sabato 23 novembre 2013

#MangiareMatera: Sòma d'aj piemontese con il Pane di Matera (e Sòmina, per i più piccoli)


Sòma d'ajPane di Matera, olio extravergine d'oliva e aglio

#MangiareMatera è una magnifica occasione per conoscere prodotti lucani di qualità e imparare qualcosa di più sulla Basilicata. Non ho ancora visitato questa bella regione italiana,  ma visto che la via del cuore passa attraverso lo stomaco ... , gustando il loro pane, la loro pasta e utilizzando nella mia cucina la semola di grano duro inizio il mio innamoramento  :-)
Nelle loro parole sul blog ho trovato affinità con la mia passione per la cucina, il territorio e la tradizione  "Mangiare Matera diventa un invito ed un augurio: una città da “mangiare” con gli occhi, un pane (con tutti gli altri prodotti), da vivere e scoprire. Proveremo a nutrire corpo e anima, perchè non si vive di solo pane, ma anche di storia, tradizioni, cultura, tutti valori che sono dietro il nostro lavoro."

#MangiareMatera è anche un concorso organizzato da Mangiare Matera e ospitato dal blog di Teresa De Masi Scatti Golosi per il quale ci hanno chiesto di cucinare, creare, assaggiare. E così abbiamo fatto :-)

Quando martedì mi hanno consegnato la bella pagnotta di pane di Matera, non ho resistito e l'ho subito affettato,  ottenendo tante fette a forma di cuore ^-^! E l'abbiamo subito apprezzato un po' nature (ha una mollica che profuma di grano) e un po' condito con l' olio.
Questo mi ha riportato indietro con la memoria e ho ripensato ad un pasto tipico dei lavoratori delle Langhe in tempo di lavoro in campagna: la Sòma d'aj accompagnata da grappoli d'uva e a volte da formaggio. Ora vi spiego.
La Sòma d'aj, è un modo semplice e rustico di condire la fetta di pane con una strofinata d'aglio (aj) e un giro di buon olio extra vergine, magari quello nuovo, e per finire un pizzico di sale. Nell'operazione di condire il pane, riveste importanza la crosta che essendo resistente trattiene meglio l'aglio e a seconda dei gusti si può abbondare o solo profumare. Si può preparare sia con il pane fresco (da noi la forma tipica sono le biove o le paesane con crosta ruvida e poca mollica) sia con il pane tostato che aiuta a condire meglio la mollica.

Pane di Matera, pomodoro cuore di bue, olio evo e le "Rape d' San Martin"

Io che non amo molto l'aglio preferisco la versione per i più piccoli, la Sòmina (così la chiamano a casa di mio marito), dove si strofina la fetta di  buon pane con il pomodoro maturo intinto nell'olio e sale, schiacciandolo per benino, per far assorbire alla mollica tutto il sugo! La mangiamo volentieri in estate con il moscato bello maturo (quando gli acini sono belli croccanti, e dall'aspetto "risunent" arrugginito) o il dolcetto.
A fine novembre le vendemmie sono finite, ma nei filari si possono ancora scorgere i "rapulin" (piccoli grappoli) anche detti "Rape d'San Martin", grappoli di San Martino perché sono ancora acerbi, poco maturi, durante la vendemmia di ottobre e completano la maturazione verso la metà di Novembre (San Martino è l'11 novembre). Adesso sono piccoli grappoli abbandonati, ma una volta venivano utilizzati per una seconda vinificazione.
Il nonno Emilio utilizzava questi grappoli piccoli di Novembre e li univa ai raspi della pigiatura dell'uva matura (fatta a fine vendemmia), li faceva fermentare e otteneva la "pichetta" un vino rosato da bere fresco durante l'estate.




Il Pane di Matera (Mangiare Matera)
Il nostro pane affonda le sue origini nella storia di Matera, Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
La sua produzione è affidata alle sapienti mani dei nostri artigiani panificatori che, ogni notte, da decenni, trasformano le semole rimacinate dei migliori grani duri lucani nel buon pane di Matera.
Il nostro lievito madre, conservato con cura ed attenzione, ed ottenuto da frutta fresca di stagione lasciata a macerare con farina ed acqua, dà al pane consistenza, profumi e sapori di un tempo, proprio come il pane che i nostri genitori producevano nelle antiche case dei Sassi di Matera.
Il tutto attraverso il rispetto di un rigido disciplinare di produzione, che garantisce il consumatore e sostiene l’agricoltura lucana, in considerazione dell’utilizzo di grani duri provenienti esclusivamente dalla nostra regione.
Nasce così il nostro Pane di semola rimacinata di grano duro “Mangiare Matera”, che, grazie al matrimonio perfetto fra lievito madre, i migliori grani duri lucani e la lavorazione artigianale, garantisce nove giorni di conservazione, come il pane di una volta.
Per voi siamo in grado di produrre, nelle tradizionali forme “a cornetto” oppure “alta”, qualkunque tipo di pezzatura, da quella tradizionale del peso di 1kg a quella “storica” (legata all’uso e consumo di una volta) da 5kg sino ad un massimo di 15kg.

3 commenti:

MilenaSt ha detto...

Allungherei volentieri la mano, se non sapessi che cozzerei contro un beffardo monitor che mi fa solo ammirare cotanta bontà!

Elena Bruno ha detto...

@milena: invitante semplicità! :-) mi diverte cucinare ma di fronte a certi prodotti viene voglia di semplificare!

Donatella Bochicchio ha detto...

mmmm....mi sembra di sentire il profumo!

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