venerdì 22 gennaio 2016

Cucina giapponese: Chirashi a modo mio e il vero wasabi


Grazie al cielo è venerdì!!! Che bella la sensazione, il week end inizia con la promessa di un po' di tempo accessorio per fare le cose con un pochino di calma :-) Ci vuole una cena gustosa e leggera che celebri degnamente la serata!  Sushi e sashimi sono uno dei nostri piatti preferiti. Questa variante prevede di accompagnare le fettine di sashimi (fettine di pesce crudo come salmone, tonno, persico, ecc ...) con un fragrante riso thai integrale condito con una punta di zenzero fresco grattugiato e qualche seme di sesamo nero tostato. 
Mettiamoci ai fornelli! Buon fine settimana a tutti!!!

Chirashi a modo mio
ingredienti per due
un pizzico di sale marino
un pezzetto di zenzero fresco
sashimi di salmone e tonno a piacere
zenzero in salamoia (gari)
pasta di wasabi
semi di sesamo nero
salsa di soia con poco sale
preparazione
Lessare in acqua bollente il riso thai per 20 minuti. Scolare e servire tiepido condendo con un po' di radice di zenzero fresco grattugiata. Decorare con semi di sesamo nero leggermente tostati in una padella antiaderente.
Gustare il riso alternando le fettine di pesce intinto nella salsa di soia, correggendo con un po' di wasabi (non scioglierlo nella salsa di soia!) e terminando con una fettina di zenzero-gari. (In foto, il contenitore di legno è il tipico bicchiere utilizzato dai giapponesi per gustare il sake).

Piccola nota sul vero wasabi.
Il wasabi che troviamo in commercio sotto forma di polvere o pasta è un surrogato a base di rafano. La vera radice di wasabi è tipicamente coltivata in Giappone in terreni ben drenati con abbondante acqua fresca corrente. I rizomi devono maturare per circa due anni prima di essere consumati, grattugiati freschi, per accompagnare i piatti Giapponesi. Oltre alla radice si possono consumare anche le foglie, come se fosse un'insalata ma sono meno aromatiche. Il wasabi deve essere consumato fresco e può essere conservato per alcuni giorni in frigorifero in un contenitore di vetro, con un pezzo di carta cucina per assorbire l'umidità. Qui su instagram potete vedere la radice che abbiamo assaggiato dopo una coltivazione di due anni.
Il confronto tra vero wasabi e surrogato ci ha fatto constatare che tutto sommato la copia è una buona approssimazione dell'originale :-) e' una buona notizia, perché non è facile da trovare!
Se volete tentare l'esperimento prendete il piantino e non comprate i semi. I semini richiedono condizioni particolari per germinare e rischiate di spendere dei soldi per nulla ...


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