lunedì 23 dicembre 2013

Fatti e rifatti: Guinness cupcakes (con un pizzico di farina di avena)



Siamo agli sgoccioli!!! dopo domani è Natale e arriva anche il momento degli auguri in ufficio. Al posto dei tradizionali pasticcini o della solita fetta di panettone o di pandoro provate a proporre i Guinness cupcakes! Sono morbidi e profumati al cacao, una piccola coccola inaspettata. Sono belli e buoni, così carini con il loro giro di glassa alla vaniglia, già suddivisi in porzioni ed è divertente proporre una novità :-)
Questi dolcetti li dedico alla mia collega Daniela di Genova che li adora, e approfitto per fare a lei e a tutti voi tanti auguri di buone feste!!!
Ma adesso mettiamoci ai fornelli.

martedì 17 dicembre 2013

Lemon and poppyseeds cake ( e cupcakes)


Giusto per intervallare la tradizione italiana facciamo un'incursione nel Regno Unito per preparare un piacevole cake al limone puntinato dai semi di papavero. Il dolce può essere preparato sotto forma di torta (stampo da plumcake, per intenderci) o sotto forma di cupcakes monoporzione.
Non pensate possano essere perfetti per accogliere parenti o amici che passano per un tè o un caffé per fare due chicchere e per scambiarsi gli auguri e regali? 
Con la fragranza degli agrumi non si sbaglia. Il profumo di limone conquisterà tutti :-)
Con questa dose ho preparato un piccolo plumcake e 12 tortine monoporzione piccole.
Mettiamoci ai fornelli.

domenica 15 dicembre 2013

Pensando al menù di Natale: Panforte margherita


Dopo anni sono finalmente riuscita a preparare il panforte!!! Non che ci siano particolari difficoltà nella ricetta, ma un anno dopo l'altro si rimandava ... L'unico ingrediente che non sono riuscita a reperire sono le ostie. Ho provato ... quando sono entrata in pasticceria per chiedere se ne avevano mi hanno guardato con se avessi pronunciato una parolaccia ... Per fortuna esiste la carta forno che aiuta le cuochine disperate :-D
La ricetta di "La ciliegina sulla torta" è perfetta, ho solo modificato un paio di ingredienti per mio gusto personale. Se passate qui trovate la sua originale.
Siete ancora in tempo per confezionarli i panforte Margherita e offrirli come presente natalizio. Oppure tagliato a quadratini è perfetto per accompagnare il caffè del menù di Natale.
Non dimenticare di mettete in tavola mandarini, mandaranci e noccioline per chiudere tra una chicchera e l'altra il pranzo della festa.
Mettiamci ai fornelli.

venerdì 13 dicembre 2013

Pensando al menù di Natale: Rolata di tacchino al prosciutto, verdure glassate al miele e chips di patate viola


Vi avevo promesso un menù di Natale carino ma semplice da eseguire? Eccoci al secondo con contorni. Bando alle ciance qui andiamo direttamente di barbatrucco ... la rolata farcita al prosciutto è preparata dal macellaio di fiducia :-) Vi consiglio di cuocerla il giorno prima. Se viene tagliata da fredda avrete anche l'effetto fetta perfetta!
Per le verdure: semplicemente carote scottate da ripassare in padella e tocco goloso con le chips di patate, che sono ovviamente velocissime da cucinare. Anche se non trovate quelle viola (vitellotte) sostituitele con quelle a pasta gialla saranno altrettanto buone!
Mettiamoci ai fornelli.

giovedì 12 dicembre 2013

Pensando al menù di Natale: agnolotti di magro con pesto di noci e grana



Come state? tutto bene? a parte le tasse, i giorni di sciopero, il freddo, le preoccupazioni, gli impegni familiari e le liste infinite di cose da ricordare e da fare tassativamente entro il 25?
Storie di straordinario stress metropolitano 
Beh, se vi devo dire la verità io inizio a vacillare. Colpa anche del raffreddore e della tosse che tenta di "rallentare" il passo, ma provo ad ignorarli ... a colpi di tachipirina ... sob ...
Ma torniamo subito al menù di Natale! Dopo l'antipasto caldo con lo sformato di cardo gobbo e fonduta proseguiamo a passo spedito verso il primo piatto.
La pasta fresca ripiena è un un must del pranzo di Natale, e rende ancora più festosa la tavola. Se riuscite potete prepararla voi, il ripieno di magro è veloce da assemblare. Ma se il tempo stringe si può optare per un vassoietto di agnolotti pronti. Basta sorprendere gli ospiti con un buon sughino (pronto in cinque minuti, volete anche voi sedervi a tavola ... giusto?) e il gioco e fatto :-D
L'ispirazione è un mix tra due cucine regionali: la tradizione langarola con gli agnolotti del plin, in versione ricotta e spinaci, con un'incursione in Liguria per il condimento  ispirato al sugo di noci.
Mettiamoci ai fornelli.

lunedì 9 dicembre 2013

Pensando al menù di Natale: sformato di cardo gobbo con fonduta


Dopo aver preparato i pacchettini occorre ragionare sul menù per le feste. Solitamente, essendo dicembre un periodo di lavoro intenso, cerco di pensare a qualcosa di interessante, che coccola gli ospiti, ma che nello stesso tempo permetta anche a chi cucina di stare a tavola a chiacchierare con la famiglia o gli amici.
Vi consiglio un paio di ricette che si possono impostare con anticipo, si preparano le basi e poi si rifiniscono al momento.
Passiamo subito ai fornelli, per preparare un antipasto caldo da leccarsi i baffi :-)

venerdì 6 dicembre 2013

Pensando al Natale: Monete di zenzero (ovvero biscotti buonissimi allo zenzero)



Non potevano mancare nelle idee per i regali di Natale i biscotti!!! ma mica posso parlarvi di un biscotto qualsiasi ... nolo, ci vuole un simbolo dell'inverno ... un piccolo boccone fragrante con la magia delle spezie, e che ti mette buon umore già nel profumo.
Profumo di zenzero, cannella e miele ... vi ho detto tutto insomma.
Sono un grande classico di casa nostra, e avevo già pubblicato la ricetta qui ma l'ultima versione con un tocco di farina di avena e miele di castagno merita una menzione. Solitamente il miele di castagno non mi fa impazzire, ma abbinato alle spezie trova la sua giusta collocazione.
Noi li decoriamo con uno zuccherino colorato (forse si vede meglio nella vecchia foto) per una piccola personalizzazione. Per confezionarli sacchetti trasparenti (che acquisto nel negozio di forniture di carta) e filo bianco e rosso che ho trovato qui a Torino.
E voi cosa state preparando per i pensierini di Natale?
Ah, dimenticavo! Approfitto anche delle parole di Elio e vi auguro un .... Natale allo zenzero !!! .... "e chi non fosse ancora straconvinto che zenzero significa Natale provasse ad assaggiare un biscottino allo zenzero!"

giovedì 5 dicembre 2013

Pensando al Natale, Wood Toy Animal Puzzle


Oggi niente ricetta, ma continuiamo a pensare ai regali di Natale. 
Invece di comprare distrattamente un gioco in plastica o un dolcetto al cioccolato a volte è bello prendersi il tempo per creare un pensierino con cui fare gli auguri ai più piccoli.
Il legno, con le sue naturali venature, ha un fascino tutto suo. Anche se si ritaglia semplicemente una figura di un animale, si anima, e viene voglia di inventare una storia. 
Magicamente ci si ritrova nei boschi, a correre nei prati per inseguire la luce del giorno e a cercare attentamente noci e ghiande. Proprio come lo scoiattolo
Poi ci sono i conigli e lepri, orsi e maialini, ochette e volpi tutti pronti a partecipare al racconto.

venerdì 29 novembre 2013

Pensando al Natale, Parmigiano Reggiano prodotto di Montagna con miele e composte Slow food








Siamo entrati nel mese di dicembre e neanche me ne sono accorta ... ho ancora un sacco di cose a cui pensare (oooohhh, presto che è tardi) ... ma ho solo una certezza per Natale voglio preparare i tortellini in brodo!!!!
Come mai questa dichiarazione? Ho finalmente imparato tutto a proposito di ripieno, sfoglia e tortellino grazie al corso domenicale di Anna Bugané di Cucina precaria  :-) fantastica esperienza di cucina e condivisione con un bel gruppo di appassionati.
Ma passiamo subito a un' idea per i pensieri di Natale, vi racconto due cose, e mentre parliamo ci  gustiamo i baci di meringa farciti con mousse di cioccolato con nevicata (moooolto appropriata) di cocco grattugiato :-) Ricetta e idea regalo ... 

giovedì 28 novembre 2013

Paste di meliga di Alba, e delle Langhe

Paste di meliga di Alba (Langhe)

A volte distrattamente, quando sono in stazione, o sono già seduta sul treno, leggo in italiano, e in inglese, i cartelli che avvertono di non attraversare i binari e di servirsi del sottopassaggio ... a quanto pare sono avvisi che valgono solo per me e non per i ferrovieri che scendono dalla vettura.
Io sono ragionevolmente convinta che le regole sono importanti, e devono valere per tutti. 
Altrimenti mi dovete anche mettere il sottotitolo di quando e come la posso infrangere ... perché tanto è lo stesso.
Chiusa parentesi. Per fortuna oggi, Torino, era immersa nel sole e la bellezza della città ha stemperato le riflessioni amare ...
Ho preso finalmente atto (tirando fuori dall'armadio il cappotto) che temperature sono calate, e si sorseggia volentieri un bel tè caldo. Per renderlo ancora più interessante si può abbinare un biscottino. Magari di meliga (farina di mais) che io adoro.
Preparateli, confezionateli per bene e regalateli a Natale, andranno a ruba :-)

martedì 26 novembre 2013

#MangiareMatera: Cavatelli, ripieno nudo e burro nocciola alla salvia


Mi piace sperimentare. Sulle raviòle dël plin della bisnonna Giustina vi ho già detto tutto. Ma ogni tanto la testolina vuole provare qualcosa di nuovo. Sì, qualcosa di nuovo, ma non volevo perderne il sapore. Solo rivedere la forma, partendo da una simpatia ... gli gnudi (adoro l'inflessione toscana e il suo dialetto!) ovvero un tipo di pasta fresca toscana preparata con ricotta e spinaci (un ripieno di magro). 
- E allora mi sono detta: ... e se spogliassi le  raviòle
- E che sei matta!?! Con sto freddo poi, disse la mia coscienza ...
Ma la curiosità era troppa e così visto che la pasta era già bella e pronta: i cavatelli, di semola di grano duro Senatore Cappelli, si sono maritati con le raviòle nude (ste scostumate!).
Un ottimo primo piatto in onore di #MangiareMatera, il contest organizzato da Mangiare Matera e ospitato dal blog di Teresa De Masi Scatti Golosi con il quale abbiamo l'occasione di conoscere il Grano duro nella varietà più famosa, il Senatore Cappelli, che in Lucania rappresenta uno dei grani più pregiati e utilizzati.
Mettiamoci ai fornelli.

lunedì 25 novembre 2013

#MangiareMatera: Yorkshire pudding alla semola rimacinata di grano duro Cappelli e spezzatino alla birra scura


Dopo una ricetta piemontese, una con la farina del mio sacco, con l'occasione di #Mangiare Matera non ho voluto mancare un'incursione nella tradizione britannica: un must che accompagna i Sunday roast (gli arrosti della domenica)  e per raccoglierne il sugo (gravy): ecco a voi gli Yorkshire pudding!
E' una ricetta semplice, e ci voglio solo tre ingredienti per cui è ancora più importante scegliere buona materia prima: buona farina, buon latte fresco intero e buone uova (di galline felici).
L'origine della ricetta non è nota anche se è probabilmente nata nel periodo in cui nel nord dell'Inghilterra si è diffuso l'uso della farina di grano nelle ricette dei dolci. Questi pudding si trovano la prima volta in un libro del 1737. Lo Yorkshire pudding originale era molto più basso. Oggi ne utilizziamo una versione più gonfia utilizzando il metodo di cottura in forno caldo, con stampini e olio preriscaldato. "Per essere un vero Yorkshire pudding deve essere almeno alto 4 pollici (4 inches)!" hanno sentenziato nel 2008 alla Royal Society of Chemistry.
Era servito come un antipasto coperto con il ricco sugo delle carni (gravy) a seguire venivano portati a tavola gli arrosti e i contorni di verdure. Un modo economico per saziare i commensali prima di portare a tavola le pietanze più costose :-) barbatrucco ...
In passato, visto che è una base neutra, era anche un dolce servito con zucchero o con golden syrup (sciroppo di zucchero con melassa).
Io oggi vi propongo un mix tra due ricette british: Yorkshire pudding farcito con lo spezzatino alla birra scura, che prende spunto dalla steak and ale pie (vedi qui).
Ho utilizzato per i pudding la farina di semola rimacinata di grano duro Cappelli e ho preparato un secondo piatto per #MangiareMatera!
#MangiareMatera è il contest organizzato da Mangiare Matera e ospitato dal blog di Teresa De Masi Scatti Golosi con il quale abbiamo l'occasione di conoscere il Grano duro nella varietà più famosa, il Senatore Cappelli, che in Lucania rappresenta uno dei grani più pregiati e utilizzati.

domenica 24 novembre 2013

#MangiareMatera: Calamarata ai due broccoli e ricotta di bufala



La Calamarata è il mio formato di pasta di grano duro preferita. E' così elegante, il sugo varia a seconda delle stagioni ma quando lo porto a tavola mi da grandi soddisfazioni :-)
Ecco un'altra ricetta nata per il concorso organizzato da Mangiare Matera e ospitato dal blog di Teresa De Masi Scatti Golosi. Se volete saperne di più potete leggere il post di ieri. Oggi cuciniamo un buon primo piatto con le verdure dell'autunno!

Ho avuto una fortuna sfacciata, ha già iniziato a nevicare sulle colline intorno a noi, ma l'orto è ancora salvo ... per cui il bottino di erbe aromatiche ha dato una marcia in più alla crema di ricotta di bufala :-)
Mettiamoci ai fornelli!

sabato 23 novembre 2013

#MangiareMatera: Sòma d'aj piemontese con il Pane di Matera (e Sòmina, per i più piccoli)


Sòma d'ajPane di Matera, olio extravergine d'oliva e aglio

#MangiareMatera è una magnifica occasione per conoscere prodotti lucani di qualità e imparare qualcosa di più sulla Basilicata. Non ho ancora visitato questa bella regione italiana,  ma visto che la via del cuore passa attraverso lo stomaco ... , gustando il loro pane, la loro pasta e utilizzando nella mia cucina la semola di grano duro inizio il mio innamoramento  :-)
Nelle loro parole sul blog ho trovato affinità con la mia passione per la cucina, il territorio e la tradizione  "Mangiare Matera diventa un invito ed un augurio: una città da “mangiare” con gli occhi, un pane (con tutti gli altri prodotti), da vivere e scoprire. Proveremo a nutrire corpo e anima, perchè non si vive di solo pane, ma anche di storia, tradizioni, cultura, tutti valori che sono dietro il nostro lavoro."

#MangiareMatera è anche un concorso organizzato da Mangiare Matera e ospitato dal blog di Teresa De Masi Scatti Golosi per il quale ci hanno chiesto di cucinare, creare, assaggiare. E così abbiamo fatto :-)

giovedì 21 novembre 2013

Fragole e rabarbaro, con briciole croccanti


Mai più senza: il rabarbaro. Sembra impossibile, abbiamo piantato nell'orto una minuscola piantina di rabarbaro circa 6 anni fa, e lei, tutti gli anni ci regala una piccola produzione per soddisfare tutta la famiglia. Qui nelle foto "di repertorio" potete vedere la produzione 2008 :-) Il rabarbaro noi lo utilizziamo per preparare il sorbetto cremoso senza gelatiera e per il crumble ... la morte sua è incontrare e sposare le fragole ... vicine di solco, sempre dell'orto. Le fragole primaverili sono state congelate e sono perfette per cuocere in forno insieme al rabarbaro nella cocottina.
Senza dubbio il rabarbaro, all'estero, si trova più facilmente : l'ho visto nei mercatini inglesi, francesi e svizzeri insieme alla comune frutta e verdura. Ma se volete provare la ricetta potete anche utilizzare i barattoli con il rabarbaro conservato sotto sciroppo (se vi capita di fare un'incursione nei supermercati del Regno Unito ... rhubarb is so British!)
Se volete il tradizionale crumble potete seguire questa ricetta. Le briciole croccanti di oggi sono ispirata alla torta streusel della mamma di Alex Foto e fornelli. Un po' crumble un po' streusel ... Vi svelo il barbatrucco il dolce si prepara al volo, basta un pezzetto di frolla avanzata dalla crostata insomma :-)
Ah! dimenticavo: da servire rigorosamente tiepido accompagnato da un po' di gelato ... ça va sans dire!
Mettiamoci ai fornelli ....

mercoledì 20 novembre 2013

Gnocchi di zucca, sugo ai funghi porcini e pinoli tostati


Qui ci abbiamo preso gusto e gli gnocchi di zucca sono tornati sulla nostra tavola! E visto le temperature stanno scendendo, questa volta li abbiamo conditi con un sugo ancora più autunnale  protagonisti i funghi porcini :-) La ricetta è la stessa, abbiamo cambiato solo la forma: ho voluto a provare a ricavare dei gnocchetti arrotondati, semplicemente ottenuti dai tocchetti di impasto passati tra le mani infarinate con lo stesso movimento che si utilizza per ricavare le polpettine.
Per il sugo ai funghi di solito utilizziamo gli champignon (mi raccomando sceglieteli sempre belli freschi, quando sono vecchi sono amari e perdono completamente il sapore) ma questa volta grazie al regalo dello zio abbiamo vestito a festa il primo piatto!
I funghi che arrivano dal bosco, li pulisco tagliando il gambo e raschiandolo leggermente alla base  con il coltello. Li passo con un pezzo di carta inumidito e poi velocemente sotto l'acqua corrente fredda. L'unica accortezza è non inzuppare le lamelle, lascio il rubinetto aperto a filo come se fosse una boccetta di pioggia :-D
Ci mettiamo ai fornelli?

lunedì 18 novembre 2013

Rillettes de saumon, focaccia, spinacini e porro di Cervere



Nell'ultimo viaggio in Scozia ho scoperto che adorano consumare pesce affumicato. Cozze, ostriche, salmone, capesante, ecc ... tutto affumicato. E ho anche scoperto che esiste una differenza tra affumicatura a freddo (a circa 30°) e affumicato a caldo (circa 70-80°). La tecnica dell'affumicatura è utilizzata per conservare gli alimenti, previa salatura a secco, ma conferisce un aroma piacevole che arricchisce le pietanze. Vengono utilizzati legni di betulla e quercia.
In Italia siamo abituati a consumare il salmone affumicato a freddo, solitamente preparato a fette sottili, tipo carpaccio. I tranci di salmone affumicato a caldo (vedi un pezzo del trancio nella foto qui sotto) risulta più consistente ed è perfetto per preparare le rillettes, una sorta di patè da preparare velocemente e da spalmare su crostini e focaccia.
Le rillettes sono un piatto francese solitamente a base di carne stracotta, come il maiale, l'anatra o l'oca. Con il pesce affumicato e il formaggio fresco hanno un tocco decisamente più delicato ... e le tenere foglie di spinacino crude completano la tartina :-)
Mettiamoci ai fornelli, giusto il tempo di mettere insieme gli ingredienti ... oggi ricetta speedy.

domenica 17 novembre 2013

Crostata con frolla alla farina di segale, crema di giuggiole e more



Ho ricevuto in regalo un cestino di giuggiole, e visto che erano già a maturazione, per non sciuparle le ho trasformate in crema. Pronte per farcire una crostata. La chiamo crema perché è molto consistente come la crema di castagne. Il sapore del frutto maturo del giuggiolo si avvicina a quello dei datteri (di cui hanno anche la forma, vedi qui i frutti prima della cottura) anche se la composta di giuggiole, in purezza, ha una punta di amaro ... nella crostata da il meglio.
Oramai sono talmente affezionata alla frolla con farina di segale, che non riesco a farla in altro modo  ^ - ^ ... Per renderla più umida ho unito una bella tazza di more surgelate, raccolte quest'estate e conservate nel freezer.

Per la crema di giuggiole ho denocciolato i frutti (circa 2 tazze), li ho fatti sobbollire con poca acqua e il succo di mezzo limone. Ho passato la polpa dopo 15 minuti, al passaverdura. Ho pesato la polpa e ho messo pari peso di zucchero di canna. Ho fatto cuocere per 15 minuti mescolando continuamente.

venerdì 15 novembre 2013

Chili messicano (senza carne) con tortillas di mais


Volete una strepitosa ricetta per il week end? qualcosa di buono-goloso-etnico-speziato ... qualcosa di facile? da preparare in anticipo? ... qualcosa di mangiare insieme in compagnia bevendo un buon bicchiere di birra? Ecco a voi una super tortillas farcita con il profumo del Messico!
Segreto della cuoca? Preparate tutto con un giorno d'anticipo, risulta ancora più saporita e sfiziosa ^-^
La mia ricetta del chili, non sarà originale (mai stata in Messico!) ma la preparo ormai da una ventina di anni. Ci piace tanto. Ed è dal risultato garantito, perché  è super -super collaudata! 
Ho iniziato preparandola in modo tradizionale con la carne di manzo tritata. Adesso la trovo più buona e leggera preparata in questa versione. 
Il grado di piccantezza si può dosare a seconda dei gusti (uno, due, tre peperoncini come per i ristoranti messicani!)... e se come noi amate le ricette piccantissime, ricordatevi di tenere a disposizione un po' di crème fraîche  un po' di formaggio cremoso fresco da aggiungere alla tortillas,  i latticini sono una manna se si è masticato troppo peperoncino :-)

giovedì 14 novembre 2013

Il baccalà, preparato dalla mamma


Oggi vi parlo di una ricetta semplice di cucina delle nostre colline, proprio come si usava qualche anno addietro. 
Le Langhe sono belle, sono bellissime. Ma sono colline. Niente mare. Niente acqua salata. Niente pesce di acqua salata ... Il pesce da queste parti arrivava soltanto sotto forma di acciughe e di baccalà (merluzzo) conservato sotto sale. Lo trasportavano le Carovane dei Cartuné, sulle vie del sale, che partendo da Alba e dalle Langhe si dirigevano verso la Liguria portando i prodotti dell'entroterra: vino, formaggi, patate e altri prodotti della campagna da Alba a Savona per ritornare carichi dei prodotti del mare: sale, acciughe, baccalà, olio… Con questo scambio commerciale tra terra e mare, gli uni conoscevano i prodotti degli altri.
Le acciughe sotto sale le ritroviamo in tante ricette delle nostre terre langarole: la bagna càuda,  il bagnetto verde (salsa verde per bolliti), la salsa del vitello tonnato, e la bagna d'infern per la polenta  ... tanto per darvi un'idea. 
Sapore di mare. Immagino che cosa potesse essere cinquanta, cent'anni fa sentire il profumo e il sapore del pesce conservato per chi non aveva mai lasciato la terra d'origine ... 
Altro piatto di "mare" erano le ricette con il baccalà: fritto, al verde (salsina legata di erbe aromatiche fresche), in bagna (al pomodoro) buono da accompagnare con la polenta (mica ci chiamano polentoni a caso ... ^ -  ^ )
A casa nostra si prepara o fritto, piatto preferito dal babbo, o al verde, ricetta preferita dalla mamma.
Oggi vi mostro la sua ricetta per quello fritto. Niente dosi. Niente complicazioni. Gastrofighetti, astenetevi dal commentare una ricetta così "greve"...
Deve essere solo dissalato a dovere. Da 24 a 48 ore in acqua fredda. Cambiare sovente l'acqua, e basta. Prima di cuocerlo, meglio assaggiare una "cita frisa" un piccolo pezzettino per essere sicuri che sia dolce e abbia perso la salatura della conservazione.


Il baccalà,
preparato dalla mamma

ingredienti
filetti di baccalà dissalato q.b.
uovo q.b.
farina bianca q.b.
olio e.v.o.
limone
insalata, pomodori

Tagliare il filetto di baccalà a grossi pezzi. Passarlo nella farina. Passarlo nell'uovo sbattuto e poi nuovamente nella farina.
Friggere in olio e.v.o. ben caldo.
Sgocciolare su carta assorbente. Se occorre un pizzico di sale (ma aggiungere solo dopo averlo assaggiato)
Gustare subito, a piacere fettine di limone.
Una insalatina fresca come contorno.




APPROFONDIMENTO

. Le carovane dei Cartuné (dei carrettieri) sulle vie del sale (Facebook)
Rievocazione del 2012, qui alcune foto 
"Un viaggio lento e impegnativo, su cartun (carri) trainati da cavalli. Da Torino alla Liguria, passando per le Langhe e il Roero, ripercorrendo le antiche Vie del sale attraversate dai commercianti di fine Ottocento, i Cartunè (carettieri). Dieci giorni di percorso, suddiviso in undici tappe tra Piemonte e Liguria, per fare riscoprire in ogni paese la storia, la cultura e le tradizioni di un territorio e dei suoi abitanti. 
È il Viaggio dei Cartunè, che gli eredi contemporanei, riuniti nell’Associazione I Cartunè di Castagnito (Cn), intraprenderanno da sabato 21 a lunedì 30 aprile: da Torino percorrendo le strade del sale raggiungeranno la Liguria, trasportando vini e prodotti piemontesi per scambiarli con sale e prodotti del mare. Attraverseranno i comuni di Barbaresco, Rocchetta Belbo, Cortemilia, Piana Crixia, Albisola Superiore, Montezemolo, Murazzano, Roddino, Barolo, per concludere l’avventura a Castagnito. " fonte qui

. Mi spieghi che pesce è il baccalà? (fonte wikipedia)
Il baccalà è l'alimento costituito dal merluzzo bianco conservato sotto sale. La salagione ne consente la conservazione per lungo tempo, e per questo viene impiegata fin da tempi lontanissimi per consentire il trasporto e la consumazione del pesce in luoghi anche assai distanti da quelli d'origine.
Sembra che la procedura di salagione del baccalà si debba attribuire ai pescatori baschi che, seguendo i branchi di balene e arrivati al Mare del Nord, si imbatterono in enormi banchi di merluzzo verso l'isola di Terranova e usarono per questo pesce il procedimento di conservazione già da essi usato per la carne di balena.
Il baccalà è elemento essenziale di molte cucine popolari, nelle quali il suo utilizzo si alterna a quello dello stoccafisso che è sempre merluzzo, ma conservato mediante essiccazione.
Tanto il baccalà quanto lo stoccafisso, per essere utilizzabili, hanno bisogno di una lunga immersione in acqua fredda, che provvede ad eliminare il sale per il primo e a restituire ai tessuti l'originale consistenza per il secondo.

mercoledì 13 novembre 2013

My breakfast: crunchy oat granola with goji berries & soia milk


Vi avevo detto qui che ho inaugurato la buona abitudine della colazione. E sempre qui vi avevo detto che avevo iniziato a prepararmi il granola (mix di cereali tostati, semi e frutta secca perfetto per la prima colazione) ma avevo un'amnesia sul sito di origine della ricetta ... grazie alla memoria fotografica, mi sono finalmente ricordata la fonte di ispirazione!!! e la condivido.
Non mi andava di pubblicare la ricetta senza mettere chi mi aveva dato l'idea :-D 
Alla ricetta di One girl in the kitchen ho fatto alcune aggiunte perché mi piace utilizzare i semi di sesamo e di lino, quelli di zucca e di girasole. Le mandorle, le noci, le nocciole, i pinoli possono variare di quantità tanto che ogni volta si ottiene un nuovo mix.
In commercio si trovano sia fiocchi di avena piccoli, sia grandi. L'ho preparato in tutti e due i modi e trovo che quelli più grandi sono perfetti per il granola.
E visto che sono spices addictied un pizzico di cannella, ci sta proprio bene! (cinnamon please!)

martedì 12 novembre 2013

Zuppa ricca di ceci, lenticchie rosse e riso venere


Nella stagione fredda il piatto che preferisco per pranzo prevede o una crema di verdure o una vera e propria zuppa. La zuppa richiede un pochino più di lavoro per affettare tutte le verdure a pezzettini, ma è talmente buona ... e con ceci e lenticchie diventa piatto unico, pronto da gustare. Anzi, devo dire che scaldata è ancora più buona perché ha il tempo di insaporirsi meglio. Ti scalda lo stomaco e il cuore :-) 
Io preparo in una pentola la zuppa con tutte le verdure e i legumi. I cereali, in questo caso il riso venere, li cuocio a parte e li aggiungo all'ultimo minuto per evitare che gonfino perdendo la consistenza croccante. Al posto del riso integrale, utilizzo in alternativa anche avena e farro o un mix di cereali. Il riso integrale cuoce in 30-35 minuti. L'avena e il farro in 40-50 minuti.
I ceci sono ammollati per una notte e lessati in acqua (partendo da acqua fredda) e sale per circa un'ora. Le lenticchie rosse sono decorticate per cui non necessitano di ammollo e hanno la funzione di legare e rendere cremosa la zuppa.
Provatela, è una delizia! Passiamo subito ai fornelli. 

lunedì 11 novembre 2013

Gnocchi di zucca, infusione di olio e.v.o. alla salvia e pepe rosa



Novembre, dovrebbe essere un classico mese di nebbie e freddo qui in Langa ... invece tutto sommato gli ultimi giorni ci hanno regalato ore di sole magnifiche: cielo azzurro, le vigne risplendono con tutta la selezione di colori dal giallo, all'arancio, al rosso, uno spettacolo. La temperatura non è ancora troppo rigida per cui ci si sofferma volentieri ad osservare il panorama.
Questa mattina sorpresa, l'aria profumava di neve, e in lontananza si ammiravano le Alpi già imbiancate!
Guardando il piatto di oggi capisco che sono stata ispirata dal colore delle foglie, a forza di ammirarle, le ho volute ritrovare nella tavolozza di colori nel piatto!

sabato 9 novembre 2013

Confettura cremosa di bacche di rosa canina




Grazie a Francesca ed Enrico finalmente ho provato ad utilizzare le bacche di rosa canna! Mi incuriosivano ma non mi ero mai lanciata ^-^
Loro le hanno raccolte in montagna (guardate che belli i rami con le bacche) e trasformate in confettura. E io a ruota ... ma ho anche fatto un giro in rete per informarmi e ho trovato una utilissima dispensa di Vita in Campagna. Ho pensato di riportarne alcune parti in questo post, perché a volte succede che, nel tempo i link non siano attivi, ... e non volevo rischiare di perdere le preziose informazioni. Proprio ben fatta!

La rosa canina, detta anche rosa selvatica, è un arbusto spinoso comunissimo che cresce in tutta Ita- lia e in gran parte dell’Europa e del resto del mondo. Molto tollerante in fatto di clima e terreno, cresce dal livello del mare fino a circa 1.500 metri di quota.

mercoledì 6 novembre 2013

Street Cheese Parade: Focaccina, falafel di lenticchie e petali di Sbrinz


Ho una passione irrefrenabile per i falafel .... La scintilla tra noi è scoppiata in quel di Parigi (e certo, nella città dell'amore si perde la testa per una polpettina di ceci ... non ho parole, non-ho-parole!) e da allora mai più senza! Vi avevo già descritto qui la ricetta, quella che usiamo su consiglio di Elena Comidademama, per cui, se non li avete ancora assaggiati dovete assolutamente provarli ^ - ^
Anche a casa! Ricetta low cost, politically correct, vegetariana, trendy tutto quello che volete ... ma soprattutto BOooNA.
Se il cece crudo dell'impasto vi fa un certo effetto (e sì la ricetta originale utilizza i ceci ammollati, non lessati) fate il primo step con questa mia versione alle lenticchie cotte. Tre minuti, un mixer, e in padella ci saranno tante piccole pepite dorate ... Irresistibili!
Se poi li acchiappate tra due fette di focaccina e li arricchite con fettine di Sbrinz diventano un vero capolavoro!
Ecco la terza proposta per la Swiss Cheese Parade di Tery "Peperoni e Patate" e Formaggi dalla Svizzera, dopo polenta e riccioli di Sbrinz (al cibo delle sagre in Piemonte) e lo Swiss Club Sandwich al Gruyère (sandwich newyorkese in trasferta in Svizzera) , è il momento giusto per fare un salto a oriente con le focaccine, falafel di lenticchie e petali di Sbrinz!!!
Questa volta lo Sbrinz insaporisce l'impasto delle polpettine di lenticchie e accompagna il panino di focaccine con tante lamelle sottili :-) Avete fame? ancora una cosa e poi cuciniamo ... 
Le focaccine sono preparate con pasta da pizza, tagliata con il coppapasta rotondo, condite con olio e.v.o. e sale  e cotte in forno a 200^ per 8 minuti circa.

Basta con le premesse e passiamo ai fornelli ... è ora di addentare lo Sbrinz :-P

lunedì 4 novembre 2013

Rolatine in salsa "d'avije" e verdurine glassate al miele d'acacia alla Fiera del Miele di Marentino


Quando si cucina tra le mura domestiche tutto sembra facile, ogni cosa è al suo posto, e sappiamo perfettamente come regolare il fuoco, aprendo frigo e  dispensa tutto è lì a disposizione ... appena si è in trasferta diventa tutto moooolto più complicato! Però è talmente divertente partecipare ad un concorso che l'emozione e la timidezza vengono ripagate subito dalla soddisfazione di offrire un piatto cucinato con passione :-)
Grazie al III^ Concorso gastronomico "C'era una volta il miele" in occasione della 18^ Fiera del Miele di Marentino (prov. Torino) il 28 settembre 2013 ho messo alla prova in pubblico (gulp!) la mia ricetta che prevede l'uso di due tipi di miele. In più ho avuto l'occasione di conoscere persone molto ospitali e gentili e vedere un bellissimo borgo sulle colline torinesi: Marentino!
Marentino è il paese dei rebus, grazie ai Muri d'Arte in rebus, da ammirare sulle facciate delle case e da risolvere passeggiando, e delle api perché alla fine di settembre si svolge la Fiera dedicata al miele con la mostra mercato dell'agroalimentare e dei prodotti locali.
Il tema del concorso gastronomico richiedeva una ricetta originale utilizzando miele piemontese con una certa attenzione alla cucina della tradizione. Proprio quello che mi ispira quotidianamente :-)
Adoro la cucina del mio territorio, le Langhe, e ripropongo volentieri le ricette di famiglia. 
La mamma e la nonna ci preparavano spesso le "ruladine" le rolatine per cui appartengono alla nostra tradizione di famiglia. La saussa d'avje, la salsa al miele d'api preparata con miele, senape e brodo, è utilizzata tradizionalmente in Piemonte con i bolliti misti ma può diventare interessante anche in una cucina attuale e leggera. Abitualmente utilizzo il miele per rendere interessanti i contorni: carote, zucca, mele e castagne per sottolineare la naturale dolcezza degli ortaggi. Il miele che utilizzo proviene dalla provincia di Alessandria, da Ponzone, prodotto che ho conosciuto grazie ad amici.

Ringrazio di cuore il Comune di Marentino per l'invito, le persone gentili dedicate all'organizzazione e la paziente giuria che ha assaggiato il mio piatto. Proprio una bella esperienza! Grazie, grazie ^-^
Volete provare la ricetta? Mettiamoci ai fornelli

mercoledì 30 ottobre 2013

Ispirazione "Mont Blanc": nidi di meringa, marrons glacés e vaniglia


Tutta colpa di Imma ... e del suo post di baci e cestini di meringa ... tanto che arrivata a casa ho deciso di utilizzare gli albumi che avevo in frigo (in rimanenza da un'altra ricetta) per confezionare ciuffetti e piccole basi di meringa da farcire :-)
Io preparo la meringa utilizzando la frusta del Kitchen Aid: nel bicchiere perfettamente pulito metto gli albumi e pari peso di zucchero semolato (solitamente circa 150 g albumi + 150 g zucchero di canna non raffinato) e un cucchiaino di aceto bianco. Non vi preoccupate, anche se utilizzate zucchero non sbiancato le meringhe conserveranno il loro colore immacolato come vedete nella foto!
Dopo aver montato a neve ferma, con la tasca da pasticceria (bocchetta o a stella o liscia) si creano i ciuffetti di meringa e i nidi su una placca coperta da carta da forno. Si asciugano in forno a 90° a forno statico per 8 ore circa.
Si conservano in una scatola ben chiusa, per proteggerle dall'umidità.
Meringa chiama castagna, e sul filo della suggestione degli abbinamenti di sapore del Mont Blanc siamo arrivati ai nidi farciti con crema di marron glacé e castagna intera :-)
Ma passiamo ai fornelli così spiego meglio.

martedì 29 ottobre 2013

Swiss Club Sandwich per la Swiss Cheese Parade




Seconda proposta per la Swiss Cheese Parade, dopo la polenta con i riccioli di Sbrinz, passiamo ad un panino, il cibo da strada più semplice ed immediato.
Lo Street food è il tema proposto da Tery di Peperoni e Patate per il concorso con i Formaggi dalla Svizzera, Sbrinz e Gruyère come vi avevo già detto (qui).
Indagando tra i miei panini preferiti (per esempio pomodoro-olio-basilico, oppure formaggio fresco-cetrioli-pepe nero ovvero i sandwich per l'afternoon tea, per capirci ^-^) sono finita su quello più goloso, con tanti strati di cose buone tra tre fette - dico tre fette - di pane tostato ovvero il Club Sandwich
Noi l'abbiamo incontrato la prima volta nel regno unito preparato con un delizioso pane ai cereali con tanti semi tostati che lo rendevano ancora più aromatico.

domenica 27 ottobre 2013

Tortelli mantovani di zucca, mostarda e amaretti ... e di come sono buoni ...



Era un sacco di tempo che inseguivo la ricetta dei tortelli ... In principio, volevo andare a trovare una simpatica collega che vive a Mantova, Federica, proprio nel periodo della zucca, per conoscere la città e i suoi famosi tortelli. Ma passa un anno. Ne passano due ... Non so come mai succede sempre qualcosa in questo periodo!
Se non riesci ad andare dai tortelli non resta che fare i tortelli ^-^
Ci vuole innanzi tutto una buona zucca, con la pasta bella soda,  e del buon parmigiano reggiano e poi tutto vien da sé! Non è sicuramente la ricetta autentica perché da piemontese posso solo imitare :-P e come se non bastasse ciò messo anche del mio, ma sono soddisfatta del risultato: buono, anzi buonissimo il tortello!!!
Se passa qualcuno da qui che è di Mantova o ha la nonna di Mantova (le nonne sono le fonti più attendibili!) mi piacerebbe sapere la vostra :-) 

giovedì 24 ottobre 2013

Swiss Cheese Parade: Polenta e riccioli di Sbrinz



Voi non lo sapete, ma quando ho letto da Tery di Peperoni e Patate del concorso con i Formaggi dalla SvizzeraSbrinz e Gruyère, ho fatto un sorriso (cheese, concedetemelo ^_^...) grande come una casa!
Mia nonna Piera, classe 1922, quando io ero bambina, mica faceva una spesa normale ... nel suo bellissimo frigo bombato (presente la linea anni 60?) potevo trovare prodotti da tutta Europa già 35 anni fa! Era una fan sfegata dello Sbrinz (#sapevatelo). Io conosco questo ottimo formaggio Svizzero grazie a lei. E tutte le volte che pronuncio il nome Sbrinz, sorrido e torno bambina. Sbrinz, sorrido, e torno bambina, e mo smetto, promesso, e mi metto ai fornelli :-P.
Curiosità: il nome Sbrinz deriva da Brienz, villaggio al centro della Svizzera immerso nel paesaggio di montagna, da dove partivano le carovane di mulattieri cariche di forme per il mercato italiano. A sud delle Alpi si cominciò a chiamarlo “sbrinzo”: ed ecco l’origine del nome attuale.
Lo Sbrinz con il suo sapore di carattere ma non invasivo mi piace oggi come allora a tocchetti, scheggiato un po' a caso ... 

sabato 19 ottobre 2013

Finger food: frittatine alle erbe zucchine e frittatine alle cipolle


Dopo il pane ci vuole anche il companatico. Una bella frittata, semplice-semplice, veramente l'ABC della cucina, ma presentata nel modo giusto, diventa irresistibile al momento dell'aperitivo. Pochi ingredienti, dotazione di base del frigo e lo stuzzichino finger è pronto :-)
Se non vi sentite sicuri, e girare la frittata cotta in padella con l'aiuto di piatto non è il vostro forte provate con lo "stratagemma" della cottura in forno: zero fatica e una cottura da manuale (rimane molto morbida) e non trascurabile vantaggio la forma regolare della teglia!
Uno dei must che ho imparato dalla mamma è che la frittata cotta con una noce di burro ... è tutta un'altra cosa. Quando ci vuole ci vuole! E se la tradizione di famiglia la richiede chi sono io per sottrarmi!?!
Mettiamoci ai fornelli, visto che le giornate di lavoro sono faticose rilassiamoci un po' cucinando :-)

mercoledì 16 ottobre 2013

Guinness soda bread per il WBD, 8th world bread day!


English announcement here for #WBD

Dopo il viaggio a Dublino, il pane scuro irlandese con la Guinness è diventato uno dei nostri pani preferiti, saporito e perfetto per accompagnare il salmone affumicato (con velo di burro e aneto e/o pepe nero) o i farmaggi stagionati, ottimo anche semplicemente con la composta di mele. Quale occasione migliore per rifarlo che in coincidenza della giornata mondiale del pane?
E' un pane senza lievitazione naturale (niente lievito madre o lievito di birra, molto più comune alle nostre latitudini), che si prepara velocemente sfruttando la proprietà del bicarbonato di soda che agisce come agente lievitante. Il soda bread è ottimo anche leggermente tostato.

Nonostante il mio blog abbia 5 anni il 16 ottobre succedeva sempre qualcosa che mi impediva di preparare il pane ...  ma grazie al promemoria che mi ha fatto Cindystar in un suo post, per il 16 ottobre 2013, ci sono anche io :-)
Il 6 ottobre è la Giornata Mondiale Pane!  Dal 2006, ogni anno, centinaia di blogger da tutto il mondo sfornano un pane per questo giorno speciale . Facciamolo ancora e cogliamo l'invito di Zorra:
Cuociamo un pane e condividiamolo col mondo intero pubblicandolo sul blog per il World Bread Day il 16 Ottobre!
L'idea del World Bread Day (giornata Mondiale del Pane) è nata per onorare il nostro pane quotidiano edi essere grati di avere cibo a sufficienza. Non tutti sono così fortunati. 

Passiamo ai fornelli :-)

domenica 13 ottobre 2013

Biscotti gluten free alla farina di ceci farciti con crema alla nocciola (senza latticini e senza uova)


Adoro i ceci, sono buonissimi e un'ottima fonte di proteine. Li ho iniziati ad usare come legume nelle zuppe (mitica la zuppa di ceci al profumo di arancia) ma ho imparato che nelle insalate, o sotto forma di polpetta (falafel) o come salsa (hummus) sono un portento!!! Normalmente i ceci hanno un colore chiaro ma sono squisiti anche quelli neri (qui in versione sugo per gli gnocchi). 
La farina di ceci può essere utilizzata per preparare l'ottima farinata, e anche per ottenere le crespelle più buone dell'universo senza uova, 100% vegetali, sono fantastiche!
Grazie a questa ricetta ho scoperto che la farina di ceci va bene anche per i dolci ^-^ e che abbinata alle nocciole tostate crea un matrimonio perfetto! Non ci credete? Occorre provare: anche io ero un po' San Tommaso leggendo gli ingredienti ... davvero impensato.
Oltre tutto sono biscottini senza latticini (né latte né burro) e senza uova, adatta anche agli intolleranti al glutine, in quanto la farina di ceci derivando dal legume è naturalmente gluten free.
Passiamo ai fornelli.

Cubetti golosi di cotognata e di come utilizzare le mele e le pere cotogne


La prima volta che ho preparato una confettura con le cotogne ho utilizzato la ricetta dell'Artusi, e nello specifico alla sezione conserve ho scelto la conserva liquida di cotogne. Il colore della confettura è risultato scuro, si riconosceva il sapore delle cotogne ma il caramellato dello zucchero (dato dalla prolungata cottura) copriva un po' la fragranza della frutta. Volendo ricavare la conserva soda di cotogne (per citare sempre il ricettario dell'Artusi) ho utilizzato un misto dei suoi consigli con un po' della mia esperienza e sono rimasta molto soddisfatta del risultato.
Si ottengono delle "caramelle" golose e profumate semplicemente con frutta e zucchero, addensate dalle proprietà delle cotogne e niente altro. Sono molto contenta anche del colore ambrato e ci sono volute solo due accortezze: tuffare la frutta pelata in acqua fredda e la marinatura in succo di limone e zucchero, con questa procedura si blocca l'ossidazione della polpa che tende a scurire la conserva.
L'unica difficoltà della ricetta e pulire le cotogne: essendo un frutto piuttosto compatto è un po' difficile pelarle e tagliarle ma ne vale la pena!
Sono anche ottime come frutta cotta: tagliate a fettine, cotte 15 minuti con un po' di zucchero e limone, un goccio d'acqua sono un fine pasto delizioso!
Ma passiamo ai fornelli per preparate la cotognata!

giovedì 10 ottobre 2013

Risotto con le castagne e i porcini, Cucinando tra cielo e terra!


Mentre il blog Il giardino dei ciliegi prendeva vita, ci sono persone che ho iniziato a frequentare "virtualmente", che sono diventate familiari, presenti come i vicini di casa, gli amici, con cui confrontarsi scambiare due parole, anche solo per sapere se tutto procede bene ... parlo per esempio della dolcissima e solare Cla (Scorza d'Arancia), e degli scintillanti e creativi Sara e Paolo (Fico secco e Uva passa)
Leggendo da sempre i loro post ho saputo che in questi giorni è stato lanciato il contest Cucinando tra cielo e terra, profumi e sapori di autunno di Morena, del blog Menta e cioccolato.
La ricetta che vi propongo (il tema lanciato prevede l'utilizzo di prodotti della terra autunnale) è nata in un sabato pomeriggio di ottobre con l'umidità della nebbia nell'aria, di ritorno da una passeggiata nei boschi, con gli stivali nelle gambe e qualche frutto della natura nel cestino. Le more di rovo le abbiamo mangiate come "aperitivo" strada facendo ... ci rimanevano castagne e funghi, che fare?
A casa abbiamo preparato al volo un risotto strepitoso, senza fronzoli, come una calda coccola a due :-)
Lo sentite il profumino che sale dalla pentola?

martedì 8 ottobre 2013

E per dessert? Pannacotta alle perle di tapioca con pesche all'amaretto



Cosa si mangia dopo i panini con la salsa hoisin? Un dolcino al cucchiaio per esempio ...
Per rimanere in tema di cucina fusion incrociamo l'italica cremosa e avvolgente pannacotta, meravigliosamente confort food, con un ingrediente della cucina thailandese: le perle di tapioca (di cui vi avevo detto qui).
Per incorniciare il dolce quadretto ho utilizzato come "salsa" un sapore tutto piemontese: le pesche all'amaretto, piccoli pezzeti di pesche in uno sciroppo con gli amaretti e cacao.
Vi ho convinto, iniziate ad immaginare? Allora mettiamoci ai fornelli :-D

lunedì 7 ottobre 2013

Crispy lamb buns with hoisin sauce, finalmente i panini all'agnello e salsa hoisin!


Bellini vero? e in più sono velocissimi da preparare e in un lampo (in 15 minuti netti!) vi trovate in oriente! Sono panini perfetti per utilizzare un po' di arrosto che ci aspetta in frigo e ha bisogno di una presentazione fresca e invitante :-) Preparazione speedy ma la nostra storia ha origini lontane. Partiamo dall'inizio.
Ci sono voluti 20 anni, o giù di lì, prima della realizzazione dopo il primo sguardo "innamorato". La ricetta esotica dei duck pancakes ("arrotolato" all'anatra, qui dal sito di Nigella) l'avevo vista negli anni 90 su di un ricettario che proponeva menù di cucina da tutto il mondo. Ma come provare a prepararli se il 50-75% degli ingredienti era per me irreperibile!?!
Mai disperare, e infine giunse il giorno dell'incontro con la salsa hoisin!  :-)
Nel frattempo ho sovrapposto la voglia di provare i duck pancakes con la versione con i buns morbidosi (nel link  un esempio) intravista su una rivista quest'estate in Scozia.
Così sono nati i miei paninetti incrociando ricordi e personalizzando (come sempre) ... volete saperne di più?

giovedì 3 ottobre 2013

Le ricette furbe: i maltagliati con le garitule (cantharellus cibarius)


Quando si prepara la pasta ripiena ci sono sempre i ritagli di sfoglia che avanzano ... e visto che in cucina non si butta via niente vi consiglio di stenderli per benino ad asciugare. Si possono tagliare con la rotella se volete un aspetto più romantico o anche semplicemente con il coltello. Le dimensioni dipendono dai vostri gusti. In questo modo avete bella e pronta la pasta all'uovo per il prossimo pasto :-)
I sughi sono a piacere, semplicemente burro e salvia oppure con le zucchine, o con sugo di arrosto e champignon, o con il ragù alle nocciole, oppure in questo caso li ho conditi con un sugo di garitole, grazie a un gentile omaggio ... Sono tra i miei funghi preferiti perché rimangono croccanti anche dopo la cottura. Perfetto per un profumato sughetto!
Se invece del primo asciutto avete preferenza per le zuppe calde (effetto coccola per la stagione fredda!) i maltagliati si possono tuffare all'ultimo minuto per rendere la zuppa ancora più buona e accompagnare al meglio verdure e legumi :-)

mercoledì 2 ottobre 2013

Fatti e rifatti: Le raviòle dël plin della bisnonna Giustina


Quando si avvicina la Fiera del tartufo (e ci sono queste nebbie qui) si mettono volentieri le mani in pasta per la famiglia e per gli ospiti per preparare un primo piatto che sa portare la festa e allegria in tavola. Io che sono un po' una "scarpa" nel parlare il piemontese li chiamo anche agnolotti al plin (ma Norma mi bacchetterebbe ...) fatto sta che con questo ripieno qui io sento il sapore di casa. Anche se ne trovo di eccellenti nella ristorazione quando voglio rivivere il rito collettivo di famiglia (tre generazioni intorno all'asse della pasta e all'imperia a manovella) devo farli io. Con questi ingredienti, come faceva mamma con i plin del babbo, come faceva nonna come faceva la bisnonna.
Per dosare e sapere quanti tuffarne nell'acqua salata mio nonno Emilio usava la dozzina: due dozzine a testa e la porzione era servita.
Mi mancano quei tempi da bambina quando c'eravamo tutti e dove ognuno sapeva dare una mano. Anche se noi bimbi rubavamo qualche agnolotto crudo ... più che "dare" riuscivamo a "prendere" :-P
Bando ai sentimentalismi, e passiamo ai fornelli: se devo condensare le sensazioni del "mio" ripieno così come l'ho ereditato vi dico: arrosto, buono, parmigiano, buono, e burro buono. Oltretutto nelle ultime settimane tra la Fiera del Toro allo spiedo di Busca e Cheese di Bra ho potuto approvvigionarmi di ingredienti di qualità per dare al ripieno il massimo del sapore!
Cercherò di darvi delle dosi, ma confesso che vado a occhio ... così come mi è stato tramandato

martedì 1 ottobre 2013

Io non mangio da solo 2013, un chicco tira l'altro ...


Leggo da sempre Lo spilucchino di Virginia, e mi piace molto. Regalare una ricetta per un bel progetto, mi piace ancora di più. Vi riporto il suo post per sapere tutto:

La proposta che vi facciamo anche quest’anno è quella di aiutare ProgettoMondo Mlal, l’ONG che molti di voi ormai conoscono (e per chi ancora non la conoscesse, potete leggere tutte le info qui) e a cui si sono affezionati, ad andare avanti con la campagna Io non mangio da solo, un’insieme di progetti volti ad assicurare un’alimentazione adeguata al neonato e alla sua mamma, promuovere la distribuzione di almeno un pasto al giorno nelle scuole per centinaia di comunita di America Latina a Africa, sostenere programmi di sicurezza alimentare, di accesso all’acqua potabile e di gestione delle risorse naturali.
L’idea è quella di creare un calendario e un’agenda per il 2014 con le migliori foto e ricette arrivate, la cui vendita andrà interamente a finanziare i programmi della campagna Io non mangio da solo.
Avete voglia di regalarci una ricetta ed una foto del piatto finito con protagonista uno dei tanti cereali che la terra ci regala?
In questo modo...non mangeremo più da soli!


Di tutti i chicchi elencati per il concorso io vi parlo della segale, una farina che non manca più nella nostra dispensa: la uso nelle torte sia soffici (pure per i compleanni!) sia per la frolla croccante, e finisce anche nella pasta fresca per ottime tagliatelle e nella polenta mista di mais e segale con un sapore più rustico :-).
Per il contest vi offro delle tartellette di frolla con farina di segale e frutti di bosco!

lunedì 30 settembre 2013

Dado vegetale, a crudo, con un tocco di macis e curcuma


Vi dovevo una ricetta: il mio dado vegetale fatto in casa!
Mi trovo benissimo con il mio dadino ... perfetto per dare uno sprint in più a minestre, zuppe e sughi :-)
La ricetta originale l'ho copiata dalla zia Anna ... e poi ci ho messo del mio. Ho tolto l'aglio e ho aromatizzato con curcuma e macis, due spezie ambrate concentrato di colore e sapore.
La curcuma, grazie alla curcumina, è un vero toccasana: antiossidante, antinfiammatorio, antibatterico (per approfondire qui) e come lo zafferano dona un colore dorato alle pietanze. Il macis contribuisce con il profumo e il sapore: ricorda la noce moscata ma in modo molto più delicato. Pestandola nel mortaio si sprigionano tutto il suo potenziale. 
Qualche informazione in più (da wiki): il macis (chiamato anche mace o fiore della noce moscata) è una spezia culinaria, originaria delle isole Molucche. Si tratta di una parte del frutto di un albero sempreverde (Myristica fragrans Gronov.) che può raggiungere l'altezza di 20 m. In particolare il macis è la parte interna del frutto (endocarpo) che riveste il seme che costituisce la più conosciuta noce moscata. Il macis è di color rosso brillante nel frutto fresco; diventa di colore arancio seccando.
Per vedere come si presenta in alcuni filmati cliccate qui.

giovedì 26 settembre 2013

Cannelloni di zucchini con melanzane su zuppetta di pomodoro crudo e cotto

cannelloni di zucchini con melanzane su zuppetta di pomodoro crudo e cotto

Le verdure, le erbe spontanee e le aromatiche sono il bouquet dei miei ingredienti preferiti. Adoro abbinarle e cuocere sempre in modo diverso per trovare nuove suggestioni. Per assaporarle al meglio cerco di utilizzarle appena raccolte e tento di non coprirle con altri ingredienti invadenti. Una delle mie passioni sono i piatti vegani perché mi permettono di esplorare un mondo ancora sconosciuto, riesco a preparare piatti unici con la mia impronta senza prendere spunto da nessun ricettario ma seguendo il mio gusto, la mia sensibilità, la mia creatività.
Oggi vi presento un primo piatto che vi saprà conquistare partendo dal ripieno di zucchini leggermente scottati e profumati al rosmarino sino alla zuppetta di pomodoro crudo e cotto finendo con l'aromaticità del basilico tradizionale con i suoi fiori e la nota speziata del basilico thai. L'ho preparata per Lucy , nata nella nostra cucina la dedichiamo al suo contest di Ti cucino così ... Le Verdure.
Mettiamoci ai fornelli :-D
Questa è la materia prima, la dotazione base ...

Cupcakes golosi con cioccolato bianco e ciliegie sciroppate

white chocolate cherry cupcakes

Io adoro preparare le conserve per l'inverno per rispettare la produzione della bella stagione e spostarne il consumo ai mesi più freddi. Però utilizzo solo la (piccola) produzione del nostro orto...
E se ho voglia di qualcosa di diverso!?! Tipo, tipo ...  ciliegie ?
Cerco dei vasetti di qualità che possano soddisfare la mia voglia fuori stagione :-) 
Meglio ancora se l'azienda è di Alba, la mia terra,  come l'Azienda Agricola Mariangela Prunotto.
C'é un vantaggio ad utilizzare la frutta sciroppata nel ripieno dei cupcakes: cedono un po' di succo rendendo morbida la tortina (ecco devo dividere lo sciroppo rosso rubino con la tortine, uffi!). Le ciliegie sono cotte al punto giusto e rimangono consistenti, perfette per bilanciare il cioccolato bianco (godurioso, che ve lo dico a fa') e divertenti quando si morde il cupcakes con il ripieno a sorpresa.
Provare per credere ^-^

lunedì 23 settembre 2013

Fatti e rifatti: i baci di dama non si scordano mai!




Ci sono preparazioni nel blog che sono un numero unico (tanto per prova'...) e poi ci sono i grandi classici che vengono riproposti volentieri sia per andare sul sicuro sia perchè ci piacciono tantissimo! :-) 
Avendo famigliarità con la ricetta di volta in volta si fanno anche gli up-grade che questa volta ho deciso di appuntarmi per future crisi di memoria :-P

Vedendo il vecchio post del 2008 ho provato un po' di tenerezza e ho voluto ricopiarlo, tale e quale, (perdonatemi, ogni scarrafone e bello a mamma sua) con le foto terribili da principiante postate ai tempi.
I baci di dama sono bocconcini golosi che creano dipendenza già dal profumo della nocciola tostata non si può far altro che desiderare di addentante uno per vedere se il cuore al cioccolato fondente bene si abbina ai due piccoli biscottini.
Qui su Istagram il back stage dei giorni nostri un, due, tre!

mercoledì 18 settembre 2013

Siete pronti per l'arca del gusto di Cheese 2013? Intanto, un piatto di pasta molto cheese :-)



La manifestazione biennale di Cheese, in quel di Bra, sta per iniziare! e ogni volta ci lasciamo tentare andando alla ricerca del gusto e per imparare qualcosa di nuovo sui formaggi di casa nostra (quest'anno degustazioni Ferrari Formaggi) e per avere l'occasione di trovare anche specialità casearie degli altri paesi.
Se volete curiosare e vedere qualcosa delle nostre passate edizioni, qui trovate il post che avevamo fatto per Cheese dell'edizione 2011 e il "bottino" del 2009. Rivedendo i vecchi post mi é ritornata alla mente una ricetta strepitosa che abbiamo fatto e rifatto, e ho deciso di riproporvela perché passeggiando per cheese 2013 potete cercare l'ingrediente giusto per provarla oppure cercarne uno adatto per reinventarla in una nuova veste ;-)

martedì 17 settembre 2013

Insalata leggera di spaghetti di riso, gamberi e basilico thai


Light rice noodle salad with shrimp and thai basil

Adoro gli involtini freschi vietnamiti con i fogli di carta di riso, ma ci vuole un po' di tempo per confezionarli ... per cui ho trovato una scorciatoia per assaporare lo stesso mix di sapori in versione veloce :-)
Il basilico thai è stata una rivelazione: sapore intenso (quasi mentolato) perfetto per rifinire le zuppe tailandesi o per gli involtini vietnamiti. Oltretutto è una pianta bellissima, resistente, con meravigliosi fiorellini rosa intenso. Le foglie sono allungate, di colore verde con striature sul viola.

giovedì 12 settembre 2013

Tabuleh con uvette e verdure grigliate, il nostro piatto dell'estate 2013


Come vi organizzate per il pranzo? Barachin (in piemontese) o schiscetta altrimenti detto lunch box (per essere più trendy ...) oppure piatto caldo a casa?
Anche voi vi impegnate a studiare un piatto (unico!) che sia facilmente trasportabile, qualcosa che mantenga l'appetibilità anche dopo qualche ora? E magari non crei il senso di abbiocco sulla scrivania, quella bella sonnolenza post prandiale tipica del pranzo di Natale e inadatta alla seconda parte della giornata in ufficio?
Questa estate il toto-pranzo è stato vinto da questo mix con le suggestioni di ricette di più paesi, perché a noi ci piace ...  farci contaminare dalla cucina di tutte le latitudini :-)
Ecco a voi il nostro rancio quotidiano!

mercoledì 11 settembre 2013

Tartellette brisé con guacamole e salmone affumicato


Oggi vi invito a prendere un aperitivo. Mettevi comodi.
Cosa preferite? Un prosecco, una birra, un vermut, o un cocktail alcolico o analcolico?
Nel frattempo che voi pensate io vi do una dritta per uno spuntino finger delizioso da impostare prima e da finire all'ultimo per deliziare i vostri ospiti :-) 
Dichiaro subito che la dose di brisé è abbondante per un aperitivo, ma vi consiglio di farla cuocere tutta e vi permetterà di prepararle più volte (e se volete posso darvi altre ditte per la farcitura!) basta conservarle all'asciutto. Io uso questi contenitori Ikea che vanno benissimo per brisè o biscotti, tutto pronto per l'invitato dell'ultimo minuto.
Passiamo in cucina.
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