classica della pasticceria. Ci vedo bene in accompagnamento anche un biscottino fragrante o qualche lampone, quando sarà stagione.
Era una ricetta che avevo in mente da tanti anni ... dal 2008 (sono lenta ... ma poi ci arrivo) ... da quando l'avevo letta da Elena Comida de Mama. Il procedimento che presenta splendidamente lei nel suo post è una ricetta di Hervè This con i consigli sempre puntuali e preziosi di Dario Bressanini. Seguo sempre Dario perché imparo sempre molto, buttando giù superstizioni della cucina, per trovare spiegazioni sostenute dalla scienza.
Se si seguono bene i passaggi spiegati da Elena riesce bene e subito! Copio per comodità il suo post così l'ho sempre a disposizione.
Ecco il menù, il mio modo per augurarvi Buona Pasqua
Entratina Piselli e Yogurt
Gnocchi di ricotta con sugo cremoso alla pastinaca
Piccolo fritto dell'orto
Chocolat noir 70% "Chantilly"

Chocolat “Chantilly” da Comida de Mama
adattamento alla ricetta di Hervè This
e di Dario Bressanini
ingredienti

100 gr di cioccolato fondente al 70% di cacao
(NB: non può essere quello di Modica poichè manca di un emulsionante, la lecitina)
acqua del rubinetto 115 g se i grassi sono 39 g

(Grammi di acqua che vi serviranno = g di grassi per 100 g di prodotto scritti sulla vostra tavoletta nella proporzione 100 g / 34g
acqua fredda e ghiaccio in cubetti per raffreddare il cioccolato

preparazione

Rompere in pezzi il cioccolato, raccoglierlo in un pentolino e scioglierlo a fuoco lento a bagnomaria.
Misurare l’acqua seguendo la proporzione scritta negli ingredienti.
Rimuovere il pentolino dal fuoco. Versare l’acqua nel cioccolato sciolto mescolando costantemente fino a che acqua e cioccolato diventino un tutt’uno.
A parte riempire parzialmente di acqua e cubetti di ghiaccio una ciotola e immergerne una seconda, che verrà utilizzata per montare il cioccolato. Lasciare qualche minuto raffreddare il recipiente prima di procedere.
Versare nel recipiente raffreddato la miscela di cioccolato e acqua, montare con delle fruste elettriche fino ad ottenere un composto spumoso.
Refrigerare e servire.

venerdì 11 marzo 2016

Menù per Pasqua: Piccolo fritto dell'orto


Pièce de résistance: dopo la delicata entratina piselli e yogurt e gli gnocchetti di ricotta cremosi con sugo di pastinaca è ora della portata principale, un goloso fritto con tante suggestioni. Carciofi, carote, funghi enoki, anelli di cipolla con una croccante pastella alla birra chiara a fare da contorno alla cotoletta di patate dolci con l'aromatica crosta di nocciole e alle polpettine di fave e quelle con ceci all'harissa. 
Lo so ci sono tanti ingredienti, ma merita veramente. E' un piatto da festa, che ricorda nei passaggi il classico della tradizione: il fritto misto alla piemontese. Inediti sono i protagonisti abbinati a ricordi di viaggio tra occidente e oriente. Tutto equilibrato. La cremosità e l'acidità della salsa all'avocado lega il tutto. Mi sono divertita molto a pensare e a realizzare il piatto. Proprio una bella soddisfazione :-)
Mettiamoci ai fornelli!

Piccolo fritto dell'orto
ingredienti per 4 persone
1) cotolette di patate dolci
4 fettine sottili di patate dolci
un uovo
farina bianca 0
granella di nocciole
sale e pepe
olio di semi di arachide
Con un coppa pasta ritagliare le fettine di patata dolce ottenendo un cerchio. Infarinare, passare nell'uovo battuto condito con sale e pepe, e poi nella granella di nocciole. Lasciare riposare prima di friggere. Friggere il olio di semi di arachide. 
2) polpettine alle fave
100 g di fave ammollate
un cipollotto
prezzemolo un ciuffo
un pizzico di coriandolo e cumino
sale
olio di semi di arachide
Passare al tritacarne le fave ammollate. Tritare finemente il cipollotto e il prezzemolo, mescolare alle fave. Condire con le spezie e il sale. Ricavare piccole polpettine schiacciate grosse come una noce. Lasciare riposare in frigo per circa mezz'ora. Friggere in olio di semi di arachide.
3) polpettine ai ceci
100 g di ceci ammollati
un cipollotto
un pizzico di spezie : coriandolo e cumino
un cucchiaino di harissa
sale
olio di semi di arachide
Passare al tritacarne i ceci ammollati. Tritare finemente il cipollotto e il prezzemolo, mescolare ai ceci. Condire con le spezie, l'harissa e il sale. Ricavare piccole polpettine schiacciate grosse come una noce. Lasciare riposare in frigo per circa mezz'ora. Friggere in olio di semi di arachide.
4) craker alla farina di segale
4 sfoglie di pasta alla farina di segale ricetta qui
olio di semi di arachide
Friggere in olio caldo sino a doratura.
5) per le verdure
4 anelli di cipolla
mezzo cuore di carciofo tagliato in 4
4 fettine di carota
funghi enoki
foglie di prezzemolo
un bicchiere di birra chiara
4 cucchiai di farina bianca 0
4 cubetti di ghiaccio
sale
olio di semi di arachide per friggere
In una boule mescolare la farina alla birra fredda con l'aiuto di una frusta. Mettere i cubetti di ghiaccio. Immergere le verdure, i funghi e il prezzemolo nella padella e friggere subito in olio di arachide profondo. Sgocciolare su carta da fritto.
6) per la salsa all'avocado
mezzo avocado
succo di mezzo limone
olio evo
sale e pepe
Accompagnare il fritto con una salsa all'avocado ottenuta fullando l'avocado maturo con il succo di limone, 2 cucchiai di olio evo e aggiustato di sale e pepe nero.






mercoledì 9 marzo 2016

Menù per Pasqua: Gnocchetti di ricotta e sugo cremoso di pastinaca


Dopo l'antipasto che vi ho presentato lunedì, siamo pronti per il primo piatto. Adoro gli gnocchi di patate, sono uno dei miei piatti preferiti. Per Pasqua vi ho voluto offrire una variante, anche se l'idea di condire gli gnocchi classici con il sughetto che ho inventato mi ispira molto .... Tuberi e radici secondo me si possono trovare bene insieme :-) Torniamo a noi: nella lista delle ricette da provare avevo da mooooolti anni l'idea degli gnocchi di ricotta. Finalmente è arrivato il giorno!
Trovo che gli gnocchi, di patate, zucca, castagne o ricotta in questo caso, siano perfetti avvolti con un sugo cremoso. 
In frigo avevo delle magnifiche e candide pastinaca ... così ho deciso di trasformarle in sugo. Non si trovano facilmente, di solito le prendevo all'estero (Gran Bretagna o Francia) ma finalmente le ho avvistate anche al Naturasì :-)
L'ispirazione dell'abbinamento mi è saltato in mente assecondando le note dolci degli ingredienti principali. Per questa ricetta ho abbandonato il mio adorato seirass, cremossima ricotta piemontese, e ho virato sulla ricotta romana molto più asciutta, sapida e compatta. 
Mettiamoci ai fornelli.

Gnocchetti di ricotta e sugo cremoso di pastinaca
ingredienti per 4 persone
per gli gnocchi
200 g di ricotta romana
100 g di farina 0 + quella per infarinare
un tuorlo d'uovo
per il sugo cremoso
4 pastinache lessate
50 g di ricotta
sale marino q.b.
pepe nero q.b.
per le pasticche glassate
2 pastinache lessate a cubetti
30 g di burro
1 cucchiaio di miele d'acacia
foglioline di melissa per decorare
preparazione
Preparare l'impasto degli gnocchi passando la ricotta al setaccio, incorporare la farina e l'uovo. Ricavare tanti piccole palline, grandi come nocciole. Infarinare il piano e sistemare gli gnocchetti pronti da cuocere.
Sbucciare e lessare le pastinache in acqua salata, sino a quando non sono tenere. 
Per il sugo cremoso frullare 4 pastinache a pezzetti con la ricotta, condendo con sale e pepe. Per ottenere la giusta cremosità aiutarsi con qualche cucchiaio di acqua di cottura. Per togliere i filamenti dell'ortaggio passare al setaccio. Mettere il sugo in un tegame pronto per saltare gli gnocchi.
In un altra padella rosolare nel burro le due pasticche lessate tagliate a piccoli cubetti. Aggiungere il miele e glassarle sino a quando non ottengono la giusta doratura.
Lessare gli gnocchi in acqua salata per circa tre minuti, scolarli con una schiumaiola e saltarli in padella con il sugo cremoso. Servire ben caldi con qualche cubetto di pastinaca glassata, e qualche piccola foglia di melissa.

lunedì 7 marzo 2016

Menù per Pasqua: Entratina piselli e yogurt, e ... Vere Principesse


"C'era una volta un principe che voleva sposare una principessa, ma ella doveva essere una principessa vera, una fanciulla di sangue blu. Perciò se ne andò in giro per il mondo cercando la giovinetta dei suoi sogni. Di fanciulle che affermavano di essere vere principesse egli ne trovò moltissime, ma al momento di sposarsi il principe era assalito da un dubbio: " Sarà proprio una principessa di sangue blu, oppure no? ". Qualcosa, infatti, nel loro modo o nel loro portamento era poco reale e non convinceva del tutto il principe. Egli quindi non si decideva a sceglierne alcuna e, infine, dopo tanto vagare per il mondo, se ne tornò al suo castello, deluso per non aver trovato ciò che desiderava. Una sera si scatenò un temporale: i lampi si incrociavano, il tuono brontolava, cadeva una pioggia torrenziale: non si era mai vista una bufera così!. Qualcuno bussò alla porta del castello, e il vecchio re si affrettò ad aprire. Era una principessa. Ma come l'avevano ridotta la pioggia e il temporale! L'acqua cadeva a rivoli dai suoi capelli e dai suoi vestiti, e le entrava nelle scarpe, uscendone dalla suola. Tuttavia ella si presentò affermando di essere una vera principessa. "E' ciò che sapremo presto " pensò la vecchia regina, e senza dire nulla a nessuno entrò in una camera e mise un pisello nel letto che era in mezzo alla stanza. Quindi prese venti materassi, li stese uno sopra l'altro sul pisello, e vi aggiunse ancora venti piumini. Era quello il letto destinato alla principessa sconosciuta. La principessa venne accompagnata nella camera che le era stata destinata, e si coricò. Ma, per quanto fosse sfinita dalla stanchezza, non riusciva assolutamente ad addormentarsi. Da qualunque parte si girasse, sentiva sempre qualcosa di duro che le dava fastidio. L'indomani mattina, il re la regina e il principe bussarono alla sua porta, le diedero il buon giorno e le chiesero come avesse passato la notte.

sabato 5 marzo 2016

Albicocche al rum


E' proprio vero che il lupo non si è mai mangiato nessun inverno ... Abbiamo atteso tanto la neve e dopo la nevicata a sorpresa di sabato scorso, questa mattina nelle Langhe ci siamo svegliati sotto un candido manto bianco. L'unica cosa strana è vedere lampi e sentire tuoni tipici dei temporali estivi. Speriamo che questa volta non ci siano interruzioni di luce elettrica, ho troppe cose da fare!
Nel frattempo per augurarvi buon fine settimana (approfitto del collegamento internet funzionante) vi racconto una ricetta furba sia per un fare un piccolo regalo sia per offrire agli ospiti nel fine pasto.
Si realizza con soli due ingredienti nel tempo netto di un minuto: si sistemano in un barattolo le albicocche secche (attenzione, comunque devo essere del tipo già morbide) e si lasciano in infusione nel rum almeno per una settimana. Io ho usato queste albicocche e questo rum.
Il gioco è fatto, pronte da gustare!
E se continua il freddo invernale un goccio di rum riscalda gli animi :-D

giovedì 3 marzo 2016

Fast food: pita grigliata al cheddar e insalata croccante


Oramai io e la pasta madre siamo una coppia affiatata. Da quando Stefania mi ha dato modo di adottarla nel dicembre 2013, siamo entrate in confidenza ... e adesso mi da grandi soddisfazioni! All'inizio mi sono lanciata nella panificazione, e mi sono divertita tantissimo anche abbinando farine diverse e frutta secca. Impastare, lievitare, cuocere e sfornare ... avere la casa inondata dal profumo del pane è rassicurante e conforta cuore e spirito. Però non mangiamo tanto pane, e per evitare di sprecare sono passata al "pane piatto" così come ho imparato da Kat :-) Cuocio l'avanzo di pasta madre ricavando 4 piadine-pita alla settimana e mi sono sufficienti. Conservo la pasta madre in frigo. Uso farina di tipo 0. Il rinfresco lo faccio con metodicità una volta la settimana in modo da avere la giusta acidità.
Le mie piadine, senza sale aggiunto, sono perfette per mille usi (chili senza carne, falafel, per accompagnare insalate, ecc...) . Anche per fare un semplice toast al formaggio per una cena al volo accompagnato da insalata riccia e radicchio!

mercoledì 2 marzo 2016

Pausa pranzo: Insalata del cavolo


Con un inverno particolarmente mite, le insalate hanno soppiantato le classiche zuppe e minestre che di solito ci scaldavano le ossa durante la stagione fredda. Sempre per rimanere in tema di verdure invernali questa volta vi propongo un trittico di cavoli: verza, cavolo rosso e cavoletti di bruxelles che arrivano dall'orto. Per spezzare il ritmo qualche filo di carota e qualche nocciola tostata.
Cavoli e carote stanno bene insieme ... sono coppia collaudata nello slaw o coleslaw, che noi di solito condiamo con un mix di yogurt greco e senape in sostituzione della classica maionese però in questi giorni abbiamo provato a condire con la versione veganese dei Cuochi di Carta ed è stata apprezzata molto! Se poi non avete voglia di fare nulla va bene anche olio e aceto, o olio e senape. Fate il vostro gioco ops il vostro condimento.
Penso di aver detto tutto, non ci resta che impiattare :-)
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