lunedì 28 novembre 2016

Cheesecake con biscotti caramellati e composta di puciu (nespole) #ilboscoincucinacontest


"Stè cume en puciu"
E' un detto in piemontese che mi piace: si adatta a esprimere la sensazione di tepore che, familiari e amici, ricreano nell'intimità della casa in questo periodo dell'anno. La neve ti costringe a rallentare, il freddo ti impone di stare in casa accanto al camino, si rende confortevole la casa, ci si dispone ad accogliere e a donare.
Ritornando al parallelo con il nostro umile frutto: il puciu (a volerlo tradurre in italiano si può pronunciare la parola nespolo). 
Perché si dice stare come un "puciu"? I pomi venivano raccolti e conservati nella paglia. Nel confortevole giaciglio, protetti, coccolati, continuavano la maturazione, si trasformano ... cambiando colore e sapore.
Il sapore non è succulento come sanno essere i doni dell'estate, ma è discreto, acidulo, quasi incomprensibile. Ha una bellezza misteriosa, con il colore della ruggine, e ha il gusto di un'angolo dimenticato di memoria, di gente di boschi e di campagna.


mercoledì 23 novembre 2016

#NonUnaDiMeno #GiuLeManiDalleDonne


Donne uccise. Donne uccise con violenza.
La violenza non è mai una risposta o una soluzione. A volte immagino un mondo in cui empatia e attenzione all'altro siano la regola. Non è impossibile. 
Saper guardare in faccia le cose che vanno cambiate.
Fare la cosa giusta. Avere coraggio.
Prendere coscienza, fermarsi e pensare sono un primo passo. Anche il gesto più piccolo è una goccia che contribuisce a migliorare il mondo intorno a noi. 
Ecco perché oggi, anche se questo è un blog che si occupa di ricette, si tinge di rosso  per manifestare solidarietà a chi ha vissuto sulla sua pelle la violenza. Rosso come le scarpe rosse che sono diventate un'immagine forte che accompagna la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne"

domenica 20 novembre 2016

Gnocchetti di patate, nocciola Tonda Gentile e tartufo nero #ilboscoincucinacontest



L'autunno nelle Langhe ha un fascino unico: i filari nelle vigne, spogliati dei grappoli, offrono uno spettacolo multicolore grazie alle foglie che cambiano volto, spaziando dal giallo, all'arancio, al rosso. Le nebbie malinconiche avvolgono le colline, sfumano i contorni e invitano a riunirsi intorno ad un tavolo per gustare il meglio che offre la natura. Il re della tavola in questo periodo è il Tartufo Bianco valorizzato con l'appuntamento fisso annuale della Fiera Internazionale che coinvolge la città di Alba e i tanti turisti che arrivano da ogni parte del mondo. Le nocciole, varietà tonda gentile (trilobata), danno il meglio, appena raccolte nell'estate e leggermente tostate sono così buone che mi piace impiegarle sia nei piatti dolci sia nei piatti salati. Nocciole e tartufo (qui nero ma si sposa perfettamente anche con quello bianco) rendono unico il primo piatto che ritrae l'autunno di Langa e valorizza due ingredienti che sanno di bosco. Abbondate!!! per trovare nocciole tostate e tartufo ad ogni boccone. Esperienza unica :-)
Queste sono le scene in cui ho immaginato il fumante piatto di gnocchetti da dedicare a Betulla e alla sua raccolta.
Mettiamoci ai fornelli!

domenica 6 novembre 2016

Capesante grigliate allo zenzero


Nelle trasmissioni di cucina targate Usa, guardate distrattamente trafficando in casa in altre faccende affaccendata, ho sentito pronunciare tante e tante volte l'ingrediente "pettine di mare" tanto che dall'indifferenza (con sorrisetto, perchè la mia mente visualizzava un pettine che nuotava in mare ...) ho deciso di risolvere l'arcano. Il misterioso (per me) pettine di mare non è altro che la capasanta o cappasanta ovvero il mollusco, corredato di un'appendice color corallo che avevo già utilizzato in più piatti. Ad esempio questi deliziosi spaghetti con capesante e briciole di bacon ...
Il nome cappa-santa deriva dalla consuetudine dei pellegrini a Santiago de Compostela di appuntarsi al petto (sulla cappa, appunto) una conchiglia a testimonianza dell'avvenuto pellegrinaggio.
Lasciando da parte etimologia e storia, in modo molto meno prosaico occupiamoci dei fornelli ....

lunedì 26 settembre 2016

Il polpettone di fagiolini e patate alla ligure


Ho letto mille volte del polpettone fagiolini e patate alla ligure, sempre con l'intenzione di provare la ricetta ... Ma ho sempre rimandato ... sino a quando addocchiando il sacchetto del panko, è arrivato il momento giusto. Che cosa è il panko?
Il panko è il pangrattato della cucina giapponese. Si tratta di briciole di pane bianco (mollica) molto più grossolano e rustico rispetto al nostro. È perfetto per le fritture, perchè si gonfia e conferisce maggiore croccantezza al fritto. Non avendo nulla da friggere nell'immediato ho pensato di sperimentarlo per la crosticina del 'polpettone'. Non mi sono sbagliata, ha fatto il suo lavoro anche per rifinire una ricetta ligure :-)

Polpettone fagiolini gialli e patate alla ligure
ingredienti
300 g di fagiolini gialli (o verdi)
2 patate
3 uova
una manciata di parmigiano
un ciuffo di maggiorana
sale e pepe nero q.b.
burro
panko o pangrattato
preparazione
Spuntare i fagiolini e lessarli in acqua salata per 5-10 minuti a seconda della grandezza. Pelare, lavare e lessare le patate a pezzi in acqua bollente salata sino a quando non risultano tenere. Tritare i fagiolini (non passarli al mixer evitando di ridurli in poltiglia). Passare le patate allo schiaccia patate. Riunire le verdure in una terrina, condire con il parmigiano. Unire le uova, la maggiorana tritata e regolare di sale e pepe. Se l'impasto risultasse troppo umido unire un cucchiaio di panko.
Periscaldare il forno a 180'. Imburrare una teglia e cospargerla con altro pangrattato. Versare il composto, spolverare con una generosa manciata di panko, un filo d'olio e infornare per 35-45 minuti sino a quando la superficie non risulterà leggermente dorata.
Si può gustare sia appena sfornato sia freddo.
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