venerdì 2 marzo 2018

Tokyo: ristorante giapponese Kuriya

Ristorante Kuriya: tempura di verdure

Pubblicando la ricetta degli straccetti di pollo in salsa yakitori mi è ritornato alla mente il ristorante di Tokyo che abbiamo frequentato durante l'ultimo viaggio di cui vi avevo parlato qui.
Sono andata a ripescare le foto. L'interessante di questo ristorantino è la varietà di piatti serviti in piccole porzioni tanto da creare un delizioso banchetto fatto di assaggi (mi hanno ricordato le tapas). Una carrellata di sapori giapponesi per togliersi tutte le curiosità andando oltre il sushi e il sashimi che bene conosciamo.

Ristorante Kuriya: tempura di soft shell crab (granchio morbido)

"La ricetta della tempura ha alcuni segreti che vi consentono di ottenere una frittura leggera e croccante.
La base per la pastella è formata da acqua e farina nel rapporto di 2:1, per esempio ogni 100 grammi di farina dovete mettere 200ml di acqua circa. Considerate che la pastella dev’essere abbastanza collosa e non scivolare via troppo facilmente dagli ingredienti, eventualmente potete aggiungere anche un uovo ma non è per forza necessario anche se molte ricette dicono il contrario.
Il primo segreto è quello di usare acqua gasata, oppure birra. Bisogna poi che l’acqua sia molto fredda, per fare questo potete aggiungete alcuni cubetti di ghiaccio e lasciarli sciogliere e poi mescolare, in questo modo la frittura diventerà croccante. Il terzo ed ultimo segreto è di non dare troppa importanza ai piccoli “grumi” di farina nella pastella che non sono assolutamente un problema, anzi danno gusto alla ricetta." (fonte Marco Togni)
Ristorante Kuriya: zuppa di stufato di manzo
Le zuppe giapponesi sono meravigliosamente confortanti. Brodi leggeri e saporiti con guarnizioni di carne e verdure. I Ramen sono di grande soddisfazione anche per noi occidentali.
La zuppa in foto mi ha sorpreso piacevolmente ricordandomi un altro piatto nostrano della tradizione piemontese e langarola che adoro: il bollito di manzo. Questo stufato servito in brodo non prevedeva l'aggiunta di pasta era a dir poco perfetta!
Se vi capita di programmare un viaggio a Tokyo fateci un salto. Il menù è tradotto in inglese. Il locale è piccolo ma suggestivo trovandosi al piano interrato. Il personale è gentile ed ospitale. Ci hanno offerto un antipasto da loro proposto. Al momento del conto ci hanno spiegato riga per riga i piatti consumati, un accortezza in più per chi non parla la lingua giapponese. Ottima esperienza.
Provate anche il sake servito in una tazza riempita sino a traboccare.
1-15-8 Kabukicho | Maruo Bldg. B1, Shinjuku 160-0021, Prefettura di Tokyo



giovedì 1 marzo 2018

Straccetti di pollo con salsa yakitori, mandorle e sesamo tostati


A volte capita ... avevo acquistato del petto di pollo per preparare una ricetta messicana ma al momento di cucinare ho virato sui sapori della cucina giapponese. Pochi passi per uno sfizioso secondo piatto. Come contorno un po' di riso bianco e qualche verdura di stagione al vapore come broccoli e carote. Pronte le bacchette?
Mettiamoci ai fornelli

Straccetti di pollo con salsa yakitori, mandorle e sesamo
ingredienti
1 petto di pollo tagliato a striscioline
un po' di farina
salsa yakitori (vedi ricetta qui sotto)
un cucchiaio di semi di sesamo tostati
una manciata di mandorle tostate
olio evo qb
preparazione
Infarinare gli straccetti di pollo. Scaldare un paio di cucchiai d'olio in una padella e rosolare la carne. Tagliare le mandorle a fettine. Unire il sesamo e le mandorle nel tegame.
Unire la salsa yakitori e cuocere per qualche minuto a fiamma bassa con il coperchio. Se il sughetto si restringe troppo unire un po' di acqua tiepida.
Servire ben caldo accompagnando con riso bianco e verdure al vapore.

Salsa yakitori
ingredienti
shoyu (salsa di soia) 1 tazzina 
sake 1 tazzina
mirin 1 cucchiaio*
zucchero di canna grezzo 1 tazzina
miele d'acacia 1 cucchiaio
zenzero fresco 2 cm

In un pentolino mescolare gli ingredienti e aggiungere il pezzo di zenzero fresco pelato. Lasciare cuocere a fuoco moderato per 10 minuti. Spegnere e lasciar raffreddare il composto.

lunedì 12 febbraio 2018

Comfort food: Polpette e purè di patate per cena

 
 
Se la memoria non mi inganna é la prima ricetta di cucina che ho imparato, annotando coscienziosamente gli ingredienti (avete presente i foglietti quadrati che si usano accanto al telefono?). Il primo piatto che ho cucinato, perché ho sempre adorato le polpette, e la golosità mi ha spinto a imparare. Macinato di vitello, carota grattugiata, trito di erbe aromatiche, parmigiano, uovo e mollica di pane ammollata nel latte, un pizzico di sale e pepe.
Bocconcini, rosolati in padella in olio extravergine, leggermente infarinati con il profumo dalle erbe che si amplifica nella cottura. Poi nel piatto di portata una tira l'altra ... nude o con con il sugo di pomodoro (la classica conserva di pomodoro preparata d'estate).
In questa stagione si accompagnano bene con un soffice purè montato all'olio d'oliva. Un cibo dell'infanzia da cui non riesco a separarmi con l'affetto del primo esperimento culinario che ha dato il là per future sperimentazioni.
 
Per le polpette
ingredienti
500 g macinato di vitello
2 carote crude grattugiate
un panino ammollato nel latte intero
una manciata di parmigiano grattugiato
1 uovo
un trito di erbe aromatiche (rosmarino e salvia)
sale e pepe q.b.
farina per infarinare
olio evo
vino bianco e acqua q.b.
preparazione
In una terrina unire il macinato di vitello, le carote grattugiate, il trito di erbe aromatiche, il parmigiano, l'uovo e la mollica di pane ammollata nel latte, un pizzico di sale e pepe. Amalgamare bene e ricavare tante polpettine grosse come una noce. Infarinare e rosolare poche alla volta in olio evo. Una volta che sono tutte rosolate, sfumare con un po' di vino bianco, per ottenere un po' di sughetto aggiungere poca acqua.
 
Per il purè
ingredienti
4 patate a pasta gialla
mezza tazza di latte intero
un giro d'olio evo
sale q.b.
preparazione
Sbucciare le patate, tagliarle a pezzi e cuocerle in acqua bollente e salata. Schiacciarle con lo schiaccia patate e condire con latte, olio e sale. Servire le polpettine ben calde accompagnati dalla purè.

Ed ecco la versione con aggiunta di salsa di pomodoro. Per accompagnare patate gialle e bianche lesse con un goccio d'olio e un trito di prezzemolo ... troppo buone :-) assaggiare per credere!

venerdì 12 gennaio 2018

Blinis ricetta di Escoffier


I blinis sono un'elegante alternativa alla solita tartina. Li ho assaggiati la prima volta durante un viaggio a Mosca e devo dire che sono stati replicati volentieri a casa :-) Ne ho provate diverse ricette negli anni ma questa che vi traduco oggi è quella più convincente e merita di essere appuntata sul diario. Non è assolutamente difficile. Occorre solo calcolare che ci vogliono circa tre ore compresi gli opportuni tempi di lievitazione.
I Blinis, insieme a crepes e pancakes, sono preparazioni della cucina internazionale sono entrati volentieri nelle abitudini di famiglia. Certo non si replicano sovente ... ma nelle feste si può cedere alle "frittelle" e all'appetitoso profumo di burro che si sprigiona nella cottura.
Per accompagnare i blinis e il pesce affumicato sarebbe perfetta la panna acida, la creme fraiche, ma se proprio non si riesce a trovare si può optare per lo yogurt greco compatto che per sapore e consistenza si può chiamare alla supplenza senza creare problemi!

mercoledì 10 gennaio 2018

Stelle di farina di mais e confettura di amarene


Nei giorni festivi ho preso l'occasione per preparare qualche biscotto casalingo. Invece della solita frolla ho rispolverato la mia ricetta dell'impasto con aggiunta di farina di mais (che ci piace tanto, così rustico e profumato con la scorza di limone naturale).
Per rendere le stelle speciali le ho farcite con la confettura di amarene con la giusta punta di acidità che ben si abbina alla dolcezza del biscotti (come quella di lamponi). Per essere un dolcino perfetto devono riposare in un contenitore chiuso almeno per un giorno in modo che l'umidità della confettura possa trasferirsi alla frolla rendendolo più friabile. Mettiamoci ai fornelli.

sabato 6 gennaio 2018

Dessert al cucchiaio: pannacotta alla nocciola Piemonte I.G.P.


Per i pranzo di Natale di quest'anno ho rispolverato la ricetta di famiglia della pannacotta e l'ho impreziosita con i profumi della nocciola tostata.
Ho acquistato una pasta di nocciola (solo nocciola Piemonte I.G.P.) molto aromatica e ho pensato di utilizzarla per il dessert al cucchiaio... semplice e buonissimo!!!! Per servirla ho pensato di sfruttare i piccoli barattolini che avevo acquistato da Ikea. Sono comodi per avere le mono porzioni e per conservarli in frigo.
Se si vuole si può prevedere anche il caramello: sarà sufficiente mettere qualche cucchiaio di zucchero semolato in un pentolino e farlo sciogliere a fuoco dolce sino ad ottenere un caramello ambrato (non toccare con un cucchiaio lo zucchero ruotare il contenuto tenendo il tegame con le maniglie). Quando è ancora liquido dividerlo nei barattolini. Sarà sufficiente completare con il composto di pannacotta alla nocciola. Lasciandolo riposare in frigo per una notte sarà interessante tuffare il cucchiaino e alternare la cremosità del dessert e l'amaro del caramello. Provare per credere :-)


giovedì 4 gennaio 2018

Okonomiyaki, ricetta della pizza-frittata giapponese




L'amore scoppiato per il Giappone ha le sue conseguenze. Visto che il viaggio aereo consta come minimo di 13 ore di transvolata, risulta più comodo riprodurre a casa qualche ricetta.
Avevamo già sperimentato con successo la "riproduzione" casalinga delle polpettine di polpo ovvero i takoyaki (deliziosi!!!) che sono solo un po' elaborati nella cottura e richiedono una piastra particolare.
Il vantaggio dell'okonomiyaki è che si usa una semplice padella antiaderente.
La voglia di questa frittata parte da lontano ... ovviamente suggestione nata visionando cartoni animati che ci immergevano nella quotidinità e nella cultura culinaria giapponese già ai tempi dell'adolescenza (anni '90) qualcuno ricorda Marrabbio alla piastra del suo ristorante?!?!? (personaggio di Kiss Me Licia per i più giovani ....).
Assaggiata a Tokyo doveva assolutamente essere replicabile anche a casa. Ma di cosa si tratta?
Okonomiyaki significa mettere quello che si vuole sulla piastra, e quindi partendo dalla ricetta di base che prevede un impasto di uova, farina, foglie di cavolo e acqua, si può davvero spaziare con la fantasia. In ogni caso, le due varianti più comuni sono la scelta tra l’Okonomiyaki con carne, e quindi pancetta, e quello con pesce o più frequentemente gamberetti. Anche per noi italiani (con qualche aiuto di ingredienti reperiti on line) è fattibile. L'unico componente che manca all'appello è questo tubero che grattugiato rende più viscosa la pastella. Io per essere creativa ho aggiunto un po' di farina di tapioca, ma se non l'avete non vi preoccupate, viene bene lo stesso. Con la "nostra" ricetta se ne ottiene una buona approssimazione.
La versione è nata guardando un po' di video su you tube (ne cito uno famoso e divertente cooking with the dog) :-D
Io non mescolo tutti gli ingredienti insieme ma procedo a strati così come ho visto fare a Tokyo.

mercoledì 3 gennaio 2018

Estratto di barbabietola, mela e melograno


Che nostalgia ... mi mancavate... Mi mancava il blog e le pagine fatte di racconti, ricette e viaggi. In fondo va proprio bene ritornare in questi giorni ... come ogni inizio di nuovo anno occorre avere una manciata di buoni propositi da perseguire. Perfetto aggiornare il "diario" con un nuovo post.
La vita con i suoi alti e bassi (a volte bassissimi) procede così come raccontato su Instagram ma accorre aggiornare l'elenco delle ricette sperimentate.
Il motivo per cui ho iniziato a popolare le pagine de Il Giardino Dei Ciliegi è proprio di avere un archivio delle ricette che si trovano a transitare per la nostra cucina. L'archivio è una manna per la memoria, tutto a portata di lettura: ingredienti, procedimento ed evitare di spremere le meningi per ricordarsi se la fonte era un libro ... internet ... o altro :-)
Tanto per vedere se sono ancora capace a scrivere ... inizio a brindare con voi con un estratto che come recita il titolo contiene il meglio di barbabietola,me le e melograno. Se volete essere trasgressivamente piccantini ci sta bene anche una fettina di zenzero! Come aiutante occorre un estrattore (io ho questo).
Per cui per una mela, si aggiunge pari quantità di melograno e , mezza di barbabietola.
Risultato un drink color rubino per brindare al nuovo anno.
2018, mi raccomando, faccio affidamento su di te. Qui ci sono parecchie cose da risolvere ...
Cin Cin!!!

giovedì 22 giugno 2017

ilGdC2017 "Viaggio in Giappone: Tokyo, Kyoto e Yokohama"

Tokyo
Era un po' che non mi innamoravo.
Come tutti gli innamoramenti la passione guida le scelte. E' tutto di getto, impulsivo. E' tremendamente bello. Il risvolto amaro però purtroppo esiste ... ed è il distacco. Sempre troppo prematuro. Per tutte le cose non fatte. Per tutte le cose non dette ...
E così con un po' di malinconia affettiva vi racconto del nostro viaggio in Giappone (appena concluso)  che ci ha stregato. Che ci ha conquistato.
Premessa: noi abbiamo visitato solo tre città (Tokyo, Kyoto, Yokohama)  per cui non si può generalizzare ...

Tokyo: Asakusa, tempio Sensōji, dedicato a Kannon Sama, la dea buddista 
della misericordia, luogo di venerazione più antico di Tokyo.


mercoledì 21 giugno 2017

Pancakes al miele con Nutella (senza glutine)


Colazioni golose della domenica per nipoti buongustai :-) Ecco come iniziare con la dolcezza tra profumo di burro e di vaniglia. Non so perché ma mette di buon umore! Gli anni passano e loro crescono velocemente in altezza e in età. Qualche vizio bisogna pur concederglielo. Adesso che il ritmo rallenta, le scuole sono finite e inizia la sospirata estate di caldo, di gioco e di complicità.

Pancakes al miele con Nutella (gluten free)
ingredienti
125 g di mix farina senza glutine
miele d'acacia un cucchiaio scarso
150 ml latte intero fresco
1 uovo fresco 
i semini di mezza bacca di vaniglia
8 g lievito per dolci 
sale marino un pizzico
burro per cuocere
Nutella e ribes per condire
preparazione
In una ciotola mettere la farina con il lievito, unire il miele e il sale. Con l'aiuto di una frusta incorporare il latte freddo e l'uovo. Scaldare un tegamino con un poco di burro e cuocere l'impasto a cucchiaiate.
Lasciare che l'impasto cuocia lentamente e non girarlo sino a quando ha formato le bollicine su tutta la superficie (circa un paio di minuti). Servire caldo con Nutella da aggiungere a piacere e decorare con i ribes.

venerdì 9 giugno 2017

Sfilacciato di costine al forno piccanti


Il pulled pork è una ricetta americana che prevede la lenta e prolungata cottura del maiale tanto da ottenere un naturale sfilacciamento. Prima della cottura la carne viene insaporita con un rub secco composto da sale, spezie e zucchero. Questa sorta di sfilacciato viene bagnato con aceto di mele in modo da mantenere una consistenza umida perfetta da gustare e adatta a farcire anche un morbido panino (bun).
Volevo realizzarla in modo semplice a casa, anche senza l'aiuto dell'affumicatore, si può ricorre al forno. Con l'aiuto di una teglia si può procedere prolungando la cottura tutta la notte con una temperatura di 100'. Se ci mettiamo ai fornelli vi spiego tutto. Ps: per il coleslaw andate qui :-)

martedì 6 giugno 2017

Cucina thailandese: Pad Thai





Ho imparato ad apprezzare la cucina thailandese viaggiando in Europa. Sono curiosa e cerco sempre di imparare qualcosa. Tra libri di ricette e internet provo a riprodurre i piatti cercando gli ingredienti nei negozi etnici. I miei piatti thai preferiti sono i curry (in pasta, nelle varianti verde, giallo, rosso a seconda del mix di ingredienti) che profumano di lemongrass, zenzero e galanga con tutta l'avvolgenza del latte di cocco :-) Altro piatto interessante è l'insalata di papaia verde, fresche striscioline condite con il giusto equilibrio tra dolce, salato e acido che vengono rispettate nelle ricette thailandesi.
Oggi vi propongo il pad thai noto piatto di noodle-tagliatelle con farina di riso condite con un ricco sugo aromatico. Un piatto unico che stuzzica l'appetito e la voglia di viaggiare ... chissà un giorno li proverò direttamente in loco ... Nel frattempo cerco di gestire il mio odio, a volte amore, per le foglie di coriandolo fresco ;-)
Mettiamoci ai fornelli seguendo la ricetta di Vaty!



Pad Thai di Vaty
INGREDIENTI per 2 persone
200 gr tagliatelle di riso thailandese*
200 gr (o a piacere) di code di gambero
2 cucchiai di olio di semi di girasole
2 spicchi d’aglio (io ho omesso)
1 cipollotto tritato
2 cucchiai di arachidi tritati
2 uova
2 cucchiai di pasta di tamarindo **
4 cucchiai di salsa di pesce (“fish sauce”) *
2 cucchiai di zucchero
pepe nero macinato q.b.
erba cipollina q.b.
lime e peperoncino a piacere
germogli di soia e coriandolo fresco
(* – ingredienti che si acquistano nei negozi orientali o semplicemente cinesi)
(** seguite le indicazioni per “sciogliere” la pasta, es. scaldandola a bagno maria o altro metodo indicato).
PREPARAZIONE
1. Mettete in ammollo le tagliatelle in acqua calda per circa 5/10 minuti, mentre preparate il resto.
2. scaldate il wok (oppure una padella larga e profonda) e tostate gli arachidi, poi toglieteli e metteteli da parte.
3. Mettete l’olio nel wok e fate soffriggere l’aglio e la cipolla.
4. Aggiungete i gamberetti, cuoceteli un paio di minuti e toglieteli e metteteli da parte.
5. Scolate le tagliatelle di riso (lasciandole belle “umide” di acqua) e versatele nel wok.
6. A fuoco alto, unite il tamarindo, lo zucchero e la salsa di pesce. Mescolate.
8. Spostate le tagliatelle da una parte (nel wok) per far posto all’uovo, rompetelo a pezzettini e fatelo cuocere. Poi amalgamate tutto insieme.
9. Infine unite i gamberetti, l’erba cipollina e girate ancora (Se le tagliatelle risultano troppo secche, aggiungete acqua nel wok). Completare con germogli di soia.
10. Aggiustate di pepe, spolverate con arachidi e accompagnate con lime e/o peperoncino e coriandolo  a piacere.

martedì 16 maggio 2017

Ricette delle Langhe: Insalata Bergera (e mia variante)


Finalmente un po' di sole qui al nord!!! Dopo giorni e giorni di freddo, pioggia e nebbia (!?!?!) maggio è tornato :-)))) e sulla tavola si gustano volentieri le insalate!
L'insalata che vi racconto oggi è uno degli antipasti langaroli che preferisco: cuore di sedano tagliato fine, gherigli di noce e tuma Bergera. Come avrete facilmente intuito il formaggio da il nome al piatto! 
Conoscete la Bergera? Ad essere sinceri la bergera, in piemontese, identifica la pastorella che porta al pascolo gli animali, le greggi che forniranno il latte da trasformare in gustoso formaggio. Ma la bergera ha dato il nome anche un tipo di tuma, come si dice in piemontese, ovvero una toma fresca, con la pasta leggermente friabile e dal sapore delicato e acidulo che ben si sposa al condimento con olio buono e succo di limone fresco.
Rispetto alla ricetta classica io aggiungo cubetti di mela e fagiolina del Trasimeno, un legume piccolo e delicato. Entrambe contribuiscono ad ingentilire ed addolcire l'antipasto. 
Provate l'insalata Bergera sia nella versione classica sia nella mia versione. E' perfetta anche per essere servita in piccole verrines, per un aperitivo fresco ed estivo.

Insalata Bergera
ingredienti
un cuore di sedano
una manciata di gherigli di noce
una piccola mela
una tazza di fagiolina del Trasimento lessata
olio evo
succo di un limone
sale marino
pepe nero
preparazione
Lavare accuratamente il sedano ed affettarlo finemente. Metterlo in una ciotola. Sbucciare una mela, privarla del torsolo e tagliare a piccoli cubetti. Condirli con un po' di succo di limone e unirli al sedano. Tagliare il formaggio sempre a piccoli cubetti, sbriciolare le noci e metterle nella ciotola con la fagiolina. Condire con olio evo, succo di limone, sale e pepe. Servire subito accompagnato con pane o focaccia croccante.

Oggi ricetta in musica ....Vi lascio con le parole della canzoncina allegra che avevamo nel repertorio quando cantavo come contralto nella corale :

«A l' ombretta del busson / bèla bergera l' è 'ndurmia/ J' è da lì passé / très joli franssé»....

Niente mia registrazione .... ma vi lascio un link per ascoltarla cantata da un altro coro :-)

mercoledì 5 aprile 2017

Tiramisù super buono a modo mio (gluten free)


Si può perdere la testa per un dolce? sì, sì ... questi bicchierini rubano il cuore. Il dolce è un grande classico della cucina italiana replicato in tutto il mondo. Oggi vi racconto la mia personalissima ricetta, quella di casa che differisce dall'originale per l'impiego di una crema cotta. 
Devo dire che avevo provato la versione classica con le uova crude ... ma sono sempre diffidente ... e alla fine ho sposato la versione con uova cotte che mi da tante soddisfazioni!!! Il sapore non ne risente e ha anche il vantaggio di durare un paio di giorni in frigo senza problemi.
Altra licenza personale, nella mia versione ci sono i semini della vaniglia, che rendono ancora più aromatico il tiramisù.
Consiglio: preparare la crema pasticcera la sera prima. Se si raffredda in frigo tutta la notte la crema finale con mascarpone sarà perfetta :-)
Per servirlo potete optare per un contenitore unico oppure tanti bicchierini per tante mono porzioni super carine. Se non avete bicchierini della giusta dimensione non preoccupatevi. Si possono riciclare i barattoli degli omogeneizzati. Contengono la giusta quantità per ingolosire gli ospiti e nel frattempo è un'idea carina per riciclare un contenitore e si evita di comprarne dei similari in plastica.
Buon Tiramisù a tutti!

Tiramisù 
ingredienti
1 uovo
100 g di zucchero di canna
250 ml di latte intero
250 g di mascarpone
un cucchiaino di pasta di vaniglia
caffè espresso
cacao
preparazione
In un tegame sbattere l' uovo con lo zucchero con l'aiuto di una frusta. Aromatizzare con la vaniglia. Incorporare la farina e il latte. Cuocere a fuoco moderato sino a quando si addensa e inizia a bollire.  Spegnere la fiamma dopo le prime bolle. Raffreddare la crema prima a temperatura ambiente e poi in frigo. Si può preparare anche la sera precedente.
Incorporare alla crema pasticciera il mascarpone con l'aiuto delle fruste elettriche. Preparare 2-3 tazzine di caffè espresso e lasciarlo raffreddare.
Se si utilizzano le verrines si può utilizzare una tasca da pasticcere per facilitare il porzionamento e i savoiardi devono essere tagliati a pezzi in modo da entrare nel bicchierino.
Montare il tiramisù: mettere uno stato di crema, i savoiardi imbevuti di caffè. Finire con uno stato di crema. Spolverizzare con la polvere di cacao.  Lasciare riposare in frigo per un paio di ore.

mercoledì 29 marzo 2017

Ricette delle Langhe: Tonno di coniglio


Quando preparo un pranzo o una cena per gli ospiti a tema Langhe, propongo volentieri il tonno di coniglio accompagnato da una misticanza di insalate (meglio se erbe spontanee) con il tocco del colore del melograno in autunno-inverno e del pomodoro in estate.
Piace. Piace perché è semplice e iniziare il pasto con una stuzzicante insalata permette di stupire piacevolmente gli invitati.
Non è difficile da preparare. Ci vuole solo un po' di tempo per disossare il coniglio. Se volete prepararne una piccola porzione (es. 4 persone) sarà sufficiente lessare un paio di cosce.
Si parte da un coniglio da lasciar cuocere in un brodo molto aromatico. E' una cottura lenta e prolungata, meglio se di due ore/due ore e mezza, tanto da permettere l'infusione di tutte le verdure e le erbe che vengono utilizzate nel brodo. Poi i bocconcini di carne vengono marinati nell'olio extra vergine e salvia raccogliendone i profumi fruttati e guadagnandone in morbidezza.
Mettiamoci ai fornelli.

lunedì 20 marzo 2017

Crema di ceci, carletti e crostini


Quando ho visitato la prima volta il Salento sono rimasta affascinata dal mare, dal colore del cielo, dal sole abbagliante e caldissimo, dagli uliveti, dall'architettura ... e ovviamente dalla buona cucina :-) Sono rimasta particolarmente colpita dai piatti a base di verdura tipici della cucina contadina conditi con uno straordinario olio extravergine d'oliva. Assegno il primo premio allo straordinario fave e cicoria! L'avrei mangiato a colazione pranzo e cena!!!
Aprendo il frigo questa sera avevo ceci e erba del cucco (detti anche carletti, o silene vulgaris). Il colore degli ingredienti mi ha scatenato il ricordo salentino e ho sperimentato. Dell'erba del cucco ne avevo già parlato quando l'ho fatta finire nella frittata o nel sugo delle linguine.
Il piatto originale pugliese prevede le fave secche cotte lentamente con le patate per ricavarne un delizioso purè. A contrasto le erbe amare e un giro di profumato olio. Si può gustare sia caldo sia a temperatura ambiente.
Devo dire che la copia mi è piaciuta come l'originale, due piatti diversi, ma se la materia prima è buona da sempre soddisfazione!

mercoledì 15 marzo 2017

Ricette delle Langhe: Capunet o Caponét (involtini di verza ripiena al forno)


Vi avevo già proposto la versione estiva dei Capunet con i fiori teneri delle zucchine. Con l'ultima verza raccolta nell'orto (ora che prorompente si annuncia la primavera) è giunto il momento di raccontarvi la ricetta invernale. L'ideale per il ripieno sarebbe avere qualche fetta di arrosto e di salame cotto (tipico affettato delle Langhe) già belle e pronti in frigo Si può utilizzare il macinato fresco di manzo o maiale ma la ricetta originale prevedeva l'intervento della fantasia della massaia che sapeva valorizzare un avanzo nobile rimasto in frigo :-) La forma classica è un semplice involtino ma per semplificarmi la vita ho foderato una cocotte con la verdura e l'ho farcita. Così è anche bellino da servire! Di solito si usava l'aglio nel ripieno ... ma a me non piace per cui decidete voi tra aglio o cipollina fresca. Per vedere il rotolino più classico fermato con lo stecchino lo potete trovare qui da Comida de Mama. Va benissimo anche la cottura in padella. Vedete come siete comodi.
Antipasto o piatto unico con l'ausilio di un contorno vi sorprenderete ad apprezzare una ricetta del passato così piacevole e leggera.

Il Capunet ha ispirato anche un grande chef come il tristellato Enrico Crippa del ristorante Piazza Duomo ad Alba che ci mostra la sua versione del Capunet Magro. Un vero capolavoro!

lunedì 13 marzo 2017

Torta di nocciole senza farina di Ilaria (gluten free)



Le ricette di cucina mi seguono sempre. Le racconto, le chiedo, le scrivo, le provo. La torta di oggi mi è stata fatta assaggiare la prima volta da Ilaria, che generosamente mi ha lasciato dosi e procedimento. Così io ho potuto replicarla più e più volte.
Ilaria è una ragazza giovane, brava, bella e piena di entusiasmo che ha deciso di lavorare sulle dolci colline di Langa per valorizzare e commercializzare la deliziosa tonda gentile delle Langhe.
E' una torta con pochi ingredienti, senza farina e senza burro. Risultato un dolce morbido e profumato da mangiare così o con una sbaffo di Nutella :-)

sabato 11 marzo 2017

Crostini di baccalà mantecato


In cerca di una ricetta buonissima ma molto facile? Eccovi accontentati :-) L'unica "difficoltà" se vogliamo chiamarla così ... è ricordarsi di mettere in ammollo il pesce salato ... Si può servire come antipasto, magari con un po' di misticanza, oppure come stuzzichino con l'aperitivo. A me piace accompagnarlo con pane di segale tagliato sottile e leggermente tostato.

Crostini di baccalà mantecato
ingredienti
1 filetto di baccalà merluzzo salato
abbondante olio e.v.o.
foglie di alloro
pepe nero
preparazione
Risciacquare il filetto per eliminare tutto il sale. Metterlo in ammollo in acqua fredda per 2 giorni cambiando sovente l'acqua. Eliminare con l'aiuto di una pinzetta le lische che trovate toccando il centro del filetto. Preriscaldare il forno a 180°. Posizionare il filetto di pesce al centro di un foglio di alluminio, aggiungere una foglia o due di alloro. Condire con un cucchiaio d'olio. Creare un cartoccio e cuocere per 20 minuti. Una volta cotto, lasciare riposare qualche minuto.
Aprire il cartoccio, eliminare la pelle del pesce. Raccogliere in una terrina i fiocchi di polpa e il liquido che si trova nel fondo del cartoccio. Iniziare a incorporare l'olio e con una frusta lavorare il merluzzo. L'olio deve essere abbondante: per un piccolo filetto ci vuole un bicchiere di olio e.v.o.. Profumare con il pepe nero. Se risultasse troppo dolce regolare con un pizzico di sale.
Servire con crostini di pane di segale leggermente tostato.

lunedì 27 febbraio 2017

Ricette delle Langhe: busìe, le bugie vuote e ripiene per Carnevale


Nei mesi di gennaio e febbraio da queste parti si frigge! Si sa, dopo le feste natalizie occorre spezzare il ritmo con qualcosa di leggero ...  ^ - ^  I ristoranti delle Langhe in questo periodo propongono un grande classico il fritto misto alla piemontese memoria dei tempi passati in cui nei mesi freddi si macellava il maiale e si approfittava per trovarsi a tavola nel condividere il frutto del lavoro e la collaborazione in famiglia e nelle borgate. Piatto molto laborioso ma altrettanto stuzzicante! Vi avevo già raccontato del mio pezzo preferito: i semolini o frittura dolce. Nelle cucine casalinghe però non si cede il passo si impasta e si frigge per deliziare il palato di grandi e piccini. Ecco che per il martedì grasso di domani vi consiglio il nostro dolce di Carnevale!
Le busìe, ecco il loro nome in dialetto, sono arrivate belle e pronte preparate dal cugino Enrico che ci ha offerto il delizioso dolce declinato in più modi: leggere e croccanti nella versione classica e ripiene, goduriose con la farcitura di confetture e Nutella.
Grazie Enrico!

Busìe
ingredienti
500 g di farina 00
3 uova intere
1 tuorlo
30 ml di liquore
50 g di burro morbido
8 g di lievito per dolci
un pizzico di sale
olio di arachide
zucchero a velo
facoltativo: scorza di limone
per farcire confettura a piacere e Nutella
preparazione
Nel bicchiere della planetaria versare la farina, le uova e il tuorlo, il liquore, il burro, lievito e sale. Lavorare sino ad ottenere un bell'impasto liscio ed omogeneo. Lasciare riposare un'ora. Sulla spianatoia tirare una sfoglia sottile con l'aiuto di un mattarello. Utilizzare la rotella dentata per ricavare delle strisce, dei rettangoli, della dimensione desiderata. Per ottenere le bugie ripiene si ricavano dei ravioli con la farcitura desiderata. Importante: sigillare bene i bordi per evitare la fuoriuscita del ripieno.
In un pentolino con il fondo spesso versare in abbondanza l'olio di arachide e portare in temperatura (circa 160°) e iniziare a friggere. Sgocciolare il fritto su carta assorbente. Attenzione: monitorare la temperatura dell'olio in modo da garantire una cottura uniforme, evitando di colorire eccessivamente il fritto. Devono essere giustamente dorate come quelle in foto.
Con l'aiuto di un colino spolverizzare con zucchero a velo e servire.

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