giovedì 30 giugno 2016

Confettura con ribes bianco e albicocche


Diciamocelo: il ribes è molto carino, ma l'asprezza che lo rende interessante con creme e dolci si può trasformare in un punto di debolezza. Nell'orto ne abbiamo una piccola pianta. Il raccolto di quest'anno è stato abbondante e per non sprecare nulla ho pensato come abbinarlo per dare maggior profumo e carattere alla confettura. Primo trucchetto che adotto con la confettura di ribes: frullo i fruttini e poi li passo al setaccio. In questo modo separo la polpa e il succo dai semini e dalle bucce. Il ribes contiene molti semini e per evitare che la confettura diventi un "torrone" preferisco toglierli.
Le albicocche mature sono perfette in abbinamento. Ci è piaciuta molto. Provatela.
Volete che ci mettiamo ai fornelli così vi spiego tutto?

mercoledì 29 giugno 2016

Insalata di cous cous integrale e pomodori in vasocottura al basilico


Ammetto: faccio uso di cous cous precotto. Ecco l'ho detto!
Lo so, lo so per i puristi il cous cous deve essere incocciato a mano, e soprattutto  dalla mano sapiente della massaia  usando la giusta semola ... precotto è quasi blasfemia ... però è così comodo ...
Insieme alla pasta sfoglia è uno dei pochi "preparati" che mi concedo come scorciatoia. Per farlo "gonfiare" non uso acqua o brodo ma il succo saporito dei pomodori maturi al sole d'estate tagliati a pezzettini e incorporati alla semola. E quando i pomodori non sono in stagione? Ricorro ai miei barattolini :-) Li preparo sistemando nei barattoli da 500 g pomodori cuore di bue privati della buccia e dei semi, foglie di basilico fresco e un pizzico di sale. Nient'altro. Chiudo bene il barattolo e li cuocio-sterilizzo per 20 minuti partendo da acqua fredda.
Quando quest'estate vi troverete con pomodori maturi e non avrete voglia di preparare la passata, provate il mio metodo ... vi torneranno utili anche per le insalate

martedì 28 giugno 2016

Girelle di zucchini grigliati, ricotta ed erbette aromatiche


Le verdure grigliate sono uno dei nostri piatti preferiti in estate. Melanzane, zucchini o zucchine trombetta di Albenga e peperoni. La cottura alla griglia conferisce il sapore aggiuntivo proprio dove le verdure si abbruscoliscono leggermente. Sono anche la base per altre ricette. Spesso preparo la parmigiana, o di melanzane o di zucchine, partendo dalle verdure grigliate: pomodoro e tanto basilico legano i sapori in un piatto che sa di estate e di cucina mediterranea. Ecco parlandone mi è venuta voglia di rifarle ...) Per grigliate si può procedere in due modi. Primo metodo la padella sulla fiamma del gas. Secondo metodo: la griglia elettrica. In entrambe i casi vi consiglio di utilizzare verdure freschissime per avere un risultato perfetto. 
Gli zucchini vengono affettati (non troppo sottili), solitamente ne ricavo 4 fette da ognuno. Quando la griglia è bella calda, metto in fila le fette e le spennello con olio e.v.o.. Le rigiro un paio di volte sino a completa cottura.
Questa volta le ho farcite per realizzare un antipasto estivo, da servire con olive nere al forno e insalata. Mettiamoci ai fornelli.

lunedì 27 giugno 2016

Peperoncini ripieni con il tonno e capperi preparati dal papà


Ho un debole per i peperoncini ripieni ... poi se li prepara papà sono ancora più buoni perché li trovo belli e pronti :-) Perfetto antipasto da gustare con del buon pane fresco! Quando abbiamo iniziato a preparare questi peperoncini ripieni mettevo all'interno di ciascuno un'acciughina sotto sale e il cappero al centro. Adesso mi piace molto di più questa versione con farcitura al tonno. In teoria dovrebbero essere un tipo di conserva da preparare in barattolo ... ma a casa preferiamo surgelare i peperoncini crudi (quando è stagione) e poi man mano se ne prepara una piccola porzione da consumare subito. Ho sempre paura del botulino, e di dover buttare via tutto perché non si è conservato bene ... i sott'olio casalinghi mi mettono ansia ...
Tornando ai ricordi della fanciullezza, mi viene in mente che un settembre verso i 14 anni, ho pulito tanti peperoncini senza mettere i guanti. Alla sera la pelle mi bruciava talmente tanto ... un vero incubo! Però poi ho imparato :-)))))

sabato 25 giugno 2016

Inno al limone e al suo sorbetto



Il frutto del limone è un alleato potente in cucina. Il succo e la scorza fanno capolino nelle conserve, nelle torte, nelle creme, nelle salse, negli stufati, nelle ricette della tradizione piemontese (anche qui), ecc ... ponendo un accento tutto speciale sul sapore. Il profumo del limone è evocativo. Basta una scorzetta in un cocktail per cambiare il ritmo. 
Non è un frutto tipico della mia terra piemontese ma è legato a doppio filo con le preparazioni nella mia cucina. Scelgo limoni non trattati perché uso oltre al succo anche la profumata scorza.
In estate il sorbetto al limone è una consuetudine consolidata di casa nostra. Il gelato con le creme non è adatto al grande caldo. Bastano pochi cucchiaini di sorbetto al limone per sentirti dissetato e rinfrancato quando il termometro dell'estate italiana decide di sfiorare i 37 gradi o giù di lì ...
L'ho iniziato a preparare quando ero una ragazzina. L'ho preso subito in simpatia perché è semplicissimo da fare e non occorre neppure la gelatiera. Io lo preparo solo con limoni, acqua e zucchero ma se volete rendere più stabile il composto si può anche incorporare un albume montato a neve nell'ultimo passaggio, come veniva fatto in passato. Il risultato è gradevole in entrambe i casi.
Adesso vado a preparare qualche coppetta ... così all'ombra, con mamma e papà, scambiamo quattro chiacchiere ascoltando il frinire delle cicale :-) Buon sabato!

venerdì 24 giugno 2016

Ricette delle Langhe: Zucchini in carpione, cusot al brusch




É iniziata finalmente l'estate, con il suo piacevole caldo, le giornate che si allungano. L'orto della mamma regala i primi zucchini e scatta la voglia di riproporre il piatto estivo per antonomasia della tradizione di casa e delle Langhe: zucchini in carpione, o in dialetto cusot al brush.
Sento già la gente che si lamenta del caldo (dopo soli due giorni di bel tempo) ma il ritmo delle stagioni mi piace, mi piace perché seguirlo, mi regala piacevoli ricordi come quello di questo vecchio post del 2008.
Buona estate a tutti :-)

giovedì 23 giugno 2016

#Slowthinking: Racconta il tuo produttore


Ho sempre amato ascoltare i racconti. Sia se leggo un libro, sia se parlo con le persone rimango incantata nel seguire il ritmo delle storie umane. Vita vissuta, lavoro e fatica, la famiglia e gli affetti. Le immagini, i volti, le mani, gli occhi assumono una dimensione nuova quella di giorni intensi  intrisi di passione per quello che si fa, dell'impegno nel portare avanti un'idea e anche della voglia di essere unici e speciali. Si comprende meglio il significato, il senso delle cose. Si scoprono belle persone, se si ha la voglia di essere veramente in ascolto.
Voglio mettermi in gioco e dare voce a chi ha una storia interessante da raccontare nel mondo del food. Oggi vi parlo di un bel progetto che rispecchia i valori in cui credo e spero che anche altri decidano di farne parte. Adesso vi spiego meglio.

Fare rete non significa soltanto creare legami tra foodblogger, ma anche cercare di raccontare il sogno di chi ogni giorno si ostina a difendere la sua terra e il suo lavoro con sacrificio e testardaggine. Scoprire e narrare un territorio e le sue eccellenze gastronomiche, grandi o piccole, conosciute o sconosciute, attraverso il lavoro di piccoli produttori e artigiani, rappresenta a pieno titolo la filosofia dello #slowthinking.
Andare alla scoperta di questi uomini e queste donne, del frutto del loro lavoro, cercare di trattarlo al meglio, con rispetto e amore è, probabilmente, il dovere primario di chiunque si occupi, a qualunque livello, di food. E’ un compito che, secondo noi, ogni amante della cucina dovrebbe assumersi. Quando poi si ha a che fare con prodotti quasi dimenticati o sconosciuti alla maggior parte dei consumatori, tutto questo diventa ancora più importante.
E’ proprio per questo motivo che vi invitiamo a condividere una storia che magari solo voi conoscete, ma che meriterebbe di essere diffusa.

VI PIACE L’IDEA?
Sicuramente non siamo i primi, e non saremo gli ultimi, a promuovere questo tipo di ricerca, ma crediamo nella pluralità e nel racconto fatto da voci diverse. La stessa cosa può essere illustrata e/o narrata, in maniera differente, perché ognuno di noi ha una sensibilità e un modo di percepire diverso dagli altri.

Quello che noi vorremmo è questo: un racconto, che sia fatto di sole parole, di sole immagini o entrambe le cose. Potete scrivere un racconto a quattro mani, per esempio, dove uno illustra e l’altro narra. Cercate il modo che sia più consono alla vostra personalità e abilità.

COME SI FA?
Contattate un produttore o un artigiano della vostra zona: fatevi narrare la sua storia, le sue fatiche, le sue speranze e raccontatele come meglio preferite.
Non deve essere per forza un produttore di cibo, potrebbe essere anche un artigiano che produce botti di vino o pentolame particolare o le fustelle per la ricotta, per esempio.
Per partecipare potete avere un blog oppure no.

Nel primo caso pubblicate sul vostro blog un post, aprendolo con un’introduzione di 4-5 righe: ci servirà, insieme a una vostra immagine, per inserire sul sito www.slowthinking.it un’anteprima che inviti a leggere l’articolo direttamente sul vostro blog.

Nel secondo caso, troverete spazio sul sito www.slowthinking.it firmando il vostro post.

Nell’articolo, ci piacerebbe che spiegaste l’iniziativa, in modo da invogliare anche altri ad aggiungersi a questo coro di voci. Inoltre vi chiederemmo di utilizzare l’immagine in alto come banner sul vostro blog e/o sui vostri canali social.
Quando il vostro post sarà pronto, vi chiediamo di segnalarci il link sulla pagina dell’evento di Facebook. Qualora non foste iscritti a Facebook, potreste farlo con un commento sul sito, sotto il post dedicato all’iniziativa.

Infine, vi chiediamo di utilizzare i due hashtag #raccontailtuoproduttore e #slowthinking per la condivisione dell’evento e degli articoli sui social network.

CI SONO SCADENZE?
30 settembre 2016

Armatevi di macchina fotografica, di computer, di penna o quello che volete e raccontate e/o ritraete mani, volti, fatiche e passioni.
Raccontate, noi vi aspettiamo!

mercoledì 22 giugno 2016

Pausa pranzo: insalatina aromatica con coste rosse, lenticchie e semi tostati


Dopo due settimane di latitanza, ritorno a scrivere. Anche se sarà un messaggio telegrafico! Che periodo intenso! Fai le valigie, disfa le valigie ... la casa nel caos ... è vero che viaggiare è una delle mie passioni ma quando si sovrappongono gli impegni diventa anche faticoso. Per tutti i dettagli vi aggiornerò nei prossimi post. Per adesso, per rimettere i piedi per terra ritorno a una delle mie adorate insalate miste della pausa pranzo. 
Provo sempre nuovi mix, quando trovo l'equilibrio giusto immortalo l'esperimento con uno scatto.
Ecco quello di ieri :-)

Insalata aromatica con coste rosse, lenticchie e semi tostati
ingredienti tutto ad occhio
insalata dolce
rucola selvatica
menta
coste rosse sbollentate
zucchini grigliati
cetriolo a cubetti
semi: girasole, lino, sesamo, zucca
lenticchie mignon lessate
olio e aceto balsamico

venerdì 17 giugno 2016

Crostata (buonissima) con rabarbaro e fragole



Vi avevo distrattamente parlato della farcitura della crostata nell'ultimo post ... Il fatto di avere una confettura ben soda e gelificata facilita la preparazione dei dessert. Nel caso della crostata non inzuppa l'impasto della frutta e permette la corretta cottura dell'involucro.
L'abbinamento tra fragole e rabarbaro è un classico dei classici. Il rabarbaro cotto diventa cremoso e la sua acidità viene controbilanciata dal profumo e dalla piacevole personalità delle fragole (e poi sappiamo che la mia confettura ha l'apporto delle fragoline di bosco, che mettono il turboboost :-P).
Un accorgimento indispensabile per l'elasticità della frolla, che vi permetterà agevolmente di ottenere la sfoglia e le listarelle) è di non sciogliere il burro. Lavorarlo morbido a tocchetti non è un vezzo ma una regola per la corretta riuscita del dolce.
Se la cucina è creativa e spontanea e ti perdona se personalizzi, la pasticceria è scienza fatta di dosi, precisione e tecnica. Anche in un dolce rustico come questo occorre un po' di tecnica.
La scorza di limone nell'impasto anche lei non è facoltativa, la nota agrumata delle zest finemente grattugiate valorizza il guscio croccante della crostata e fa da trait d'union con il ripieno.
Il rabarbaro cresce nella nostra aiuola delle aromatiche: piantato in un terreno ben drenato da 10 anni mi concede due raccolti uno in primavera e uno in autunno. Una pianta perenne che non richiede nessuna cura. L'unica avvertenza è di non utilizzare le foglie perché sono tossiche dato l'alto contenuto di acido ossalico. Io lo utilizzo per le confetture, per i dolci come la crostata e i crumble, e i sorbetti cremosi.

Crostata di rabarbaro e fragole
ingredienti
una dose di pasta frolla*
6-8 gambi di rabarbaro
10 fragole
300 g di confettura di fragole
zucchero a velo
preparazione
Con 2/3 della pasta frolla ottere un disco di spessore omogeneo per coprire la tortiera da 26 cm. Tagliare i bordi in eccesso con un coltellino in modo da rendere regolare la merlettatura. Stendere metà della confettura. La restante metà scaldarla sul fuoco e usarla per condire i tronchesi ottenuti dal rabarbaro privato dai filamenti in eccesso. Mettere il rabarbaro condito nella teglia, finire con le fragole fresche tagliate a metà. Stendere la pasta rimanete e tagliarla a striscioline. Creare la griglia. Con l'impasto avanzato si possono ricavare delle forcine da mettere in modo casuale sulla griglia.
Infornare a 180° per 40-45 minuti. Sfornare e lasciare intiepidire. Spolverare con un po' di zucchero a velo.

*Pasta frolla classica
ingredienti: 250 gr farina 0, 100 gr burro, 100 gr zucchero, 2 uova piccole, 1 pizzico di sale, 8 gr lievito, scorza di limone non trattato
preparazione
Disporre la farina a fontana e iniziare ad impastare con l’uovo, lo zucchero, il sale e il lievito con la scorza di limone. Quindi unire il burro ammorbidito tagliato a cubetti. Impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Lasciare riposare mezz'ora in frigo. 

mercoledì 15 giugno 2016

Confettura di fragole e fragoline di bosco a modo mio


L'orto della mamma è carico di frutti in questo periodo. Quando ci sono surplus di frutta fresca è normale ricorrere alle conserve per preservare i frutti per poterli consumare in un secondo momento. Le confetture a casa nostra sono molto apprezzate per cui le preparo sempre volentieri. E poi sono un ripieno perfetto per una genuina crostata fatta in casa. Questa volta qui sotto vi ho messo la preview del prossimo post (tanto per farvi venire un po' l'acquolina) ovvero crostata fragole e rabarbaro che è una vera tentazione.
Come vi ho spiegato l'altro giorno mi faccio aiutare dalla pectina per ottenere la giusta consistenza: sia con la bustina sia con l'aggiunta di mela e limone. In questo caso però per l'aromaticità la differenza la fanno le fragoline di bosco, che in fatto di profumo sono imbattibili. Così conservo la primavera in barattolo. Volete conoscere le mie dosi e il mio procedimento?

Confettura di fragole e fragoline di bosco a modo mio
ingredienti
1,3 kg di fragole mature
500 g di fragoline di bosco
100 g di mela gialla
100 g di succo di limone
1 kg di zucchero
2 bustine di pectina 2/1 (queste)
barattoli da 250 g
capsule nuove
preparazione
Preriscaldare il forno a 100° e posizionare i barattoli puliti (senza capsula) a sterilizzare.
Sbucciare la mela, tagliarla a cubetti e irrorarla con il succo di limone. Lavare le fragole e privarle del picciolo tagliandole a pezzetti. Nella pentola in cui sarà fatta bollire la confettura mettere mela, limone e 1 kg di fragole mondate. Frullare con il minipimer. Aggiungere i 500 g di fragole e i 300 g di fragole a pezzi. Incorporare la pectina allo zucchero e poi unirla al preparato di frutta a freddo. Mettere sul fuoco, a calore moderato, e portare a bollore. Far bollire in modo deciso per tre minuti mescolando con un cucchiaio di legno. Ridurre il fuoco al minimo. Con la schiumaiola togliere la schiuma che si è formata durante la bollitura. Con l'aiuto di un mestolo e un imbuto per barattoli riempire i barattoli uno a uno, chiudendo con la capsula. Mettere su un canovaccio pulito a testa in giù per 5 minuti. Poi girare e lasciare creare il sottovuoto. Una volta freddi preparare le etichette con contenuto e data di produzione.
Si conserva in cantina al fresco e al buio anche per oltre un anno (se ci arriva :-P).


lunedì 13 giugno 2016

Chips con paprica e salvia croccante


Vi avevo confessato che ho ceduto all'acquisto dello "spiralizzatore" per ricavare lunghi tagliolini di barbabietole e carote per realizzare gustose insalate. Oggi vi presento il risultato di un esperimento realizzato sulle patate sia in versione tagliolino sia in versione tagliatella. E' una di quelle ricette non ricette ... ho semplicemente fritto le patate in olio di arachide bollente e aromatizzato con salvia e con paprica. L'unica accortezza che vi suggerisco è di sciacquare abbondantemente le striscione di patate prima di friggerle. Un tuffo in acqua ghiacciata serve sia ad eliminare l'amido in eccesso sia a dare consistenza alle chips.
Sono simpatiche per un piccolo aperitivo rustico.


Chips con paprica e salvia croccante
ingredienti
patate a pasta gialla
olio di semi di arachide
foglie di salvia
paprica dolce o piccante
fiocchi di sale
preparazione
Sbucciare le patate, ricavare con l'aiuto dello spiralizzatore lunghe strisce scegliendo lo spessore che preferite. Mettere la julienne di patate in acqua ben fredda e lasciare riposare 30 minuti. Scolare e asciugare con un panno umido. Scaldare l'olio in un pentolino a bordi alti e friggere sino a doratura. Sgocciolare e passare sulla carta per i fritti. Nello stesso olio tuffare per un minuto le foglie di salvia sino quando diventano croccanti. Servire le chips con qualche fiocco di sale, le foglie di salvia e un po' di paprica.

sabato 11 giugno 2016

Confettura di ciliegie a modo mio


Dopo anni e anni di confetture e di esperimenti ora sono arrivata alla giusta miscela per ottenere una confettura come piace a me: sapore, profumo e colore della frutta rimangono intatti. Una parte della frutta viene frullata per creare la base, l'altra rimane intera in modo da scoprirla come un boccone pregiato a sorpresa. Buona da mangiare a cucchiaiate, è perfetta per la colazione su pane tostato, fette biscottate. A me piace la confettura ricca di frutta e gelatinosa (che non cola da tutte le parti ...).
Gli ingredienti segreti, che poi tanto segreti non lo sono, sono mela gialla e limone perché sono naturalmente ricchi di pectina e mi aiutano nella magia insieme alla bustina di pectina (che da sola non è sufficiente).
Io non riesco a preparare le marmellate che richiedono tempi di macerazione e riposo. Purtroppo sono sempre di corsa e ritagliarmi del tempo per cucinare è sempre un'impresa.
Con questa dose ne ottengo circa 9 vasetti da 250 g (più mezzo vasetto che viene consumato subito, quello dell'assaggio ...) in un tempo ragionevole compresa la mondatura della frutta.
Passiamo ai fornelli e vi spiego tutto. 
ps. le ciliegie sono produzione propria e il babbo mi ha omaggiato anche di un ramo-centrotavola ... perché era veramente bello :-)

Confettura di ciliegie a modo mio
ingredienti
1,8 kg di ciliegie
100 g di mela gialla
100 g di succo di limone
1 kg di zucchero
2 bustine di pectina 2/1 (queste)
9 barattoli da 250 g
9 capsule nuove
preparazione
Preriscaldare il forno a 100° e posizionare i barattoli puliti (senza capsula) a sterilizzare.
Sbucciare la mela, tagliarla a cubetti e irrorarla con il succo di limone. Lavare le ciliegie e privarle del nocciolo tagliandole a metà. Nella pentola in cui sarà fatta bollire la confettura mettere mela, limone e 1 kg di ciliegie. Frullare con il minipimer. Aggiungere gli 800 g di ciliegie tagliate solo a metà. Incorporare la pectina allo zucchero e poi unirla al preparato di frutta a freddo. Mettere sul fuoco, a calore moderato, e portare a bollore. Far bollire in modo deciso per tre minuti mescolando con un cucchiaio di legno. Ridurre il fuoco al minimo. Con la schiumaiola togliere la schiuma che si è formata durante la bollitura. Con l'aiuto di un mestolo e un imbuto per barattoli riempire i barattoli uno a uno, chiudendo con la capsula. Mettere su un canovaccio pulito a testa in giù per 5 minuti. Poi girare e lasciare creare il sottovuoto. Una volta freddi preparare le etichette con contenuto e data di produzione.
Si conserva in cantina al fresco e al buio anche per oltre un anno (se ci arriva :-P).

venerdì 10 giugno 2016

Pizza con pasta madre, 24 ore di lievitazione, con cipolle e olive taggiasche


Eccoci arrivati al fine settimana. Per me significa avere il tempo di rinfrescare la mia pasta madre.  La conservo in frigo in un contenitore in vetro, chiuso con un coperchio. Una volta ogni sette giorni la reimpasto mettendo stessa quantità di farina tipo 0 e metà peso di acqua del rubinetto. Dal panetto che ottengo ne taglio una porzione di circa 200 grammi che finisce di nuovo in frigo. Quello che avanza viene "riciclato" in pita cotta in padella o in pizza o in focaccia. Tutte le volte mi invento qualcosa per poterlo impiegare seguendo i gusti della famiglia. Per essere più tranquilla nell'ottenere la giusta sofficità aggiungevo comunque una piccola dose di lievito di birra o lievito madre liofilizzato.
Questa volta, pigramente, ho preso l'avanzo di pasta madre appena rinfrescata l'ho reimpastato a sua volta. L'ho messo in frigo per una ventina di ore. Tolto dal contenitore l'ho appiattito in una teglia, e messo a forno spento a lievitare per 3 ore, creando umidità con un pentolino con acqua calda. Risultato: crosta croccante e interno ben cotto, alveolato, e morbido.
Io ho lasciato la base un po' alta. Ma voi potete decidere anche di farne una versione sottile.

Pizza con pasta madre, 24 ore di lievitazione, con cipolle bionde e olive taggiasche
ingredienti
300 g di avanzo di pasta madre appena rinfrescata
300 g di farina tipo 0
150 g di acqua
2 cipolle bionde
olive taggiasche q.b.
olio e.v.o.
sale
origano
preparazione
Nell'impastatrice spezzettare la pasta madre unire la farina e l'acqua. Impastare per 5 minuti. Unire un pizzico di sale. Continuare a impastare sul tagliere. Lasciare riposare un'ora coprendo con pellicola. Dopo il riposo procedere con le pieghe. Mettere in frigo in un contenitore coperto. Dopo 20 ore togliere dal frigo. Appiattire con le mani in una teglia antiaderente. Coprire con un canovaccio e mettere in forno spento per 3 ore. Riporre sotto la teglia, nel ripiano sottostante, un pentolino pieno di acqua bollente.
Nel frattempo affettare le cipolle e stufarle a fuoco lento in un tegame con olio e acqua. Cuocere coprendo con un coperchio. Dopo 30 minuti spegnere il tegame.
Prendere la base, ungere con un po' d'olio, disporre le cipolle cotte e le olive. Rifinire un un po' di origano e infornare in forno preriscaldato per 35-40 minuti a 200° sino a completa cottura.

lunedì 6 giugno 2016

Pausa pranzo: Fattoush, insalata mediorientale con pita croccante


Fattoush è un'insalata ricca di verdure, tipica della tradizione mediorientale, caratterizzata da pezzetti di pane libanese croccante. Il pane può essere fritto o tostato. Nel condimento si trova anche il sumac (o sommaco, di cui vi avevo parlato qui, per il condimento delle focaccine). L'ho assaggiata in un ristorante libanese a Lione. E' un buon piatto unico, perfetto per una pausa pranzo. L'ho realizzato con le verdure disponibili in questa stagione. In estate voglio rifarla con pomodori e cetrioli. Se volete, e se vi piace, aggiungete anche del cipollotto fresco. Per rendere croccante la pita potete procedere in due modi: dopo aver spezzettato il pane a piccoli pezzetti potete friggerli oppure tostarli in forno o in padella. Io ho preferito tostarli a secco in padella (senza ulteriore condimento). Mescolandoli all'insalata assorbono il sughetto creato dal condimento e dalle verdure. Molto sfizioso :-)

Fattoush di primavera
ingredienti
insalata dolce croccante
carote grattugiate o a julienne
rucola
menta
sumac
olio evo
pita croccante (o fritta o tostata in forno)
olive
succo di limone
sale
preparazione
Unire tutte le verdure e il pane in una insalatiera. Condire con il sumac, regolare di sale e condire con una vinaigrette ottenuta emulsionando olio e limone. Mescolare e servire.

sabato 4 giugno 2016

Cucina spagnola: Paella de marisco (con pesce)


Non so se vi ho mai raccontato del nostro viaggio nozze. Stiamo parlando del settembre 1998. Dopo l'impresa titanica di organizzare casa, lista nozze, inviti, bomboniere, aperitivo e pranzo, e menù e segnaposti, e fiori, e vestiti, e musica ecc... ecc ... non avevamo avuto fiato e tempo per pianificare o pensare a nessun viaggio. In testa ci ronzava l'idea di Barcellona e della Costa Brava. Io, durante una vacanza con i miei genitori nel 1989, ero passata da quelle parti prima di approdare alla Costa del Sol e a Torremolinos. Ne avevo un buon ricordo e la voglia di tornare. Così la mattina del 14 settembre 1998, con ancora in testa una tonnellata di forcine e una quantità smodata di lacca (la sera del 13 alla fine della giornata del matrimonio ero praticamente svenuta dalla stanchezza) prese le valigie ci siamo messi in auto e siamo partiti all'avventura. Cari miei, allora niente internet, niente navigatore satellitare solo cartine stradali.
Che tenerezza ... Tutto fai da te ...
Ne ho un ricordo bellissimo: Barcellona è una delle mie città europee preferite con la Rambla e la Sagrada Familia anche se Girona con il Museo del Cinema mi è rimasta nel cuore. Da quel viaggio ci è venuto il morbo del turista, la voglia di partire e scoprire paesi, città, storia, cultura e architettura.
In quei giorni abbiamo gustato spesso e volentieri la Paella alla valenciana con aggiunta di pollo o la Paella de marisco (con gamberi e frutti di mare). Insieme a agua con gas (acqua frizzante) sono i miei rudimenti di spagnolo per sopravvivere :-) Mi ricordo anche di un fine pasto molto semplice: fettine di arancia con cannella. 
Dopo l'amarcor, è ora di mettersi ai fornelli. Ultima notazione la paellera che vedete in foto è un souvenir di quel viaggio.  Usata pochissimo ma con un grande valore sentimentale. Il germe del foodblogger giramondo era già in incubazione e sarebbe solo sbocciato di lì a 10 anni. Ma questa è un'altra storia.

Paella de marisco
ingredienti per 4 persone
300 g di riso Roma
500 ml di brodo di pesce
400 g di anelli di totano
500 g di cozze
una manciata di vongole
4 gamberoni
200 g di mazzancolle
1 cipollotto
1 bastone di lemongrass
1/2 peperone
una tazza piccola di pisellini
un cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di paprica dolce
una presa di zafferano
olio e.v.o.
vino bianco q.b.
pomodorini confit q.b. o 4 pelati
limone a fettine e peperoncino
preparazione
Nella paellera mettere un paio di cucchiai d'olio e rosolare gli anelli di totano. Sfumare con il vino, aggiungere i pomodori confit o i pelati, un goccio di brodo e cuocere per 10 minuti. Nel frattempo in un altro tegame mettere due cucchiai d'olio, rosolare per un minuto il cipollotto e il lemongrass tritato. Unire le cozze e le vongole. Mettere un coperchio, cuocere per 5 minuti in modo da far aprire i molluschi. Aggiungere un goccio di vino e lasciare sfumare. Solarli e tenerli da parte.
Preriscaldare il forno a 180°. Aggiungere nella paellera insieme ai totani, il riso, la paprica, la curcuma e lo zafferano. Tagliare il peperone a striscioline, unirlo nella padella insieme ai pisellini. Coprire con 500 ml di brodo di pesce (unendo anche l'acqua ottenuta dalla cottura di cozze e vongole). Coprire con la carta stagnola e infornare per 18° minuti.
Nel frattempo pulire i gamberi e le mazzancolle e privarli del budellino con l'aiuto di uno stecchino. In una padella mettere un cucchiaio d'olio e a fuoco vivace saltare mazzancolle e gamberi. Sfumare con un goccio di vino e tenere in caldo. Sfornare la paella, togliere la stagnola, sistemare sulla superficie gamberi, mazzancolle, cozze e vongole. Servire con fettine di limone fresco e peperoncino a parte per le correzioni dei commensali.

Nota bene: io ho fatto cuocere il riso 18 minuti in forno perchè sul mio riso roma il tempo per la cottura era 16 minuti (se fatto come risotto). Se usate un altro riso controllate bene i tempi consigliati sulla confezione. 

giovedì 2 giugno 2016

Panna, fragoline di bosco e polvere di liquirizia


Concediamoci una piccolo dolcino semplice e aromatico. Vi sembrerà strano accostare la liquirizia alle fragole di bosco, ma sono un connubio divertente e rinfrescante. La ricetta parte da lontano e prendendo spunto da un pre-dessert di Davide Palluda, chef del ristorante All'Enoteca di Canale (nel Roero, in provincia di Cuneo), mi è rimasta la memoria dell'abbinamento. Di tanto in tanto la ripropongo. Con il frozen yogurt è perfetto ... ma se si vuole preparare al volo uno sfizio dolce al bicchiere si può semplicemente abbinare la panna montata con la polvere di liquirizia :-) In più rispetto alle normali fragole avevo a disposizione un discreto raccolto di fragoline di bosco che abbiamo vicino all'orto.

Panna, fragoline di bosco e polvere di liquirizia

ingredienti

100 ml di panna fresca
un cucchiaio di zucchero di canna
6-8 confetti di liquirizia purissima
fragoline di bosco

preparazione

Montare la panna ben fredda dolcificandola con lo zucchero.
Schiacciare nel mortaio i confetti di liquirizia.
Con una tasca da pasticcere suddividere la panna nei bicchierini, completare con le fragole di bosco. Concludere con un pizzico di polvere di liquirizia. Servire subito.



La liquirizia (Glycyrrhiza glabra) è una pianta erbacea perenne, alta fino a un metro, appartenente alla famigliaFabaceae, nonché l'estratto vegetale ottenuto dalla bollitura della sua radice.

Il genere Glycyrrhiza comprende 18 specie di perenni a fioritura estiva, diffuse in Eurasia, Australia e America. G. glabra, quella più usata, è originaria dell'Asia sudoccidentale e della regione mediterranea. Questa pianta è una erbacea perenne rustica, cioè resistente al gelo, e cresce principalmente nell'Europa meridionale in terreni calcarei e/o argillosi. La pianta sviluppa un grosso rizoma da cui si estendono stoloni e radici, lunghi fino a due metri. Della liquirizia vengono usate le radici di piante di tre-quattro anni, raccolte durante la stagione autunnale ed essiccate.
La liquirizia era una pianta importante nell'antico Egitto, in Assiria e in Cina, era già nota nell'antica medicina greca ma solo nel XV secolo è stata introdotta dai frati domenicani in Europa. Come risulta dal primo erbario cinese, in Asia la liquirizia è utilizzata da circa 5.000 anni ed è una delle piante più importanti. I medici cinesi la prescrivono per curare la tosse, i disturbi del fegato e le intossicazioni alimentari.La liquirizia è utilizzata in erboristeria e nella medicina cinese, in cucina per la preparazione di dolci, caramelle e tisane ed infine è utilizzata come additivo per le sigarette insieme al cacao. La tradizione popolare attribuisce alla radice di liquirizia diverse proprietà farmacologiche: digestiva, antinfiammatoria, depurativa, diuretica e protettiva della mucosa. Le foglie dalle proprietà cicatrizzanti, antibatteriche e antinfiammatorie vanno usate fresche. Antiulcera, emolliente, rinfrescante, espettorante, corticostimolante ed antiflogistica. In commercio la radice può essere trovata in bastoncini da masticare, tagliuzzata per decotti e tisane, in confetti preparati con estratto di liquirizia pura, ridotta in polvere e in succo (estratto nero) come dolcificante e correttivo del sapore nell'industria farmaceutica. L'estratto di liquirizia è diffuso soprattutto in Calabria. Ippocrate la consigliava contro la tosse. (wiki)
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