venerdì 29 ottobre 2010

La Fiera fa Ottanta


uova in camicia e tartufo bianco d'Alba

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco di Alba compie 80 anni e passeggiando per le vie del centro è come sfogliare l'album dei ricordi con scatti fotografici che ritraggono la città e suoi abitanti a partire dal secolo scorso.
Quindi se volete visitare Alba, il suo centro storico e le Langhe, la Fiera quest'anno vi intratterrà in ottobre e sino al 14 novembre con proposte eno-gastronomiche ma anche con eventi unici come l'esposizione di Giorgio Morandi (aperta sino al 16 gennaio 2011).

I piatti che mi piacciono di più in abbinamento al tartufo sono la carne cruda all'Albese, i tajarin burro e salvia, e l'uovo al tegamino ... però questa volta abbiamo sperimentato una cottura diversa.
Per cui se volete la ricetta, o meglio la non ricetta della foto qui sopra basta preparare un uovo in camicia (cottura in acqua salata e leggermente acidulata con un goccio di aceto bianco, mulinello nell'acqua che sobbolle e far scivolare l'ovetto sgusciato e lasciarlo cuocere 2-3 minuti) sistemarlo nel piatto condirlo con sale marino, pepe nero macinato, filo d'olio e.v.o. e poi vestirlo di lamelle di tartufo bianco d'Alba. Pane fragrante in accompagnamento, of course.
L'"opera d'arte" si è potuta compiere grazie al gentile omaggio di un conoscente che con passione e dedizione ricerca il meraviglioso tartufo bianco d'Alba! :-))))
GRAZIE!!!

Nel libricino dedicato agli appuntamenti della Fiera ci sono diverse ricette degli chef che lavorano nelle Langhe. Approfitto del post per annotarmi una ricetta che adoro!!!! ma che non ho mai preparato a casa così non perdo i foglietti con gli appunti :-P

Raviolini del plin farciti di fonduta d'Aosta
al burro fuso d'alpeggio e Tartufo Bianco d'Alba
Ingredienti per 10 persone
per la pasta: 300 g farina 00, 180 g di tuorlo d'uovo
per la fonduta: 500 g di Fontina d'Aosta non troppo stagionata, 500 g di latte intero, 100 g di burro, 80 g di farina
Amalgamare farina e tuorlo d'uovo sino ad ottenere una pasta liscia e omogenea e lasciare riposare almeno 30 minuti.
Sciogliere il burro e amalgamarvi la farina ottenendo un impasto liscio. Bollire il latte e unire il composto sopra indicato, cuocere per 5 minuti, mescolarvi la fontina a tocchetti e lasciare sciogliere, quando sarà quasi ad ebollizione aggiungere due tuorli d'uovo. Lasciare raffreddare. Tirare il foglio della pasta e disporre a ciuffetti la fonduta, chiudere il foglio a una piega e un pizzicotto, tagliare i plin e cuocerli in abbondante acqua salata. Condire con burro fuso e una bella spolverata di tartufo bianco d'Alba.

Per vedere una foto dei miei "plin" con ripieno tradizionale potete sbirciare qui.

Per un po' di storia da questo sito sui tartufi:

Nel '700 il tartufo Piemontese era considerato presso tutte le Corti una delle cose più pregiate. La ricerca del tartufo costituiva un divertimento di palazzo per cui gli ospiti e ambasciatori stranieri a Torino erano invitati ad assistervi. Da qui forse nasce l'usanza dell'utilizzo di un animale elegante come il cane per la cerca. Tra la fine del XVII ed inizio del XVIII sec. i sovrani Italiani Vittorio Amedeo II e Carlo Emanuele III si prodigavano in vere e proprie battute di raccolta. Un episodio interessante riguarda una spedizione tartufiera avvenuta nel 1751 organizzata per l'appunto da Carlo Emanuele III nella Casa Reale d'Inghilterra nel tentativo di tartufizzare la cucina britannica. In quel frangente furono trovati tartufi nel suolo Inglese ma di valore estremamente inferiore a quelli Piemontesi.
Il Conte Camillo Benso di Cavour nelle sue attività politiche utilizzò il tartufo come mezzo diplomatico, Gioacchino Rossini lo definì "Il Mozart dei funghi", lord Byron lo teneva sulla scrivania perché il suo profumo gli destasse la creatività, Alexandre Dumas lo definì il Sancta Santorum della tavola.(continua)
Ma arriviamo ai giorni nostri, per parlare di un personaggio che diventerà una pietra miliare nella storia del tartufo ovvero Giacomo Morra, albergatore e ristoratore di Alba. Egli intuì la possibilità di rendere il Tartufo un oggetto di culto a livello internazionale dandogli un nome "Tartufo d'Alba" e collegandolo a un evento di richiamo turistico e enogastronomico. Nel 1949 egli ebbe la brillante idea di regalare il miglior esemplare raccolto quell'anno alla famosissima attrice Rita Haywort. Quell'episodio non era destinato ad essere unico, perchè da allora in poi quasi tutti gli anni verranno inviati preziosi tartufi a personaggi di rilievo internazionale. Tra tutti i personaggi ricordiamo: il Presidente degli Stati Uniti Harry Truman nel 1951; Winston Churchill nel 1953; Joe Di Maggio e Marylin Monroe Nel 1954; L'Imperatore d'Etiopia Hailè Selassiè nel 1955; il Presidente degli Usa Eisenhover e Nikita Krusciov nel 1959; Papa Paolo VI nel 1965.Seguono ancora Ercole Baldini campione di ciclismo, Sofia Loren, Alfred Hitckcok, l'equipaggio di "Azzurra", Papa Giovanni Paolo II, Ronald Regan, Gianni Agnelli, Gorbaciov, Luciano Pavarotti, Valentino, il Principe Alberto di Monaco, Valeria Marini.
 Il tartufo è un fungo che vive sottoterra, a forma di tubero costituito da una massa carnosa,detta "gleba", rivestita da una sorta di corteccia chiamata "peridio". E' classificato in diverse specie: il"Magnatum pico"nome volgare tartufo bianco, il"Melanosporum Vit" nome volgare tartufo nero, l' "albidum" nome volgare bianchetto, l' "aestivum" nome volgare scorzone, il "brumale" nome volgare tartufo invernale.
Il tartufo è costituito in alta percentuale da acqua e da sali minerali assorbiti dal terreno tramite le radici dell'albero con cui vive in simbiosi. Infatti nasce e si sviluppa vicino alle radici di alberi principalmente quelle del pioppo, del tiglio, della quercia e del salice, diventando dopo la formazione un vero e proprio parassita. Le caratteristiche di colorazione, sapore e profumo dei tartufi saranno determinate dal tipo di alberi presso i quali essi si svilupperanno. Ad esempio i tartufi che crescono nei pressi della quercia,avranno un profumo più pregnante, mentre quelli vicino ai tigli saranno più chiari ed aromatici. La forma, invece dipenderà dal tipo di terreno: se soffice il tartufo si presenterà più liscio,se compatto, diventerà nodoso e bitorzoluto per la difficoltà di farsi spazio.
Correva l'anno 1929 quando per la prima volta Giacomo Morra fece il primo tentativo di pubblicizzare il tartufo all'interno della già consacrata Fiera d'Alba con una esposizione dei migliori tartufi raccolti ed ottenne un tale successo che si decise di farne una costante all'interno delle Feste vendemmiali. Naturalmente la manifestazione negli anni successivi destò sempre più interesse richiamando personaggi di alto livello nazionale. Nel 1930 The Observer si occupò con un esteso articolo della Fiera di Alba ed in particolare del tartufo. Nel 1932 Pinot Gallizio artista Albese fonda il "Palio degli Asini". Nel 1933 ufficialmente la Fiera d'Alba viene denominata "Fiera del Tartufo" e per la prima volta i vini locali come il Barolo, il Barbaresco e l'Asti Spumante si affiancarono al prodotto tartufo. Nel 1936 la VIII Fiera del Tartufo fu inaugurata da Umberto di Savoia e nel '37 da Pietro Badoglio. nel 1942 la Fiera durò solo tre giorni e venne sospesa a causa della guerra. Si riparte quindi nel 1945 ed il costo dei tartufi era salito a 3000 al Kg. Dagli anni '50 in poi la Fiera mantiene il compito specifico di promuovere a livello internazionale le nuove industrie albesi, lo sviluppo delle attività commmerciali, l'artigianato, l'agricoltura e i suoi prodotti. Le manifestazioni collaterali alla fiera assunsero una notevole importanza ad esempio con l'organizzazione di concorsi di pittura che portarono ad Alba grandi pittori come Menzio, Paulucci e Solavaggione. Nel 1967 venne ricostituito il Palio degli asini dando vita alle rievocazioni medievali della Giostra delle Cento Torri.



17 commenti:

Elga ha detto...

Cosa darei per poter assaggiare quell 'uovo! E la fiera, prima o pi ci verrò..

fiOrdivanilla ha detto...

bellissimo "racconto" e anche goloso :) leggere di storia e di ricette mi piace moltissimo..

I VIAGGI DEL GOLOSO ha detto...

Piacere di conoscerti ... Ma che bel blog !!! Siamo diventati tuoi seguitori e se vorrai contraccambiare ci farà piacere, così non ci perderemo di vista...
La ricetta con il tartufo è uno spettacolo !!!

Un saluto dai viaggiatori golosi ...

Gio ha detto...

post interessante e ottimi ravioli, peccato che non possa arrivarea d Alba a dare uno sguardo dal vivo! per il momento lo faccio attraverso il tuo blog :)
grazie e a presto!

Lo ha detto...

che coincidenza mentre leggo i tuoi post sto anche guardando Michael J. Fox intervistato al David Letterman Show...è sempre un grande! Sai che quasi quasi provo a fare le uov acosì omani...certo mi manca il tartufo prutroppo! un bacione

lucy ha detto...

uffi cnon è rimasto impresso.inanzitutto complimenti per la descrizione del post.e'da tanto che voglio andarci ma purtroppo mio marito non ama il tartufo.
il prissimo anno magari organizziamo una uscita insieme?baci!

Oxana ha detto...

Il mio marito ama il tartufo ma purtroppo è tanto lontano da noi, forse primo o poi ce ne andremmo;) Grazie per questo bellissimo post e ti ringrazio tanto per il tuo passaggio da me!
Un bacione

Milena ha detto...

L'anno scorso ho avuto modo di gustare a Milano i raviolini del plin: non so quanto fossero fedeli aal'origianle, ma erano buonissimi ....

madama bavareisa ha detto...

non sapevo che avessi fatto anche tu i plin! questi con la fonduta saran buonissimi, ma per me non sono i plin ;-) son tradizionalista!! :-)
per il tartudfo sono in attesa del prosismo w-end, quando avrò il mio pusher a portata di mano... farò danni, lo so.... ma non resisto! :-D

Elisa80 ha detto...

Io sento il profumo inebriante da qui ... adoro il tartufo, quello bianco poi .... è tardi ma un piattino di quelli da te descritti me lo farei volentieri ... beata te!!! Che invidia quell'uovo.ù
A prestoluile

Fico e Uva ha detto...

che meravigliose scaglie di tartufo.. mi sembra di sentirne il profumo fino a qui! la scorsa domenica l'ho gustato versione taglierini al burro..da svenimento!!!

Fabiana ha detto...

io l’ho persa.. ovviamente causa malattie.. che tristezza.. è il mio pellegrinaggio per il mese di ottobre.. mi piace tantissimo e mi piace tantissimo l’atmosfera che si respira.. un bacio

maetta ha detto...

mamma mia Twostella...i tuoi post mi fanno sempre andare in brodo di giuggiole.....abbiamo così tante cose in comune che leggerti mi fa sentire a casa...
bacioni

Sandra ha detto...

Uh ora come faccio a farmi passare la voglia di tartufo?? :)
Sempre ricchi ed interessanti i tuoi scritti
Brava

twostella il giardino dei ciliegi ha detto...

@tutti: grazie a tutte :-)

Baci

Aiuolik ha detto...

I raviolini del plin! Dopo che sono andata a Torino l'anno scorso il mio capo mi ha chiesto se li avevo mangiati, eccerto! Buonissimi! Ora sono molto molto tentata di provare a farli!

retriever ha detto...

Magnifico blog, bonjorno del Belgica, Buon domenico

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...