venerdì 2 maggio 2008

Piaceri e dispiaceri

Oggi sono in vena di meditazioni, per cui metto giù due riflessioni in merito all'argomento cibo.
Il cibo è una necessità. Ma sotto certi aspetti è anche un privilegio, la fortuna di vivere in un paese come l'Italia, ci permette di scegliere cosa mangiare e come mangiarlo.
Il cibo è cultura, è parte della socialità, è un modo di comunicare, è poesia, è letteratura.
A proposito di narrativa, ci sono due immagini suggerite da letture fatte nell'adolescenza che riassumono l'aspetto positivo e l'aspetto negativo legato al cibo.
il piacere
La prima scena deriva dalla lettura dell' "Apollonia della marmellata" dalle "Favole al telefono" di Gianni Rodari. E' la rappresentazione dell'ingegnosità delle cuoche d'altri tempi che sapevano creare con pochi ingredienti veri capolavori.
La favola racconta di una donnina tanto brava a fare la marmellata, così brava che arrivavano da tutte le valli per farsi confezionare marmellate di mirtilli, prugne, ... Un giorno una donna molto povera, non avendo altra frutta, le portò i ricci di castagne. E l'Apollonia tanto fece che dai ricci delle castagne cavò la meraviglia delle marmellate. Quella donnina aveva le mani d'oro e d'argento, e avrebbe fatto la marmellata anche con i sassi! Per me ha il significato dell'ascolto degli altri, dell'umiltà, della sapienza in cucina.
il dispiacere
La seconda deriva dalla lettura di "Marcovaldo" di "Italo Calvino", in questo caso è il riassunto delle sensazioni di disprezzo e di rifiuto. Nonostante la fame, ci sono alimenti che respingiamo, per l'odore, per l'aspetto, per il significato che esprimono.
Nella novella accadde che la moglie di Marcovaldo, Domitilla, per ragioni sue, comprò una grande quantità di salsiccia (di dubbia qualità). E per tre sere di seguito a cena Marcovaldo trovò salsiccia e rape (ortaggio pallido e sfuggente che non aveva mai potuto soffrire). A mezzogiorno, di nuovo: la sua salsiccia e rape fredda e grassa lì nella pietanziera (che portava al lavoro non potendo rientrare a casa per pranzo).
Mi sembra quasi di sentire le sensazioni di Marcovaldo che osserva gli avanzi che sanno di metallo, con il vago sospetto che la moglie riesca a trovare il modo di fare un dispetto a distanza!
Sono sicuramente due libri rimasti nella memoria, un modo di raccontare la vita ai bimbi e ai ragazzi attraverso brevi novelle.

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