mercoledì 26 novembre 2014

Cucina giapponese: Uramaki for dummies


Negli anni '90 ascoltavo volentieri la radio durante i pomeriggi doposcuola. Un po' di studio, un po' di musica. Non mi dispiaceva ascoltare le chiacchiere dei dj, per scoprire qualche novità. 
Trasmettevano da Milano. 
Quando parlavano di sushi e sashimi, per di più da asporto, avevo crisi di invidia ... qui in provincia avremmo dovuto aspettare ancora un decennio prima di poter dire "vado al ristorante giapponese" ...
Il sushi e il sashimi così eleganti, così essenziali. Amore a prima vista. 
Non li avevo ancora assaggiati ma già sapevo che ci saremmo frequentati con assiduità :-)
Nel tempo il rapporto si è evoluto, tanto che i maki sono balzati alla mia attenzione. Ma non un maki qualunque ... gli uramaki, dove l'alga nori  con il suo sapore di mare è all'interno della farcitura.
Non sopporto i futomaki, l'alga è all'esterno. un po' dark ... Questione di gusti ...
Stabilito che ci piacciono sushi-sashimi-maki, sarebbe semplice andare al ristorante e comprarli belle e fatti!?!! Noooo, noi ci complichiamo la vita. Prepararli a casa, lottando con lo stuoino, il riso, la farcitura non ha prezzo.
Però ... (c'è sempre un però) nella fase maki 1.0 preparavo tutto io.
Ora, mi compro il riso bello e cotto al ristorante e devo solo raffreddarlo e condirlo :-P ... Evvaiiii benvenuto maki 2.0.
Infatti cuocere il riso è giù mezza impresa. Probabilmente il passaggio un po' più lungo. La  cottura secondo il metodo giapponese prevede come primo passaggio sciacquare i chicchi di riso sotto l'acqua corrente sino a quando quest'ultima diventa chiara (nel frattempo il riso perde amido). Poi si cuoce il riso coprendolo con l'acqua, rispettando tempi precisi sino ad assorbimento (vedi qui). Se volete provare acquistate il riso per sushi.
Torniamo a noi. Farcitura preferita per il nostro uramaki? Avocado, carote e philadelphia.
Poco giapponese? sicuramente, ma è di nuovo questione di gusti :-)
Ecco guardando le foto mi è già venuta voglia di rifarli ...

Uramaki avocado, carote e philadelphia
ingredienti per due rotoli di maki
una porzione di riso cotto (acquistato al ristorante giapponese)
2 cucchiai di aceto di riso
un cucchiaino di zucchero
un pizzico di sale
1 foglio di alga nori
1/4 di avocado maturo
una carota
philadelphia q.b.
sesamo bianco e nero tostato q.b.


Scaldare leggermente l'aceto (senza portare a ebollizione) e sciogliere sale e zucchero. 
Foto 1 Versare sul riso e rimestare con un cucchiaio di legno (se anche il contenitore del riso è di legno aiuta la procedura di raffreddamento, favorendo l'evaporazione dell'acqua in eccesso). 
Foto 2  Preparare la farcitura. Tostare in padella per qualche secondo l'alga. Tagliarla a metà per lungo (nella foto 2, mezzo foglio d'alga). Tagliare l'avocado a striscione e le carote crude a fette sottili.
Foto 3 Sullo stuoino (coperto con un foglio di pellicola per facilitare le operazioni e mantenerlo pulito) stendere la metà dell'alga e distribuire metà del riso, inumidendo le mani con acqua fredda.
Foto  4  Stendere i semini di sesamo.
Foto 5  Girare la preparazione (i semini devono appoggiare sullo stuoino e l'alga essere verso l'alto) Stendere al centro una striscia di philadelphia, sistemare tre-quattro strisce di avocado e altrettante di carote.
Foto 6  iniziare a sollevare lo stuino, arrotolando su se stressa la preparazione, schiacciando bene il rotolino.
Tagliare in otto pezzi, bagnando la lama del coltello con acqua fredda.
Servire con pasta di wasabi e zenzero, e una ciotolina di salsa di soia con poco sale.


Lo sapete che la pasta verde piccante che chiamiamo wasabi, in realtà non è wasabi ma rafano?
Ma questa è un'altra storia ... a presto :-)

5 commenti:

giuli ha detto...

Ma che belli! Infondono un senso di freschezza!! Anche a me piace molto la cucina giapponese e la tua versione personalizzata di questi maki é proprio stuzzicante!! Bravissima!!

Elena Bruno ha detto...

Grazie giuli :-) sì è una versione golosa e leggera ... Tanto che viene voglia di rifarli subito!

Scribacchini ha detto...

Bellissimi!
Peccato che per noi (Kat)il pesce sia consentito e il formaggio no :-)
Però li gustiamo con gli occhi.
Remy

SpirEat ha detto...

Belli loro! Anch'io vado matta per queste cosucce ed ho persino seguito un corso per imparare a farli. Il riso, come dici tu, è la parte più difficile, non sapevo si potesse comprare dal ristorante...

Anna Luisa e Fabio ha detto...

Anche io ho sempre avuto la passione per il giapponese e mi sono divertito apreparare qualcosa. In effetti la cottura del riso è sempre la parte più delicata.
Questi però non ho mai provato a farli, li trovo bellissimi, oltre che buoni e prima o poi ci proverò.
A mangiarli già sono bravissimo :-)

Fabio

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