sabato 15 novembre 2014

Chips di zucca spinosa e salsa piccante


Durante l'84^ Fiera internazionale del Tartufo Bianco d'Alba mi sono divertita a gironzolare tra i diversi banchetti dei mercati: in particolare mi sono rifornita dai Mercati della Terra di Piazza Pertinace e quelli di Campagna amica in Piazza Medford. Tra le verdure che ho portato a casa c'è anche questa curiosa zucca piena di spine ... perché!?!? vi domanderete voi ...
Amarcord. Mi sono ricordata quando trent'anni fa un amico di famiglia le coltivava e le regalava anche a noi.
Sinceramente non sapevo cosa preparare così ho sperimentato.
Prima impresa pelarle, con tutte quelle spine da porcospino!!! All'interno si trova un grosso seme. La polpa è chiara, ha un sapore delicato e tendente al dolce. Mi ricordo che mia mamma la tagliava a fette e la friggeva, come le melanzane (a cui assomiglia abbastanza per sapore).
Essendo di forma ovale ho ricavato dei bastoncini e con le parti ritagliate dei cubetti.
Le ho fritte, separatamente, in olio extra vergine d'oliva. Quelle a bastoncino le ho servite caldissime, con un pizzico di cristalli di sale marino, con salsa messicana piccante.
Quelle a cubetti le ho cosparse di paprica e servite con dip indiane e pane con semi di nigella (piadine con lievito madre insaporito con i semi).
Buonissima in entrambe le versioni!
Enjoy :-)

Il Chayote (Sechium edule) è una specie della famiglie delle Cucurbitacee, originaria del Sud America e coltivata nei paesi dell'area costiera del continente e nelle isole. Il maggior esportatore di Chayote è la Costa Rica. È conosciuto anche in Italia, dove è chiamato zucca centenaria, zucchina spinosa, patata spinosa, melanzana spinosa, melanzana americana, lingua di lupo: in realtà è corretto chiamarlo con il suo nome italianizzato dal nome scientifico Sechium Edule (quindi Sechio) oppure col nome spagnolo chayote, di origine atzeco (chayutli).
Il chayote è il frutto di un ortaggio, ha forma ovoidale che può raggiungere i 15 cm di lunghezza; il colore superficiale può andare dal verde scuro (quando il Chayote è acerbo) fino al giallognolo (Chayote maturo e dunque commestibile).
La parte più interna del frutto è l'embrione ed il seme (botanico) della pianta, mentre tutta la polpa circostante del frutto costituisce in buona parte sostanza di accumulo e riserva del seme stesso, (condizione di viviparità), il tutto, interno ed esterno, costituisce quindi il seme (in senso orticolo) della pianta.
Presenta alcune volte delle caratteristiche escrescenze aghiformi che la rendono molto riconoscibile e particolare. Il Chayote è commestibile, come anche le sue foglie e le sue radici che alla fine della primavera possono essere trattate come asparagi e quindi anche conservate sott'olio o sott'aceto.






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