venerdì 2 marzo 2018

Tokyo: ristorante giapponese Kuriya

Ristorante Kuriya: tempura di verdure

Pubblicando la ricetta degli straccetti di pollo in salsa yakitori mi è ritornato alla mente il ristorante di Tokyo che abbiamo frequentato durante l'ultimo viaggio di cui vi avevo parlato qui.
Sono andata a ripescare le foto. L'interessante di questo ristorantino è la varietà di piatti serviti in piccole porzioni tanto da creare un delizioso banchetto fatto di assaggi (mi hanno ricordato le tapas). Una carrellata di sapori giapponesi per togliersi tutte le curiosità andando oltre il sushi e il sashimi che bene conosciamo.

Ristorante Kuriya: tempura di soft shell crab (granchio morbido)

"La ricetta della tempura ha alcuni segreti che vi consentono di ottenere una frittura leggera e croccante.
La base per la pastella è formata da acqua e farina nel rapporto di 2:1, per esempio ogni 100 grammi di farina dovete mettere 200ml di acqua circa. Considerate che la pastella dev’essere abbastanza collosa e non scivolare via troppo facilmente dagli ingredienti, eventualmente potete aggiungere anche un uovo ma non è per forza necessario anche se molte ricette dicono il contrario.
Il primo segreto è quello di usare acqua gasata, oppure birra. Bisogna poi che l’acqua sia molto fredda, per fare questo potete aggiungete alcuni cubetti di ghiaccio e lasciarli sciogliere e poi mescolare, in questo modo la frittura diventerà croccante. Il terzo ed ultimo segreto è di non dare troppa importanza ai piccoli “grumi” di farina nella pastella che non sono assolutamente un problema, anzi danno gusto alla ricetta." (fonte Marco Togni)
Ristorante Kuriya: zuppa di stufato di manzo
Le zuppe giapponesi sono meravigliosamente confortanti. Brodi leggeri e saporiti con guarnizioni di carne e verdure. I Ramen sono di grande soddisfazione anche per noi occidentali.
La zuppa in foto mi ha sorpreso piacevolmente ricordandomi un altro piatto nostrano della tradizione piemontese e langarola che adoro: il bollito di manzo. Questo stufato servito in brodo non prevedeva l'aggiunta di pasta era a dir poco perfetta!
Se vi capita di programmare un viaggio a Tokyo fateci un salto. Il menù è tradotto in inglese. Il locale è piccolo ma suggestivo trovandosi al piano interrato. Il personale è gentile ed ospitale. Ci hanno offerto un antipasto da loro proposto. Al momento del conto ci hanno spiegato riga per riga i piatti consumati, un accortezza in più per chi non parla la lingua giapponese. Ottima esperienza.
Provate anche il sake servito in una tazza riempita sino a traboccare.
1-15-8 Kabukicho | Maruo Bldg. B1, Shinjuku 160-0021, Prefettura di Tokyo



giovedì 1 marzo 2018

Straccetti di pollo con salsa yakitori, mandorle e sesamo tostati


A volte capita ... avevo acquistato del petto di pollo per preparare una ricetta messicana ma al momento di cucinare ho virato sui sapori della cucina giapponese. Pochi passi per uno sfizioso secondo piatto. Come contorno un po' di riso bianco e qualche verdura di stagione al vapore come broccoli e carote. Pronte le bacchette?
Mettiamoci ai fornelli

Straccetti di pollo con salsa yakitori, mandorle e sesamo
ingredienti
1 petto di pollo tagliato a striscioline
un po' di farina
salsa yakitori (vedi ricetta qui sotto)
un cucchiaio di semi di sesamo tostati
una manciata di mandorle tostate
olio evo qb
preparazione
Infarinare gli straccetti di pollo. Scaldare un paio di cucchiai d'olio in una padella e rosolare la carne. Tagliare le mandorle a fettine. Unire il sesamo e le mandorle nel tegame.
Unire la salsa yakitori e cuocere per qualche minuto a fiamma bassa con il coperchio. Se il sughetto si restringe troppo unire un po' di acqua tiepida.
Servire ben caldo accompagnando con riso bianco e verdure al vapore.

Salsa yakitori
ingredienti
shoyu (salsa di soia) 1 tazzina 
sake 1 tazzina
mirin 1 cucchiaio*
zucchero di canna grezzo 1 tazzina
miele d'acacia 1 cucchiaio
zenzero fresco 2 cm

In un pentolino mescolare gli ingredienti e aggiungere il pezzo di zenzero fresco pelato. Lasciare cuocere a fuoco moderato per 10 minuti. Spegnere e lasciar raffreddare il composto.

lunedì 12 febbraio 2018

Comfort food: Polpette e purè di patate per cena

 
 
Se la memoria non mi inganna é la prima ricetta di cucina che ho imparato, annotando coscienziosamente gli ingredienti (avete presente i foglietti quadrati che si usano accanto al telefono?). Il primo piatto che ho cucinato, perché ho sempre adorato le polpette, e la golosità mi ha spinto a imparare. Macinato di vitello, carota grattugiata, trito di erbe aromatiche, parmigiano, uovo e mollica di pane ammollata nel latte, un pizzico di sale e pepe.
Bocconcini, rosolati in padella in olio extravergine, leggermente infarinati con il profumo dalle erbe che si amplifica nella cottura. Poi nel piatto di portata una tira l'altra ... nude o con con il sugo di pomodoro (la classica conserva di pomodoro preparata d'estate).
In questa stagione si accompagnano bene con un soffice purè montato all'olio d'oliva. Un cibo dell'infanzia da cui non riesco a separarmi con l'affetto del primo esperimento culinario che ha dato il là per future sperimentazioni.
 
Per le polpette
ingredienti
500 g macinato di vitello
2 carote crude grattugiate
un panino ammollato nel latte intero
una manciata di parmigiano grattugiato
1 uovo
un trito di erbe aromatiche (rosmarino e salvia)
sale e pepe q.b.
farina per infarinare
olio evo
vino bianco e acqua q.b.
preparazione
In una terrina unire il macinato di vitello, le carote grattugiate, il trito di erbe aromatiche, il parmigiano, l'uovo e la mollica di pane ammollata nel latte, un pizzico di sale e pepe. Amalgamare bene e ricavare tante polpettine grosse come una noce. Infarinare e rosolare poche alla volta in olio evo. Una volta che sono tutte rosolate, sfumare con un po' di vino bianco, per ottenere un po' di sughetto aggiungere poca acqua.
 
Per il purè
ingredienti
4 patate a pasta gialla
mezza tazza di latte intero
un giro d'olio evo
sale q.b.
preparazione
Sbucciare le patate, tagliarle a pezzi e cuocerle in acqua bollente e salata. Schiacciarle con lo schiaccia patate e condire con latte, olio e sale. Servire le polpettine ben calde accompagnati dalla purè.

Ed ecco la versione con aggiunta di salsa di pomodoro. Per accompagnare patate gialle e bianche lesse con un goccio d'olio e un trito di prezzemolo ... troppo buone :-) assaggiare per credere!

venerdì 12 gennaio 2018

Blinis ricetta di Escoffier


I blinis sono un'elegante alternativa alla solita tartina. Li ho assaggiati la prima volta durante un viaggio a Mosca e devo dire che sono stati replicati volentieri a casa :-) Ne ho provate diverse ricette negli anni ma questa che vi traduco oggi è quella più convincente e merita di essere appuntata sul diario. Non è assolutamente difficile. Occorre solo calcolare che ci vogliono circa tre ore compresi gli opportuni tempi di lievitazione.
I Blinis, insieme a crepes e pancakes, sono preparazioni della cucina internazionale sono entrati volentieri nelle abitudini di famiglia. Certo non si replicano sovente ... ma nelle feste si può cedere alle "frittelle" e all'appetitoso profumo di burro che si sprigiona nella cottura.
Per accompagnare i blinis e il pesce affumicato sarebbe perfetta la panna acida, la creme fraiche, ma se proprio non si riesce a trovare si può optare per lo yogurt greco compatto che per sapore e consistenza si può chiamare alla supplenza senza creare problemi!

mercoledì 10 gennaio 2018

Stelle di farina di mais e confettura di amarene


Nei giorni festivi ho preso l'occasione per preparare qualche biscotto casalingo. Invece della solita frolla ho rispolverato la mia ricetta dell'impasto con aggiunta di farina di mais (che ci piace tanto, così rustico e profumato con la scorza di limone naturale).
Per rendere le stelle speciali le ho farcite con la confettura di amarene con la giusta punta di acidità che ben si abbina alla dolcezza del biscotti (come quella di lamponi). Per essere un dolcino perfetto devono riposare in un contenitore chiuso almeno per un giorno in modo che l'umidità della confettura possa trasferirsi alla frolla rendendolo più friabile. Mettiamoci ai fornelli.

sabato 6 gennaio 2018

Dessert al cucchiaio: pannacotta alla nocciola Piemonte I.G.P.


Per i pranzo di Natale di quest'anno ho rispolverato la ricetta di famiglia della pannacotta e l'ho impreziosita con i profumi della nocciola tostata.
Ho acquistato una pasta di nocciola (solo nocciola Piemonte I.G.P.) molto aromatica e ho pensato di utilizzarla per il dessert al cucchiaio... semplice e buonissimo!!!! Per servirla ho pensato di sfruttare i piccoli barattolini che avevo acquistato da Ikea. Sono comodi per avere le mono porzioni e per conservarli in frigo.
Se si vuole si può prevedere anche il caramello: sarà sufficiente mettere qualche cucchiaio di zucchero semolato in un pentolino e farlo sciogliere a fuoco dolce sino ad ottenere un caramello ambrato (non toccare con un cucchiaio lo zucchero ruotare il contenuto tenendo il tegame con le maniglie). Quando è ancora liquido dividerlo nei barattolini. Sarà sufficiente completare con il composto di pannacotta alla nocciola. Lasciandolo riposare in frigo per una notte sarà interessante tuffare il cucchiaino e alternare la cremosità del dessert e l'amaro del caramello. Provare per credere :-)


giovedì 4 gennaio 2018

Okonomiyaki, ricetta della pizza-frittata giapponese




L'amore scoppiato per il Giappone ha le sue conseguenze. Visto che il viaggio aereo consta come minimo di 13 ore di transvolata, risulta più comodo riprodurre a casa qualche ricetta.
Avevamo già sperimentato con successo la "riproduzione" casalinga delle polpettine di polpo ovvero i takoyaki (deliziosi!!!) che sono solo un po' elaborati nella cottura e richiedono una piastra particolare.
Il vantaggio dell'okonomiyaki è che si usa una semplice padella antiaderente.
La voglia di questa frittata parte da lontano ... ovviamente suggestione nata visionando cartoni animati che ci immergevano nella quotidinità e nella cultura culinaria giapponese già ai tempi dell'adolescenza (anni '90) qualcuno ricorda Marrabbio alla piastra del suo ristorante?!?!? (personaggio di Kiss Me Licia per i più giovani ....).
Assaggiata a Tokyo doveva assolutamente essere replicabile anche a casa. Ma di cosa si tratta?
Okonomiyaki significa mettere quello che si vuole sulla piastra, e quindi partendo dalla ricetta di base che prevede un impasto di uova, farina, foglie di cavolo e acqua, si può davvero spaziare con la fantasia. In ogni caso, le due varianti più comuni sono la scelta tra l’Okonomiyaki con carne, e quindi pancetta, e quello con pesce o più frequentemente gamberetti. Anche per noi italiani (con qualche aiuto di ingredienti reperiti on line) è fattibile. L'unico componente che manca all'appello è questo tubero che grattugiato rende più viscosa la pastella. Io per essere creativa ho aggiunto un po' di farina di tapioca, ma se non l'avete non vi preoccupate, viene bene lo stesso. Con la "nostra" ricetta se ne ottiene una buona approssimazione.
La versione è nata guardando un po' di video su you tube (ne cito uno famoso e divertente cooking with the dog) :-D
Io non mescolo tutti gli ingredienti insieme ma procedo a strati così come ho visto fare a Tokyo.

mercoledì 3 gennaio 2018

Estratto di barbabietola, mela e melograno


Che nostalgia ... mi mancavate... Mi mancava il blog e le pagine fatte di racconti, ricette e viaggi. In fondo va proprio bene ritornare in questi giorni ... come ogni inizio di nuovo anno occorre avere una manciata di buoni propositi da perseguire. Perfetto aggiornare il "diario" con un nuovo post.
La vita con i suoi alti e bassi (a volte bassissimi) procede così come raccontato su Instagram ma accorre aggiornare l'elenco delle ricette sperimentate.
Il motivo per cui ho iniziato a popolare le pagine de Il Giardino Dei Ciliegi è proprio di avere un archivio delle ricette che si trovano a transitare per la nostra cucina. L'archivio è una manna per la memoria, tutto a portata di lettura: ingredienti, procedimento ed evitare di spremere le meningi per ricordarsi se la fonte era un libro ... internet ... o altro :-)
Tanto per vedere se sono ancora capace a scrivere ... inizio a brindare con voi con un estratto che come recita il titolo contiene il meglio di barbabietola,me le e melograno. Se volete essere trasgressivamente piccantini ci sta bene anche una fettina di zenzero! Come aiutante occorre un estrattore (io ho questo).
Per cui per una mela, si aggiunge pari quantità di melograno e , mezza di barbabietola.
Risultato un drink color rubino per brindare al nuovo anno.
2018, mi raccomando, faccio affidamento su di te. Qui ci sono parecchie cose da risolvere ...
Cin Cin!!!
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