domenica 30 novembre 2008

Preparativi

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C.S. 'Jack' Lewis: - Che ne dici Warnie, credi che saremo all'altezza di offrire un tè fatto in casa?-

Warnie Lewis: - Sì, credo si possa fare ... -
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C.S. 'Jack' Lewis: - Con il debito preavviso, naturalmente. -

(dal film: Viaggio in Inghilterra -titolo originale Shadowlands - invitando la signora Joy Gresham in partenza dalla stazione di Oxford. n.d.r. C.S. Lewis è l'autore di 'Le cronache di Narnia').


making off sultana scones

giovedì 27 novembre 2008

Focaccia prosciutto cotto e ricotta piemontese

focaccia prosciutto cotto e ricotta piemontese

Il sapore rassicurante di pane e olio, il profumo del prosciutto cotto e la dolcezza della ricotta si sposano in una sottile focaccia. Il pregio della preparazione è di non perdere la fragranza dell'affettato, che rimane morbido e gustoso; inoltre ponendolo come secondo strato, protegge la base dal formaggio fresco, che impedirebbe la giusta lievitazione della pasta.
Per una merenda per bimbi, per un antipastino veloce, per l'aperitivo, un jolly da non sottovalutare!
p.s. sai che soddisfazione aprire i vasetti delle conserve estive!!!! :-)
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Ingredienti
300 g farina bianca 00
200 g farina grano tenero 0 manitoba
1 cucchiaio di olio extra vergine
1 cucchiaio zucchero bianco semolato
1 pizzico di sale
1 cubetto lievito di birra fresco
250 ml acqua tiepida
200 gr di prosciutto cotto
200 gr di ricotta piemontese
3 cucchiai di olio al basilico
Stemperare nell'acqua tiepida lievito e zucchero, sciogliere accuratamente. Nel bicchiere dell'impastatrice versare le farine, l'olio e il sale. Iniziare a mescolare. Aggiungere l'acqua tiepida e procedere sino ad ottene un impasto liscio ed omogeneo. Formare una palla e lasciar riposare in luogo caldo e tiepido per 2 ore.
Mescolare la ricotta con due cucchiai di olio al basilico (essendo già salato non ho aggiunto sale).
Ricavare 2 pozioni di pasta . Stendere a sfoglia e sistemare nella teglia un primo strato. Coprirlo con le fette di prosciutto cotto (lasciando la pasta scoperta un cm tutto intorno). Stendere con una spatola la ricotta, sul prosciutto. Coprire con l'altra sfoglia di pasta. Far aderire bene i bordi. Bucherellare con una forchetta tutta la superficie. Spennellare con acqua e olio evo, condire con un pizzico di sale. Cuocere in forno a 190° sino a doratura.
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P.s. Mi farebbe molto piacere avere questo piccolo aiutante casalingo! Miaoooo

martedì 25 novembre 2008

il Cioccolato dai Maya al XX secolo


Ultimamente da queste parti si parla molto di tè, e sporadicamente di caffè ... ma non ci scordiamo di citare il cibo degli dei, che all'occorrenza diventa anche bevanda, la coccola più golosa che esiste: il cioccolato!

Twostella tendenzialmente non si fa mancare l'occasione di visitare le mostre organizzate dalla Fondazione Ferrero, sempre molto interessanti, sempre molto accurate. (Alcuni esempi: Dal duecento al Caravaggio a Morandi, Napoleone e il Piemonte).


Maggiori informazioni potete trovarle qui, per comodità vi riporto qualche brano di presentazione.

Questa volta il viaggio di approfondimento ruota intorno al cioccolato ...

Ciò che la mostra racconta è la storia di un’avventura che comincia molto lontano nel tempo e nello spazio, nella giungla equatoriale, fra la popolazione Maya. E’ qui che dai semi della pianta del cacao si comincia a ricavare il “cacahuatl”, la bevanda degli dei. In un’ambientazione che richiama atmosfere, suoni, profumi della giungla, si ritrovano in mostra preziosi reperti precolombiani ma anche i primi tasselli della scoperta europea del cacao. L’esposizione prosegue, nelle sezioni successive, con il racconto dell’evoluzione e dei cambiamenti che hanno accompagnato la lavorazione e la consumazione del cioccolato dal 1700 al XX secolo. Il dilagare della cioccolata nel Vecchio Continente passa tramite la Spagna, prima come bevanda quasi medicinale poi, scoperta la dolcificazione, come bevanda alla moda, ammessa dai Papi anche in periodi di digiuno perché corroborante, amata da Casanova per i suoi portentosi effetti sull’amore e sull’umore. Col tempo, nessuno nobile, ricco, borghese o religioso riesce a sottrarsi al piacere di una tazza di cioccolata. Le note di Mozart - che della cioccolata fu grande appassionato - accompagnano il visitatore tra importanti dipinti, argenti e porcellane di varie manifatture europee che documentano quello che ormai è diventato un rituale. A Versailles, come in tutte le corti dell’epoca, la nuova bevanda viene servita in ogni ora. Le manifatture di tutta Europa e in particolare quella di Sèvres lavorano senza sosta per creare servizi sempre nuovi adatti a porgere il nettare che viene da lontano. Successivamente, per tutto l’Ottocento e con continui sviluppi, si assiste alla messa a punto della produzione e della lavorazione industriale.
Nel 1802 il genovese Bozelli progetta una macchina per raffinare la pasta di cacao e miscelarla con zucchero e vaniglia. Circa vent’anni dopo, l’olandese van Houten mette a punto un processo che consente di isolare il burro di cacao partendo dalla pasta di cacao. Il cioccolato al latte viene creato per la prima volta nel 1875 dallo svizzero Daniel Peter e poco più tardi, nel 1879, Rodolphe Lindt a Berna crea la ricetta per il cioccolato fondente attraverso la tecnica del “concaggio”. Grazie a queste continue trasformazioni, il cioccolato smette di essere un patrimonio esclusivo e diventa un desiderio esaudibile per tutti, si diversifica moltissimo con l’obiettivo di raggiungere tutti e ovunque, assumendo le più diverse forme: pralina, cioccolatino, tavoletta. Macchinari, insegne storiche, immagini d’epoca e film consentono, nella sezione della mostra dedicata alle ottocentesche trasformazioni industriali, di vivere la magia della fabbrica del cioccolato, il luogo dove un seme diventa passione collettiva, espressa in mille forme e sfumature di sapori. Il Novecento aggiunge al mito del cacao nuovi ingredienti: creatività e design. Grandi artisti, da Fortunato Depero a Federico Seneca a Leonetto Cappiello, vengono messi al lavoro per dar forza a marchi e prodotti. Sulla loro scia, scendono poi in campo esperti di pubblicità e di marketing che fanno di Nestlé, Suchard, Lindt, Tobler, Perugina, Majani, Caffarel, Venchi-Unica, Ferrero, Elah Dufour, Feletti, Pernigotti marchi noti a tutti. E il cioccolato, declinato in modi diversissimi, assume significati che oltrepassano il prodotto in sé. Gianduiotto, Mon Chéri, Nutella - solo per citare alcuni prodotti diventati icone nel Novecento - connotano modi e momenti di vita e divengono veri e propri fenomeni di costume.


Dal 19 ottobre 2008 al 18 gennaio 2009
FONDAZIONE FERRERO
per informazioni. tel. 0173 295259; info@fondazioneferrero.it
Fondazione Ferrero • Via Vivaro, 49 - 12051 Alba (Cn) Italy
orari di apertura: da martedì a venerdì 15-19; sabato, domenica e festivi 10-19. Lunedì chiuso. Ingresso gratuito. Giorni di chiusura 24, 25, 31 dicembre 2008,1 gennaio 2009

lunedì 24 novembre 2008

La fattoria di mais

la fattoria di mais

Diciamo che ogni occasione è buona: periodo di compleanni oppure di onomastici, quando si riceve un invito, o per Natale, o per Pasqua, oppure come semplice pensiero ... insomma per ogni ricorrenza più o meno sociale e affettiva ...
A questo si aggiunge il fatto che io non sopporto di arrivare a mani vuote! Come colmare questo "disagio"!?! Preparare piccoli biscottini o dolcetti per un gentil pensiero :-)

Per Bicece e la sua utile raccolta :-)

Ingredienti
300 gr di farina bianca 00
100 gr di farina di mais bramata
100 gr di burro
150 gr di zucchero semolato
2 uova intere
2 cucchiaini di olio evo
8 gr di lievito per dolci
scorza di mezzo limone
Impastare, lasciare riposare per 30 minuti in frigo. Tirare la sfoglia e ricavare con le formelle a forma di animali (oppure stelle e altri decori). Infornare e cuocere a 180° in forno ventilato sino a doratura.

Per questa ricetta occorre la farina di mais: negli anni ho provato a usare sia la farina di mais fioretto (macinatura fine) sia la farina bramata. Devo dire che quest'ultima grazie alla macinatura un poco più rustica conferisce un effetto croccante che personalmente preferisco, perché dà un po' di carattere ai biscotti.

Sono migliori se consumati dopo un paio di giorni. Si conservano anche per un mese o due se chiusi in una latta (se non finiscono prima ...).

domenica 23 novembre 2008

Consommè in crosta di sfoglia


Consommè in crosta di sfoglia

Il profumo della pentola che bolle serbando al suo interno i profumi dell'orto e della carne ha sempre suscitato in me un'attrazione fatale. Nei nostri tempi tempi moderni i primi asciutti hanno un'ascendente maggiore rispetto alle minestre in brodo.

C'è una ricetta che ci arriva dal passato, di nobiltà vestita, che non può che suscitare simpatia. Una piccola cocottina immacolata con una coperta dorata di pasta sfoglia ... il fascino indiscreto della sorpresa per piccoli bocconcini di carne ...
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Ingredienti 6 cocottine
150 gr tritata magra di vitella
3 cucchiai di parmigiano reggiano
un uovo, un tuorlo
un trito di erbe aromatiche
sale e pepe nero
brodo filtrato
pasta sfoglia
un uovo
Amalgamare la carne con il formaggio, il tuorlo e condire con sale e pepe e il trito di erbe aromatiche. Ricavare delle piccole polpette grandi come una nocciola. Portare a bollore il brodo e cuocere le piccole polpettine. Riempire le cocottine per 2/3 di brodo suddividendo le polpettine profumando con un pizzico di pepe. Ricavare dalla pasta sfoglia un disco (rispetto al diametro del contenitore deve essere di circa un centimetro più grande). Incollare con l'aiuto dell'uovo sbattuto. Spennellare e decorare la superficie. Infornare a 180° sino a doratura.
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E ... bon appetit!

venerdì 21 novembre 2008

Paella

Paella di pesce

In Spagna ci sono stata due volte: nel 1989 per una vacanza in famiglia e nel 1998 in viaggio di nozze. Barcellona, Gerona, Torremolinos, Siviglia, Granada e tutta la costa sino a Gibilterra ... che meraviglia! Ho veramente dei bellissimi ricordi ... non saprei dire cosa mi è piaciuto di più.

Forse, se devo proprio cercare alcune eccellenze, non posso che citare l' Alhambra e la Cattedrale di Siviglia (immensa) luoghi assolutamente indimenticabili perchè si attraversa la storia, l'arte e la cultura. Sono nati per comunicare grandezza e bellezza, e non possono che suscitare le medesime emozioni anche all'uomo moderno.

Tutta questa premessa perchè se decidiamo di preparare un piatto spagnolo quale è la Paella, si affollano nella mente tutti i profumi e i paesaggi di quei viaggi ... Nessuno ci ha insegnato la ricetta originale a casa nostra si fa così:

Ingredienti per 6 persone
6 gamberoni
1000 gr di cozze e vongole veraci
200 gr di totani
200 gr di moscardini
200 gr di seppioline
200 gr di gamberetti
600 gr di riso
1-2 cipolle
piselli
peperoni
salsa di pomodoro
zafferano
vino bianco
olio extra vergine
brodo vegetale o fumetto
prezzemolo
sale, pepe, peperoncino

Tritare la cipolla e farla rosolare nell’olio e aggiungere i totani, moscardini, seppioline. Quando hanno finito di rilasciare l’acqua, bagnare con vino bianco e sfumare. Aggiungere la salsa pomodoro a piacere, sale e peperoncino.
In un tegame con olio e cipolla rosolati far aprire le cozze e vongole, condire con sale e pepe.
Preparare il soffritto con il battuto di cipolla, tostare il riso, bagnare con il vino bianco. Aggiungere il brodo, il sugo di pesce, le verdure a piacere e lo zafferano. Aggiustare di sale e prezzemolo.
Servire guarniti con i gamberoni e gamberetti saltati in padella flambé (al brandy).

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Mancano pochi giorni alla fine di novembre ... avete già pronto il vostro menù per il Afternoon tea award? Avete una riflessione o un pensiero che ruota intorno al mondo del tè? Curiosate nelle proposte di chi ha già partecipato e regalateci le vostre gustose idee! :-)

giovedì 20 novembre 2008

Budino di cachi, pere Madernassa e cioccolato fondente


budino di cachi, pera madernassa e cioccolato fondente
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Se ti regalano una cassetta di cachi che maturano alla velocità della luce, o mangi i frutti a ripetizione o trovi il modo di fare un budino! Devo dire che questo gentile omaggio è stato una sorpresa ... e non si è presentato l'annoso problema del cachi non maturo, che sa come farsi odiare :-( In passato ho provato con soddisfazione la mousse, ma questa volta non volevo utilizzare la panna, per lasciare spazio solo all'aroma della frutta.
La pianta del cachi, originaria del Giappone, nella stagione autunnale si fa notare negli orti e nei giardini. Tutte le altre piante sono scheletriche perché prive di foglie e i generosi alberi dei cachi sono carichi di gustosi frutti d'allegro colore arancione.
E siccome la frutta non è mai troppa, al banco ho trovato le fantastiche pere Madernassa ...
La Pera Madernassa è coltivata nell'Albese e nel Cuneese, nella Val Grana, fin dal secolo scorso. Ha avuto origine in un appezzamento della Cascina Gavello della Borgata Madernassa, allora nel Comune di Guarene, situata a metà circa di una collina esposta a levante tra i paesi di Guarene e Castagnito. La pianta madre risale al 1784 ca. e, in un primo tempo, questa varietà fu conosciuta col nome Gavello, ma in seguito fu indicata col nome Madernassa.
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Ingredienti per 6 persone
4-5 cachi
4 cucchiai di zucchero
2 fogli di colla di pesce
3 pere Madernassa
2 cucchiai di zucchero
50 gr di cioccolato fondente
cubetti di cedro candito
stracciatella di cioccolato
Lavare accuratamente le pere, metterle in un tegame aggiungere un bicchiere d'acqua e 2 cucchiai di zucchero. Coprire il tegame con un coperchio. Cuocere le pere Madernassa a fuoco moderato sino a quando risultano tenere (anche un'ora). Far raffreddare.
Sbucciare i cachi, passarli al passaverdura. Raccogliere la polpa in un tegame, aggiungere i 4 cucchiai di zucchero, scaldare sul fuoco. Appena sale il primo bollore spegnere il fuoco, aggiungere la colla di pesce ammollata in acqua fredda. Mescolare sino a completo scioglimento. Mettere in stampini monodose, raffreddare. Mettere in frigo per almeno 4 ore.
Sciogliere il cioccolato a bagnomaria. Servire i budini, decorati con un cucchiaino di cioccolato fuso e cubetti di cedro, mezza pera e un po' di gelato al cioccolato.
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Cachi vintage ... in bianco e nero :-)

Cosa si fa per non "sprecare" la frutta ...

mercoledì 19 novembre 2008

Orata al forno e insalatina con pomodori gialli


Dopo il primo piatto di gnocchi un filettino di orata al forno? E un insalatina? Insalata mista verde con un pizzico di giallo dei pomodori e un pizzico di rosso della melagrana. Tavolozza perfetta. Ops dimenticavo qualche semino di zucca :-)
Sto scoprendo che i pesci con lisca (trota, orata, branzino ...) fatti semplicemente al cartoccio sono proprio buoni!!! Insomma danno soddisfazione, accontentano tutti (soprattutto se qualcuno li sfiletta prima).
La ricetta è una non ricetta ...
ho preso un bel pezzo di alluminio, ho adagiato l'orata intera pulito e lavato, un giro d'olio evo, sale e pepe e un rametto di rosmarino fresco. In forno a 180° per 20 minuti. Sfilettare e servire.
Fettine di pane di segale per accompagnare.
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orata: gilthead seabream

C'è ancora spazio per un dolcino? O passiamo subito al caffè?

martedì 18 novembre 2008

Gnocchetti con noci e mele Royal Gala


gnocchetti con noci e mele royal gala
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Ecco il piatto forte di domenica, gnocchetti con un sugo un po' anticonformista con frutti di stagione. Questo primo piatto nasce da una collaborazione ...
Per la preparazione della pasta fresca... tutto rigorosamente ad occhio (a stim come si dice da queste parti) impastati direttamente dal marito ... Insieme all'agnello alla senape sono una sua completa esclusiva!!! Per cui si può dire che sono opera dell'altra metà del cielo, ops del giardino :-))).
Nessun segreto trapela ... o meglio visto che vengono così bene, perché devo imparare!?! Di tanto in tanto delegare (vedi il corriiiiiii di ieri :-)))) non è male!
Patate dell'orto, noci dell'orto che incontrano il profumo dei porri e la fragranza della mela croccante.
Visto che sono responsabile del sugo, ecco gli ingredienti e la preparazione.
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Ingredienti per 4 persone:
800 gr di gnocchetti
2 mele Royal Gala
2 cucchiai di porro tagliato a rondelle
2 cucchiai di noci sgusciate
un pizzico di sale e pepe
4 cucchiai di panna
olio evo
Scaldare in un tegame antiaderente due cucchiai di olio evo, stufare a fuoco lento il porro affettato. Aggiungere i cubetti di mela (io ho lasciato la buccia rossa, ha dato un piacevole tocco di colore al piatto), rosolare per un paio di minuti. Aggiungere le noci spezzettate, aggiustare di sale e pepe. Spegnere il tegame, aggiungere la panna. Portare a bollore l'acqua, salare, quindi buttare gli gnocchi. Appena salgono a galla, scolarli. Saltare gli gnocchi nel tegame e servire caldissimi.
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Pura poesia ...

lunedì 17 novembre 2008

Grissini di sfoglia con semi di papavero e sesamo

Grissini di sfoglia con semi di papavero e sesamo
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Pant, pant ... corriiiii è di nuovo lunedìììì ... dopo un tranquillo week end di faccende domestiche, incentivate dal bel tempo, eccoci qui inesorabilmente sulla soglia della nuova settimana. L'agenda trabocca di impegni, scadenze eppure in questa blog-oasi fatta solo di bellezza un breve riassunto degli esperimenti culinari della sottoscritta, con complici familiari di tutto rispetto!

Da cosa si inizia? Un piccolo stuzzichino, semplice e spezza fame, mentre la cuoca (ari-pant, ari-pant) tra tegami e fornelli prepara la sequenza :-)))

Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia
semi di sesamo
semi di papavero
1 uovo
Preriscaldare il forno a 180°. Spennellare la base di pasta sfoglia con l'uovo leggermente sbattuto. Far aderire un misto di semi di sesamo e di papavero. Pressare i semi con il mattarello. Tagliare con un coltello, lunghe lasagne di pasta. Posizionare sulla placca antiaderente, attorcigliando un paio di volte il bastoncino di sfoglia. Cuocere in forno sino a doratura. Si possono preparare anche il giorno prima. Servire con l'affettato preferito: prosciutto crudo di Parma o speck!
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E voi come siete messi? Lottate anche voi con il tempo, usate bigliettini promemoria o siete un computer con tutte le scadenze fissate nella mente?
In tutti i casi, buona settimana!!!

sabato 15 novembre 2008

Chi copia è privo di fantasia


Tutto è iniziato perché un'attenta osservatrice ha messo un po' di sale sulla coda :-)))) a qualcuno che tiene una rubrica di "ritagli". A catena Alex Kja Sandra Elena di Comida Aiuolik Anna Stella di sale e molti altri ci hanno dato informazioni preziose segnalando chi ha fatto del "copia incolla" una ragion d'essere. Vi rimando ai loro post per approfondire e vi lascio solo una piccola considerazione.

Ho provato lo stesso fastidio nel veder replicate le mie cose (ma chi lo aveva fatto, penso in buona fede, alla mia richiesta ha tolto le pagine caricate), come mi ha indisposto ritrovare le alzatine di Elena, il budino al cioccolato di Anna, le acciughine di Sandra, le gite di Alex, ecc.... scopiazzate da ignoti!

Per trovare un lato positivo a quello che è successo è notare la solidarietà spontanea dei tanti veri foodblogger. E' bello constatare che nonostante internet sia molto esteso, prima o poi i nodi vengono al pettine! Grazie anche agli amici che vedono, segnalano, informano ... e ti guardano le spalle :-)
Chi copia è solo, triste e privo di fantasia.

mercoledì 12 novembre 2008

Oxford: Pub The Bear

oxford: carfax tower
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E saltelliamo da una parte all'altra del globo :-))))
Non vi mancava un piccolo post britannico? Nessuno in crisi di astinenza dagli appunti vacanzieri!?! Un flebile voce giunge dai meandri di internet ... (sarà solo l'eco della mia voce!?!) :-P

E' il turno di Oxford. Città incantevole contea dell'Oxfordshire in Inghilterra, sede dell'Università di Oxford, la più antica università del mondo anglosassone. Proprio dalla Carfax Tower, dopo aver ammirato la splendida vista panoramica che offre, può iniziare un'interessante passeggiata nel cuore della città, attraversando la storia, l'architettura e la cultura inglese. Il Museum of Oxford, Christ Church College, the Bridge of sighs (il ponte dei sospiri), la Bodleian Library solo per citare alcune cose che ci sono piaciute.
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the bear
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Proprio ad Oxford abbiamo scovato uno dei pub più interessanti in cui siamo stati nei vari pellegrinaggi britannici. L'anno scorso passeggiando per High street a Oxford notiamo una piccola insegna con raffigurato un orso che indica il pub in una via traversa.
Davanti al locale, il menù ci ha convinto e siamo entrati per pranzare. Ha proprio l'aria di un vecchio pub, probabilmente molto adatto per turisti. Tutti quei quadri con le cravatte tagliate (cravatte di tutti i tempi di studenti, docenti, sportivi, ecc.), la boiserie che tappezza le pareti, il caminetto, il bancone ... tutto porta allo stereotipo della vecchia taverna inglese. L'insegna recita an historic pub since 1242, anche l'immaginazione vuole la sua parte. Luce soffusa, ambiente raccolto ...


the cut-off tie collection

E si sa se uno prende una "cotta", vede solo i lati positivi come l'atmosfera, il servizio, il cibo, la vera senape inglese (che se sbagli a dosarla ti fa piangere come un bimbo ... alla stregua del miglior wasabi, slurp!) e la birra spillata a regola d'arte.


E quest'anno, contrariamente al nostro "credo"(se stai bene in un posto in vacanza, mai ripetere l'esperienza ... perché a volte la magia potrebbe spezzarsi!) abbiamo sfidato la sorte e ci siamo tornati!!!!
Sarà stata una congiuntura astrale, ma siamo stati anche meglio! La gestione è cambiata, i tavoli e i pannelli sono stati ristrutturati (senza modificare nulla, ma rinfrescando l'ambiente) , personale gentilissimo. La cucina è più curata, leggera, ingredienti freschi e anche rimpiattata in modo appetibile. Più da ristorante che da pub.

steak and ale pie

Il contorno della steak and ale pie (spezzatino tenero in un cofanetto di sfoglia) fagiolini, carote lessate al punto giusto e un purè di patate con semini di senape all'antica :-), trito di prezzemolo fresco.

fish and chips

Per il fish and chips, anche una bella insalata mista con vinaigrette e salsina a parte!

Bear Inn

6 Alfred Street
Oxford, OX14 EX
Tel: 01865 728164

martedì 11 novembre 2008

Fiera del Porro di Cervere

Cervere sabato 8 novembre 2008

Autunno ed è tempo di fiera a Cervere (provincia di Cuneo)! Dall'8 al 23 novembre 2008 un appuntamento per conoscere e gustare il Porro di Cervere. Avevamo già notato, al Salone del gusto di Torino, lo stand dedicato al Consorzio per la tutela e valorizzazione del Porro di Cervere:-))))
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Particolarità della zona di origine. A Cervere la produzione è legata a metodi di coltivazione tramandati di generazione in generazione. La componente leggermente calcarea dei terreni sabbiosi nelle zone di esondazione del fiume Stura, il clima umido della zona, l’abbondanza delle acque di sorgente per l’irrigazione e le particolari condizioni di luce, costituiscono quell’eco sistema che, unito al particolare sistema di coltivazione fanno del porro di Cervere un prodotto unico, dal fusto sottile, particolarmente tenero, con un sapore dolce che ha nulla a che fare con l’aglio o la cipolla di cui è parente stretto. Questo prodotto si presta bene ad essere cucinato nei modi più svariati utilizzando prevalentemente la parte bianca del fusto.

Cervere: Piazza Umberto I
Origini storiche. Di questa specie non si è riusciti ad identificare la forma selvatica e, di conseguenza, non si hanno notizie certe sulla zona di origine. Da alcuni studiosi è stata ipotizzata un’origine celtica risalente a 3.000 anni A.C.. Il Porro era noto e coltivato nell’antico Egitto già 2.000 anni prima di Cristo.

Valori nutritivi. Un etto di porri, puliti dalle foglie e radici sviluppa 29 calorie e contiene: g. 87,8 di acqua, g. 2,3 di proteine; g. 0,1 di grassi; g. 5,2 di zuccheri solubili; g. 1,2 di fibra mg. 0,8 di ferro; mg. 54 di calcio; mg. 57 di fosforo; mg. 0,06 di vitamina B1; mg. 0,08 di vitamina B2; mg. 0,5 di Vitamina PP; tracce di Vitamina A; mg. 9 di Vitamina C unitamente a modesti quantitativi di Magnesio, Sodio, Potassio, Manganese, Silicio ed essenza di sulfo-azotata. Per le suo particolari caratteristiche organolettiche il porro è un ortaggio che presta per la sua cucina rustica e popolare o per essere utilizzato nella gastronomia sofisticata e raffinata.
Proprio per la sua dolcezza, trovo il porro di Cervere adatto alla cucina dei nostri giorni, ovvero cucina leggera e moderna. Con un fornitura di ottima qualità ecco le mie ispirazioni:


Petali di baccalà e Porro di Cervere


Ravioli con i Porri di Cervere e uovo di quaglia



Fusi di pollo con fondente di Porri di Cervere, patate dolci e castagne
E per dare il merito a chi ha coltivato con sapienza antica questa eccellenza, io ho utilizzato per le ricette i porri, fascio numerato ed etichettato con il simbolo della Torre di Cervere n.ro 5732, dell'
Azienda Agricola Marengo Francesco
ViaVittorio Emanuele II, 10
12040 Cervere (CN)
tel. 0172.474306
mail:
matteo.marengo@gmail.com
Visto cha la provincia di Cuneo è detta provincia Granda è un piacere parlare delle eccellenze di altre zone! Siamo separati solo da qualche collina :-) Se avete ancora qualche curiosità: amici di Cervere.

lunedì 10 novembre 2008

Crema di zucca e latte con amaretti

crema di zucca e latte con granella di amaretti

Per il contorno dell'agnello ho utilizzato solo mezza zucca. Cosa fare dell'altra metà? Una bella crema, leggera e saporita seguendo le orme dei buonissimi tortelli di zucca (solo l'ispirazione, verso una interpretazione molto più light!)

Ingredienti
zucca
sale integrale
un bicchiere di latte
un pizzico di pepe nero
granella di amaretti
In un tegame cuocere i cubetti di zucca con pochissima acqua e sale. Quando la polpa risulta morbida, togliere dal fuoco, aggiungere il bicchiere di latte (regolatevi, la consistenza deve essere cremosa, per cui occorre utilizzare la giusta dose di liquidi) e frullare con il minipimer. Servire in cocottine con un giro di olio evo e un pizzico di pepe nero. Finire con la granella di amaretti.

domenica 9 novembre 2008

Menù autunnale de "Il giardino dei ciliegi"


Menù autunnale de "Il giardino dei ciliegi"

Prosecco con sfogliatine calde


Coniglio con misticanza e melograno


Risotto ai finferli con chips di zucca


Agnello in crosta di erbe


Tiramisù soffice alla ricotta


Caffè e Piccola pasticceria



Eccovi il promemoria del menù raccontato passo passo questa settimana. Un augurio per una felice domenica in compagnia dei vostri cari!
Mettiamo anche un po' di musica E se domani della splendida Mina ...


E se domani io non potessi rivedere te, mettiamo il caso che ti sentissi stanco di me quello che basta all'altra gente non mi darà nemmeno l'ombra della perduta felicità. E se domani e sottolineo "se" all'improvviso perdessi te avrei perduto il mondo intero non solo te

sabato 8 novembre 2008

Tiramisù soffice alla ricotta


tiramisù soffice alla ricotta

Oggi è una magnifica giornata! Sole che spende nel cielo, l'aria è limpida e frizzantina ... si vedono le Alpi innevate, uno spettacolo!!!
Veniamo a noi. Il momento del dessert ... un mini tiramisù servito in piccoli bicchieri, alleggerito rispetto la versione originale prendendo spunto da una precedente esperienza che trovate qui. Matrimonio di crema pasticcera alla vaniglia e ricotta piemontese freschissima e cremosa. Tutti i tratti classici e familiari sono conservati: velo di cacao amaro, crema soffice, savoiardo, le intense note del caffè espresso. Provate la versione che vi ho proposto, anche solo per il gusto di avere un confronto (e niente paranoie per le uova crude ...)

Ingredienti
caffè ristretto
savoiardi
cacao amaro
per la crema: 2 uova, 200 gr di zucchero, 500 ml di latte, 1/2 stecca di vaniglia, 45 gr di farina, 250 gr di ricotta

In un tegame montare le uova con i 200 gr di zucchero e poi unire il latte intiepidito profumato alla vaniglia. Scaldare sul fuoco e togliere al primo bollore. Lasciare raffreddare.
Montare la crema pasticcera fredda di frigo con la ricotta.
Alternare nei bicchieri la crema, i savoiardi inzuppati di caffè e crema. Finire con una spolverata di cacao amaro.
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English please
Espresso Coffee, savoiardi (ladyfinger biscuits), bitter cocoa powder
for cream: 2 eggs, 200 g of sugar, 500 ml of milk, 1 / 2 stick of vanilla, 45 grams of flour, 250 grams of ricotta cheese
In a mixing bowl, beat eggs and sugar. Add the warmed up vanilla milk. Heat until the mixture starts to boil. Remove from the heat. Cool to room temperature.
Then, go get the custard cream from the fridge and whip up with the ricotta cheese.
Dip the savoiardi into espresso coffee.
In the glasses, alternate layers of cream and biscuits. Dust with powdered bitter cocoa.

venerdì 7 novembre 2008

Agnello in crosta di erbe e zucca caramellata

Periodo di zucca!!! Godiamoci l'ortaggio autunnale più versatile. Per questa ricetta io ho utilizzato una zucca gialla con scorza verde. La polpa è particolarmente compatta, è sicuramente adatta per un ripieno per i tortelli, ma anche di grande soddisfazione per un contorno, cotta semplicemente al forno!
Il contorno dalla tonalità dolce si accompagna benissimo alle corde della carne di agnello arrosto profumato dal bouquet delle erbe aromatiche. Se avete a disposizione un po' di chutney di mango si completa il quadro con delicate sfumature fruttate.

agnello in crosta di erbe e zucca caramellata

Ingredienti per 4 persone
una spalla di agnello
olio evo
2 spicchi d'aglio in camicia
zucca a quadrettoni
un cucchiaino di zucchero di canna
due cucchiaini di sale aromatico
timo, origano e rosmarino

In un tegame, adatto alle temperature del forno, rosolare la spalla di agnello in poco olio evo sino a doratura. Togliere dal fuoco. Amalgamare un cucchiaino di sale aromatico con una manciata di rosmarino, timo e origano tritati finemente. Cospargere in modo uniforme la spalla di agnello. Rimettere nella teglia, sistemare i quadrati di zucca intorno alla carne (conditi con un cucchiaino di sale alle erbe e lo zucchero di canna) e unire un paio di spicchi d'aglio vestiti.

Infornare per 40 minuti a 180°, se la zucca risultasse già tenera spostarla dalla teglia, e infornare la carne ancora una ventina di minuti controllando la cottura. Deve risultare perfettamente rosolata da tutti i lati. Servire le fette di carne con la zucca. Si accompagna bene con un chutney di mango.

giovedì 6 novembre 2008

Risotto ai finferli con chips di zucca

Dopo il melograno arriva il turno dei funghi, e per essere precisi il mercato offriva finferli freschi! Se volete un consiglio pratico per pulire i funghetti seguite le istruzioni di Alex!
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risotto ai finferli con chips di zucca

Ingredienti per 4 persone
300 gr di riso Superfino Roma
olio evo
una noce di burro
una cipolla
vino bianco
1/2 litro di brodo di carne
finferli due manciate :-)
zucca gialla
Affettare la zucca con la mandolina, condirla con l'olio, il sale e il rosmarino tritato. Mettere le fettine ben distanziate sulla placca e infornare.
Pulire i funghi, lavarli e tagliarli a pezzetti. Soffriggere a fuoco basso una mezza cipolla tagliata a piccoli cubetti. Aggiungere i funghi lasciare cuocere 10 minuti, regolando di sale e pepe, un pizzico di prezzemolo tritato.
In una teglia antiaderente mettere due cucchiai d'olio e una noce di burro dove far appassire una mezza cipolla tagliata a cubetti. Tostare il riso e sfumare con vino bianco. Aggiungere i funghi trifolati e il brodo caldo. Coprire con un foglio di alluminio e infornare per 20 minuti.
Servire con la decorazione di chips di zucca, e un giro di olio evo.

mercoledì 5 novembre 2008

Coniglio con misticanza e melograno

Vi suggerisco un menù con ingredienti di stagione. Così per domenica siete attrezzati per il menù della festa :-) Oggi parto dalla proposta dell'antipasto.
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coniglio con misticanza e melograno

Ingredienti
rolata di coniglio con farcitura prosciutto e pancetta
rametti di rosmarino
olio evo
aceto balsamico
sale integrale
insalatina mista
chicchi di melograno
Cuocere la rolata di coniglio il giorno precedente. Io ho acquistato la rolata già pronta dal macellaio :-), l'ho appoggiata su di un cartoccio di carta d'allunimio, ho irrorato di olio evo e ho messo abbondanti rametti di rosmarino. Ho cotto per due ore a 180°. Ho lasciato raffreddare e ho lasciato riposare in frigo per una notte.
Al momento di servire affettare sottilmente la rolata, adagiare sul piatto. Al centro disporre le foglioline di insalata mista, ovvero lattughino, foglie di spinacio, rucola, cerfoglio, direttamente dall'orto autunnale :-). Completare con chicchi di melograno, un giro di sale, olio e aceto balsamico.

martedì 4 novembre 2008

Fast food :-)


Discussioni a non finire sul fast food ... con accezioni quasi sempre negative. Questo piatto che si realizza in cinque minuti di orologio è fast nella realizzazione, per cui la velocità diventa un pregio se le materie prime sono di prima qualità. C'è solo un piccolo trucchetto ... in cantina deve essere presente un barattolo che racchiude i profumi dell'estate :-)! Vi racconto brevemente il contenuto del prezioso vasetto così come viene preparato dalle diverse generazioni della famiglia, qui i tempi sono un pochino più slooooow :-):
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Salsa di pomodoro alla piemontese (o ragù vegetale)
pomodori
sedano
carote
cipolle
(aglio facoltativo)
basilico, prezzemolo
salvia, rosmarino
Lavare e asciugare le verdure. Tagliare a pezzi tutte le verdure (ci deve essere una predominanza di pomodori) e mettere in un tegame. Aggiungere le erbe aromatiche. Portare ad ebollizione e cuocere due-tre ore sino a giusta consistenza. Salare, passare al passaverdura. Lasciare raffreddare, mettere in vasetti puliti e sterilizzare con la bollitura per 20 minuti.
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Come utilizzare la salsa? Per la pasta, per la carne ... e per le uova! Adatta a tutti dai pupetti in sù!
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Uova al tegamino con ragù di verdure
un vasetto di salsa
2 uova
olio evo
Scaldare l'olio evo in un tegame antiaderente, aggiungere un po' di pomodoro (quantità a piacere). Quando la salsa è calda sgusciare due uova. Con il cucchiaio di legno far rapprendere il bianco, amalgamarlo al sugo. Lasciare intatto il tuorlo, che cuocerà mantenendo il centro morbido. Servire con belle fette di pane.
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La scarpetta è d'obbligo :-) Non è deliziosamente fast!?!

lunedì 3 novembre 2008

Pub: influenze indiane e messicane

Per l'appuntamento della cena nei pub gallesi abbiamo esplorato anche proposte non propriamente indigene come piatti di ispirazione indiana (contaminazioni dovute anche alla storia ...) e messicana. Con il filo conduttore del piccante peperoncino, gradevole e non eccessivo ...

chili con carne
In questa foto la proposta del pub, ma appena posso, vi preparo la mia ricetta così posto foto e procedimento per riprodurla a casa :-))))

Passando ai piatti indiani, ho assaggiato e scoperto due tipi di pane:

plain naan

naan ovvero tipo di pane piatto cotto nel forno tandoori il cui impasto è arricchito da yogurt, butter ghee (diciamo burro chiarificato) e kalonji (nome indi, in inglese si traduce nigella seeds e in italiano semi di grano nero)

poppadoms

poppadoms ovvero un sottile e croccante cialda preparata con la farina di lenticchie, che può essere fritta (come nella foto) o cotta sulla piastra. Quella fritta è decisamente più buona, quella in versione light rivela decisamente il sapore della lenticchia in modo troppo marcato. Accompagna perfettamente il sugo speziato...


Chicken Jalfrezi, rice, poppadoms and potatoes

Come ti copio il piatto indiano!?! Non avendo a disposizione la ricetta ho fatto un po' di testa mia, essendo uno spezzatino speziato con sugo ...


My chicken Jalfrezi, rice and potatoes

4 fette di petto di pollo
1 cipolla
1 peperone
1 tazza di passata di pomodoro
mezzo limone
1 cucchiaino di cumino
1 cucchiaino di curry
1 cucchiaino di zucchero di canna
coriandolo fresco
sale q.b.
peperoncino
olio d'oliva

Soffriggere la cipolla affettata e aggiungere il peperone tagliato a bastoncini. Condire con un pizzico di sale. Aggiungere la salsa di pomodoro, profumare con il cumino, il curry, un po' di peperoncino, un cucchiaino di zucchero di canna. Tagliare il petto di pollo a piccoli pezzi, rosolarlo in un tegame con poco olio, bagnarlo con succo di mezzo limone e unirlo alla salsa. Finire con un trito di coriandolo fresco (io ho usato il prezzemolo :-P).
Servire caldo accompagnato da riso pilaf e spicchi di patate (scottati in acqua bollente e cotti al forno con poco olio).

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Siamo entrati nel mese di novembre ... avete già pronto il vostro menù per il Afternoon tea award? Curiosate nelle proposte di chi ha già partecipato e regalateci le vostre gustose idee! :-)

domenica 2 novembre 2008

Cena rustica

Come tradurre una buona spesa in una buona cena in pochi passi? Cucinare è divertente, ma ci sono settimane che ci prosciugano le forze ... per cui mettersi ai fornelli è fuori discussione.
Se si va a Demonte, non manca una tappa al Caseificio Valle Stura. Partiti inizialmente con la produzione del solo latte fresco, le referenze proposte si sono allargate ai formaggi freschi prima, ai formaggi stagionati poi, al burro, alla panna, ai gelati ed ultimamente nello spaccio aziendale sito presso la sede a Demonte, anche alla carne conferita dai suoi soci.
Per il pane, sempre fornitura della montagna, sempre a Demonte sotto i portici, Il forno di Danilo.
Per cui ecco la nostra cena ...

pane e affettato

panino all'olio e bocconcini di salame crudo

pane di segale e speck

filoncini al sesamo e prosciutto cotto

focaccia e prosciutto crudo

paesana e salame cotto




Filetto al pepe nero

Ingredienti per 4 persone
4 fette di filetto
sale integrale e pepe nero
poca farina
olio evo
una noce di burro
brandy
200 ml di panna
in una padella scaldare olio evo e burro, e rosolare le fette di filetto leggermente infarinate a fuoco vivo. Condire con sale e una bella macinata di pepe nero. Sfumare con una goccia di brandy (per chi ha dimestichezza, procedere con il flambè). Unire la panna rigirando le fette e spegnere il fuoco. Servire caldissimo con patate lesse e pane di segale.

E visto che non possono mancare le contaminazioni birra inglese scura!

Per finire in dolcezza sempre gelato del caseificio, alla nocciola :-) che io adoro ... slurp!

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