lunedì 30 maggio 2016

Dim sum buns, panini al vapore con zucchine, funghi shiitake e germogli di bambù

dim sum buns alle zucchine e salsa yakitori
Vi ho già cucinato i dim sum in versione raviolo con un ripieno saporito allo zenzero fresco. Nella vasta gamma dei ravioli al vapore della tradizione orientale si trovano anche i "panini" cotti al vapore. Io li trovo deliziosi: sono soffici come una nuvola e nascondono mille ripieni. Si possono cuocere semplicemente vuoti oppure si possono farcire, sia prima sia dopo la cottura al vapore. 
In versione panino ne ho mangiato uno davvero sfizioso con funghi e melanzana impanata da Wagamama ... ma adesso non lo trovo più nel menù, peccato era spaziale :-(
Essendo la prima volta che li provavo ho utilizzato il kit già pronto con farina e lievito pesati: l'avevo acquistato qualche mese fa in uno dei negozi etnici di Manchester (dove si trova un vitale quartiere Chinatown).
In rete comunque ho trovato la ricetta di Jamie Oliver che annoto qui con un link così la ritrovo la prossima volta che voglio rifarli. Potete partire da questa ricetta.

Per farcirli ho improvvisato due ripieni: uno semplice di piccole zucchine e l'altro con funghi shiitake e germogli di bambù. Consiglio per la cottura. Visto che cuocendo lievitano, per evitare che si incollino tra di loro (non è un problema è solo perché siano esteticamente carini) usate carta forno bucherellata nella vaporiera. Ogni bun può essere appoggiato su un pirottino da muffin, vi faciliterà il momento del servizio.
dim sum buns (vuoti)
Dim Sum buns con zucchine e funghi shitake e germogli di bambù
ingredienti 
impasto dei bun
zucchine trombetta
funghi shiitake secchi
un cipollotto
germogli di bambù
olio evo
preparazione
In un tegame stufare le zucchine affettate finemente con un po' di olio. Spegnere la fiamma e condire con la salsa yakitori.
Ammollare i funghi shiitake per un'ora. Tagliarli a pezzetti. Rosolare in un po' di olio il cipollotto tritato, unire i funghi. Coprire con acqua e cuocere per una ventina di minuti. Aggiungere i germogli di bambù tagliati a julienne. Condir con la salsa yakitori. Prendere le palline di pasta lievitata, assottigliarle sino ad ottenere una base. Farcire o con zucchine o con funghi e chiudere ottenendo un fagotto. Per facilitare la chiusura inumidire i bordi con un po' di acqua. Sistemare i bun all'interno dei pirottini da muffin e cuocerli per 10-12 minuti nella vaporiera con l'acqua che bolle in modo sostenuto. Servire subito ben caldi.
Dim sum buns con funghi shiitake, germogli di bambù e salsa yakitori

sabato 28 maggio 2016

Coup de théâtre: Tiramisù all'Erba Amara


Come ogni menù all'italiana che si rispetti vi ho accompagnato tra le mie suggestioni dall'antipasto, al primo al secondo sino a presentarvi il dolce tutto con il filo conduttore dell'Erba Amara. Io mi sono divertita. Spero anche voi :-)
Vi avevo promesso un'idea per utilizzare il latte aromatizzato con l'erba amara impiegata per il pesto dei tagliolini. Il latte finirà nella crema del tiramisù, delizioso dessert al cucchiaio a cui nessuno riesce a resterete. Come vi avevo detto altre volte, non amo utilizzare le uova crude. Rimedio sostituendo i tuorli montati con lo zucchero, con una crema pasticcera.
E' un dolce con tre anime amare che fanno da contrappunto allo zucchero e alla sontuosità del mascarpone: erba amara, caffè espresso, cioccolato fondente. Mi raccomando il caffè deve essere intenso e il cioccolato deve essere al 70% cacao. E tutto sarà perfetto!

Menù 


Tiramisù all'Erba Amara
ingredienti
2 uova
200 g di zucchero di canna
45 g di farina
500 ml di latte intero
8 foglie di erba amara
250 g di mascarpone
savoiardi
caffè espresso
cioccolato fondente
preparazione
Scaldare il latte e mettere in infusione le foglie di erba amara spezzate. Lasciare sobbollire per un minuto e spegnere. Eliminare le foglie di erba amara. In un tegame sbattere le uova con lo zucchero. Incorporare la farina e il latte filtrato. Cuocere a fuoco moderato sino a quando si addensa e inizia a bollire. Raffreddare la crema. Lasciare riposare in frigo. Incorporare il mascarpone. Preparare 3 tazzine di caffè espresso. Montare il tiramisù: mettere uno stato di crema, i savoiardi imbevuti di caffè. Finire con uno stato di crema. Grattugiare il cioccolato amaro sulla superficie. Lasciare raffreddare in frigo per un paio di ore.

venerdì 27 maggio 2016

Tagliolini al pesto leggero di Erba Amara


Prima di scrivere ho sbirciato il contatore del numero di post pubblicati: 672, incredibile!!! Sono passati otto anni e la mia passione per la cucina mi ha dato modo di popolare Il Giardino dei Ciliegi tanto da creare un mio ricettario con testi, foto e chiacchiere assortite. Cucinare è la mia passione sincera. Mi diverte. A volte mi chiedo cosa mi spinge dopo una giornata o una settimana di lavoro a buttarmi in cucina tra tegami e padelle. Anche se richiede impegno ... ho bisogno di dare forma e sapore ad una idea. Il piatto pensato, ragionato, passo dopo passo diventa realtà. Che soddisfazione!
Mi piace molto creare un menù completo seguendo un filo conduttore. Questa settimana la "scusa" è stata abbinare il sapore unico dell'Erba Amara o Erba di San Pietro a diverse preparazioni. Dopo l'antipasto caldo di ieri, la tartrà, vi propongo un tagliolino di pasta fresca avvolto nella cremosità di un delicato pesto leggero.
Mi ha fatto particolarmente piacere ricevere doppi complimenti dalla mia mamma: sia la tartrà sia i tagliolini le hanno ricordato i sapori sinceri e autentici della tradizione :-) Lei mi ha fatto conoscere tutte le erbe aromatiche, le erbe spontanee e i fiori commestibili. Grazie al suo orto posso attingere alla materia prima freschissima che mi aiuta a realizzare le mie "creazioni". Insigniti del bollino di approvazione della mamma, vi presento un caldo e fumante piatto di tajarin!

Tagliolini al pesto leggero di Erba Amara
ingredienti per 4 persone
350 g di tagliolini all'uovo
6 foglie di Erba Amara
latte intero
60 ml di olio e.v.o.
40 g di burro freddo
60 g di grana grattugiato
10 mandorle pelate
un pizzico di sale
preparazione
Scaldare a fuoco basso il latte e immergere le foglie di erba amara spezzettate con le mani. Lasciare sobbollire per un minuto. Spegnere il tegame. Sgocciolare le foglie, metterle nel bicchiere del minipimer con olio, sale, mandorle e grana. Frullare sino ad ottenere una salsa cremosa. Lessare i tagliolini di pasta fresca per un paio di minuti in acqua bollente leggermente salata. Scolarli. Condire i tagliolini con il burro e il pesto, e mantecare aggiungendo anche un po' di acqua di cottura. Servire ben caldi.

Ps. Se avete un po' di pazienza domani vi spiegherò come utilizzare il latte aromatizzato con l'erba amara :-) Non si spreca niente in cucina ... e concludiamo in dolcezza il menù dedicato all'Erba Amara.

giovedì 26 maggio 2016

Tartrà all'Erba Amara e Festa del Tortello Amaro di Castel Goffredo


Esperimenti con l'erba amara, capitolo due ... (per previously on "Il Giardino dei Ciliegi" vi rimando al post di ieri altrimenti risulterei un po' troppo noiosa ...) ho riprovato una ricetta tradizionale delle Langhe aggiungendo l'erba di San Pietro. Il risultato è spaziale! Un morbidissimo flan (budino salato) con tutto il confort che regalano il sapore del burro e del parmigiano, con la morbidezza inconfondibile che aggiunge la panna e la complessa armonia delle erbe aromatiche fresche nell'orto. Se ieri vi avevo invitato a sperimentare l'uso dell'Erba Amara abbinandola alle vostre consuete ricette oggi vi dico provate il mio piccolo flan, ve ne innamorerete!!!

Tartrà all'Erba Amara
ingredienti per 4 persone
3 uova
8 cucchiai di latte intero
200 ml di panna fresca
1 cipollotto
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
una noce di burro (+ extra per imburrare)
1 cucchiaio di erba amara, salvia e rosmarino tritato
pepe nero q.b.
noce moscata q.b.
sale marino q.b.
farina per infarinare
preparazione
Tritare finemente il cipollotto e farlo appassire nel burro. Sbattere le uova e unire la panna e il latte tiepidi. Condire con parmigiano, le erbe tritate, sale e pepe, e una grattatina di noce moscata. Terminare il composto aggiungendo il cipollotto tritato e rosolato. Dividere nei 4 stampini imburrati e infarinati, cuocere in forno preriscaldato a 170° per 30 minuti in una teglia a bagnomaria (teglia con due dita di acqua). Servire caldi appena sfornati, decorare con petali di parmigiano.

mercoledì 25 maggio 2016

Fish and Chips: Trota ed Erba Amara in pastella croccante alla birra


Io adoro le erbe aromatiche e le utilizzo frequentemente nelle mie ricette. Approfitto del rifiorire della bella stagione anche per confezionarne bouquet (eccone uno d'annata datato 2008). Non più di qualche giorno fa vi ho raccontato della mia frittata di primavera con l'erba di San Pietro. Ebbene, visto che il blog è anche un momento di incontro e di scambio di informazioni, proprio in quell'occasione sono venuta a conoscenza di un altro nome di quest'erba, che io amo, e che uso con molto piacere in cucina: Erba Amara! In più ho scoperto che viene impiegata per la farcitura del tortello amaro, ricetta tipica di Castel Goffredo (Mn), a cui è dedicata una grande festa. Con l'occasione della XX edizione, che si terrà dal 16 al 19 giugno 2016, è stato lanciato un concorso per foodblogger proprio per promuoverne l'uso e la diffusione.
Mi è sembrato moooolto interessante e mi sono lanciata subito nelle sperimentazioni. Ecco la mia prima idea: conoscete la mia passione per l'Inghilterra ... ho voluto utilizzare l'erba di San Pietro o Erba Amara nella realizzazione di un piatto della cucina britannica. Ragionando sulla consuetudine del mantovano di cucinare pesce di acqua dolce ho pensato di utilizzare la trota. Per le chips: ho reso golose le foglie dell'erba amara avvolgendole nella pastella super croccante. Io ho cucinato il filetto di trota intero per imitare meglio lo spirito rustico dell'originale, ma si può realizzare anche una versione finger food tagliando la trota a bocconcini e privandola della pelle Volete sapere come ho fatto?
Mettiamoci ai fornelli :-)

Fish and chips: trota ed erba amara in pastella croccante alla birra
ingredienti per 2 trote
4 filetti di trota puliti e senza lische
200 ml di birra bionda fredda
120 g di farina di frumento tipo 0
un pizzico di lievito per torte salate
sale marino, pepe nero q.b.
4 foglie di erba amara per il trito
2 rametti di timo limone
qualche foglia di prezzemolo
un paio di cubetti di ghiaccio
olio di semi di arachide
foglie di erba amara da passare nella pastella
preparazione
Tritare finemente le 4 foglie tenere di erba amara, con timo e prezzemolo. Stemperare la farina e lo lievito nella birra. Unire le erbe aromatiche, condire con sale e pepe. Mettere nella pastella i due cubetti di ghiaccio.
Preriscaldare l'olio di arachide. Infarinare i filetti, passarli nella pastella e friggerli in olio profondo. Procedere nello stesso modo con le foglie di erba amara.
Sgocciolare bene su carta assorbente, aggiungere un pizzico di sale sulla superficie e servire ben caldo.

Attenzione alla consistenza della pastella: non deve essere troppo liquida. Io la faccio ad occhio, ma ho pesato gli ingredienti per dare una traccia precisa. Se i tempi si allungano e il ghiaccio si scioglie occorre aggiungere  altra farina. Per essere avvolgente deve essere piuttosto consistente.

Provate anche voi ad impiegare questa erba antica nelle vostre ricette. Cercatela nei vivai. Piantatela nelle vostre aiuole è un'erba perenne che vi terrà compagnia nelle bordure e farà parte delle vostre consuetudini in cucina!

martedì 24 maggio 2016

Funghetti champignon con crumble di focaccia, timo e scorza di limone


Ho visto più volte i Portobello mushroom (funghi champignon in formato più grande) nei supermercati all'estero ma dovendoli consumare freschi non li ho mai acquistati pensando potessero patire il viaggio. Date le dimensioni sono molto più adatti ad essere farciti dei nostri mini champignon ... Ma ho voluto provare lo stesso :-) in ogni caso ho ottenuto un mini finger food, molto buoni! Per la farcitura ho pensato ad un crumble preparato con focaccia fatta in casa con lievito madre, mandorle, timo e rosmarino freschi e per finire il profumo della scorza di limone. Era la farcitura del pesce azzurro tipo sgombri o palamita quando preparavo il pesce al forno. Veramente profumati e saporiti con una insalatina di misticanza ci sta daddio :-D

Champignon con crumble di focaccia, timo e scorza di limone
ingredienti
funghi champignon grandi
focaccia
mandorle
timo e rosmarino fresco
scorza di limone
sale e pepe
olio e.v.o.
preparazione
Pulire i funghetti sotto un getto di acqua corrente a filo con l'aiuto di uno spazzolino. Privare i funghi del gambo. Sistemarli in una teglia sopra ad un foglio di carta forno e cuocere in forno 5-6 minuti a 180'. Nel frattempo tostare in padella mandorle e focaccia a cubetti. Mettere tutto nel mixer e aggiungere il trito di erbe aromatiche, regolare di sale e pepe e condire con un po' di olio evo. Sfornare i funghi, farcirli con il crumble e infornare per altri 10-15 minuti. Servire caldi con insalatina dolce fresca.

lunedì 23 maggio 2016

Chimichanga con tortillas di mais e chili messicano (veg)


L'ultima volta che siamo stati in Inghilterra siamo andati al ristorante messicano. Ci siamo fatti tentare da un piatto chiamato Chimichanga presentato come una tortilla dorata ripiena, con riso, fagioli, salsa con formaggio e jalapegno oltre al chili. Abbiamo scoperto un piatto tex-mex molto buono. In parole povere si tratta di un burritos farcito in diversi modi, partendo da una base di riso e fagioli, per poi essere completato con verdure e carne. Il passaggio finale nell'olio caldo rende la parte esterna molto croccante. Non sarà la cosa più sana del mondo ma di tanto in tanto ci vuole qualcosa di goloso :-)
Per la mia versione casalinga ho approfittato delle tortillas di mais che avevo acquistato al supermercato e come ripieno ho usato il mio collaudato chili messicano vegetariano. Avevo anche fatto bollire il riso ... ma poi ho deciso di non metterlo. Ho preferito crearne una versione più piccolina rispetto a quella servita nel ristorante.
Devo dire che per realizzare questi rotolini ho faticato non poco ... la tortilla tendeva a rompersi ... poi ho pensato di inumidirla con un po' di acqua (come si fa per la carta di riso) e tutto è filato liscio.
Essendo la prima volta che li preparavo ho anche aggiunto una legatura con lo spago (per eccesso di prudenza). Se li preparate, farciteli in anticipo e friggeteli all'ultimo minuto. La crosta croccante sarà irresistibile pronta da tuffare in salsa messicana, guacamole o panna acida :-)


Chimichanga con tortillas di mais e chili messicano in versione veg
ingredienti
tortillas di mais
olio di semi di arachide
salsa messicana con jalapegno
panna acida
preparazione
Inumidire le tortillas, una alla volta con acqua. Mettere sul tagliere e farcire con due cucchiai di chili freddo. Piegare verso l'interno due lati della tortilla. Arrotolare ottenendo un cannellone farcito. Usare lo spago da arrosti per legare l'involtino (vedi illustrazione a lato). Scaldare l'olio e portarlo in temperatura. Friggere, controllando la doratura del chimichanga. Servire ben caldo.


Ho avanzato un paio di tortilla della confezione che avevo acquistato. Le ho tagliare a triangolo e le ho fritte. Le chips sono perfette per intingere nelle salse e per accompagnare la portata principale.
Un tuffo nei profumi messicani senza spostarsi da casa :-)




domenica 22 maggio 2016

Mattoncini Lego di cioccolata, fragole e kiwi lollipop


La cioccolata è cioccolata. Buona sempre e comunque. Ma oggi è anche simpatica riproducendo la forma dei mattoncini Lego che tante generazioni ha appassionato. 
LEGO è un produttore di giocattoli danese, noto a livello internazionale per la sua linea di mattoncini assemblabili. L'azienda, fondata nel 1916 da Ole Kirk Kristiansen, ha iniziato a produrre i famosi mattoncini a partire dal 1949, ma soltanto dal 1958 essi assumono la particolare forma che ne caratterizza ancora oggi gli assemblaggi. Il nome LEGO, coniato nel 1934, deriva dall'unione delle parole danesi "legt godt" che significa "gioca bene". Dalla iniziale serie classica, LEGO ha nel tempo realizzato anche la serie Duplo, dedicata ai più piccoli con mattoncini più grandi (quindi non ingeribili) e più facilmente incastrabili, e la serie Primo dedicata ai neonati; la serie LEGO Technic, rivolta ai più grandi, costituita da una gran quantità di pezzi meccanici, ingranaggi, motori, sensori, e perfino programmabile via PC con numerose funzioni personalizzabili (serie LEGO Mindstorms). In seguito il marchio LEGO è stato applicato con successo, sempre rimanendo fedele a se stesso, anche ad alcune serie di videogiochi e film e cartoni animati (fonte wiki)
Come ho fatto a copiare la forma dei mattoncini?
Grazie a Francesca e al suo regalo: uno stampo in silicone rosso che mi ha permesso in un batter d'ochio di produrre divertenti cioccolatini da proporre a fine pasto o con un caffè.
Visto che ho abbondato con il cioccolato fuso ho anche tuffato fragole kiwi. I lecca lecca di kiwi li avevo visti su Pinterest tempo fa.
Premetto che non ho temperato il cioccolato. In modo casalingo ho semplicemente sciolto a bagnomaria la tavoletta di cioccolato fondente e poi l'ho colato nello stampo. Sono cioccolatini di pronto utilizzo. Da consumare subito, dopo 12 ore inizierebbero ad opacizzarsi ...


sabato 21 maggio 2016

Summer rolls di insalata aromatica e condimento all'italiana



Trovare un nome per questi rotolini non è stato facile. Vogliono assomigliare ai freschi summer rolls di origine vietnamita ma hanno tutti gli ingredienti di spiccata identità italiana :-) Strizzano l'occhio anche alla forma degli uramaki anche se non prevedono l'utilizzo del riso in chicco.
A differenza di altri involtini della cucina etnica, tipo quelli primavera per capirci, questi non vengono proposti fritti e hanno l'indubbio vantaggio di essere, piacevolmente, molto freschi. Sempre attingendo dall'archivio del blog ne avevo suggerito anche una versione insalata pensando a tutti gli ingredienti che compongono i summer rolls senza avvolgerli nella sfoglia di riso.





La carta di riso c'è, insalata dolce e le carote a julienne ci sono ... ho aggiunto anche tante erbe aromatiche come rucola, menta, basilico, prezzemolo, aneto. Insomma ho preparato un rotolino di insalata  aromatizzata pronto per essere tuffato in un intingolo di olio extravergine di oliva e aceto balsamico.

Un antipasto, uno snack veloce e buono :-)


venerdì 20 maggio 2016

Ricette delle Langhe: fritelle di mela e fiori di acacia


I friceu 'd pom (frittelle di mele in piemontese) sono un dolce veloce della tradizione delle Langhe preparato con uova, farina, latte e zucchero. Le mele possono essere tagliate a rondelle o a tocchetti per essere impastellate e fritte. Si sfrutta soprattutto nel periodo del Carnevale insieme alle bugie vuote o ripiene di confettura. La mela nella versione a rondella si ritrova anche nel fritto misto alla piemontese. Di tanto in tanto, quando si tagliano le mele a pezzetti si può arricchire l'impasto con le uvette ammollate nel rum o nel marsala.
I friceu ed fiù 'd gagia (frittelle di fiori di acacia in piemontese) prevedono secondo la ricetta classica una pastella preparata con albume d'uovo.
Io oggi ho fatto maritare le  due ricette e ne ho creato una versione ibrida. Invece del classico zucchero ho approfittato della dolcezza del miele di acacia, che sottolinea ancora di più il profumo dei fiori freschi della stessa pianta. Ci mettiamo ai fornelli?

Frittelle di miele fiori di acacia
ingredienti per 4 persone
1 uovo intero
3 cucchiai colmi di farina
50 ml di latte intero
2 cucchiai di miele d'acacia
un pizzico di lievito per dolci
una mela a cubetti
2-3 grappoli di fiori di acacia
olio di semi di arachide
zucchero a velo
preparazione
In una terrina, con l'aiuto di una frusta, incorporare l'uovo con il latte e il miele. Aggiungere farina e  lievito. La pastella deve essere piuttosto consistente. Unire i cubetti di mela e i fiori di acacia. Scaldare l'olio in un tegame profondo e friggere a cucchiaiate. Sgocciolare le frittelle su carta per fritti. Servire caldo cosparso di zucchero a velo.


giovedì 19 maggio 2016

Mozzarelline di bufala e asparagi verdi crudi


Quest'anno per la prima volta ho provato ad utilizzare gli asparagi crudi. Il primo esperimento è stato abbinarli ai fagottini di pasta fresca ripieni di fonduta.
Quando si trovano le verdure belle fresche è quasi un peccato lessarle. L'unica accortezza è lasciare gli asparagi a mollo un paio d'ore in acqua fresca in modo che si possano pulire bene, eliminando tutti i residui di terra.
Gli asparagi hanno un sapore delicato che ben si abbina alla cremosità dei bocconcini di mozzarella di latte di bufala. E visto che si mangia prima con gli occhi, anche il contrasto cromatico tra verde e bianco è un appagamento della vista. Potete utilizzare l'abbinamento sia per un piccolo antipasto sia per un'insalata di rinforzo aumentando la quantità di verdura.
Le mozzarelle di bufala, come vi ho già raccontato nel caso della burrata e della ricotta, le acquisto dal caseificio Moris di Caraglio o nel punto vendita di Alba o di Cuneo.

Mozzarelle di bufala e asparagi crudi

ingredienti

asparagi verdi freschi
bocconcini di mozzarella di bufala
olio e.v.o.
pepe nero
maggiorana e prezzemolo fresco

preparazione

Lavare accuratamente gli asparagi. Con l'aiuto di una mandolina o un pelapatate ricavare sottili fettine. Impiattare le mozzarelle, completare con gli asparagi e le erbe aromatiche. Condire con olio e pepe nero. Servire con pane fresco.

mercoledì 18 maggio 2016

Pizza, con pasta madre e 24 ore di lievitazione, pomodoro e origano


Io e la pasta madre siamo in confidenza dal dicembre 2013. Una volta alla settimana la rinfresco. Di tanto in tanto sperimento nuovi mix. Questa volta ho raggiunto un risultato veramente soddisfacente! L'impasto ha lievitato perfettamente, la crosta è fragrante ed equilibrata. Se la pasta madre matura troppo si può rischiare di avere un sapore acido. Per ovviare a questo inconveniente la lascio lievitare in frigo. Il mix che vi spiego oggi è formato una parte di lievito madre home made (avanzo del rinfresco) e l'altro acquistato secco e riattivato. L'unica cosa è decidere di preparare l'impasto il giorno precedente rispetto a quando si vuole gustare la pizza. Vale la pena. Proprio buona! 
Per condimento noi utilizziamo spesso e volentieri pomodoro e origano. Io la chiamo la pizza Gerlotto (dal nome del fornaio di Corso Piave in Alba dove l'acquistavo). Non mi è mai piaciuta la pizza del panettiere con il formaggio, e lì la trovavo proprio come piaceva a me :-)
Per renderla perfetta vi basterà mescolare la salsa di pomodoro con origano e olio e.v.o. Se l'origano rimane qualche ora nella salsa si reidrata e la pizza sarà buonissima!!! 
Poi di volta in volta quando la sforno aggiungo anche verdure grigliate, pomodorini confit o semplicemente la rucola fresca.

Pizza con pasta madre, 24 ore di lievitazione, pomodoro e origano
ingredienti
500 g di farina di grano tipo 0
35 g di lievito madre secco
300 ml di acqua
300 g di avanzo del rinfresco pasta madre
un cucchiaino di sale
salsa di pomodoro
origano secco e fresco
olio evo
preparazione
Condire la salsa di pomodoro con origano secco e olio e riporre in frigo sino al momento dell'utilizzo.
Mettere la farina e il lievito madre secco nel bicchiere dell'impastatrice, unire l'acqua e impastare per 5-6 minuti. Unire l'avanzo del rinfresco della pasta madre tagliato a pezzi e il sale e continuare a impastare. Mettere l'impasto su un ripiano e continuare ad impastare ancora per un paio di minuti. Formare una palla e mettere in una terrina con coperchio. Mettere in frigo per 22 ore. Passato il tempo, togliere l'impasto dal contenitore e dividerlo in due o in tre (se volete una pizza più sottile). Stenderlo con le mani (non reimpastare, non usare il matterello) e sistemarlo nelle teglie. Coprire le teglie con l'asciugamano e lasciare riposare ancora un paio d'ore.
Preriscaldare il forno a 200°-220°. Condire le pizze con pomodoro e origano. Infornare sino a cottura. Sfornare e servire con origano fresco o con verdure grigliate e pomodori confit.

martedì 17 maggio 2016

Dim sum, ravioli cinesi con verdure (facili e a modo mio)


Adoro i ravioli al vapore della tradizione cinese. Sono un piatto delizioso che apprezzo sia nella versione con la pasta trasparente (preparata con tapioca e amido) farcita con gamberi e zenzero sia quelli con ripieno a base di verdure. Purtroppo proprio quelli vegetariani non sempre si trovano facilmente in Italia. Allora ne ho realizzato una versione espressa prevedendo degli ingredienti che avevo a disposizione nella dispensa. Essendo una ricetta facile e veloce, niente vaporiera ma un tuffo in acqua bollente. Risultato molto soddisfacente. Volete tutti i dettagli? Mettiamoci ai fornelli :-)

Dim sum alle verdure e zenzero ingredienti 
due carote grattugiate 
un pugno di spinacini freschi
una manciata di germogli di porro
2 cm di zenzero fresco
olio e.v.o.
salsa yakitori
pasta fresca
(100 g grano duro, 100 g di farina grano tenero e 2 uova)
preparazione
In una padella rosolare in poco olio le carote insieme allo zenzero finemente grattugiato, dopo un minuto aggiungere gli spinacini tagliati a listarelle. Cuocere un minuto. Spegnere il tegamee. Unire i germogli e condire con la salsa yakitori. Preparare la pasta, tirare la sfoglia. Usare un coppapasta tondo. Farcire con le verdure e chiudere il fagottino con le pieghe. Lessare in acqua bollente per 4 minuti e servire caldi con la salsa yakitori.

Ho deciso di mettere due foto dei dim sum ... non tanto per i ravioli ma per ricordarmi di questo piattino verde giapponese che dopo essere stato immortalato ... ha fatto un volo involontario ed è finito in mille pezzi :-( Avevo pensato di fare come insegnano i giapponesi e di ripararlo con un filo di oro ...


E’ capitato a tutti: un fatale momento di distrazione, e l’oggetto in ceramica a cui teniamo tanto cade rovinosamente a terra, rompendosi.

Stupore, incredulità, ira e dispiacere ci attanagliano nei concitati istanti successivi alla caduta, decorsi i quali ci rassegniamo a raccogliere i cocci e ad accomodarli nella spazzatura, seppure a malincuore, o a conservarli racchiusi in una scatola; l’idea di provare a ricomporre il manufatto magari ci sfiora, ma di norma la lasciamo volare via, per pigrizia o per lo scarso valore economico dell’oggetto o semplicemente in quanto fermamente convinti che “un vaso rotto non potrà mai tornare come prima”.
Questo è quello che accade, in genere, in Occidente: in Oriente, o, per essere più precisi, in parte di esso, le cose vanno molto diversamente.
In Giappone, quando un oggetto in ceramica (di norma il vasellame) si rompe, lo si ripara con l’oro, poiché si è convinti che un “vaso rotto possa divenire ancora più bello di quanto già non lo fosse in origine”.
Tale tecnica di riparazione prende il nome di Kintsugi o Kintsukuroi (letteralmente, “riparare con l’oro”), e consiste nell’incollare i frammenti dell’oggetto rotto con una lacca giallo rossastra naturale e nello spolverare le crepe che attraversano l’opera ricomposta con della polvere d’oro (più raramente d’argento o di rame). Il risultato è strabiliante: il manufatto è striato d’oro, percorso da linee che lo rendono nuovo, diverso, bellissimo. La casualità determinata dalla rottura, rende gli oggetti redivivi grazie al kintsugi tutti differenti fra loro e dunque unici, oltre che pregevoli per via del metallo prezioso che li decora. (fonte Le cicatrici d'oro)



lunedì 16 maggio 2016

Cucina della mamma: uovo con la conserva



L'uovo con la conserva di pomodoro era una delle mie cene preferite quando ero piccolina. Gli facevano concorrenza solo l'uovo alla coque in cui intingere i grissini e i subric di patate. La conserva di pomodoro faceva parte della dotazione della dispensa delle conserve preparate in estate. La nonna Gina e mamma Anna preparavano un sugo speciale con pomodori maturi, sedano carota e cipolla oltre a un bel bouquet di erbe aromatiche (salvia, rosmarino, basilico e prezzemolo). Cottura lenta, sino a quando si asciugava l'acqua di vegetazione per poi passarla al passa verdura sino ad ottenere il sugo denso. Perfetto per la pasta, o anche come bagnetto rosso per il bollito. Se poi si ripassava in padella con un goccio d'olio e si rompeva in mezzo un uovo fresco io andavo n brodo di giuggiole. Si sarebbero potute strapazzare per velocizzare la cottura. Ma io volevo rigorosamente il tuorlo morbido con cui fare scarpetta con il pane.... Grazie mamma :-) Qui la ricetta della conserva, o salsa di pomodoro e verdure alla piemontese.

Uovo con la conserva

ingredienti

conserva di pomodoro
uovo fresco
pane
olio e.v.o.

preparazione

Scaldare in una padella un cucchiaio d'olio e versare la conserva. Lasciare restringere un po' la salsa. Fare un po' di conca nella salsa. Sgusciare  al centro l'uovo e cuocere per 3 minuti circa muovendo con il cucchiaio l'albume in modo da farlo cuocere. 
Servire caldo accompagnato da pane fresco. Lasciare il tuorlo morbido in modo da poter intingere il pane.

domenica 15 maggio 2016

La torta di mele soffice e il profumo di casa


Quando si prepara la torta di mele è perche si vuole respirare il profumo di casa. Al primo morso si sente lo zucchero a velo, che io aromatizzo con le bacche di vaniglia. Poi arriva la fetta di mela che è diventata fondente nella cottura. A seguire il profumo della scorza di limone che avvolge il tutto.
Semplice e buona, come la merenda dell'infanzia. Ognuno ha la sua ricetta collaudata.
La ricetta della torta di oggi è di Annalisa un'amica che circa quindici anni fa ha deciso di regalarmi i suoi segreti
Oggi è una bella giornata di primavera, con il sole, le colline di Langa sono di un bel verde brillante e  costellate di piante in fiore. Ma il mio cuore è ancora triste. Casa per me significa famiglia. Formata anche dagli amici pelosi che da sempre sono parte integrante del nucleo familiare. Micia non c'è più e non vederla gironzolare e cercare coccole è faticoso. Non prendermi cura di lei mi fa sentire incompleta ... dicono che il tempo cura le ferite. Per ora sento solo il dolore sordo dell'assenza. Ciao Micia, grazie per la tua compagnia in tutti questi anni.

La torta di mele di Annalisa
ingredienti
135 g di farina tipo 00 (anche se io uso la 0)
135 g di zucchero di canna
100 g di burro
uova
8 g di lievito per dolci 
un pizzico di sale
la scorza grattugiata di un limone non trattato
2 mele
zucchero a velo con bacca di vaniglia*
preparazione
Preriscaldare il forno a 180°. In una terrina unire le uova e lo zucchero e montare con le fruste elettriche sino ad ottenere una crema soffice e chiara. Unire il burro fuso, la scorza di limone e il pizzico di sale. Setacciare la farina e lo lievito e con l'aiuto di una spatola incorporarle al composto di uova e burro.
Ungere una teglia rotonda con diametro 20-22 cm e infarinare leggermente. Versare l'impasto livellarlo. Disporre le mele tagliate a fettine sulla superficie. Infornare per 45 minuti. Controllare la cottura della torta con uno stecchino prima di sfornarla.
Una volta fredda, sformarla e coprirla con lo zucchero a velo aromatizzato con la bacca di vaniglia.*

*zucchero a velo aromatizzato con la bacca di vaniglia: quando utilizzo le bacche di vaniglia, incidendole, e recuperando i semini per creme o altri tipi di preparazione conservo il bacello e lo sistemo nel barattolo dello zucchero a velo. In questo modo lo zucchero neutro si aromatizza alla vaniglia senza utilizzare la sostanza chimica che la imita.

sabato 14 maggio 2016

Fagottini di fonduta e asparagi crudi e cotti


Pura poesia! È vero chi si loda si imbroda ... Ma gli abbiamenti di questa ricetta sono talmente equilibrati che un complimento mi viene spontaneo :-) un primo piatto con una perfetta sinfonia. L'idea è partita assaggiando a casa di amici il flan di asparagi con fonduta preparato da Barbara G.. Non volevo replicare semplicemente il flan, allora ho pensato di invertire portata principale e salsa. Il risultato sono dei fagottini di pasta fresca ripiena di fonduta di Fontina d'Aosta conditi sia con una crema di asparagi sia con le punte degli asparagi proposti nella versione cruda e cotta. La prima tentazione era fare i plin ma avevo voglia di provare un'altro formato diverso dai ravioli e dai tortelli. Il fagottino è molto elegante :-) Importantissimo è acquistare degli asparagi belli freschi. Volendoli consumare crudi devono essere assolutamente croccanti.
Bando alle ciance mettiamoci ai fornelli!

Fagottini di fonduta con asparagi crudi e cotti
ingredienti
400 g di farina di semola di grano duro
100 g di farina 0
5 uova
sale marino q.b.
pepe nero q.b.
un mazzo di asparagi
20 mandorle pelate
olio evo qb
150 g di fontina d'Aosta
2 cucchiai di farina tipo 0
25 g di burro
un bicchiere di latte
preparazione
Impastare la farina con le uova condendo con un pizzico di sale. Se l'impasto risultasse troppo asciutto ci si può aiutare con un po' di acqua. Lasciare riposare l'impasto per circa mezz'ora in un contenitore chiuso. In un tegame sciogliere il burro, incorporare i due cucchiai di farina e stemperare con il latte. Cuocere sino a quando si rapprende la salsa e regolare di sale e pepe. Grattugiare la fontina e incorporarla alla besciamella. Fare raffreddare e mettere in una tasca da pasticcere. Tirare la sfoglia di pasta fresca, ritagliare un quadrato con un coppa pasta. Farcire con il ripieno. Chiudere i lembi dopo averli spennelati con un goccio d'acqua. Lavare bene gli asparagi e passare la parte finale con un pelapatate per privarli della buccia più consistente. Conservare qualche asparago crudo e ricavare con la mandolina o il pelapatate delle lamelle sottili.
Separare i gambi dalle punte. Lessare in acqua salata per 5 minuti i gambi e per 3 le punte. Fermare la cottura con acqua fredda.  Realizzare la crema di asparagi con i gambi, le mandorle e sale e pepe e un po' di olio evo. Lessare i fagottini in acqua bollente per 4 minuti. Condirli con olio evo.
Mettere la crema sul fondo del piatto, sistemare i fagottini, completare con le punte degli asparagi lessati e le lamelle di asparago crudo. Finire con un goccio di olio a crudo e qualche fiore e foglia di timo.

venerdì 13 maggio 2016

Barette integrali con fiocchi d'avena e uvetta sultanina


Da tempo volevo provare a fare le barrette con i fiocchi di avena ma non avevo trovato la ricetta giusta. L'altra settimana leggendo un post di Profumo di timo mi sono decisa e ho sperimentato. Non ho seguito pari pari dosi e procedimento ma mi sono fatta ispirare dalle dosi. In testa avevo oltre ai fiocchi di avena l'idea di aggiungere l'uvetta sultanina, un po' retrò rispetto ad altri fruttini, ma che io adoro perché nelle preparazioni mantiene sempre la giusta umidità conferendo morbidezza.
La prossima volta mi piacerebbe aromatizzare il composto con una bacca di vaniglia. Provate anche voi le barrette sono semplici e veloci da fare e con il sapore del sesamo e delle nocciole tostate sono irresistibili :-)
Signore e signori la colazione è pronta!

Barrette integrali con fiocchi di avena e uvetta sultanina
ingredienti:
60 gr. di farina integrale di avena
6 cucchiai di miele di acacia
120 g di fiocchi d’avena piccoli
100 g di uvetta sultanina
60 g di frutta secca nocciole e mandorle pelate e tostate
1\2 cucchiaino di sale fino
40 g di semi di sesamo
3 cucchiai di confettura di ciliege con i pezzi
preparazione
Tostare i semi di sesamo in una padella antiaderente, a fuoco basso, per non farli “bruciare troppo". Tostare le nocciole e le mandorle assieme ai fiocchi d’avena per circa 2 minuti, a fuoco medio.
mettere tutto in una ciotola e mentre sono ancora tiepidi unire anche il miele, l'uvetta, i cucchiai di confettura e il sale.
Preriscaldare il forno a 180'. In una teglia quadrata, coperta con carta forno, pressare bene l'impasto e livellarlo con un cucchiaio. Cuocere per 15 minuti. Sfornare lasciare raffreddare e tagliare le porzioni a forma di barretta.
Conservare in una scatola chiusa.

giovedì 12 maggio 2016

Tajine di patate, olive taggiasche e citron confit di Kat e Remy


Parliamoci chiaro io ho ben presente che è primavera ... purtroppo il meteo continua a segnare pioggia per cui freddo e umido. Nell'arco di un paio di giorni dalle insalate sono ripassata ai piatti caldi. L'idea di uno stufato mi riscaldava già le ossa, e alla mente mi è tornata una ricetta dei Cuochi di Carta che volevo provare da un po': una tajine con patate, olive taggiasche e limoni confit. In più avevo delle patate di montagna un po' piccoline che sembravano perfette all'uso. Sono patate vecchie, ma ben conservate. Così mettiamo a posto la dispensa pronta ad accogliere il nuovo raccolto.
Non avevo a disposizione i loro limoni speziati ma dei limoni mignon canditi sotto sale acquistati in un negozio etnico in Francia. Essendo molto piccoli la parte bianca è sottilissima per cui sono appena appena amarognoli e li ho tagliati a piccoli pezzi e si sono confusi nella salsa.
Riporto per comodità la loro ricetta con le mie variazioni. Grazie Kat e Remy le vostre ricette sono sempre un successo :-)
ps: Ho messo spezie e colori caldi nel piatto, ma spero che presto il sole risplenda e ritorni a scaldarci il cuore! Ho voglia di cielo azzurro!

Tajine di patate, olive nere e limoni speziati
ingredienti
1 kg di patate
2 cipolle bionde medie
3 piccoli limoni confit (grandi come una noce)
90 g di olive taggiasche
olio e.v.o. qb
un cucchiaino di dado vegetale
2 cm di zenzero fresco
2 cucchiai di miele di acacia
3 cucchiaini di curry in polvere
preparazione
Le patate, pelate, si tagliano in pezzi grossi e si fanno lessare in acqua non salata per 10 minuti.
Le cipolle affettate fini si mettono in pentola di ghisa con l'olio e.v.o e il curry e lo zenzero tritato fine. Le cipolle non devono rosolare ne le spezie tostarsi.
A quel punto si aggiungono le patate e si avvolgono bene con le spezie. Si copre con l'acqua in cui si sono lessate le patate ancora calda e il cucchiaino di dado vegetale.
Altri 10 minuti di cottura prima di aggiungere le olive snocciolate e i limoni confit tagliati a piccoli pezzi. Qualche altro minuto su fuoco tranquillo (in tutto una trentina di minuti) si lascia riposare un attimo e si serve.

mercoledì 11 maggio 2016

Gelato (super veloce) di banana, fragola e fiori di lillà



E con questo fanno tre: tre post, tre ricette for dummies ... Se si preparano tartine, patatine fritte e gelato banane e fragole si può realizzare un mini buffet per stare in compagnia senza troppa fatica. Adesso che andiamo verso la bella stagione possono tornare utili per combinare in famiglia o con gli amici.
Il gelato di banana  (di sola banana) è ormai dilagante nella rete ma nell'intento di tenere il blog aggiornato con tutte le ricette replicate con frequenza in casa vi ho fotografato le nostre coppette. E' anche molto utile per "riciclare" banane che altrimenti rischierebbero di essere troppo mature. 
Basta affettarle e congelarle nel freezer di casa. Vi consiglio di farne uno strato solo, lasciando le rondelle ben divise. In questo modo passano dal congelatore al frullatore per creare il gelato veloce senza gelatiera. Di volta in volta si possono aggiungere altri tipi di frutta (nel nostro caso fragole fresche), e si può aromatizzare con sciroppo d'acero, miele o dolcificare con zucchero. Se il composto è troppo denso si può ingentilire con latte di soia o altro latte a vostro gusto.
Sperimentate, se entrate nel tunnel, anche per voi sarà un mai più senza :-) 
Per rendere lo scatto ancora più carino abbiamo lasciato cadere qualche fiore di lillà, altro fiore commestibile per rendere più divertente la nostra tavola.

martedì 10 maggio 2016

Patatine fritte maison perfette con le tre cotture


Per la rubrica incominciare a cucinare vi racconto come prepariamo noi le patatine fritte maison ovvero fatte da noi :-) L'idea parte dall'ispirazione presa da Heston Blumenthal e dalle patatine servite nel suo pub, le Triple cooked chips, insieme al secondo piatto (anzi loro lo chiamano main ovvero piatto principale). Le tre cotture sono indispensabili per avere crosticina croccante e interno morbido. Quelle di Heston mi sono sembrate addirittura un po' secche. In una trasmissione televisiva avevo visto i passaggi: i bastoncini prima vengono lessati, poi congelati ed infine fritti. La ratio è quella di sottrarre più acqua possibile dal tubero. In questo modo togliendo umidità l'olio può rendere croccante la patatina.
Conservando sempre i tre passaggi ma prendendo spunto dalla nostra esperienza siamo arrivati alla perfetta patatina fritta :-)
Approfitto per raccontarvi le scuole di pensiero diverse che avevano le mie due nonne in merito alle patatine. Nonna Gina le tagliava a fiammifero, sottili sottili, e li friggeva in una padella capiente subito in olio bollente. Erano buone ma avevano l'inconveniente che se nel tegame c'erano troppo patate rischiavano di fare effetto rosti (ovvero tipo frittella di patate). Nonna Piera invece le tagliava a bastoncini (grossi come un dito) e le cuoceva prima in acqua bollente per qualche minuto. Poi le ripassava in padella con qualche cucchiaio d'olio (quindi non in olio profondo) a fuoco vivace. Anche queste mi piacevano tanto ma rischiavano di essere rosolate solo da un lato. Osservando tutti i metodi siamo pervenuti alla nostra versione :-)

Patatine fritte maison
ingredienti
patate (meglio quelle più fresche)
olio e.v.o. o di semi di arachide
preparazione
Sbucciare le patate e tagliarle a bastoncini piuttosto grandi. Lessarli in acqua leggermente salata per circa 5-7 minuti (a seconda della grandezza dei bastoncini). Scolarli e allargarli su una teglia in modo che asciughino molto bene. Scaldare in un tegame a bordi alti l'olio che preferite. Tuffare le patatine nell'olio bollente e cuocerle per 5-10 minuti (dipende dalla quantità di patate) sino a quando fanno un po' di crosticina ma sono ancora chiare. Scolarle con una schiumarola. Scaldare di nuovo bene l'olio e rituffarle sino a completa cottura. Scolare su carta assorbente. Consumare ben calde.

lunedì 9 maggio 2016

Panini aperti di salmone affumicato, avocado e germogli di porro


Prendendo spunto dai Smørrebrød i "panini aperti" della tradizione danese e scandinava abbiamo preparato queste tartine semplici e sfiziose. Letteralmente Smørrebrød si traduce in burro e pane. Anche le nostre tartine partono dalla base di pane scuro, pane di segale, per poi essere arricchite da salmone affumicato a caldo, avocado e formaggio fresco (che preferiamo rispetto al burro). A completare germogli di porro, ravanelli, insalata e tutto quello che vi suggerisce la fantasia. Per cui oggi niente ricetta ma solo un suggerimento di sfruttare le deliziose tartine sia come antipasto sia per un aperitivo. In più se si predispone un tagliere con tutti gli ingredienti a disposizione ognuno si può creare la propria seguendo le proprie inclinazioni.

Buona settimana a tutti :-)


domenica 8 maggio 2016

Ricette delle Langhe: Tajarin al sugo e ricordi per la festa della mamma


Siamo di diritto in piena cucina tradizionale piemontese e langarola, un piatto irrinunciabile che ha il sapore delle ricette della mamma. Se avete tempo vi racconto una storia.
Mi sembra di vedere i miei occhietti che arrivavano appena all'asse da impastare: la fontana di farina, le uova delle galline sgusciate una a una, il sale, il giro d'olio. E poi la forchetta che guidata dalla mano sapiente inizia il cuore dell'impasto. Poco alla volta gli ingredienti diventano pasta, con il lavoro delle braccia, ritmato e vigoroso. Il coltello che pulisce la superficie, il ripiano è di nuovo tutto ordinato. Nel frattempo la sfera di pasta bella gialla, deve riposare mezz'oretta protetta all'interno del "grilet", con un piatto fondo che serve da coperchio.

Dalla scatola di cartone rosso, un po' consumato, esce l'Imperia, "macchinario meccanico" con il suo fermo e la sua manovella di legno chiaro. Ben fissata all'asse con il piccolo morsetto (interessantissimo, perché posizionato sotto il piano del tavolo, era esattamente alla mia altezza e ne potevo apprezzare tutti i particolari) inizia il lavoro per preparare la sfoglia.
L'impasto è di nuovo in mano, una nevicata di farina, pochi gesti, il taglio delle porzioni di pasta. Un pugno di farina sull'angolo all'occorrenza. Clac, la rotella che misura lo spessore parte generosa. Clac, siamo di ritorno per passare l'impasto e portarlo a uno stadio intermedio. Clac, adesso è sottile al punto giusto, lieve come un foglio di carta, trasparente e luminoso.

Sul ripiano gli ultimi gesti, per allungare, tagliare e riposare. Via, via tutti i fogli ben ordinati, per asciugare almeno un pochino.
Si aggancia l'accessorio per tagliare, spartane tagliatelle-lasagne o delicati e sottili tagliolini? Tajarin!!! La rotella simile a un rigo musicale, taglia e regala matasse di biondi tajarin. Qualche piccolo ritaglio scappa indisciplinato e cade a terra (pronta scopa e paletta, per evitare guai).
Sull'asse arriva la semola, per aiutare a districare le matasse e permettere l'asciugatura della pasta. Le dita passano e ripassano, per gentili movimenti. La pentola è sul fuoco, un pizzico di sale, in un attimo sale il bollore. La pasta fresca in un attimo è cotta pronta ad accogliere il condimento. Quando si condiscono con il sugo, la mamma aggiunge sempre un pezzetto di burro freddo per arricchire il sapore e rendere i tajarin perfetti :-)


Tajarin
ingredienti 
400 g di farina di semola rimacinata
200 g di farina tipo 2
4 uova intere 
2 tuorli 
un poco d'acqua all'occorrenza
sale 
un goccio d'olio e.v.o.
preparazione
Impastare con l'impastatrice tutti gli ingredienti. Ricavare una palla e impastare ancora qualche minuto a mano. Coprire con pellicola e lasciare riposare 30 minuti.
Passare alla sfogliatrice (impastare più volte sull'1; 2 volte su 2, 4, 6,) e lasciare asciugare i fogli una ventina di minuti. Tagliare con il profilo dei tagliolini.


Sugo di carne classico a modo mio
ingredienti
300 g di macinato di manzo
500 ml di passata di pomodoro casalinga
4-5 pelati homemade
2 cucchiaini di dado vegetale homemade
2 cucchiai d'olio e.v.o.
un bicchiere di nebbiolo
2 foglie di lauro e/o basilico in stagione
salvia, rosmarino
sale e pepe
preparazione
In un tegame rosolare la carne senza aggiungere altro. Quando è asciugata e inizia a prendere colore bagnare con il vino. Lasciare sfumare. Aggiungere la passata, i pelati a pezzi grossi, condire con olio, il dado e mettere anche le foglie di alloro (o basilico in stagione). Cuocere a fuoco basso per circa un'ora. Gli ultimi 5 minuti aggiungere un trito di salvia e rosmarino fresco.

sabato 7 maggio 2016

Ricette delle Langhe: torta di nocciole con la ricetta della signora Clelia di Cortemilia


Cortemilia è un comune della provincia di Cuneo situato nelle Langhe (dista da Alba circa una mezz'ora) famoso per essere la capitale della nocciola: la prelibata “Nocciola Piemonte I.G.P. tonda gentile trilobata”. A questo pregiato frutto, coltivato in zona da tempi antichi, viene dedicata ogni anno una sagra che si tiene nel mese di agosto. 

La signora Clelia ha 91 anni è un'amica di famiglia da tanti anni e ogni anno a Natale regalava ai miei genitori un'ottima torta di nocciole. L'anno scorso la torta l'ha preparata per me e con quella occasione mi sono fatta coraggio e le ho chiesto la ricetta ... e i suoi segreti. Mi piace chiacchierare con le persone che hanno più esperienza di me, si impara sempre qualcosa di utile! Il segreto della fragranza della sua torta è la tostatura delle nocciole. Non è sufficiente scaldarle per togliere la pellicina, occorre una tostatura intensa in forno. In questo modo il sapore della torta non avrà eguali! Le nocciole vanno poi fatte raffreddare bene per essere ridotte in farina.
Vi riporto pari pari, la sua antica ricetta, così potrete riprodurre a casa il sapore di Langa :-)

Torta di nocciole della signora Clelia di Cortemilia (originale)
ingredienti
3 hg di farina 00
3 hg di burro
3 hg di zucchero semolato
3 hg di nocciole ben tostate
3 uova intere
3 bicchierini di rum
un pizzico di sale
1/2 bustina di lievito
Preriscaldare il forno a 170°.
Sciogliere il burro. Unire le uova, il rum e il pizzico di sale. Macinare le nocciole e lo zucchero finemente in un robot da cucina. Incorporare all'impasto insieme alla farina e allo lievito setacciato. Imburrare e infarinare due tortiere da 22 cm. Dividere l'impasto e cuocere per 40 minuti. Controllare la cottura con uno stecchino (se esce asciutto la torta è cotta). Spegnere il forno. Lasciare riposare 5 minuti e sfornare

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