lunedì 27 febbraio 2017

Ricette delle Langhe: busìe, le bugie vuote e ripiene per Carnevale


Nei mesi di gennaio e febbraio da queste parti si frigge! Si sa, dopo le feste natalizie occorre spezzare il ritmo con qualcosa di leggero ...  ^ - ^  I ristoranti delle Langhe in questo periodo propongono un grande classico il fritto misto alla piemontese memoria dei tempi passati in cui nei mesi freddi si macellava il maiale e si approfittava per trovarsi a tavola nel condividere il frutto del lavoro e la collaborazione in famiglia e nelle borgate. Piatto molto laborioso ma altrettanto stuzzicante! Vi avevo già raccontato del mio pezzo preferito: i semolini o frittura dolce. Nelle cucine casalinghe però non si cede il passo si impasta e si frigge per deliziare il palato di grandi e piccini. Ecco che per il martedì grasso di domani vi consiglio il nostro dolce di Carnevale!
Le busìe, ecco il loro nome in dialetto, sono arrivate belle e pronte preparate dal cugino Enrico che ci ha offerto il delizioso dolce declinato in più modi: leggere e croccanti nella versione classica e ripiene, goduriose con la farcitura di confetture e Nutella.
Grazie Enrico!

Busìe
ingredienti
500 g di farina 00
3 uova intere
1 tuorlo
30 ml di liquore
50 g di burro morbido
8 g di lievito per dolci
un pizzico di sale
olio di arachide
zucchero a velo
facoltativo: scorza di limone
per farcire confettura a piacere e Nutella
preparazione
Nel bicchiere della planetaria versare la farina, le uova e il tuorlo, il liquore, il burro, lievito e sale. Lavorare sino ad ottenere un bell'impasto liscio ed omogeneo. Lasciare riposare un'ora. Sulla spianatoia tirare una sfoglia sottile con l'aiuto di un mattarello. Utilizzare la rotella dentata per ricavare delle strisce, dei rettangoli, della dimensione desiderata. Per ottenere le bugie ripiene si ricavano dei ravioli con la farcitura desiderata. Importante: sigillare bene i bordi per evitare la fuoriuscita del ripieno.
In un pentolino con il fondo spesso versare in abbondanza l'olio di arachide e portare in temperatura (circa 160°) e iniziare a friggere. Sgocciolare il fritto su carta assorbente. Attenzione: monitorare la temperatura dell'olio in modo da garantire una cottura uniforme, evitando di colorire eccessivamente il fritto. Devono essere giustamente dorate come quelle in foto.
Con l'aiuto di un colino spolverizzare con zucchero a velo e servire.

3 commenti:

Ely Valsecchi ha detto...

Il fritto misto alla piemontese.... Ora ti racconto la mia avvenura di qualche hanno fa... Eravamo a Torino ed era inverno, buio pesto, eravamo andati a visitare un'abbazia e ci siamo persi sulle colline torinesi. I bambini piccoli erano affamatissimi, noi non sapevamo dove andare. Capitiamo in un paesino sperduto con un'unica trattoria-bar, l'aspetto era davvero deloato ma dovevamo farli mangiare. Entriamo e ci propongono il fritto piemontese.... Mai mangiato nulla di più buono e gustoso, e quando abbiamo scoperto che c'era anche il fritto di dolce veramente ci siamo stupiti, abbiamo scoperto una cucina casalinga spettacolare!!!! E quest'anno quando andrò per la fiera del libro voglio ritrovarlo!!!!! Ritorniamo alle tue bugie, che immagino deliziose sia vuote che ripiene!!!1 Un abbraccio!

Elena Bruno ha detto...

@ely: che bel ricordo! ci sono diverse trattorie che nelle ricette della tradizione hanno i loro cavalli di battaglia :-) un modo per conoscere meglio il territorio ... un po' di cultura e un buon piatto sincero a tavola
Buona serata!

Manu ha detto...

Mi piacciono veramente tanto!
Grazie per averle condivise.
Ti abbraccio

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